Le nostre recensioni di novità o album già in circolazione, le impressioni, le sensazioni, le analisi e dei nostri ascolti su tutta la musica della scena metal & rock.
SOLSTICE – “Death’s Crown is Victory”
(White Horse) Per chi non li conoscesse, i Solstice sono una formazione di punta della seconda ondata di metallo britannico, quella più sfortunata, che ha dovuto attraversare il grunge e la morte dell’heavy sound, e che solo in questi ultimi anni attira finalmente l’attenzione degli appassionati. (altro…)
(Nuclear Blast Records) Decimo blasfemo comandamento. Cinque anni di abbandono, senza guida, cinque anni dopo l’evangelizzazione. Il leader Nergal ha dovuto combatter demoni molto potenti, ma nonostante tutto, nonostante l’attesa, ecco il ritorno della band che simboleggia la musica estrema polacca. Tornano i Behemoth, e
(Rocksector Records) Trovo sia superfluo fare il conto di quante volte MetalHead abbia avuto a che fare con i Martiria, e rimandare ai link delle passate recensioni e interviste. La band romana si meritava certamente tutto lo spazio che le abbiamo dedicato in passato… come si merita oggi la recensione del proprio sesto album in studio, il quale – non è certo un mistero –
(Doomentia Records) “Kaldera” è il ritorno dei Lurk, dopo un album di due anni fa, sempre contrassegnato dalle tendenze doom. Un sound pulito e chiaro, altamente oscuro nelle atmosfere che si svelano nella loro grandezza attraverso una produzione limpida. Il riffing è un muro sonoro maestoso nelle armonie e le distorsioni
(Nuclear Blast) La band ha un suo tocco. La capacità di inserire giusti assoli, ritmiche ben articolate, un cantato energico. Insomma la band c’è. Ciò che dei Generation KIll poco mi entusiasma è quella vagonata di influenze che sorregge questo groove thrash metal. Tra Pantera, Testament, Metallica, Rob Dukes, vocalist attuale
(Black Wave Promotion) Dopo un ep e un full-“length”, gli svizzeri When Icarus Falls si riaffacciano sulla scena con questo lungo e coinvolgente 4-tracce di post metal torrenziale e coinvolgente a 360°. “Erechtheion” sono quasi nove minuti di chitarre che piovono,
(Heart Of Steel Records) Un progetto strano, diverso, accattivante. Provengono dalla Serbia e l’idea è particolarmente fedele alle origini stesse. Due ottimi musicisti, Boris Šurlan e Vlad Invictus, due amici, mettono in piedi una idea di hard and heavy, con ampie influenze che
(Afm Records) Dicembre 2007-2013. Sei anni, anzi quasi sette, anni di silenzio. Ed ora? Non c’è più DC Cooper (questa era la sua band da disoccupato, ma ora è di nuovo nei mitici Royal Hunt), il tastierista è cambiato a favore dell’italiano Alessandro Del Vecchio. Si aggiunge anche il mitico Mat Sinner al basso… ed il
(Hellprod) Nuovo demo dei portoghesi e black metallers Mystical. Di loro si è già parlato di un demo in soli 50 esemplari su nastro (
(autoproduzione) Hard rock, heavy metal. Definizione quasi ovvia, troppo generica. Ricevo dalla band questo CD e noto subito una copertina molto, molto, bella; Comunicativa. Mi sembra di sentire odore di territori alternativi, con divagazioni progressive. Do inizio
(Napalm/Audioglobe) Non me ne abbiano a male i loro numerosi fans, ma i Van Canto non fanno proprio per me. Già quando sono partite le ‘note’ dell’intro/titletrack ho capito che l’ascolto sarebbe stato ‘complicato’, ma i punti più difficili sono stati certamente le cover di “The final Countdown”,
(Autoproduzione) Un po’ di buon vecchio power metal mi giunge (finalmente!) dai My Refuge, band del varesino al secondo ep. Quattro pezzi in questo “Living in Anger”, per circa 18 minuti legati, mi sembra, a stilemi musicali da fine anni ’90 o al massimo inizio anni 2000.
(Pulverised Records) Di recente ho parlato con Jonas Stålhammar (
(Autoproduzione) Nuovo promo per i triestini Growth In Decadence. Tre pezzi ben rifiniti, puliti nei suoni ma aggressivi nell’attitudine. Lo stile si assesta tra il thrashcore e il deathcore, fornendo anche il fianco a spunti di tipo moderno. La caratteristica principale dei Growth In Decadence è quella di scomporre il proprio
(Autoproduzione) Una band che pubblica un EP (come nel caso dei Mosvord), un demo, un promo, insomma una piccola pubblicazione per bussare alla porta del Regno del Metal e presentarsi, ritengo debba farlo con umiltà e senza troppe pretese che non siano strettamente legate alla musica. Registrare i pezzi con un sound
(Planet Metal) Chicago è in fiamme! I Bones hanno un sound che devasterà quella città e le sue limitrofe. Death metal e crust che copulano in una registrazione fatta senza orpelli. La batteria è piena e non ovattata e le chitarre marciscono in riff agguerriti, massacranti, da sfinimento. Un sound crudo, arroventato. Bastardo, nel
(Seance Records) Secondo album per i blackster finlandesi. Quello che mi piace dei Graveborne è che non pretendono dominare una scena o essere creatori di nuove direzioni del black. I Graveborne sono, e vogliono essere, fedeli al black metal anni ’90, mantenendone le motivazioni, l’integrità e la brutale aggressività. Con “Through
(autoprodotto) Inaspettatamente tornano i Sinezamia, band italiana che si era fatta notare con l’ottimo “La Fuga” nel 2012. Il ritorno non è con un nuovo album e tanto meno un EP. Il ritorno si appoggia su un singolo, due pezzi ricchi, potenti e coinvolgenti. Rimane il feeling
(autoproduzione/Transcending Obscurity India) Devo ammettere che il thrash è un po’ ai margini dei miei interessi. L’ho vissuto, l’ho amato, ma alla fine non ha saputo continuare a mandarmi i messaggi che facevano bollire il mio sangue tanti anni fa. Ma è con piacere 
(Autoproduzione) Provengono dalla città di Providence i Sangus, quella che ha dato i natali a Howard Phillips Lovecraft. Il loro sound è “il caos strisciante”. Il loro sound è “indicibile e innominabile”. Le parole del Solitario di Providence (si lui, sempre Lovecraft, ovviamente) sono perfette per questa musica dissonante, caotica.
(Autoproduzione / Atomic Stuff) “Scacco Matto” e da subito si capisce che i Klem sanno comporre una canzone rock. Suoni duri, atteggiamento irruento, melodie serrate. Il cantato in italiano ci permette da subito di entrare nel vivo della musica e di provare vicinanza con la comunione testo-musica. Un testo che racconta dei mali del nostro Paese. Il rock è anche sociale. Affascina nel prosieguo dell’ascolto la cristallina produzione
(Svart Records) Strana formazione questi Mantar. Sono solo in due, uno tedesco ed uno turco. Sono nuovi sulla scena (si sono formati nel 2012) ed hanno solo un singolo alle spalle. Caratteristica strana è che suonano e registrano solo quello che sanno suonare: chitarra, batteria, voce (cantano entrambi). Quindi niente basso! Scelta un po’ scarsa, quando sappiamo tutti che almeno qualche
(No Remorse Records) Non è stoner, non è doom, non è prog, non è heavy metal classico: è il sound sui generis dei Däng, che ci regalano con questo “Tartarus: the darkest Realm”, il loro debutto, un ottimo disco di metallo plumbeo e soffocante, incredibilmente capace di appagare il defender anni ’80
(Sleaszy Rider) Nuova proposta dei massacratori ellenici detti In Utero Cannibalism. Adoro questo monicker! Diretto, chiaro, atroce. Diretto e chiaro perché si capisce da subito che i Greci sono votati ad un brutal death metal con influssi grindcore. Atroce lo è perché è la misura su quanto violenti possano essere.
(Masterpiece) Mi sono accostato con un po’ di diffidenza al secondo disco degli italianissimi Tenebrae, che non mi sembravano proprio il gruppo adatto a una webzine come Metalhead.it, ma già al primo ascolto mi sono ricreduto. I nostri, raccolti attorno al chitarrista Marco Arizzi,
(Greyhaze Records) Ascolto ormai da alcuni anni tanto di quel death metal, che mi giunge prevalentemente dagli Stati Uniti, che ormai non mi aspetto più nulla dal genere. Insomma, ascoltare è diventato capire se una release è buona oppure no. Questo discorso posto in apertura dell’album dei Warfather non è casuale.
(Nuclear Blast Records) Probabilmente poco note fuori dal loro paese, la Finlandia, iniziano un viaggio internazionale le cinque ragazze che compongono questa band. Dopo cinque dischi in madre lingua, tutti di estremo successo in Finlandia, arrivano finalmente ad un
(Nuclear Blast Records) Estremamente vintage, estremamente anni 70s, gli Orchid, rocker di San Francisco, hanno percorso una bella e veloce carriera. Formati nel 2007, già nel 2012 entravano tra i protetti della Nuclear Blast, con la quale hanno pubblicato due EP ed un
(This Is Core Music) Spesso ho limitato il mio entusiasmo nei confronti di qualche album e dei musicisti che lo hanno realizzato a causa dell’eccesso di somiglianza con qualche altra realtà musicale più nota, o arrivata prima sulla scena. Non parlo di plagio o cose del genere. Spesso si trovano musicisti che assorbono
(Nuclear Blast/Audioglobe) Che i Grand Magus fossero un gruppo fuori dal comune già si sapeva: ma questo “Triumph and Power” mi sembra davvero l’episodio migliore di tutta la loro discografia! Magari è l’esaltazione guerresca che parla per me, ma ho appena terminato l’ennesimo ascolto del disco
(AFM/Mermaid Records / SONY Music Entertainment) Ok, c’è molta passione in quanto sto per scrivere. Anzi, sto per recensire una cosa che ho comprato personalmente, in pre-ordine, autografata. “DISN30LAND AF30R D30K” è un’altra divertente idea del quartetto Danese per continuare quella eterna presa in giro, quell’infinito scherzo legato ad una questione legale che risale agli inizi del
(Art Of Propaganda) Ottimo black metal. Lo è, ottimo, per struttura dei pezzi, cioè due da quasi 12′ l’uno, per i suoni, chiari, forti, cristallini. Lo è, sempre ottimo, perché è un black metal aggressivo, non sfrontato, ma di sicuro non laccato. Quasi logico e scorrevole nella sua natura. Sono finlandesi, del resto. I finlandesi il black
(Eibon Records) Inquietanti. Oppressivi. Sconvolgenti. Con immensa poesia e sublime dolcezza riescono a provocare un terremoto interiore, uno sconvolgimento psichico, uno stato di disturbo mentale. Terzo album per i Milanesi Neronoia, o meglio terzo capitolo in quanto continua il loro fantastico anonimato per i titoli
(Sweet Poison Records) Gli Hagel Stone, di Ferrara, sono per me una graditissima sorpresa. Questa band al debut si esibisce infatti in un power/epic particolarissimo, che pesca a piene mani dai mostri sacri del genere (Virgin Steele su tutti), ma ha qualcosa nel sound (soprattutto nell’uso delle keys) che mi ha