Le nostre recensioni di novità o album già in circolazione, le impressioni, le sensazioni, le analisi e dei nostri ascolti su tutta la musica della scena metal & rock.
PRION – “Uncertain Process”
(Comatose Music) “Uncertain Process” rievoca il death metal della Florida, ma trascinato verso velocità attuali (che ricordano i Decapitated) e con una tecnica che tende a rendere i pezzi degli scomparti che si incastrano tra loro. I Prion suonano in modo robusto, solido, contornato da un lavoro (altro…)
(Moribund Records) Quanto male e quanta decadenza può essere catturata e canalizzata in musica? Vardan, la one man black metal band italiana ha passato la ventesima release. Tra usciti ed in previsione siamo già a cinque pubblicazioni nel solo 2015. Una produttività immensa,
(Mighty Music) Nono album per i Francesi No Return, band in circolazione già da venticinque anni che ha sfiorato il successo mondiale nel 2002 col bellissimo “Machinery”. Il gruppo Transalpino propone da sempre una commistione tra death melodico vicino a quanto fatto dagli
(Nuclear War Now! Productions) Quando devi catalogare e inscatolare tutto dentro determinate categorie ci sono sempre degli elementi che restano fuori, che non sai dove mettere perché sfuggono ad ogni tentativo di etichettamento. I Chaos Echoes sono ciò che resta sempre fuori dalla scatola, ciò che viene
(Autoproduzione) Ep di debutto per i folk metallers Isenmor, dal Maryland, che hanno la particolarità di avere in formazione addirittura due violinisti! E i cinque pezzi qui presentati (la versione fisica ne contiene altri quattro, due cover e due versioni acustiche)
(Indie Recordings) Ci sono realtà che se non vengono collocate in un preciso ambito geografico e culturale non potranno mai essere comprese. E’ il caso dei Seigmen, gruppo famosissimo nella patria Norvegia e sconosciuto nel resto del mondo. Certo se si decide di usare la propria lingua madre al posto
(Renverse Productions) Non so… Sarà per la produzione realmente approssimativa, sarà per la mancanza assoluta di idee; ma proprio non trovo alcun appiglio per salvare un gruppo come questo. Il tentativo di usare il francese come lingua del cantato è sicuramente da applausi, ma non basta a far
(Autoproduzione) Dalla fredda Norvegia, questi Iumenta arrivano al traguardo del debutto. Sei tracce sono pochine rispetto lo standard attuale, ma tanto basta al combo per far sentire la propria voce. L’inizio è già una scommessa: “Blood” e “Clone”, prime due prove del platter, vogliono infatti misurarsi
(Indelirium Records) L’Aquila e Termoli, cioè My Distance e The Memory, in coabitazione in questo “Bridges”. Le due band hardcore spartiscono equamente la release con cinque pezzi a testa. I My Distance si fanno promotori di un hardcore non troppo cattivo, ma sicuramente arrabbiato
(Moribund Records) A meno di due anni dall’ottimo “Virgin Sails” tornano i leggendari Satan’s Host con un doppio album che scarica tonnellate di metallo sopra la vostra tomba, occultando per sempre i vostri miseri resti. Ovviamente senza dimenticare di dannare per sempre la vostra anima al dio oscuro, al tiranno
(Mighty Music) Giungono al debutto gli Svedesi Unfaithful, band dedita ad un metal potente e cadenzato ricco di groove e con una spiccata attitudine hardcore, come si può evincere anche dalle tematiche affrontate, improntate nel sociale, in particolare la lotta al bullismo, al punto di devolvere una parte degli introiti
(Blood Fire Death) Devo ammettere di trovarmi in difficoltà. “Kharon” è il classico album che mi fa impazzire come ascoltatore, ma che mi mette in crisi come recensore, perché è davvero un’impresa ardua descrivere il genere suonato dagli Spagnoli Chaos Before Gea. Nelle note biografiche, la band descrive il proprio
(Autoproduzione) Francesi al secondo full-“length”, The long Escape hanno le carte in regola per attirare i consumatori più giovani e smaliziati di progressive metal. Non inventano niente i transalpini, ma non si perdono in lungaggini e hanno un appeal che a tratti è proprio radiofonico.
(Massacre) Dal Brasile debuttano gli interessanti Hevilan, che si avvalgono del guest drumming di Aquiles Priester (Primal Fear) e della partecipazione, su un brano, di Warrel Dane; è la Massacre Records a prendere in consegna quest’album per il mercato europeo (in Brasile è già uscito nel 2013).
(Hells Headbangers / Werewolf Records) Un nuovo capitolo di black metal, puro, semplice e come lo si suonava molti anni fa. Black metal distruttivo, spietato e votato al pentacolo nero. Satanic Warmaster dell’unico e solo Werwolf, è un’icona del genere e noi tutti sappiamo cosa
(Rustblade Rec.) Nel 1985 Lamberto Bava, insieme alla produzione di Dario Argento, rilascia il film “Dèmoni”. La colonna sonora è di Claudio Simonetti, tastierista dei Goblin e celebre per le sue composizioni nei film di Argento. La Rustblade in occasione dei trentesimo anniversario del film pubblica
(Autoproduzione) Nati come cover band, i finlandesi Red Room Ensemble si lanciano nel 2014 nella composizione di brani originali, e danno oggi alle stampe questo disco breve (otto pezzi per meno di quaranta minuti) ma ben riuscito e dalle svariate influenze.
(Autoproduzione) Eurynomos e Buran, polistrumentista il primo e voce il secondo, sono i Dawn Of A Dark Age. Il duo attraverso un black metal barocco si concentrano sulle vicende di “The Six Elements”, un’epopea tematica che con questo album raggiunge il secondo volume dei sei previsti. Black metal barocco, con un tessuto musicale
(Nordvis) Terzo lavoro per questa stranissima band americana. Genere imprecisato: si spazia dal black al folk, all’ambientale, al noise, al quasi-post metal e questi quaranta minuti è presente una vasta gamma di emozioni che mutano gli stati d’animo, cambiano il pensiero, ridipingono il colore del giorno. E della
(Coroner Records) Sound a cavallo tra i ’70 e gli ’80, epopea Deep Purple di quegli anni, per esempio, oppure dei Whitesnake. Hard rock melodico, infarcito di tastiere e una spigliata e agile struttura musicale che nonostante venga riproposta quindici anni dopo
(autoprodotto) Ci sono piccoli gioielli che fanno sognare, che fanno viaggiare la mente, che aprono nuovi orizzonti. Spesso questi tesori sono celati, nascosti nei posti meno frequentati o meno noti per quanto riguarda la scena musicale. Qui siamo in India. Per la precisione Bangalore. Lontani da scenari
(Nuclear War Now! Productions) Giunti al loro quarto album, questi greci sono dediti ad un black dai suoni piuttosto moderni. E per chi come me pensa che tale affermazione sia un ossimoro insanabile, l’unica possibilità che resta ad una band per risultare interessante è stupire con soluzioni inedite. Ahimé
(High Roller Records) Un paio di anni fa fecero un singolo. Timido debutto nel mondo della musica. Dati i contenuti stranissimi ricordo elogiai quella scelta e alla fine della recensione scrissi “Un sapiente concetto che mescola heavy e power con trip mentali, pseudo dance del passato e una visione del suono non
(autoprodotto) Intanto per cominciare questo album in un certo senso non esiste. Non è mai uscito. Data di release non pervenuta. La storia racconta che agli inizi del 2000 la band toscana, dopo il successo del primo lavoro, “Pink Evil Jokes” (metà anni ’90), registrò il secondo album. Si intitolava “Gunge” e fu
(Napalm) Dalla sempre fertile scena canadese la Napalm Records pesca gli Unleash the Archers, female fronted band che giunge oggi al terzo disco. Forti di una immagine accattivante e di un pugno di buoni brani, i nostri sono riusciti dove centinaia di band ‘vintage’ falliscono,
(Nordavind Promotion) Un album in studio e due dal vivo prima di questo EP. E l’attitudine live si sente subito nel groove di questi Newyorkesi. In cinque tracce i nostri propongono un thrash moderno e graffiante, con le chitarre e il basso a farla da padroni. La voce è irriverente e urlata in stile Obituary. E le
(Autoproduzione) Debutto discografico per gli Svizzeri Mortal Factor, band attiva già da alcuni anni che vanta una discreta esperienza live sui palchi Europei. La proposta musicale del combo Elvetico è un thrash metal potente e diretto, senza troppi tecnicismi, puntando di più sull’impatto generato da riffs aggressivi che
(Godz ov War / Third Eye Temple / Essential Purification) Evidentemente in Polonia qualcosa nell’aria ti impedisce di essere una persona positiva. Già l’esistenza di un gruppo cardine come i Behemoth basterebbe a dare sostanza all’affermazione appena fatta; se poi ci aggiungiamo questi barbuti polacchi
(Autoproduzione) Nuovo album, il secondo, per questo gruppo abruzzese che diventa di fatto alfiere del deathcore di marca italiana. Eppure sintetizzare questo sound e modo di comporre nell’etichetta che definisce il suddetto genere, appare una costrizione deduttiva. Da scariche a sincope di taglio brutal death metal, a spinte
(Indie Distribution) Della serie “benzina, motori e R ‘n’ R” ecco gli Spitfire, hard rock band norvegese che vi scalderà i cuori a suon di ottani e Jack di bassa lega tracannato mentre siete al volante della vostra macchina truccata. La formula ormai è tra le più abusate degli ultimi anni ma funziona sempre. Gli
(Memorial Records) A Castelfidardo, nelle Marche, la presenza dell’uomo è testimoniata già dal Paleolitico. Nel medioevo il paesino aveva già una sua identità. Verso la fine dell’età moderna Castelfidardo è già un borgo ben definito. Poi nell’Ottocento proprio lì i piemontesi sconfissero le truppe pontificie del generale Lamoricière.
(Coroner Records) I baschi Rise To Fall con “End & Beginning” raggiungono il traguardo del terzo album in soli cinque anni e palesando un nuovo stato di salute e una voglia di fare professionalmente concreta. Professionale quanto l’ottimo lavoro alla produzione di Pedro J. Monge (Vhäldemar), il quale ha reso
(ATMF) Gli Haar propongono un buon miscuglio di black e death, un composto dal forte potere implosivo, che rischia di trascinare con se tutto e tutti. La voce è veramente cattiva ma piuttosto personale. La controparte ritmica è un continuo blastbeat e la chitarra vomita fuori assoli neri e taglienti, pronti a graffiare
(The Smoking Goat records) Gli italiani Prehistoric Pigs propongono musica strumentale, in cui tre anime musicali cercano di comunicare e intendersi a suon di note e assoli. E il linguaggio parlato usa i Kyuss, i primissimi Tool, la psichedelia anni settanta e lo stoner. Complice la mancanza di cantato, tutto è
(Nerocromo Music/Heart Of Steel Records) La scandinavia è ormai una specie di nuova Los Angeles. Innumerevoli sono infatti le band hard & heavy che si affacciano sul mercato, alcune delle quali trovando anche un certo successo internazionale. Ma qui parliamo di altri tempi: gli Empire Saint