SINNER, MAT – “Back To The Bullet (re-release)”
(AFM Records) Mat Sinner è il bassista dei Primal Fear. Nella sua carriera, oltre all’attività con varie band, tra le quali Sinner e Voodoo Circle, nel 1990 registrò un album solista che la AFM records ha appena ripubblicato, dopo un processo di remastering curato da Achim Köhler (Primal Fear, Brainstorm). (altro…)
(Napalm Records) Dopo sette anni la nuova suprema colonna sonora dell’opera di Tolkien. Fantastica riproduzione musicale di una terra da sogno, creata con genialità, collocata nella fantasia. Tornano gli austriaci Summoning con un capolavoro estremo, oltre un’ora di immersione totale in dimensioni diverse,
(Revalve Records) Ho la netta sensazione che stiano aumentando le female fronted band, tra l’altro un etichetta sessista e vuota. Il fatto che ci sia una donna al microfono condiziona la musica? Si? In che misura, qualcuno me lo spieghi. Questo aumento si sta verificando anche in Italia e i Sin Deadly Sin ne sono
(Limb/Audioglobe) MetalHead si è già occupata degli irlandesi Sandstone al tempo del loro terzo album (
(Indie Recordings) Da non confondere con gli Shining svedesi di Niklas Kvarforth, questa band Norvegese è in un certo senso l’estremizzazione della loro omonima Svedese. Considerando che entrambe sono bands che si spingono verso nuovi limiti, nuovi territori sonori, gli Shining di questo “One One One” non solo cercano
(Street Symphonies Records / Andromeda Dischi) Sobborghi di una L.A. senza tempo. Piena di puttane in saldo, tossici in astinenza, spacciatori da latrina. Vita sporca, vita di merda, vita di quartieri sfigati. Ed intanto tutti sognano le luci della Sunset Strip, con le sue limousines allungate, i locali con la fila fuori, il rock, il glam, l’esaltazione di tutti e di tutto. Con l’interpretazione dell’attrice emergente sudafricana
(Nuclear Blast) Sono texani cresciuti a rock inacidito dal blues e dalla psichedelia gli Scorpion Child, ma più di tutto hanno in mente e nelle note che producono i Led Zeppelin. Un’influenza forte e palesata anche da Aryn Jonathan Black, il cantante che si avvicina all’epopea Robert Plant dei primi due album dei Led Zeppelin. “Scorpion Child” poteva finire sul mercato nel ‘69, non avrebbe sfigurato, ma una distorsione temporale e il destino hanno volute folgorare di gioia rock
(Pulverised Records) Ogni volta che sento questa band americana resto allucinato. La potenza del suono, la malvagità che trapela da ogni singolo dannato accordo, la brutalità dei riff… e la voce di Vanessa Nocera, una delle death queen più in gamba in circolazione. Il suo growl è mostruoso, di gran lunga migliore
(Century Media Records) Nuovi scenari, nuove evoluzioni. Sono giovanissimi. Sono Americani. E hanno partorito qualcosa di veramente nuovo. Come? Mescolando. Sommando. Se in passato abbiamo avuto artisti che hanno messo insieme concetti apparentemente incompatibili, come black metal e sinfonia, o death metal
(UDR/EMI) Energia ritrovata, fresca, e travolgente. Torna una delle band più mitiche e potenti della fine degli anni ’80. Torna dopo una lunga pausa discografica, l’ultimo lavoro risale al 2006, con un EP poderoso, primo di tre capitoli, il quale riprende sonorità dell’epoca che vedeva Sebastian Bach alla voce.
(Massacre/Audioglobe) L’’angelo nero’ del gothic metal tedesco pubblica un album che si chiama ‘sole nero’… Dave Jason, il polistrumentista alle spalle di questo progetto, offre un assaggio di quello che sarà il suo prossimo disco. Ora mi chiedo onestamente a cosa serva una release di sedici minuti, per un artista
(Autoproduzione) Nati quasi per scherzo nel 2012, con l’idea di creare musica sulla scia dei primi Satanic Warmaster (ai quali pagano tributo anche con il moniker stesso), questi Danesi propongono un black metal senza molti compromessi. Diretto, brutale, offensivo, dichiaratamente satanico. Quasi in bilico
(logic(il)logic) L’ascolto di questo lavoro alla fine non è che mi abbia chiarito le idee su cosa suonino questi musicisti di Crema. Beh, mettiamola subito in chiaro la cosa: loro a suonare suonano. Tecnica di buon livello, sound robusto, un cantante che ha una voce roca che sa graffiare e variare il timbro
(AFM/Audioglobe) I Suidakra hanno dato alle stampe il loro capolavoro, me ne sono reso conto dopo neanche dieci minuti che ascoltavo questo “Eternal Defiance”. Smussando infatti alcune spigolosità del sound, i nostri sono diventati l’anello mancante fra gli Eluveitie, gli Ensiferum e gli Amon Amarth… e
(Sliptrick Records) Un gruppo nato da pochi anni, in Svezia, e che approda ad un contratto con un’etichetta italiana. Gli Stoneload si fanno strada con un thrash/groove metal che ricalca schemi alla Pantera e Metallica. Soprattutto dai secondi prendono la loro fase più populistica, quindi più melodica
(Bakerteam Records) I pugliesi Soul of Steel appartengono a quella razza, ormai in estinzione, di formazioni che suonano power metal nello stile italiano: il che significa, pressappoco, avere come punti di riferimento Labyrinth, Vision Divine, Athena e magari qualche act ancora più oscuro fra quelli emersi
(Revalve Records) Una band con quotata esperienza e ormai incanalata in una propria identità che con “De Humana Maiestate” espone un thrash con puntate nel death metal (un neo melodic death metal svedese della prima era, come Hypocrisy e At The Gates) dal suono corposo, attuale. Suona dunque pesante
(Autoproduzione) Suncrown: un nome che terrò sicuramente a mente! Questa band internazionale (ma con una prevalenza di membri brasiliani), esordiente e senza contratto, ha infatti confezionato un disco di symphonic power metal veramente interessante, dominato da tastiere molto coinvolgenti
(Autoproduzione) Al giorno d’oggi le band che si presentano con il primo lavoro hanno la prerogativa di ben impressionare per pulizia sonora e relativa qualità, ma allo stesso tempo molti soffrono del fatto di non riuscire a presentare un minimo gruppetto di pezzi interessanti. I veneti Samael’s Fall
(Taklit Music) Musica diversa. Musica trasversale. Mille influenze che portano ad un nuovo concetto che, forse, non è più confinabile dentro una gabbia fatta di influenze. Questo progetto ha alle spalle un paio di lavori. Vanta tra tra i suoi componenti Paul Kuhr dei Novembers Doom alla voce, e Matan
(Metal on Metal Records) La Battaglia delle Termopili è uno dei temi eterni dell’epica e quindi anche di certo metal battagliero: a parte singoli brani (fantastico, ad esempio, “Thermopiles” dei Wotan), per gli ultimi dieci anni conosco almeno due concept album dedicati all’argomento, quello meraviglioso
(Cyclone Empire) Gusto perverso, amaro, graffiante. Sono tedeschi, di Amburgo, il loro moniker significa “minatore” in lingua Russa. La stessa copertina (creata da Christian “Zeichentier” von Wieding, il quale ha lavorato già con gente come Nuclear Assault) emana quell’atmosfera fredda e metallica di territori e vite
(Autoproduzione) Premetto subito che questo EP dei Six In Line è un lavoro abbastanza particolare: i metallari oltranzisti passino pure oltre perché in pezzi di metal ci sono sporadiche tracce; giusto “Hero” sembra la più adatta ai metalheads, per il resto c’è molto funky nel songwriting che si alterna all’hard rock
(Street Symphonies Records) Ok, le statistiche (me le sto inventando, ma non sbaglio di molto) dicono che nasce una nuova band ogni minuto (o ora, o secondo, sono comunque tante). Milioni di ragazzi che prendono una chitarra e cercano di fare qualcosa. Il novanta percento di questi, un giorno,
(Autoproduzione) Decisamente interessante la proposta di questo promo dei ciprioti Stormcast. Un Black Metal molto epico ed atmosferico; una proposta molto moderna che si discosta leggermente dal symphonic pomposo e magniloquente dei Dimmu Borgir o degli Emperor, per elaborare una soluzione più in linea con i nostrani
(Indie Recordings) Strano album, veramente strano. Più lo ascolto e più mi lascia in un delicato equilibrio tra il percepirne genialità e subirne la monotonia. Sicuramente è un album adulto, molto adulto, specialmente se consideriamo che questo quartetto proveniente dal Belgio ha un’età media che non supera i diciotto anni.
(Coyote Records) Derivazione verso il crust, l’hardcore, il brutal death metal e il grindcore. Violenza sonora. Estremismo musicale che si esprime con disgusto. Ma cosa può essere se non questo il grindcore e i suoi fratelli maggiori? Metteteci poi il nome della band di Chieti che da l’idea di averlo preso da
(Rookies + Kings / SPV) Eeeh rock ‘n rooulah! Pronunciato con cadenza tedesca. Gli SpitFire sono un trio germanico con l’indole del rock ‘n roll più sfrenato e che contamina il loro hard rock classico, viscerale, strafottente e che a più riprese occhieggia al punk rock. Selvaggi, melodici, scatenati.
(This Is Core Music) Ecco il nuovo EP degli Screaming Eyes di Mondovì, una pubblicazione forte della maggiore esperienza acquisita nel frattempo dalla band (molti concerti fuori dall’Italia e un debut album con Ettore Rigotti) e di una produzione che offre una patina di perfezione ai suoni. Tre canzoni dirette, potenti, esplosive.
“La storia è fatta di eventi…E la storia va vissuta nel suo pieno”
(Napalm/Audioglobe) Non so quanti di voi siano mai stati ad un ‘Mittelaltermarkt’: si tratta di un particolare tipo di fiera, molto diffuso nei paesi di lingua tedesca in primavera ed estate, dove tutto è a tema medievale. Quasi sempre, a queste iniziative vengono invitati gruppi musicali rock o folk perché allietino l’atmosfera
(Listenable Records) Suoni dissonanti, ritmi brutali. Atmosfere coinvolgenti, momenti di ansia ed infine rabbia mostruosa. Un album che è l’esibizione delle ferite del genere umano, del collasso dei sistemi, della discesa verso la devastazione. Death metal spinto verso livelli alternativi, con influenze black,
(Moonlight Rec./ Masterpiece/Season Of Mist) Se ascoltate l’heavy metal e tutte le sue sfumature e avete anche una forte propensione per il rock dei primissimi anni ’70, e ultimi ’60, gli Shinin’ Shade sono per voi. Suonano per voi. Il tocco alla Tony Iommi, quello di Alvin Lee, ma narcotizzato, ovviamente bluesy & acid,
(Thisplay 2.0) Sogno e fantasia. Fuga dal mondo, fuga dalla monotonia. La ricerca di un sorriso morente, la ricerca di eroi, contro l’oppressione, contro la tirannia. Ricordi e gloria di un passato che costituisce le basi della vita di oggi. Queste sono le parole che aleggiano tra le note di questo bellissimo disco.