DETH ROK – “Us & Them”
(13th Planet Records/AFM) Puzzano di Ministry a chilometri di distanza i Deth Rok o per lo meno ne danno sentore. Nonostante l’assenza di notizie biografiche allegate al promo, la casa discografica è quella di Al Jourgensen, anche la copertina ha quella folle allegoria tipica delle immagini della sua band. (altro…)
(Heart Of Steel Records) Sublime, coinvolgente, passionale. La chitarra di Luca ha un sound unico. Integra le influenze che derivano dai suoi interessi e dalla sua vasta esperienza, ma il risultato è decisamente personale, riesce a far viaggiare la mente, scollegare dal mondo, portando i sensi verso un livello di percezione superiore.
(Punishment 18 Records) Thrash diretto, schietto, spietato. Tuonano dal Giappone, sono in quattro, e hanno alle spalle una longeva carriera che li vede sulla scena dal 1988. Dopo una pausa di un paio d’anni tornano con questo nuovo album, che comprende undici tracce di metallo veloce, grintoso, ispirato alla tradizione del thrash
(My Graveyard/Masterpiece) Secondo disco per i varesini Balrog, che – sempre accasati presso la My Graveyard Productions – pubblicano il seguito del loro debut “A dark Passage”. Devo ammettere che il primo album non mi aveva colpito in modo particolare, ma questo “Miserable Frame” è una mazzata coi controfiocchi, una scarica
(Mausoleum) La formazione belga Max Pie, reduce da una certa esperienza live con Jon Oliva, registra il proprio secondo album negli studi del nostro Simone Mularoni dei DGM, che appare anche come guest guitarist in due tracce. Gli otto brani in scaletta sono quasi tutti molto lunghi, e in due casi si attestano addirittura attorno
(Autoproduzione) Dalle parti del Kansas arrivano quattro giovanotti dall’aria assortita, come quattro individui diversi per indole, carattere e aspetto che si mettono insieme per formare un complesso musicale. Il risultato è quello di creare un sound che va dal rock al metal, attraverso una gamma dunque assortita.
(Autoproduzione) Incredibilmente bravi! Ushiro Mawashi di Reggio Calabria, band di post metal-rock psichedelico totalmente strumentale. A dire il vero l’etichetta da affibbiare è ardua in quanto c’è post rock, metal, elettronica e psichedelia che coabitano come l’ecosistema di universo sconosciuto.
(AFM Records) Mat Sinner è il bassista dei Primal Fear. Nella sua carriera, oltre all’attività con varie band, tra le quali Sinner e Voodoo Circle, nel 1990 registrò un album solista che la AFM records ha appena ripubblicato, dopo un processo di remastering curato da Achim Köhler (Primal Fear, Brainstorm).
(My Graveyard/Masterpiece) Da buon defender of the faith conoscevo già i ferraresi Asgard: il loro debut “The Seal of Madness”, di due anni fa, aveva convincentemente impressionato l’ambiente old school, e mi chiedevo appunto se i nostri sarebbero stati capaci di confermare quanto ci avevano mostrato.
(Scarlet/Audioglobe) Adoro i Dark Moor: sono l’espressione più barocca e romantica del symphonic power metal, quel genere che nella seconda metà dei ’90 e nella prima metà dei 2000 andava per la maggiore, e che poi tutti hanno rinnegato, al punto che oggi le uscite di genere si contano sulle dita di una mano.
(Napalm Records) Dopo sette anni la nuova suprema colonna sonora dell’opera di Tolkien. Fantastica riproduzione musicale di una terra da sogno, creata con genialità, collocata nella fantasia. Tornano gli austriaci Summoning con un capolavoro estremo, oltre un’ora di immersione totale in dimensioni diverse,
(Pure Steel/Audioglobe) Con questo “Horror Fire”, originariamente edito nel 2006, la Pure Steel ha completato la ristampa in vinile di tutta la discografia degli Halloween (
(Autoproduzione) In Italia c’è qualcuno che vuole anteporre le nostre radici storiche per arricchire il metal del quale si fa portatore. Accade con i Tuchulcha (si legge tukulka ) di Volterra. La band proviene dunque dalla patria (non l’unica in Italia) degli etruschi e il nome, quello “di un demone etrusco dell’oltretomba
(Hellthrasher Distributon) I casi di omonimia nel metal sono molto comuni, specialmente in ambito estremo, è meglio quindi essere chiari fin da subito: quelli in questione sono la band svedese, artefice di un death metal truculento e malato nel più puro stile scandinavo primi anni novanta. Quasi in automatico si pensa
(Revalve Records) Ho la netta sensazione che stiano aumentando le female fronted band, tra l’altro un etichetta sessista e vuota. Il fatto che ci sia una donna al microfono condiziona la musica? Si? In che misura, qualcuno me lo spieghi. Questo aumento si sta verificando anche in Italia e i Sin Deadly Sin ne sono
(My Kingdom Music) Non ha importanza sapere chi ha etichettato i PTSD come alternative metal, ma l’impressione è che la band italiana viaggi negli schemi di un progressive leggero e che gioca ad alternare scenari, atmosfere e melodie. Incrocio di stili e sonorità attraverso strutture comunque moderne.
(Shadow Kingdom Records) Il doom è morte e decadenza, sofferenza e melodie malinconiche e i The Vein sono tutto questo. “Scouring the Wreckage of Time” è fabbricato con gli intenti e le idee di gente proveniente dagli Altar Oblivion di “Grand Gesture of Defiance” e da esperienze negli Ad Noctum. Gente danese
(Apathia Records) Costa Azzurra, un luogo bucolico, mediterraneo, patria degli Heart Attack e in contrasto con la particolare immagine che trasmette la particolare copertina. Quella fierezza nello sguardo e segni di battaglie e sofferenze sulla persona però ben manifestano la musica del complesso francese. Thrash metal da
(Southworld) I più informati fra i nostri lettori ricorderanno sicuramente gli inglesi Tank, fra i pionieri della NWOBHM: nel 2007 la band si è sciolta burrascosamente in due formazioni che… si chiamano anch’esse Tank e pubblicano in maniera assolutamente indipendente l’una dall’altra. Qui ci occupiamo del ‘debut’ dei Tank
(Invictus/Ajna Offensive) Tetre sensazioni, oscure emozioni. Tenebre sonore che divorano tutto. E tutti. Imponente secondo lavoro per gli svedesi Tribulation che tornano dopo cinque anni dal precedente “The Horror” con questa opera complessa, imponente, maestosa. Un’ora ed un quarto di metallo marcio,
(Limb/Audioglobe) MetalHead si è già occupata degli irlandesi Sandstone al tempo del loro terzo album (
(Napalm Records) Per la critica ci sono due Tristania: quelli fino a “Illumination” (2007) e quelli successivi. Di fatto il salto tra “Illumination” ed il seguente “Rubicon” è quello che evidenzia il cambio della cantante femminile. Molti ritengono che i veri Tristania, quelli in gamba, hanno cessato di esistere già con
(Indie Recordings) Da non confondere con gli Shining svedesi di Niklas Kvarforth, questa band Norvegese è in un certo senso l’estremizzazione della loro omonima Svedese. Considerando che entrambe sono bands che si spingono verso nuovi limiti, nuovi territori sonori, gli Shining di questo “One One One” non solo cercano
(My Kingdom Music) Reveletion’s Hammer è il nome che Accuser si è dato per questo progetto. Il polistrumentista norvegese è la mente di questo black metal dalle tinte classiche, affiancato però dal batterista Myrvoll (Nidingr e Good Seed). Black metal battagliero, delineato da una produzione che tende a pulire
(Indie Recordings) Nuove frontiere, nuovo odio, nuova violenza. La benestante Norvegia appartiene forse al passato del black. Ci sono oggi nuovi territori, pieni di acredine, oppressi da religioni spietate e prive di ogni barlume di intelligenza, imprigionati culturalmente da regimi assurdi, anacronistici, sanguinari.
(Pesanta Urfolk) L’inferno è situato a Salem, nell’Oregon. Il Satana del posto è M.S.W., un polistrumentista che diffonde, per la terza volta, il proprio verbo. “Hell III” è acerbo, rumoroso, apocalittico. M.S.W. ha una propria direzione, di lui si dice che sia un testimone del doom/sludge, ma il basso così cavernoso, roco,
(Cruz del Sur/Audioglobe) “Lucifer”: sei minuti di doom vintage, sporco di rock e di NWOBHM, oscuro, con un cantato declamante e ritmiche spesso guerriere. “Leviathan”: horror metal nella migliore tradizione del genere, con quel tocco teatrale che è la vera risorsa di queste sonorità. “Logos”: una marcia alienata e martellante
(Deadlight Ent.) Anche i musicisti francesi lasciano la propria patria per cercare fortuna all’estero. Lo hanno fatto i Loading Data verso il 2002 per accasarsi a Los Angeles e cercare i canali giusti. Il nuovo album vede l’assistenza alla consolle di Alain Johannes (Eleven, Queens of the Stone Age, Chris Cornell band,
(Vic Records) Anni e anni fa l’Olanda possedeva un manipolo di band metal di tutto rispetto o addirittura epocali (Asphyx), cioè hanno dato qualcosa di concreto alla scena, altre invece sono state celebrate come delle promesse, ma il tempo le ha dimenticate perché scomparse dopo una breve vita o poco prolifiche.
(Black Widow Records) Sound ricco di passione, di groove, di energia. Gli Electric Swan, al secondo album, offrono una proposta calda, piena di dinamismo e diversa dal solito. Il genere di base è rock anni ’70, con tutti quei suoni analogici, quei suoni che sembrano creati per essere incisi su un nero e sensualissimo vinile.
(Ektro) Da wikipedia: “La trance è uno stato psicofisiologico caratterizzato da fenomeni quali insensibilità agli stimoli esterni, perdita o attenuazione della coscienza, dissociazione psichica, che può essere indotto mediante ipnosi o autoipnosi. Alcune persone – sensitivi, sciamani, medium ecc. – riescono ad ottenerlo
(Autoproduzione) Era da anni che non sentivo una chitarra come questa. Assoluto erede di Malmsteen, maestro di chitarra, jazzista e musicista nel senso puro del termine. E’ Siciliano, apertura mentale verso la musica che definirei totale e devota. Suona in varie bands, ma con questo “The Mansion Of Lost Souls”
(Bakerteam Records) Grande album “Horror Metal” (recensito
(Videoradio Edizioni Musicali) Gitani delle note vestiti in smoking. Questa è l’immagine che ho dei Quintetto Esposto, cinque musicisti lombardi che padroneggiano con eleganza pianoforte, chitarra, batteria, balalaika, basso e poi una voce vissuta, appena appena roca. Motivi teneri o frizzanti, come l’inserzione del tango