ARRAYAN PATH – “IV: Stigmata”
(Pitch Black Records) Nell’ambito del power metal più epico, credo fermamente che l’area mediterranea ci abbia offerto negli ultimi anni i prodotti più genuini, accattivanti e riusciti: Wotan, BattleroaR, Sacred Blood sono solo i primi nomi che mi vengono in mente, a cavallo fra Italia e Grecia, fra le formazioni di punta (altro…)
(Kaotoxin Records) La Kaotoxin Records tira fuori una compilation con 37 band francesi, tutte dedite al grindcore e dintorni, cioè con qualche sortita nel brutal death metal e nel crust. Sono 44 pezzi devastanti, furiosi, vestiti del mastering di Dan O’Hare (Brutal Truth e Rumpelstilskin Grinder) e della copertina di
(Hellthrasher Productions/Profound Lore Records) 50’, sei canzoni, death metal claustrofobico con passaggi doom e impennate nel black metal. Ruvida coltre di nero e decadenza. Atteggiamento underground nelle sonorità. Sommariamente queste sono le caratteristiche principali del trio inglese Abyssal, composto
(Nuclear Blast) Il metalcore è un genere che sta sulle scatole a molti metallari di vecchio corso. Tuttavia credo che in fondo c’è una forte differenza di vedute tra queste band e la “vecchia generazione”. Gli appassionati vedono i We Came As Romans tra i maggiori rappresentanti e, credo anche a pieno titolo, tra i migliori
(Woodcut) Una massiccia dose di veleno. Un travolgente massacro di concetti oscuri, perversi, demoniaci. Blasfemi. I Finlandesi Sacrilegious Impalement forgiano il terzo full length, e riescono a creare un muro di metallo nero, impenetrabile, indistruttibile. Nel loro sound non ci sono particolari innovazioni e nemmeno
(Autoproduzione) Infernale. Brutale. Cupo. Osceno. I Synergy Of Soul sono la band di Morbid, front man dei Dynasty Of Darkness. “From Darkness To Darkness” era previsto per il 2007, ma varie vicissitudini hanno posticipato il debutto fino ad oggi. In fin dei conti la morte può attendere, giusto? Si, perché di morte si tratta.
(Pure Legend Records) Proposta interessante quella dei finlandesi Soulhealer, che dopo un ep e un disco si accasano presso il gruppo Pure Steel e pubblicano questo “Chasing the Dream”. Molto accattivante la miscela di influenze che possiamo trovare nel sound. “Wicked Moon” si apre nei più classici toni NWOBHM, anche se
(Soulseller Records) Dopo “En Natt Kom Doed” Weh ritorna con “Folkloren”, titolo che lascia capire da subito la proposta dell’autore, cioè Erik E, sempre ancorata alla propria voce e alla chitarra acustica. Stile folk, molto minimale, salvo per l’aggiunta di qualche seconda voce ed esile percussione, il pianoforte,
(Autoproduzione) Come d’abitudine mi accingo ad ascoltare un album senza guardare nulla. A volte leggo solo il nome di chi suona, band o musicista che sia, e senza neppure leggere il titolo. Paolo Ballardini emana note cristalline e, soprattutto, pezzi strumentali di una fresca e graziosa musicalità. Chi è Paolo Ballardini?
(Svart Record) Il doom incontra il blues. I toni oscuri e pesanti volgono verso connotati più caldi, più sensuali, più melodici. Il chitarrista Victor Griffin (Pentagram, Place of Skulls), con tutta la sua classe ed esperienza, la sua sensibilità blues, il suo gusto anni 70 ha messo insieme questo gruppo, che comprende personaggi
(Aphelion Productions) Permettetemi un’affermazione in totale libertà, pur con la consapevolezza di non ascoltare tutto quello che viene pubblicato in Italia, ma solo ciò che ricevo, e con tutto il rispetto dei tanti che fanno buona musica, ma ritengo da sempre che i The True Endless siano il black metal in Italia e che come
(Bubble Blood Records / Defox Records) Che album strano. Che album bello! Aleggia una sensazione di mistero e paura nel sound di questo disco: basso e batteria che creano un contorno inquietante, accentato da una chitarra che rende il tutto più ansioso, oscuro, psichedelico. I Cardiac sono una strana band Italiana
(Black Tears/Masterpiece Distribution) La storia dei Cadaveria è più o meno nota. Nel 2001 Flegias e Cadaveria salutano gli Opera IX con l’intento di dare vita a qualcosa di più personale e comunque diverso dalle sonorità fino a quel momento trattate. Cadaveria e Marçelo Santos (cioè Flegias) con l’ausilio di musicisti
(Funeral Industries) Mi sbaglio o i Necromass erano una sorta di black metal band dalle atmosfere cupe, occulte e spiritate? Passano poco meno di una ventina di anni dall’ultimo album e il ritorno della celebre formazione fiorentina mi lascia parzialmente basito. “Calix. Utero. Babalon.” non ha quella gelida atmosfera
(Unspeakable Axe) In giro da circa dieci anni, ma con un solo demo e questo album del 2010 che oggi viene ristampato da Unspeakable Axe Records, i canadesi Besieged tentano di rimettersi in mostra, tra l’altro vivendo un’omonima con altre vicine band statunitensi. Il sound dei tre musicisti è un assalto
(Autoproduzione) Cosa possono combinare insieme un basso e una batteria? Non lo immaginereste, ma i Black Faida possono istruirvi in tal senso. Suonano in due e creano pezzi totalmente strumentali che sembrano qualcosa a metà tra il metal e il rock, ma affrontandoli con il piglio del jazz. Il basso che si arrampica su melodie
(Fuel Records) Per anni, i Marshall sono stati una delle formazioni più in vista della scena italiana, nonché i principali animatori di quella napoletana; oggi, attraverso qualche decisivo aggiustamento di line-up e un certo allontanamento dall’originario sound progressive, assumono il nome Heavenshine e pubblicano
(Infernal Fields Studio) Gli Aruna Azura sono una progressive death metal band proveniente dalla Russia e “A Story of a World’s Betrayal” è il loro ultimo lavoro. Il potenziale e la creatività del gruppo sono alti ma la produzione smorza molto il risultato finale: i suoni sono decisamente troppo leggeri, il basso, che si muove
(Iron Shield Records) E chi l’avrebbe mai detto che, dietro uno dei monicker più strani che mi sia mai capitato di sentire, avrei trovato una band capace e così deliziosamente vintage? Gli svedesi Thungsten Axe (…), dopo una cassetta (…) di quattro brani pubblicata nel 2011, danno alle stampe con il loro debut una manciata
(Indelirium Records) Chi segue il filone hardcore italiano (il quale propone sempre pochi sussulti) ricorderà i romagnoli X-State Ride. Nel 2003 l’EP “Morning Glory”, il successivo debut album “The Great Rebirth” e “Against Me” sono la discografia che oggi viene completata con il terzo album omonimo. Forse un tributo
(Purodium Rek) Split nato dalle tenebre dell’underground e venuto a noi attraverso il formato cassetta, in sole 100 copie. I Womb sono portoghesi e pare siano in attività da poco tempo. Suonano un black metal dozzinale, sicuramente direttamente influenzato da Venom e Hellhammer. Dunque quel genere di situazioni
(Revalve) La bandiera sudista sullo sfondo del teschio contrasta con il logo della band. Il nome Morganha ha qualcosa che rimanda ai Sepultura e al thrash anni ’90. La bandiera non ha a che fare con il sound, al massimo con i temi guerrafondai dei testi, e i Sepultura un po’ si sentono nella band di Gubbio, ma alla lontana
(Indelirium Records) “Tomorrow Will Become Today” inizia con “Still Here” e quasi sembra avere a che fare con una versione riveduta, corretta e annacquata degli Agnostic Front! Nel proseguire poi odo reminiscenze NOFX e forse anche Sick Of it All. La band abruzzese (sono di L’Aquila) nella sostanza si rivolge
(Pesanta Urfolk) Emozioni. Ci sono solo emozioni. Non ho idea di come descrivere questo album. Forse è impossibile. Forse le emozioni che provo sono troppo forti, e mi bloccano la mente, me la imprigionano in una dimensione strana, dove regna la calma, la pace, un’atmosfera quasi divina. La musica sembra scolpita,
(Nordvis) Black metal pieno di malinconia. È questa l’essenza di questo duo svedese. Il loro sound è pesante, ossessivo e ripetitivo. Con queste quattro tracce sono capaci di diffondere una sensazione di desolazione che cattura l’attenzione con la violenza psicologica delle tematiche orientate verso l’insignificante esistenza umana
(Pesanta Urfolk) Riedizione di “Cold Of Ages”, uscito l’anno scorso su Profound Lore, ora riproposto in vinile da 200 e 160 grammi. Album che stravolge il precedente (che era il debutto). Vengono abbandonate le teorie noise, le atmosfere, i concetti oscuri per dar spazio a molta più musica suonata. Rimaniamo su pezzi lunghissimi
(Autoproduzione) I The Beyond di Trento hanno dentro al sangue e nei neuroni il death metal, quello degli anni ’90. Old style in piena regola (la copertina poi ne è un buon segnale) basato su chitarre dai suoni cupi, ruvidi e da incubo e linee melodiche allucinate e macchiate di sangue e decadenza. Circa 15’ da obitorio, arredato da
(Sociopathic Sound Records) Zozzi e marci. Sporchi e irriverenti. ironici e fottuti! Grinders di Birmingham che per 17’ in questo EP senza titolo spaccano i timpani con grindcore annacquato da brutal death metal e bordate crust. Alcuni brani introdotti da scherzi telefonici, con a tema la parola “pig”, tanto per rendere
(This Is Core Music) Band nata da poco, questi Hydra, ma a quanto sembra l’affinità tra i vari musicisti si è già definita. Un melodic death metal energico, muscolare, con innesti groove/thrash metal e metalcore. Gli Hydra sono l’onesta e ovvia derivazione della scuola melodic death metal svedese e di come questa dopo tanti anni
(Sepulchral Productions) Nuovo fenomeno della sulfurea e gelida scena Quebecois black metal canadese, in vita da poco tempo ma tanto attivo dal punto di vista delle pubblicazioni underground. I Neige Éternelle si presentano finalmente con il debut album e il genere è ovviamente il black metal esercitato con suoni scarni
(Transubstans Records) La musica degli Space Mirrors va ben oltre la concezione canonica del termine; ciò che è contenuto in questo disco è un vero e proprio viaggio nella sfera onirica delle sette note. Fin dall’apertura del lavoro sono le atmosfere l’elemento principe del sound, i registri sonori si rifanno
(Autoproduzione) Fin dalle prime note questo debut ep degli Stormhold si presenta come un lavoro di melodic death metal che non tralascia anche spunti di black metal sinfonico. Ad essere sincero l’incipit di “Another Day” non fa ben sperare, un inizio a dir poco caotico, con la batteria e le chitarre soprattutto
(Svart Records) Viaggio nello spazio. Come dice il titolo, autostrada verso lo spazio. Qui non c’è metal. Niente riff poderosi, o chitarre laceranti. “Kometenbahn” è un’esperienza digitale. Concetti futuristici legati a sonorità computerizzate ma anche retrò. Sintetizzatori, strumenti analogici. Ritmi pulsanti. Effetti. Ambientazioni remote,
(Napalm/Audioglobe) Non posso negare (e la prova è
(13th Planet Records/AFM) Puzzano di Ministry a chilometri di distanza i Deth Rok o per lo meno ne danno sentore. Nonostante l’assenza di notizie biografiche allegate al promo, la casa discografica è quella di Al Jourgensen, anche la copertina ha quella folle allegoria tipica delle immagini della sua band.