MÖRK GRYNING, in arrivo la reissue di “Tusen år har gått”
A fine gennaio la Eisenwald ripubblicherà un classico del black svedese. Si tratta di “Tusen år har gått”, ovvero l’album di debutto, datato 1995, di questa band scioltasi nel 2005 dopo la release dell’album omonimo.
La release userà l’artwork originale, ridisegnato con elementi di quello dell’epoca ed aggiunta di parti nuove ed ottimizzate. Ci sarà un booklet di 16 pagine il quale comprenderà foto della band risalenti agli anni ’90, immagini inedite, con una intervista recente. Saranno comprese anche due bonus tracks, tratte da demo o registrazione di prove.
Uscirà in jewelcase e digipak limitato a 500 copie. Seguirà una versione in vinile nel corso dell’anno. (altro…)

(Napalm Records) Dopo l’assurdo (ma divertente) EP “Rotkäppchen” (
(Indie Recordings) I Vreid sono la reincarnazione dei Windir; sono semplicemente gli ultimi Windir senza il compianto Valfar. Ma questa è una cosa estremamente nota. I Vreid, anche se nati
(Hells Headbangers) Due soli brani, per sei minuti di metal estremo, grezzo e primordiale, in questo 7” uscito per la Hells Headbangers, che vede fronteggiarsi due bands dalle sonorità che molto devono ai Venom delle origini. Sul primo lato,
(Unglodly Ruins) Non mi piace citare i gruppi da cui provengono i singoli musicisti o spettegolare sul fatto che un dato gruppo è nato dalle ceneri di un’altra realtà musicale. In fin dei conti se c’è una formazione nuova con un nuovo nome un motivo dovrà
(Svart Records) Svedesi si, ma per una serie di cose legati al lontano Oriente (la cantante è nata in Svezia ma ha chiare linee giapponesi, il chitarrista ha militato nei giapponesi Church Of Misery). Ma i collegamenti si fermano decisamente qui. I Night
(Blood Harvest Records) Necrosemen non è manco una band. È una one man band. Anzi, è più appropriatamente definibile come un’entità. E svizzera per giunta, quindi influenzata dagli stessi paesaggi che hanno ispirato, tra gli altri, Celtic Frost e
(Iron Bonehead Productions) È difficile collocare stilisticamente questa one man band all’interno della musica metal. Se da un lato si sente che il compositore ha voluto dare libero sfogo a tutte le sue fantasie musicali, dall’altro lato non si può non notare
(Nuclear War Now! Productions/I, Voidhanger Records) Più che uno Split siamo di fronte ad un vero e proprio EP dei francesi Ysengrin, dediti come sempre ad un particolarissimo quanto emblematico
(Wormholedeath Records) One man band russa piuttosto ermetica… attivo da una decina di anni (questo è il terzo disco sulla lunga distanza), questo uomo solitario propone un Black che non è per tutti. Non ci sono
(Nuclear War Now! Productions) Dopo il non certo esaltante LP di inizio anno (
(CCP Records) Mi piace pensare che alla morte (almeno artistica) dei Morbid Angel è come se un sovrano fosse morto all’improvviso e che orde di guerrieri se le stessero tutt’oggi dando di santa ragione per prendersi
(Iron Bonehead) Questo trio ha compensato la scarsissima frequenza di uscite discografiche (un album e questo EP in quindici anni) con una qualità nettamente sopra la media. Ogni riff ha avuto tutto il tempo
(Lake Of Fire Productions) Sono uscite discografiche come queste che mi portano sempre più a pensare che il Black sia definitivamente emigrato dalla Norvegia alla Svezia (Dissection, Watain, Marduk…). Per carità,
(Ván Records) Con una grafica del moniker molto simile a quella del leggendario barbaro Conan, non mi potevo che aspettare una musica da barbari. Vale a dire un Thrash sporco e rozzo, con una sterzata decisa
(Argonauta Records) Due tracce. Oltre quaranta minuti di atmosfera. Drone? Ambient? Doom? Sicuramente gli Shabda non hanno confini, come dimostrarono con l’ottimo “
(Autoprodotto) Dall’underground italiano sbucano fuori questi rockers, i quali si dichiarano influenzati dal grunge e dallo stoner. Musica già sentita o miscuglio impossibile? Assolutamente no. Questo loro debutto
(Rightrack Records/Universal) Vengono dalla Nuova Zelanda con l’etichetta di fenomeni casalinghi, ma di sicuro dovranno farsi le spalle larghe i Devilskin, se vorranno mantenere lo stesso status. La band capitanata dalla talentuosa singer e da una triade di fratelli vuole un
(Autoproduzione) Proprio seguendo il consiglio che il nome stesso della band da, qui non siamo in un genere preciso, quindi tanto vale dare etichette. In quattro tracce gli italiani mettono passione e
(Avantgarde Music) “Outer” è sostanzialmente il debutto di questa band internazionale (ma con radici Italiane) e fa seguito a “A.S. 777”, il demo del 2009 composto dai membri originali, ovvero il vocalist Nihil e 