Le nostre recensioni di novità o album già in circolazione, le impressioni, le sensazioni, le analisi e dei nostri ascolti su tutta la musica della scena metal & rock.
ASHES OF CHAOS – “Eye”
(Logic(il)logic/Andromeda) L’esordio dei riminesi Ashes of Chaos ci mostra un’altra formazione italiana pienamente a proprio agio con le atmosfere intricate del progressive metal: in questi ultimi mesi, lo dico con grande soddisfazione, prodotti made in Italy di questo genere e dotati di questa professionalità hanno ripreso (altro…)
(Candlelight) La furia devastante contenuta in “Bite Your Head Off” è quella dei King Parrot, ovvero quattro finti fuori di testa di Melbourne. Finti perché la furia eccentrica che i Parrots rivelano nell’album è bilanciata dalla perfetta e talentuosa capacità di incastrare tra di loro ogni singola parte che la band concepisce
(Napalm/Audioglobe) La Napalm deve puntare moltissimo sul suo nuovo acquisto Powerwolf: pensate che fra i vari formati in cui è venduto il loro quinto disco, “Preachers of the Night”, c’è anche una ‘altar edition’ di sei chili, completa di doppio cd, doppio vinile, card autografata, candele nere e non so cos’altro! I lupi tedeschi,
(Autoproduzione) Non si può negare che i messicani Mutum, con questo loro secondo album, abbiano fatto un ottimo lavoro: “Premonitions of War” si presenta come un concept sull’estinzione del genere umano, e vede la partecipazione anche di un coro e di un’orchestra (per un totale di ben sessanta musicisti aggiuntivi
(Nuclear Blast) I The Defiled sembrano una ricetta britannica, nata nella metà dello scorso decennio e definita nel 2011 con “Grave Times”, album che ha riscosso un certo successo. “Daggers” è un ulteriore sviluppo di questo insieme di ingredienti: industrial, metalcore, groove metal, nu metal. Soluzioni diverse eppure simili
(Pure Steel Records) La produzione di questo album di debutto inciso dagli svedesi Invasion è quasi perfetta. Come da copione per una band di quella nazione. Voce, chitarre, batteria e basso vengono ritagliati nei loro giusti contorni e missati con un equilibrio quasi impeccabile. Suoni secchi, asciutti, note cristalline che insieme
(Candlelight) Meno di un mese fa ho ripreso tra le mani e per puro caso “Pareidolia” dei Demon Lung. L’EP non mi convinse del tutto (
(Autoproduzione) Debut di cinque pezzi per questa band francese dedita ad un metalcore che vira sensibilmente verso il thrashcore con i breakdown, non molti, e ritmi cadenzati doppiati da chitarre intrise di groove, potenza e qualche spunto vagamente hardcore. Ovviamente non mancano le voci che definisco “a duello”, cioè growl
(Svart Records) Norvegia. Paese ricco di storia, di natura. Paese estremamente luminoso, paese estremamente oscuro. Paese misterioso, paese imperscrutabile. Magico. È a Trondheim che nascono gli High Priest Of Saturn. Il loro sound è l’atmosfera della loro terra inspirata a pieni polmoni, ed espirata sotto forma di un doom ricco
(My Kingdom Music) Si rinnova il connubio tra l’italiana My Kingdom e gli olandesi Mortal Form. Il terzo album della band è una mistura letale di metal, anche se priva di sostanziali novità. Sound pulito e di granito che mischia elementi heavy metal, thrash e melodic death metal. “The Recknonig” si fa ascoltare ad alto volume
(Nuclear Blast) Imponente ritorno. Una corrente di ispirazione che risveglia una band che forse era arrivata ai suoi limiti. Un’imponente iniezione di nuove idee, di fantasia, di freschezza sonora danno origine a questo monumentale sesto capitolo per il progetto del norvegese Morten Veland. Le origini gothic non vengono
(Pitch Black Records) Nell’ambito del power metal più epico, credo fermamente che l’area mediterranea ci abbia offerto negli ultimi anni i prodotti più genuini, accattivanti e riusciti: Wotan, BattleroaR, Sacred Blood sono solo i primi nomi che mi vengono in mente, a cavallo fra Italia e Grecia, fra le formazioni di punta
(Kaotoxin Records) La Kaotoxin Records tira fuori una compilation con 37 band francesi, tutte dedite al grindcore e dintorni, cioè con qualche sortita nel brutal death metal e nel crust. Sono 44 pezzi devastanti, furiosi, vestiti del mastering di Dan O’Hare (Brutal Truth e Rumpelstilskin Grinder) e della copertina di
(Hellthrasher Productions/Profound Lore Records) 50’, sei canzoni, death metal claustrofobico con passaggi doom e impennate nel black metal. Ruvida coltre di nero e decadenza. Atteggiamento underground nelle sonorità. Sommariamente queste sono le caratteristiche principali del trio inglese Abyssal, composto
(Nuclear Blast) Il metalcore è un genere che sta sulle scatole a molti metallari di vecchio corso. Tuttavia credo che in fondo c’è una forte differenza di vedute tra queste band e la “vecchia generazione”. Gli appassionati vedono i We Came As Romans tra i maggiori rappresentanti e, credo anche a pieno titolo, tra i migliori
(Woodcut) Una massiccia dose di veleno. Un travolgente massacro di concetti oscuri, perversi, demoniaci. Blasfemi. I Finlandesi Sacrilegious Impalement forgiano il terzo full length, e riescono a creare un muro di metallo nero, impenetrabile, indistruttibile. Nel loro sound non ci sono particolari innovazioni e nemmeno
(Autoproduzione) Infernale. Brutale. Cupo. Osceno. I Synergy Of Soul sono la band di Morbid, front man dei Dynasty Of Darkness. “From Darkness To Darkness” era previsto per il 2007, ma varie vicissitudini hanno posticipato il debutto fino ad oggi. In fin dei conti la morte può attendere, giusto? Si, perché di morte si tratta.
(Pure Legend Records) Proposta interessante quella dei finlandesi Soulhealer, che dopo un ep e un disco si accasano presso il gruppo Pure Steel e pubblicano questo “Chasing the Dream”. Molto accattivante la miscela di influenze che possiamo trovare nel sound. “Wicked Moon” si apre nei più classici toni NWOBHM, anche se
(Soulseller Records) Dopo “En Natt Kom Doed” Weh ritorna con “Folkloren”, titolo che lascia capire da subito la proposta dell’autore, cioè Erik E, sempre ancorata alla propria voce e alla chitarra acustica. Stile folk, molto minimale, salvo per l’aggiunta di qualche seconda voce ed esile percussione, il pianoforte,
(Autoproduzione) Come d’abitudine mi accingo ad ascoltare un album senza guardare nulla. A volte leggo solo il nome di chi suona, band o musicista che sia, e senza neppure leggere il titolo. Paolo Ballardini emana note cristalline e, soprattutto, pezzi strumentali di una fresca e graziosa musicalità. Chi è Paolo Ballardini?
(Svart Record) Il doom incontra il blues. I toni oscuri e pesanti volgono verso connotati più caldi, più sensuali, più melodici. Il chitarrista Victor Griffin (Pentagram, Place of Skulls), con tutta la sua classe ed esperienza, la sua sensibilità blues, il suo gusto anni 70 ha messo insieme questo gruppo, che comprende personaggi
(Aphelion Productions) Permettetemi un’affermazione in totale libertà, pur con la consapevolezza di non ascoltare tutto quello che viene pubblicato in Italia, ma solo ciò che ricevo, e con tutto il rispetto dei tanti che fanno buona musica, ma ritengo da sempre che i The True Endless siano il black metal in Italia e che come
(Bubble Blood Records / Defox Records) Che album strano. Che album bello! Aleggia una sensazione di mistero e paura nel sound di questo disco: basso e batteria che creano un contorno inquietante, accentato da una chitarra che rende il tutto più ansioso, oscuro, psichedelico. I Cardiac sono una strana band Italiana
(Black Tears/Masterpiece Distribution) La storia dei Cadaveria è più o meno nota. Nel 2001 Flegias e Cadaveria salutano gli Opera IX con l’intento di dare vita a qualcosa di più personale e comunque diverso dalle sonorità fino a quel momento trattate. Cadaveria e Marçelo Santos (cioè Flegias) con l’ausilio di musicisti
(Funeral Industries) Mi sbaglio o i Necromass erano una sorta di black metal band dalle atmosfere cupe, occulte e spiritate? Passano poco meno di una ventina di anni dall’ultimo album e il ritorno della celebre formazione fiorentina mi lascia parzialmente basito. “Calix. Utero. Babalon.” non ha quella gelida atmosfera
(Unspeakable Axe) In giro da circa dieci anni, ma con un solo demo e questo album del 2010 che oggi viene ristampato da Unspeakable Axe Records, i canadesi Besieged tentano di rimettersi in mostra, tra l’altro vivendo un’omonima con altre vicine band statunitensi. Il sound dei tre musicisti è un assalto
(Autoproduzione) Cosa possono combinare insieme un basso e una batteria? Non lo immaginereste, ma i Black Faida possono istruirvi in tal senso. Suonano in due e creano pezzi totalmente strumentali che sembrano qualcosa a metà tra il metal e il rock, ma affrontandoli con il piglio del jazz. Il basso che si arrampica su melodie
(Fuel Records) Per anni, i Marshall sono stati una delle formazioni più in vista della scena italiana, nonché i principali animatori di quella napoletana; oggi, attraverso qualche decisivo aggiustamento di line-up e un certo allontanamento dall’originario sound progressive, assumono il nome Heavenshine e pubblicano
(Infernal Fields Studio) Gli Aruna Azura sono una progressive death metal band proveniente dalla Russia e “A Story of a World’s Betrayal” è il loro ultimo lavoro. Il potenziale e la creatività del gruppo sono alti ma la produzione smorza molto il risultato finale: i suoni sono decisamente troppo leggeri, il basso, che si muove
(Iron Shield Records) E chi l’avrebbe mai detto che, dietro uno dei monicker più strani che mi sia mai capitato di sentire, avrei trovato una band capace e così deliziosamente vintage? Gli svedesi Thungsten Axe (…), dopo una cassetta (…) di quattro brani pubblicata nel 2011, danno alle stampe con il loro debut una manciata
(Indelirium Records) Chi segue il filone hardcore italiano (il quale propone sempre pochi sussulti) ricorderà i romagnoli X-State Ride. Nel 2003 l’EP “Morning Glory”, il successivo debut album “The Great Rebirth” e “Against Me” sono la discografia che oggi viene completata con il terzo album omonimo. Forse un tributo
(Purodium Rek) Split nato dalle tenebre dell’underground e venuto a noi attraverso il formato cassetta, in sole 100 copie. I Womb sono portoghesi e pare siano in attività da poco tempo. Suonano un black metal dozzinale, sicuramente direttamente influenzato da Venom e Hellhammer. Dunque quel genere di situazioni
(Revalve) La bandiera sudista sullo sfondo del teschio contrasta con il logo della band. Il nome Morganha ha qualcosa che rimanda ai Sepultura e al thrash anni ’90. La bandiera non ha a che fare con il sound, al massimo con i temi guerrafondai dei testi, e i Sepultura un po’ si sentono nella band di Gubbio, ma alla lontana
(Indelirium Records) “Tomorrow Will Become Today” inizia con “Still Here” e quasi sembra avere a che fare con una versione riveduta, corretta e annacquata degli Agnostic Front! Nel proseguire poi odo reminiscenze NOFX e forse anche Sick Of it All. La band abruzzese (sono di L’Aquila) nella sostanza si rivolge
(Pesanta Urfolk) Emozioni. Ci sono solo emozioni. Non ho idea di come descrivere questo album. Forse è impossibile. Forse le emozioni che provo sono troppo forti, e mi bloccano la mente, me la imprigionano in una dimensione strana, dove regna la calma, la pace, un’atmosfera quasi divina. La musica sembra scolpita,