SARGEIST – “The Rebirth of a Cursed Existence”
(W.T.C. Productions) Probabilmente i Sargeist hanno un loro seguito e questa raccolta va dunque a colmare le eventuali mancanze nella discografia dei fans. Allo stesso tempo potrebbe essere un piccolo manifesto di quello che (altro…)
(Comatose Music) Avete presente quel death metal massacrante ma sottilmente cervellotico, appena un po’ complesso, vagamente prog? Voglio dire che se ascoltate Gorguts, Cryptopsy, magari i Decapitated e cose del genere allora i Serocs sono quanto di più vicino ai vostri gusti. Messicani e già al secondo album e due EP in pochi anni, un’attitudine mostruosamente aggressiva, strutturata, potente. Un sound non nuovo ma ben fatto attraverso labirinti di riff e ritmiche frenetiche come se fossero un duello tra
(TrollZorn) Meraviglioso! Semplicemente meraviglioso! Ammetto di non aver mai seguito gli italiani Stormlord che con questo “Hesperia” giungono al quinto full length. Tuttavia non mi serve a nulla scavare nel loro passato per capire l’evoluzione della band: “Hesperia” è un album stupendo, che è riuscito a rapirmi fin dai primissimi ascolti! Erano anni che non sentivo materiale come questo, materiale che mi si mostra come una rivelazione assoluta. La profonda radice black metal arricchita da imponenti
(Svart Records) I finlandesi Speedtrap passano dalla High Roller alla Svart Records e registrano, finalmente, il loro disco di debutto, che succede a vari prodotti underground fra cui uno split con i Death with a Dagger. L’album è brevissimo (non arriva alla mezzora), ma questo costituisce forse il suo maggior punto di forza: gli otto brani in scaletta offrono uno speed/thrash anni ’80 torrenziale e inarrestabile, senza un attimo di pausa nel senso letterale del termine. Un disco da bere tutto d’un fiato
(AFM) Mat Sinner non ha bisogno di presentazioni. Il bassista dei Primal Fear vanta un’ampia carriera, sia da solista che con la band che porta il suo nome, i Sinner appunto, la quale ha già pubblicato oltre quindici full length. “Touch Of Sin 2” non è veramente un nuovo disco: ci sono solo tre canzoni inedite, mentre le restanti undici sono nuove registrazioni di canzoni vecchie, una sorta di best of rivisto, corretto e potenziato, dove
(Logic(Il)Logic Records) La storia, la solita, è ormai nota. Chi può mai dire di non conoscerla? Loro sono tutti morti, risorti, forse morti di nuovo, mai nati, mai morti, mai vissuti, mai sepolti. E’ tutto un po’ oscuro, torbido, come un cimitero a mezzanotte. Di loro si sa solo che sono zombie tenuti assieme come meglio possibile. Di loro si sa solo che sono belli, bellissimi! Così belli che la morte che li aveva rapiti vuole trasformarsi
(Autoproduzione) Scatenati, pazzoidi, fuori controllo. Sono Italiani ma hanno un sound senza confini, che trova radici nel glam per evolversi in uno sleaze influenzato dal punk. Nove pezzi diretti, potenti, irresistibili che fanno muovere, scuotere, saltare. Tre tizi perfetti per far casino, per incendiare un palco, per demolire un locale: chitarre fracassate al suolo, gente che nuota su altra gente, sudore, grida, follia, spensieratezza.
(R.I.P. Records) Doom classico, quello melodico, quello potente, quello decisamente heavy metal. Musica ormai senza tempo, ma anche troppo abusata, troppo sentita. Gli americani Stone Magnum non inventano nulla di nuovo, ma quello che fanno lo sanno fare molto bene. La loro musica è piacevole, ben suonata, condita da una voce ideale per questo genere, che non può non ricordare Messiah Marcolin.
(High Roller Records) Provengono da Rovereto i Sign of the Jackal, band all’esordio sulla lunga distanza, che ha attirato nientemeno l’interesse della High Roller Records. “Mark of the Beast”, questo il titolo del loro primo disco, scorre via che è un piacere nella sua scientifica fedeltà al verbo degli eighties. I brani sono immersi in una atmosfera fumosa e oscura, fra citazioni da b-movie horror degli anni ’70
(Pesanta Urfolk) Anche se il beneamato direttore si lamenta (e ne ha ben ragione!), quando arriva in redazione un disco folk, anche di folk puro come questo dei Sangre de Muerdago, che non ha assolutamente NIENTE di metal, chiedo sempre di poterlo recensire. Fra i miei interessi ci sono anche Mittelalter Rock, musica medievale, lamenti celtici e similari, e quindi chiedendo la recensione spero sempre in una gradevole ‘pausa’ dal metallo duro e puro, in un album che sia la mia rilassante colonna sonora
(EwigesEis) Crudo e distruttivo pagan black metal per Skoll, progetto alternativo ai The True Endless di M., cantante e chitarrista. La fredda notte ancestrale di questo album vede anche la presenza di Mayhem, alla batteria, un ex The True Endless, Lunaris alla tastiera, un ex Opera IX, il violino di Laura, di Furor Gallico, e il basso di Marcello. Il sound che si sprigiona da “Grisera” è come il cammino di avventurieri in una landa immensa e remota, alla ricerca di una discendenza o radici barbariche.
(Napalm/Audioglobe) Pochi giorni fa abbiamo presentato il singolo (
(This Is Core Music) Giovani, carini e punkettoni. Prendono il nome da un grande del fumetto giapponese (Monkey Punch, pseudonimo del creatore di Lupin III) e suonano come se venissero dalla California di fine anni ’90, ma sono un gruppo italiano. Di Parma, per la precisione. Dopo anni di gavetta pubblicano questo loro primo EP di sette pezzi per una delle tante etichette indipendenti della nostra Penisola,
(Pure Steel/Audioglobe) Quante volte ho già detto che in ambito metal le avevo viste tutte? Devo ricredermi ancora una volta! Gli Skinflint sono un trio classic heavy del Botswana (Africa meridionale, fra Namibia e Sudafrica), composto peraltro da un bassista e da un fratello e una sorella con nome italiano, Giuseppe
(SG Records) Agile e per nulla cervellotico progresive metal per i Silver Lake, una band italiana che consolida le proprie capacità attraverso questo secondo album che annuncia melodie fresche e accattivanti. Un equilibrio di stile interessante, però qualche canzone poteva essere basata su un minutaggio
(Nordvis) Il black metal di questi svedesi mi garba. Ha quella giusta attitudine selvaggia e quell’odio indolente. Le tastiere che affiancano le chitarre sono leggere, non imponenti, non coprono troppo le melodie e aiutano a renderle seducenti. Tuttavia “Till Stilla Falla” possiede una batteria spesso sfalsata nei volumi
(Sepulchral Productions) Una visione del mondo senza speranza. Depressione. Black metal che ne assume le sembianze, trasformandosi in suoni profondi, atmosferici, pensierosi. Un album dal sound corrotto, malvagio, una sfumatura più tetra del nero più profondo. Drumming quasi dissonante su chitarre laceranti, ossessive,
(Rancore Records) Sono dei musicisti milanesi i Seditius e giocano a mischiare il rock con il blues, l’hard rock, l’alternative, lo stoner e cose simili. Sono percorsi stilistici prefissati, ma che si alternano secondo una logica e il gusto della band. L’EP propone atmosfere vivaci e nelle sette canzoni si avvicendano atmosfere nuove, per via
(Napalm/Audioglobe) “Wachstum über alles” è il singolo apripista per il prossimo album dei Saltatio Mortis, previsto nientemeno che per il 16 Agosto: il maxisingolo presenta il brano, critica corrosiva dell’economia mondiale di questi anni (il titolo significa pressappoco “Lo sviluppo al di sopra di ogni cosa”), in ben cinque
(Metal Nation) Ero già rimasto colpito dalla musica degli Stormzone (
(Raw Lines / New Model Label) Esplosivi, rumorosi, scatenati. Sei rocker Italiani che con una carica energetica travolgente mettono insieme questo divertentissimo album che trova origini stilistiche nel punk e nel rock scandinavo. L’effetto sonoro è quello di una band dal vivo, una grande jam session, ma sotto si nota un lavoro
(Nuclear Blast) Imponente ritorno. Una corrente di ispirazione che risveglia una band che forse era arrivata ai suoi limiti. Un’imponente iniezione di nuove idee, di fantasia, di freschezza sonora danno origine a questo monumentale sesto capitolo per il progetto del norvegese Morten Veland. Le origini gothic non vengono
(Woodcut) Una massiccia dose di veleno. Un travolgente massacro di concetti oscuri, perversi, demoniaci. Blasfemi. I Finlandesi Sacrilegious Impalement forgiano il terzo full length, e riescono a creare un muro di metallo nero, impenetrabile, indistruttibile. Nel loro sound non ci sono particolari innovazioni e nemmeno
(Autoproduzione) Infernale. Brutale. Cupo. Osceno. I Synergy Of Soul sono la band di Morbid, front man dei Dynasty Of Darkness. “From Darkness To Darkness” era previsto per il 2007, ma varie vicissitudini hanno posticipato il debutto fino ad oggi. In fin dei conti la morte può attendere, giusto? Si, perché di morte si tratta.
(Pure Legend Records) Proposta interessante quella dei finlandesi Soulhealer, che dopo un ep e un disco si accasano presso il gruppo Pure Steel e pubblicano questo “Chasing the Dream”. Molto accattivante la miscela di influenze che possiamo trovare nel sound. “Wicked Moon” si apre nei più classici toni NWOBHM, anche se
(Transubstans Records) La musica degli Space Mirrors va ben oltre la concezione canonica del termine; ciò che è contenuto in questo disco è un vero e proprio viaggio nella sfera onirica delle sette note. Fin dall’apertura del lavoro sono le atmosfere l’elemento principe del sound, i registri sonori si rifanno
(Autoproduzione) Fin dalle prime note questo debut ep degli Stormhold si presenta come un lavoro di melodic death metal che non tralascia anche spunti di black metal sinfonico. Ad essere sincero l’incipit di “Another Day” non fa ben sperare, un inizio a dir poco caotico, con la batteria e le chitarre soprattutto
(AFM Records) Mat Sinner è il bassista dei Primal Fear. Nella sua carriera, oltre all’attività con varie band, tra le quali Sinner e Voodoo Circle, nel 1990 registrò un album solista che la AFM records ha appena ripubblicato, dopo un processo di remastering curato da Achim Köhler (Primal Fear, Brainstorm).
(Napalm Records) Dopo sette anni la nuova suprema colonna sonora dell’opera di Tolkien. Fantastica riproduzione musicale di una terra da sogno, creata con genialità, collocata nella fantasia. Tornano gli austriaci Summoning con un capolavoro estremo, oltre un’ora di immersione totale in dimensioni diverse,
(Revalve Records) Ho la netta sensazione che stiano aumentando le female fronted band, tra l’altro un etichetta sessista e vuota. Il fatto che ci sia una donna al microfono condiziona la musica? Si? In che misura, qualcuno me lo spieghi. Questo aumento si sta verificando anche in Italia e i Sin Deadly Sin ne sono
(Limb/Audioglobe) MetalHead si è già occupata degli irlandesi Sandstone al tempo del loro terzo album (
(Indie Recordings) Da non confondere con gli Shining svedesi di Niklas Kvarforth, questa band Norvegese è in un certo senso l’estremizzazione della loro omonima Svedese. Considerando che entrambe sono bands che si spingono verso nuovi limiti, nuovi territori sonori, gli Shining di questo “One One One” non solo cercano
(Street Symphonies Records / Andromeda Dischi) Sobborghi di una L.A. senza tempo. Piena di puttane in saldo, tossici in astinenza, spacciatori da latrina. Vita sporca, vita di merda, vita di quartieri sfigati. Ed intanto tutti sognano le luci della Sunset Strip, con le sue limousines allungate, i locali con la fila fuori, il rock, il glam, l’esaltazione di tutti e di tutto. Con l’interpretazione dell’attrice emergente sudafricana
(Nuclear Blast) Sono texani cresciuti a rock inacidito dal blues e dalla psichedelia gli Scorpion Child, ma più di tutto hanno in mente e nelle note che producono i Led Zeppelin. Un’influenza forte e palesata anche da Aryn Jonathan Black, il cantante che si avvicina all’epopea Robert Plant dei primi due album dei Led Zeppelin. “Scorpion Child” poteva finire sul mercato nel ‘69, non avrebbe sfigurato, ma una distorsione temporale e il destino hanno volute folgorare di gioia rock