NAR MATTARU – “Ancient Atomic Warfare”
(I, Voidhanger Records) Sono suoni di litanie e campi di battaglia ad aprire questa release. Seguono cinque tracce di un Death marcio e lento, il cui incedere è caricato di una vena vagamente epica. La voce del tipo è molto vigorosa, senza (altro…)
(Invictus Productions) Che sia proprio il caso di dire “un nome, un programma”? A giudicare dal titolo e dalla copertina dell’album di debutto degli inglesi Lunar Mantra, probabilmente la risposta è affermativa. Diciamolo subito, con loro il libro si può tranquillamente
(Aesthetics of Devastation) Devo ammettere che mi ci sono voluti molti ascolti per capire bene questo combo. I Grey Heaven Fall sono un gruppo russo che suona un Black piuttosto lontano dai canoni ortodossi. Se da un lato il tipo di musica in cui è obbligatorio
(De Tenebrarum Principio/ATMF) Il black francese è sempre identificativo, personale e particolare. Se poi ci aggiungiamo una componente vagamente thrash ed una impostazione nostalgica orientata
(Century Media) Assurdo mix tra metal, post metal, sludge, metalcore sviluppati su una base metal-jazz. Gli americani Intronaut arrivano al quinto sigillo ed offrono oltre tre quarti d’ora di assoluta
(Night of the Vinyl Dead) Non sono certo qui per descrivere “The Marriage of Heaven and Hell”, uno dei (tanti) capolavori della discografia dei Virgin Steele. Se vi dichiarate appassionati di heavy metal ‘classico’, non potete non conoscere l’opera, uscita in due parti fra 1994 e 1995.
(Nuclear War Now! Productions) Se negli ultimi anni la scena estrema Australiana ha acquisito una certa visibilità, una trentina di anni or sono la situazione era piuttosto differente, complice anche l’isolamento geografico dello stato Oceanico e la
(Eyes Of the Dead Productions) Full length di debutto per Menstruophagist, terzetto Toscano dedito ad una ben riuscita commistione tra grind core e brutal death metal, il tutto condito da un senso dell’umorismo alquanto demenziale. Non sono in
(Casus Belli) Con il monicker che si sono scelti, gli Hordak si sono accattivati da subito la mia attenzione: il loro viking metal classico ma non scontato (looro lo chiamano ‘Celtiberian Pagan Metal’) ha fatto il resto,
(Toxic/Mechanix Records) I Sadism. Gli unici ed originali cileni. Quelli che da prima degli anni ’90 fanno Death come pare a loro e non si muovono di una virgola dalle proprie idee. Loro del mercato se ne sono sempre infischiati, pronti a
(W.T.C. Productions) E’ grazie a questa tipologia di gruppi che sto cominciando a rivalutare il Black teutonico. Musica a mio avviso ispirata dalle recondità della foresta nera mitteleuropea, dove chissà quali entità hanno operato in passato e che
(NoiseArt Records) Con un nome tolto dalla mitologia nordica, è facile immaginare cosa suonino i Dvalin: questi tedeschi di Würzburg, che esordiscono a ben sei anni dalla fondazione, si dedicano intelligentemente a un pagan/folk metal denso di sfumature e decisamente ambizioso.
(Autoproduzione) Giungono al debutto i Lombardi Dead Behind The Scenes, band giovanissima (tutti i componenti hanno tra i diciotto e diciannove anni) nata nel 2010, inizialmente con il moniker “The Scream”. Va subito detto che la proposta musicale del gruppo è abbastanza
(Autoproduzione) Con un nome incredibilmente evocativo, che ricorda quelli della grande tradizione prog italiana degli anni ’70, La Bottega del Tempo a Vapore dà alle stampe il proprio debut: un avvincente concept che attinge alle leggende del beneventano, terra d’origine della band,
(Autoproduzione) Esordio con un full length per gli Aktaion. Scelta legittima vista la quantità di cose da suonare e comunicare al mondo. La band proviene dalla Svezia e rappresenta una forma ben articolata del melodic metal di quella latitudine ai giorni nostri. Elementi metalcore, melodic, djent,
(Napalm Records) Dopo l’assurdo (ma divertente) EP “Rotkäppchen” (
(Indie Recordings) I Vreid sono la reincarnazione dei Windir; sono semplicemente gli ultimi Windir senza il compianto Valfar. Ma questa è una cosa estremamente nota. I Vreid, anche se nati
(Hells Headbangers) Due soli brani, per sei minuti di metal estremo, grezzo e primordiale, in questo 7” uscito per la Hells Headbangers, che vede fronteggiarsi due bands dalle sonorità che molto devono ai Venom delle origini. Sul primo lato,
(Atypeek Music) Forse qualcuno ricorderà questa formazione francese che sul finire degli anni ’80, nel 1989 per l’esattezza, ha dato vita a un industrial arricchito da alternative rock, new wave, dark e heavy metal. Insomma, non esattamente una verace industrial band o almeno non soltanto quello. Hanno
(Unglodly Ruins) Non mi piace citare i gruppi da cui provengono i singoli musicisti o spettegolare sul fatto che un dato gruppo è nato dalle ceneri di un’altra realtà musicale. In fin dei conti se c’è una formazione nuova con un nuovo nome un motivo dovrà
(Svart Records) Svedesi si, ma per una serie di cose legati al lontano Oriente (la cantante è nata in Svezia ma ha chiare linee giapponesi, il chitarrista ha militato nei giapponesi Church Of Misery). Ma i collegamenti si fermano decisamente qui. I Night
(Blood Harvest Records) Necrosemen non è manco una band. È una one man band. Anzi, è più appropriatamente definibile come un’entità. E svizzera per giunta, quindi influenzata dagli stessi paesaggi che hanno ispirato, tra gli altri, Celtic Frost e
(Iron Bonehead Productions) È difficile collocare stilisticamente questa one man band all’interno della musica metal. Se da un lato si sente che il compositore ha voluto dare libero sfogo a tutte le sue fantasie musicali, dall’altro lato non si può non notare
(AFM) Per chi, come me, è cresciuto a pane e power metal, un nuovo album dei Rhapsody of Fire è sempre un evento: soprattutto se il precedente (
(Nuclear War Now! Productions/I, Voidhanger Records) Più che uno Split siamo di fronte ad un vero e proprio EP dei francesi Ysengrin, dediti come sempre ad un particolarissimo quanto emblematico
(Wormholedeath Records) One man band russa piuttosto ermetica… attivo da una decina di anni (questo è il terzo disco sulla lunga distanza), questo uomo solitario propone un Black che non è per tutti. Non ci sono
(Nuclear War Now! Productions) Dopo il non certo esaltante LP di inizio anno (
(CCP Records) Mi piace pensare che alla morte (almeno artistica) dei Morbid Angel è come se un sovrano fosse morto all’improvviso e che orde di guerrieri se le stessero tutt’oggi dando di santa ragione per prendersi
(Iron Bonehead) Questo trio ha compensato la scarsissima frequenza di uscite discografiche (un album e questo EP in quindici anni) con una qualità nettamente sopra la media. Ogni riff ha avuto tutto il tempo
(Lake Of Fire Productions) Sono uscite discografiche come queste che mi portano sempre più a pensare che il Black sia definitivamente emigrato dalla Norvegia alla Svezia (Dissection, Watain, Marduk…). Per carità,
(Satanath Rec.) L’oscurità del black metal si materializza in Cile con questa formazione dagli istinti ferali, gelidi e arcaici nell’affrontare il genere. Riff epici, ripetuti a oltranza, drumming sequenziale
(Satanath Rec. / Punishment 18 Records) Ci danno dentro a testa bassa i giapponesi Horrifc Disease, in questo debut album nel quale il death metal si incrocia con spunti brutal/grindcore e svisate thrash metal. Un po’ crossover e un po’ estremisti i giapponesi, i quali spingono al massimo
(Ván Records) Con una grafica del moniker molto simile a quella del leggendario barbaro Conan, non mi potevo che aspettare una musica da barbari. Vale a dire un Thrash sporco e rozzo, con una sterzata decisa
(Maqueta Records) Per avere un’idea di chi è Simone Gianlorenzi, basta leggere la storia che raccontata di se stesso