Le nostre recensioni di novità o album già in circolazione, le impressioni, le sensazioni, le analisi e dei nostri ascolti su tutta la musica della scena metal & rock.
HAIL SPIRIT NOIR – “Oi Magoi”
(code666) Complesso. Difficile da classificare. Con una copertina stupenda, i greci Hail Spirit Noir giungono al secondo lavoro. E si tratta di un album che mi sta coinvolgendo in maniera subdola, pericolosa, dolorosa. Dalle molteplici riproduzioni continuano ad emergere, dettagli, spunti, ispirazioni (altro…)
(Pesanta Urfolk) Qui si parla di Sludge/doom, con una interessante componente drone. Se ne parla unendo due realtà infernali, underground, provenienti dagli Stati Uniti. L’unione da origine ad uno split, un vinile, che su un lato offre tre pezzi degli Hell, originari dell’Oregon. Dall’altra
(The Church Within Records) Eric Wagner probabilmente ne ha fatte di cose importanti nella vita e molti di noi ne conosciamo alcune, cioè gli album con i Trouble, doom band di Chicago. “Blackfinger” è qualcosa di supremo e forse una delle cose migliori che questo vocalist avrebbe potuto realizzare. Tuttavia i Blackfinger
(Dark Descent) Pura adorazione del male. Cinquanta minuti nel nome dell’innominabile. Crudeli, brutali. Autori di un black metal ampiamente ispirato al death metal estremo, letale, massacrante, con una marcata vena che richiama alla produzione degli Immolation. Tuonano da Londra e sono al secondo rituale di celebrazione
(This Is Core Music) Pubblicazione digitale della This Is Core Music, è l’EP dei lombardi For Those Afraid, quattro tizi che hanno la passione per il punk, in primis e che poi riconvertono in brevi momenti al pop-punk oppure lo ingigantiscono fino ad una specie di hardcore. L’impatto, la forza, il fragore delle chitarre e l’agilità
(Atomic Stuff Rec.) Ma cosa ha combinato Nicola aka Yerbadiablo? Oh signore, ha realizzato l’album della maturità! Direi che questo è quanto possa dire su “It Doesn’t Work”. Rispetto a “Jester in Brick Lane” (
(Autoproduzione) Questa band fa spavento! Sono un gruppo di individui così estremi, irruenti, fracassoni e imprevedibili che ti mettono sottosopra. Per forza, sono dei grinders. Dei veri grinders. Gianluca Lucarini qualche anno fa voleva riprendere un discorso musicale vicino alle sue preferenze, alle sue idee più radicate e
(Hellthrasher Productions) Scorre a ripetizione “Incendium”. Ascolto un flusso sonoro che è un braccio del fiume Lete che deborda sulla terra. Il male in mezzo a noi. La sinistra e terribile certezza dell’inferno che si palesa alle orecchie dei comuni mortali. Burial Hordes, due album con Pulverised Records ed ora una terza
(Ravenheart Music) Ecco, provateci voi, adesso, a trovare su internet informazioni su una band che si chiama semplicemente ‘Legend’, e il cui disco si chiama semplicemente ‘Spirit’… questi inglesi, che mi guardano un po’ incerti da foto promozionali decisamente naive, hanno una storia che dura da ben 26 anni, anche se “Spirit” 
(Debemur Morti Productions / Audioglobe) Se c’è una cosa che non sopporto nell’industria discografica, grande, piccola o underground che possa essere, sono le raccolte fatte ‘a cazzo’. Non mi piace usare le parolacce nelle recensioni, ma almeno si capirà il mio sdegno. Non so chi abbia ideato l’antologia “Teeth, Toes and
(Beyond…/Masterpiece) Al polistrumentista veneto Chris Buchman piace cambiare il nome della propria creatura: i tre dischi del suo progetto, questo incluso, sono stati pubblicati rispettivamente sotto i monicker Drastic, Drastique e Drastisch! Anche il genere suonato è mutato, e dal black degli esordi si è passati al gothic/dark
(Autoproduzione) Interessante ep di 3 tracce per i vicentini Reese, che hanno già alle spalle due pubblicazioni analoghe: il loro prog rock venato di alternative mi ha ricordato alla lontana qualcosa dei Rush. Di “Present” spicca soprattutto il ritornello, sparato e melodico, ma i cambi di tempo e d’atmosfera (soprattutto nel break strumentale prog-eggiante) piacciono e convincono.
(Code666) Incrocio perverso di sonorità mediterranee, nordiche ed alternative per creare una nuova direzione del black metal. Sono greci e sono al secondo album, il quale è pieno di rabbia, violenza, perversione specialmente nell’intelligente abbinamento di sonorità inquietanti e deviate. Oltre un’ora
(Inverse Records) I Magenta Harvest arrivano a noi grazie ad elementi di …And Oceans, Finntroll, Chthonian e Havoc Unit. Sono finlandesi e suonano un death metal alla svedese, ma nella versione melodic, quella dei Dark Tranquillity meno progressive. Insomma il melodic, pulito, laccato, alla svedese, di Gotheborg magari, quindi
(Iron, Blood & Death Corporation) Credo sia la prima volta che mi approccio a questi Diavoli Francesi. “Back from Hell” è il secondo album in carriera e resto impressionato per la padronanza con la quale i Dark Managarm riescono a produrre un black metal così tirato, veloce ed estremo, ma nel contempo intarsiato di
(Code666) Gli esordienti australiani Rise of Avernus si inseriscono in modo assai degno, con questo “L’Appel du Vide”, in quel filone gothic/doom che è stato inaugurato dai Paradise Lost e dagli Anathema, e poi si è evoluto su una propria linea che passa principalmente per gli Opeth o i Pain of Salvation. Tutti i gruppi
(Debemur Morti Productions ) Un album fantastico. E basta vedere chi ci sta dietro per rendersi conto che non potrebbe essere altrimenti: Tor-Helge Skei, meglio noto come Cernunnus (Manes e Manii, questi ultimi hanno pubblicato circa un anno fa l’impressionante “Kollaps”) impegnato con synth,
(Unique Leader) Non ho idea del perché si chiamino così questi californiani, ma sappiate che il loro death metal è tiratissimo, veloce, frammentato in continui cambi e variazioni di ogni tipo, nei quali ci sguazza felice Gaber Seeber, il batterista. Costui è un motore a reazione, la vera spina dorsale di questo sound nel quale riff, basso,
(Sonic Attack / SPV) Che gli Hammercult fossero una band interessante lo si era già inteso da tempo, ma questo nuovo album “Steelcrusher” pone gli Israeliani ad un livello decisamente più alto. La capacità di andare oltre un genere e magari infarcendolo con alcune delle tendenze metal più importanti degli ultimi
(Nuclear Blast/Audioglobe) Anche se ho a disposizione soltanto le tracce audio, e non il doppio dvd, non ho parole per descrivere questo show di 175 minuti (!) che gli Epica hanno tenuto a Eindhoven, nel Marzo 2013, per festeggiare i dieci anni di carriera. Avevo dapprima scritto un imponente track-by-track, ma l’ho
(Adapt Records) Ho già manifestato in modo molto chiaro (
(Shadow Kingdom Records) I Run After To furono una band Italiana (Pesaro) attivi dalla metà alla fine anni ’80. Pubblicarono un demo ed un EP. Con i canoni attuali si potrebbe dire che sono doom metal, ma il loro sound, a mio parere, aveva una marcata influenza dei mitici Iron Maiden e, considerata l’epoca, la cosa non è molto inconsueta. Questa release di oggi altro non è che il remaster di
(Bakerteam Records) Quando esce un disco symphonic power metal sono sempre contento, perché significa che il mio genere preferito non è ancora morto. Quando poi questo disco è anche bello… beh, che posso chiedere di più? Gli esordienti Astral Domine, di Tivoli, hanno confezionato davvero un signor debut,
(AFM Records) Dal 2009 ad oggi gli ungheresi Ektomorf hanno realizzato cinque album, compreso quello di cui si parla in questo pezzo, segno che la band ha tante idee, peccato però che alcune di queste siano suggerimenti da altri modelli, più che spontanei pensieri propri. “Ten Plagues”, per esempio, è una canzone
(Autoproduzione) Quanti anni hanno i componenti dei Darkside? C’è qualcuno che arriva a venti anni? Probabilmente. Sono metallari? Di sicuro. Shorts, scarpe ginniche, polsini, capelli lunghi, magliette di Iron Maiden, Kreator, Destruction, Megadeth. Si, suonano thrash metal. Esatto. Sono brasiliani, giovani, ma il loro
(UKEM Records) Nefasti. Brutali. Violenti. Tuonano dall’Inghilterra e sono oscenamente e morbosamente appartenenti alla scena death metal pura. Sono personaggi che risorgono da precedenti bands e, assieme, riescono a raggiungere nuovi inesplorati estremi di marciume e decadenza. “Architects of Deliverance” è un album sicuramente pesante, incompatibile con
(Iron Shield Records) I tedeschi Backwater erano attivi a metà degli anni ’80: la loro burrascosa carriera li ha portati due volte a cambiare monicker e in parte stile, e oggi i nostri ritornano con il nome originale e un disco nuovo di zecca. Tuttavia, se cercate analogie con gli album di 30 anni fa, non potrete che restare delusi. “Arise” è un heavy/thrash rumoroso e potente, con
(Svart Records) Bellissimo titolo per questo album. Un titolo (“l’osso delle mie ossa”) che ricorda una visione introspettiva dell’artista, un viaggio interiore profondo, una esperienza orientata alla scoperta, alla rivelazione. Triste, cupo, malinconico questo lavoro è lontano da concetti heavy metal. E forse anche dal rock stesso, inteso come genere pieno di potenza
(Nuclear Blast/Audioglobe) La storia, anzi la leggenda degli Hell è abbastanza nota fra gli appassionati di metallo classico: una band che nasce già maledetta, troppo avanti per l’Inghilterra di inizio anni ’80; il contratto con la Mausoleum, che fallisce due settimane
(Iron Blood & Death Corp.) Sono un po’ in difficoltà con “Rites of Torturers”, la seconda prova, il secondo full length dei francesi Excruciate 666. Da appassionato del black metal non posso assolutamente negare che i Francesi ci mettono dentro la loro anima, un’anima nera ovviamente. Il black metal espresso è primordiale, spesso veloce e i riff viaggiano su linee melodiche
(The Path Less Traveled Records) Chissà perchè Andrew Ross Millar ha preso un chitarrista aggiuntivo, Adam Irwin, per incidere questo album nel quale lui ha praticamente fatto tutto, anche registrazioni e missaggio e mastering. E’ curiosa questa cosa, ma non essenziale ai fini della mi analisi. Si, Patrons Of The Rotting Gate è un progetto solista o più specificamente
(Kannibal Records) Dodici anni di vita, ma una serie di release concretizzate solo dal 2009, con l’album “Cynisist”, l’EP dell’anno seguente “Sickening” e in ottobre 2013 con il nuovo album “Erector”. Resta solo Morten Müller (Trollfest, Grimfist e altri) della formazione originaria, gli altri due sono Andreas Stenvoll (Blodspor, ex-Troll) basso e voce e Jon Eirik Bokn
(Pure Underground Records) ‘Philosophic metal’ è la definizione che i torinesi Pleonexia utilizzano per descrivere la propria musica. Non ho a disposizione i testi (cosa tanto più disdicevole in questo caso) per valutarne il tasso speculativo, ma dall’opener autotitolata direi che, almeno sotto il profilo del sound, siamo di fronte a un heavy/power abbastanza roccioso e con
(Rigorism Production) Che suono hanno le dune del deserto? Che suono ha l’atmosfera che aleggia attorno alle piramidi? E quello che scorrere nelle acque del Nilo? Che suono produce tutto ciò? Black metal! Si, del devastante, freddo e apocalittico atmospheric black metal. Senza storie, è così. Lord Mist è egiziano e dunque lo è il suo progetto Frostagrath, presentato