VULTURES VENGEANCE – “Dust Age”
(High Roller Records) Onore e gloria ai romani Vultures Vengeance che continuano a coltivare un tagliente e, inteso come merito e non il contrario, datato epic heavy metal. È il secondo album in studio “Dust Age” ed è incalzante, ruggente, con suoni che sembrano fuoriuscire dagli anni ’80. Tutto sembra un po’ compresso e al contempo affatto distante (altro…)
(Roman Numeral / Machine Tribe Recordings) Presentati come black ambient/death industrial, dalle note per la stampa, il duo finnico appare come un connubio tra noise, dark ambient e drone, volto a raggelare il sangue di chi ne fruisce. Si tenti pure ad ascoltare in cuffia e al buio questo lavoro e ci si torturerà da soli! La voce non è tale ma solo 

(Folter Records / Alive) Mai originali i Violentor, forse anche prevedibili nella loro cruda essenza, fatta di un ibrido tra Possessed, Venom, Slayer della prima ora, i Motörhead ovviamente e infine la croce rigorosamente rovesciata. Questo sono e questo lo sanno fare e bene. “Burn In Metal” è la nuova opera di nichilismo, distruzione e lingua di fuoco 
(Dusktone) È stato pubblicato in settembre “Non Auro Sed Ferro”, il debut album degli Vltor che presenta musica che assorbe la tradizione culturale mediterranea e il paganesimo dell’antica Roma. In sostanza gli Vltor sono intenti a usare il passato della nostra area geografica come protagonista del senso di ciò che suonano. Nel debut 


(Eclipse Records) Valkyrie’s Fire è il nome altisonante scelto dagli statunitensi del Tennessee, in attività da poco tempo e tant’è vero che questo EP è la prima pubblicazione importante dopo un paio di singoli. Sono autori di un power metal di taglio sinfonico i Valkyrie’s Fire e presentano al microfono due cantanti: Bettie Floyd e Adam Sanders. Joey 
(Graviton Music Services) È Valéry Granson, chitarrista cinquantenne belga, il titolare di quesito progetto che mette al centro la sua fiammante chitarra, contornata da uno stuolo di musicisti da capogiro. Innanzitutto se Steve Vai e magari Joe Satriani sono tra i vostri dei della sei corde, Val Experience Band si avvicina proprio a quei mondi. Anche 

(Scarlet Records) È Matt Peruzzi la novità per il nono album in studio della power/prog band toscana. Il batterista dei Labÿrinth si aggrega ai Vision Divine per dare il via a questa trilogia aperta da “Blood And Angels’ Tears”. La storia narra di un’epoca ignota, dimenticata, dove tre angeli sono banditi dal regno di Dio, colpevoli di essere 

(Massacre Records) In Sassonia i Voice vi nascono verso la fine degli anni ’80 e a oggi hanno pubblicato sei album. “Holy Or Damned” arriva ben sette anni dopo il precedente e conferma le intenzioni e l’appartenenza della band all’heavy metal melodico con i suoi sforamenti power e hard rock. 



(Reigning Phoenix Music) Questa formazione statunitense ha piazzato sul mercato ben due EP ma tra il 2016 e il 2021. Curioso ma non una scelta discutibile perché lanciarsi subito in un debut album senza aspettare che la creatività lieviti e si affini per raggiungere livelli solidi, è qualcosa che alla lunga si paga. 

(MDD Records) A quattro anni da “Straight to Hell”,
(Dusktone) I Vigljos vogliono esibire con “Tome I: Apidae” la loro visione e attitudine del black metal attraverso radici medioevali, dark e dunque di taglio ancestrale. La band svizzera è totalmente calata nelle modalità del genere in stile anni ’90 con pezzi dal passo spedito, melodie grigie, tastiere che si sommano a queste chitarre 

(Scarlet Records) I battaglieri e fieri Verikalpa piazzano sul mercato il proprio quarto album in carriera che i finnici infarciscono del loro folk metal glorioso, allegro, variopinto per 



(Hammerheart Records) Se l’intenzione era quella di creare qualcosa con un umore oscuro, dalle atmosfere notturne e occasionali lineamenti gotici, allora l’obiettivo è stato completamente centrato. L’ex Acheron Vincent Crowley incide un album di heavy-doom-death metal dal registro tenebroso e con