SUBSTRATUM – “Stratosphere” (EP)
(Divebomb Records) Dopo il full-length “Permission to rock”, tornano all’assalto con un EP i classic metallers di Seattle Substratum: i passi avanti sono molto significativi, e questi cinque brani (altro…)
(Divebomb Records) Dopo il full-length “Permission to rock”, tornano all’assalto con un EP i classic metallers di Seattle Substratum: i passi avanti sono molto significativi, e questi cinque brani (altro…)
(Gaphals) La scena hardcore punk svedese ha avuto una lodevole storia iniziata negli anni ’80. Gente come Totalitär o Wolfbrigade hanno inciso lavori di un certo spessore e dato una direzione a molti, tuttavia non (altro…)
(BMG) I miei colleghi certo si stupiranno di un’analisi così lunga e particolareggiata di un disco da parte del sottoscritto, ma la ragione è ovvia. Un album degli A Perfect Circle, specie se arriva a quindici anni dall’ultimo (altro…)
(autoproduzione) La storia dei Siksided inizia verso il 2010 a Trieste, con elementi provenienti anche da Udine e dal goriziano. Nel 2014 un demo, poi qualche cambio in formazione e oggi il primo album arrivato dopo un lavoro di registrazione in uno studio di Triste e quello di masterizzazione (altro…)
(AFM Records) Arriva a quota cinque la discografia dei Voodoo Circle, band capitanata dal chitarrista Alexander Beyrodt, sempre con il bassista e collaboratore Mats Sinner al suo fianco. Sempre ispirati all’hard rock classico, i Voodoo Circle (altro…)
(Carnal Records) Tornano gli svedesi Grá con il terzo album che fa seguito al singolo “Ramsvarta tankar” uscito l’anno scorso (ma non incluso nell’album). Si sente un certo aumento di intensità nel sound della band, più violenti, un (altro…)
(Nadir Music) Album affascinante, comunque impegnativo sia per la musica che per le atmosfere, le melodie. Si ha la sensazione che con “Mot” la band abbia scelto una trama, dedicandosi poi al proprio sviluppo, al suo intreccio. Scatti death metal, un sostanziale thrash (altro…)
(Napalm Records) Ho conosciuto questi pazzi dei Tengger Cavalry grazie alla compilation “Mongol Metal” e li ritrovo oggi… con il loro ultimo album: sembra che la formazione si sia appena sciolta, e dunque “Cian Bi” chiuderebbe la nutritissima serie delle loro pubblicazioni (altro…)
(Moribund Records) Puntuale come la fine, giunge il sequel della esalogia “Nostalgia…” del maestro della depressione Vardan. (altro…)
(Cimmerian Shade Recordings / United By Chaos Records / Symbol Of Domination) “Formador” ha tutte le carte in regola per divenire una delle next big things in ambito estremo. Per il loro secondo album, gli spagnoli Pànico Al (altro…)
(Svart Records) Adoro perdermi nel suono e nella poesia in lingua madre dei finlandesi Sammal. Il loro precedente album, “Myrskyvaroitus” (recensione qui), risale al 2015: il nuovo lavoro ha avuto bisogno di una pausa creativa… (altro…)
(Pulverised Records) L’opener e title track ha atmosfera, è solenne, condita di una melodia reiterante che serpeggia in questi oltre sei minuti con grazia, lasciando il passo a qualche riff sabbathiano e a un (altro…)
(Transcending Obscurity Records) Gli australiani Greytomb tornano con un EP dopo il full length di debutto del 2016: un black metal atmosferico, ricco di melodia ma anche di ombre, labirinti oscuri, (altro…)
(autoproduzione) Brigo lo abbiamo incontrato un paio di anni fa. O forse un paio di livelli fa. O forse stava dentro quell’altro game. Non ricordo. Comunque mi guadagnai un botta di bonus ed extra life scrivendo di “It Works!”, il suo debutto come solista (clicca qui per vedere com’era il livello precedente). (altro…)
(Nuclear Blast Records) Sembrano vivere una seconda giovinezza gli Anthrax. Dopo i lusinghieri risultati ottenuti con “For All Kings”, album decisamente superiore al moscio “Worship Music”, i thrashers newyorchesi si sono imbarcati (altro…)
(Steamhammer / SPV) Semplici, basilari, tanto hard rock. The Amorettes sono Gill Montgomery, voce e chitarra, Hannah e Heather McKay, rispettivamente batteria e basso. Le tre scozzesi si ripresentano con un nuovo album, fatto di canzoni percorse da un hard rock creato da riff sia (altro…)
(Harvest Of Death/Signal Rex) Questo split prodotto in un affascinante 10” contiene le prime prove ufficiali di due gruppi se si escludono i rispettivi demo. Gli Holocausto Em Chamas sono (altro…)
(Nuclear Blast Records) Il neon. Tutto parte da quel neon. Quando uscì il primo video del singolo “Interdimensional Summit” si scatenò il finimondo. Un olocausto mediatico assurdo. Schieramenti di ‘pro’ in aperto conflitto con (altro…)
(Ektro / Hydra Head) I finlandesi Pharaoh Overlord, band composta da membri dei pazzi Circle, sono pura pazzia. Giungono al nono album (ovviamente denominato “Zero”… considerando che i primi quattro erano numerati.. da 1 a 4… evitate di cercare (altro…)
(Agonia Records) I Susperia sono nati nel 1998, quando Tjodalv era il batterista dei Dimmu Borgir e Cyrus un ex Satyricon e Old Man’s Child. I due all’epoca pensarono di realizzare qualche canzone, ma attraverso uno stampo decisamente più melodico rispetto a quanto la scena black offrisse in (altro…)
(Satanath Records/Symbol Of Domination/Final Gate Records) Curioso l’album dei russi Taiga. Su un impianto sonoro che alterna black rabbioso e tratti calmi e riflessivi vengono poggiate (altro…)
(Selfmadegod Records) Le deviazioni mentali, le patologie psichiche, i serial killer, sono questi gli argomenti che ispirano il terzo album dei Feto In Fetus. Linfa concettuale perfetta per il brutal death metal dei polacchi, arricchito da spedite situazioni grindcore. Sound (altro…)
(Satanath Records/The Eastern Front) Sei tracce più un’intro vanno a formare un disco piuttosto canonico per gli standard del black metal. Un po’ tutti i cliché del caso sono presenti nella (altro…)
(Divebomb Records) Incorniciato da una copertina che credo possiamo definire pacchiana senza offendere nessuno, arriva in redazione il secondo album dei Substratum, band di Seattle guidata dalla carismatica cantante Amy Lee Carlson. (altro…)
(AnnapurnA / Old Europe Cafe) Rumore. Tanto rumore. Rumore elettronico. Digitale. Rumore industriale. Rumore glaciale. Rumore destabilizzante che si diffonde in una oscurità (altro…)
(Ipecac Recordings) Cosa resta da fare a una band che suona e pubblica da almeno trent’anni? Magari di realizzare un album con due bassisti! Ecco lo spunto, il traino per questo “Pinkus Abortion Technician”, che vede Dale Crover e Buzz Osbourne, affiancati da Steven (altro…)
(Ektro / Ruton Music) Il ‘cerchio’ si chiude. Ancora una volta. È impossibile che un progetto finlandese così assurdo non abbia a che fare con gentaglia che milita nei Circle. Infatti ecco nuovamente Jussi (altro…)
(Drakkar Entertaiment) Finlandia e power metal: un binomio spesso vincente, senza andare a scomodare Stratovarius e Sonata Arctica… i Thaurorod, qui al terzo platter, prendono il nome da Tolkien e i temi prevalentemente dalla storia umana, (altro…)
(Memento Mori) Il ritorno in auge del death metal old school ha in qualche modo permesso a molti giovani di addentrarsi in queste fantastiche sonorità, e questo non può che rendermi felice, visto che amo questo genere da almeno venticinque anni. Il (altro…)
(Invictus Productions) L’EP del 2014 “Death’s Crown is Victory” aveva fatto ben sperare tutti gli appassionati, ma ci sono voluti altri quattro anni per avere un nuovo disco dei Solstice: il che significa che gli anni di distanza dal precedente full-length, (altro…)
(Svart Records) Secondo album per Kohti Tuhoa, formazione finlandese considerata tra le più interessanti provenienti dalla Scandinavia in ambito hardcore. La considerazione goduta dalla band è a mio avviso meritatissima, visto (altro…)
(Ektro Records) Io non oso neppure immaginare cosa abbia spinto un gruppo attivo dal 1988 a produrre proprio ora il suo primo album, per giunta composto da soli cinque pezzi. Aspettarsi (altro…)
(Dornwald Records) Niente di amichevole con i Nostalgic Agony, band italiana devota al depressive black più estremo, più di confine, la colonna sonora per lasciare questo mondo con convinzione e sublime distacco. È palese l’influenza di Xasthur, in (altro…)