NOW.HERE – “This Is Who We Are”
(This Is Core) Il popo-punk di fattura americana, particolarmente della California, sta dilagando anche nello Stivale. ovviamente la proposta arriva attraverso band giovani, come i Now.Here. Nonostante quelle facce adolescenti, il mestiere lo stanno imparando bene e i cinque pezzi di questo “This Is Who We Are” suonano già con rifiniture attente. Nonostante cio’ le canzoni di “This Is Who We Are” pur essendo orecchiabili comunque non hanno delle linee melodiche strepitose. (altro…)
(Autoproduzione) I Kalidia sono una formazione power/gothic metal (naturalmente con una cantante donna, la bella Nicoletta Rosellini) che propongono quale prima produzione in carriera questo demo di quattro pezzi, per un minutaggio totale di circa venti minuti. “The lost Mariner”, siamo onesti, non morde, anche a causa di una produzione che appiattisce i suoni e rende la batteria molto spesso una mitragliatrice. Molto meglio la power ballad “Winged Lords”, nella quale riconosco un flavour anni ’80.
(Despise The Sun Records) Spaventoso ritorno dal passato. Un’entità che si manifesta in questo anno fatto di profezie Maya, amplificatori a transistor e tablet! Di cosa scrivo? Semplice, sono fuori di testa. Ho ascoltato la versione audio del Necronomicon e ora il mio sistema nervoso paga pegno! Sono sballottato da questa compilation (ne seguirà poi una seconda, come si evince dal titolo) fatta di demo del 1987, ’88 e un 7″ del ’92
(Spinefarm Records) Mi ritengo puro. Senza macchia. Non soffro la corruzione di un giudizio guidato, violentato, stereotipizzato. Personalmente non ho mai seguito questa band svedese. Ce ne sono tantissime di bands da ascoltare la fuori, semplicemente non posso sentirle tutte. Aggiungiamo, poi, il fatto che non ascolto solo un singolo sottogenere di metal, ma sono di ampie vedute. Posso passare da hard rock a grind core con assoluta scioltezza. Io la musica la vivo così.
(Fireball Records) Questo è heavy metal! Del semplice, dannato, potente heavy metal. Erano anni che non sentivo un disco con questa potenza. Melodia senza fine convogliata in un flusso di energia che si scatena in un sound maledettamente forte, pesante ed efficace. Un gruppo quasi sconosciuto. Bizzarro nella sua composizione, dove i componenti hanno differenze di età che raggiungono i vent’anni e i tre nuovi musicisti, sono due fratelli ed un cugino, che si sono aggiunti a ciò che rimaneva di una band
(Spinal Records /PIAS ) La prima cosa che devo chiarire di questa band belga, giunta al secondo album, è lo stile proposto: qualcosa tra il thrash metal, il metalcore e il groove metal. Sintetizzerei il tutto per comodità in modern metal, cioè i riff cadenzati e potenti e spesso laccati di un groove asciutto e il drumming anfetaminico, determinano un sound figlio di questi tempi e che attinge da un passato che si chiama Machine Head, Pantera, Meshuggah (ma i belgi sono meno cervellotici)
(Autoproduzione) La band si contorce in questo sound che mette insieme il melodic death metal e il metal/thrashcore dal quale si pone in evidenza immediatamente il dualismo tra la voce di Sara Rojec e il riffing serrato di Simone Donato e Riccardo Caccialanza. La Rojec ha un timbro vocale assurdo e ringhioso, ho dovuto guardare un video della band per accertarmi che fosse davvero una donna a cantare. Complimenti, sei un demone! Lei si produce anche nei canonici inserti clean vocal nei ritornelli
(Sonic Attack Records) Maybe the moment has come to provide a serious answer to those bands in the vein of Pantera and Machine Head, the sound that breaks through in America and then by reflex, throughout the world and leave room for a solid European reality? Maybe, I don’t know, I can’t understand it. At the first listen, Superbutt and precisely the opener “Cleaver” induces me to think that the band is the usual American Pantera style band.
(Murdered Music) In attesa di pubblicare il terzo album, questo trio di Giaveno (TO) pubblica un EP di 4 pezzi. “Armored” è l’anticipazione di ciò che i Fragore costruiranno nel prossimo lavoro, oltre a presentare il nuovo bassista, cioè Andrea Lorenti. La release possiede un sound molto moderno e con un impianto elettronico di base che caratterizza e condiziona i pezzi. Ovviamente siamo nel thrash/nu metal, ma l’elettronica da un aspetto particolare alle canzoni.
(Murdered Music) Tra nu metal e metalcore, risvolti melodic alla svedese, melodic thrash metal americano eccetera, “Thrênos” appare come un manifesto di quello che è oggi il metal proposto dalle nuove generazioni. Questa generazione è spagnola ed al secondo album, autoprodotto (missaggio e masterizzazione sono di Costan, batterista e tastiere; il primo venne curato da Dani G. dei Darksun) e con un cambio del cantante.
(Comatose Music) Di questa band nell’underground se ne stava parlando e se ne annunciava e salutava il ritorno con enfasi. I Dehumanized fanno parte della scena death metal newyorkese della metà anni ’90. Incisero un album ben quotato, “Prophecies Foretold”, e successivamente l’abisso del tempo ha inghiottito questi deather. La nuova proposta è un death metal brutale, molto gore nelle sue fattezze e con Mike Centrone che esprime un growl profondo e assassino.
(Autoproduzione) Seconda e apocalittica prova dei colombiani Nepente. “Suffering Is the Seed” è lo scontro di forze possenti come il death e il back metal, per un risultato che polverizza ogni cosa. La title track apre l’album e sprigiona una violenza inaudita. Una violenza che si materializza tra passaggi iperveloci e violenti, come tempeste infernali, come black metal estremo, e porzioni di death metal annichilito e con rimandi al thrash metal
(Nadir Music) Will’o’Wisp è stata una promettente band italiana degli anni ’90. Un demo che fece parlare molto bene di se, cioè “Nocturnal Whispers”, poi un album di successo, cioè “Enchiridion”, e uno in parte sfortunato, ma solo per le vicende attorno alla pubblicazione, ovvero “Unseen”. Questa gothic-dark band all’improvviso si ferma e solo dopo un lasso di tempo notevole Paolo Puppo (chitarra) decide di rimetterla in moto, ricontattando Fabbrizio Colussi (bassista e co-fondatore),
(My Graveyard/Masterpiece) Formazione recente, retaggio antico: i piemontesi Waluprgis Night sono un altro dei gruppi NWOIHM che la My Graveyard Productions è andata a scovare nell’underground italiano perché proponesse la propria musica al grande pubblico europeo. Questo “Midnight Wanderer” è il secondo disco e basta guardare le foto promozionali della band per capire a cosa state andando incontro! “Immortals” è l’inizio del viaggio: chitarre tese, molto US Metal, e un ritmo serrato
(Steamhammer/SPV) Secondo live ufficiale (terzo se si conta il bootleg dedicato a Carl Albert) per i Vicious Rumors di Geoff Thorpe, che immortalano per questa release un concerto stranamente breve (circa 45 minuti). In un’epoca di live doppi se non tripli, colpisce che una formazione così blasonata non proponga qualcosa di più vasto e magniloquente: in ogni caso ciò che è perso in durata si guadagna in forza
(Hydrant Music) Il ritorno dei power metallers veronesi Arthemis è affidato a questo grintoso “We fight”: dopo i radicali cambiamenti di line-up di qualche anno fa, la band sembra aver trovato un assestamento positivo e produttivo. Si comincia con una “Empire” incredibilmente aggressiva, vagamente thrashy, superata però dalla torrenziale titletrack (a proposito, guardate il video!). La durezza e l’approccio di “Cry for Freedom” mi hanno ricordato i Firewind migliori
(Esoteric Antenna) Due album negli ultimi due anni, i consueti live ed ora un progetto alternativo e parallelo agli Hawkwind. Hawkwind Light Orchestra non sono altro che l’inossidabile Dave Brock, Niall Hone e Richard Chadwick, ovvero oltre il 50% degli attuali Hawkwind. La motivazione di questa release è data all’interno del suo booklet
(RisingWorks) Metallare e Metallari ecco a voi il Nu & Alternative Metal da Tarcento, zona di Udine. Lo propongono, attraverso una nuova prova, gli An Handful Of Dust. Dieci pezzi che in realtà sarebbe meglio chiamare da subito come metal, nonostante poi servano altri aggettivi ed etichette per definirlo.
(Steamhammer/SPV) Björn Gooßes ha da poco lasciato i Night In Gales e di conseguenza ora le sue energie potranno essere veicolate su questo terzo album dei The Very End. Questi tedeschi della Ruhr includono, oltre a Gooßes , anche il chitarrista René Bogdanski e il bassista Marc Beste, e alle novità Alex Bartkowski (chitarrista, ex-Guerrilla)
(Autoproduzione) Ho ascoltato questo album tre volte e conoscendo solo il nome della band. A dire il vero dall’arrivo all’ascolto avevo dimenticato di chi fosse. Ascolto realizzato mentre facevo altro, nonostante ciò mi è capitato di soffermarmi a guardare gli altoparlanti e pensare “sono tedeschi”, “roba teutonica”, “le tipiche sonorità germaniche”
(Autoproduzione) Riconosco che ho una certa simpatia per quelle band al debutto e che presentano un ottimo lavoro, attraverso info e bio accluse che vengono riempite con riferimenti ai loro modelli di stile. E’ pur vero che molto spesso questi riferimenti a band e artisti importanti sono mirati alle redazioni nelle quali il lavoro delle band arriva
(Invincible Records/Defox Records) Black metal. Sinfonia ed ambientazione. Colonna sonora. Concetto, ingredienti speciali alla base di questo progetto. Progetto composto da due artisti Ucraini, un tastierista ed il fenomenale chitarrista Dimitriy Pavlovkiy. Mezz’ora di musica emozionale, epica. Creata originariamente come colonna sonora di un film
(Heart Of Steel Records) Questa è una bellissima sorpresa. Un glam metal spietato, diretto, sfacciato, volgare. Uno di quei dischi dove ci dovrebbe essere stampato sopra quel famigerato “Parental Advisory Explicit Lyrics”. Ed in caratteri cubitali! Ma la sorpresa non finisce qui: questo quintetto non è americano! Niente Los Angeles, California.
(My Kingdom Music) Lord Agheros è una one man band siciliana creata da Evangelou Gerassimos. Il precedente lavoro “Of Beuty and Sadness” aveva messo in mostra un sound onirico e fatto di influenze musicali del Mediterraneo e su tutto dominava un’atmosfera di malinconia, all’interno di uno scenario di black metal.
(Autoproduzione) Contorsione è un progetto del solo Franco Bonaccorsi, ex cantante dei Death Cell autori di un album prodotto da Paul Chain, e il quale ha già realizzato nel 2009 il lavoro “Tra le Onde”. Ora esce l’album omonimo e sempre in sintonia di questa fusione tra rock ed elettronica.
(Pure Steel) In attesa del prossimo disco “Ancestral Energy”, che dovrebbe essere edito nell’aprile 2013 dalla Pure Steel, gli us power metallers Artizan rilasciano questo singolo digitale, disponibile gratuitamente sulle maggiori piattaforme musicali. Il pezzo testimonia il buono stato di salute della band
(Goomba Music / SPV Release) Un’improvviso salto nel passato. La totale devastazione di una band in giro da vent’anni. Parlo dei Crowbar. Parlo di una band le cui origini e carriera si mescolano con Pantera e Black Label Society. Un disco, questo “Obedience Thru Suffering”, originariamente pubblicato agli inizi degli anni 90
(code666) Uno dei problemi, e limiti, della musica di oggi è il fatto di non sapersi rinnovare se non solo attraverso una sovrapposizione di modelli già noti. Nel metal c’è, ad esempio, un recupero del thrash metal, innestandolo in percorsi death metal o addirittura nel black. L’arrivo di un album come “Revolution Is Dead!” è un qualcosa di salutare.
(This Is Coe Music) Circa due anni di esistenza, un promo di tre pezzi e poi un secondo, ora grazie alla This Is Core esce il terzo, sempre con tre canzoni, per gli Stereo Age. Cosa ci ha visto l’etichetta in questi quattro torinesi che si stanno impegnando soprattutto per suonare live, oltre a costruirsi un’identità solida?
(logic(il)logic/Andromeda) I pugliesi Cancrena sono un thrash metal dai contorni texani. Southern. Anche se qualcosa, soprattutto con la gamma vocale di Francesco Morgese, ma non solo, mi ha fatto pensare ai Testament. Un thrash metal pulito che riprende il passato ma senza eccedere nel revival generico.
(Massacre/Audioglobe) Da quasi venti anni sulle scene, i tedeschi Adorned Brood sono una di quelle formazioni no compromise: pagan/black metal quadrato e martellante dall’inizio alla fine di ognuno dei loro numerosi album (credo ben otto), con le parti acustiche caratteristiche del genere isolate in brevi intermezzi strumentali d’atmosfera.
(Pure Steel/Audioglobe) Dopo quattro dischi di power metal teutonico, i germanici Custard sarebbero passati all’US metal: o almeno così dice il materiale promozionale. In realtà non sarei così drastico nelle distinzioni: in questo “Infected by Anger” si respira l’aria classica del buon metallo d’annata, che sia us power, power teutonico, heavy/power o quello che volete voi
(Murder Music) I No More Fear questa volta fanno sul serio. La band italiana in oltre un decennio non è che abbia fatto cosucce, ma vuoi per storia personale e sacrifici compiuti per andare avanti (tre album in undici anni, più uno split), fanno capire immediatamente che “Mad(e) in Italy” sia lo zenith della loro creatività
(Autoproduzione) In Francia e Svizzera il tasso post hardcore sta aumentando nella scena. L’ultimo prodotto che arriva dalla seconda nazione, forse più prolifica in questo genere, è questo full length che mette in risalto una band dedita a sonorità parzialmente depresse, molto ossessive, sia per le partiture delle chitarre che in alcuni risvolti del drummning.
(Autoproduzione) Interessante progetto degli Italiani 69 Shots. Alimentato da quel puro desiderio di suonare rock’n’roll, quel desiderio un po’ inquinato in questi tempi, che loro comunque mantengono solido e coerente. Loro infatti non chiedono altro. Compongono rock’n’roll, e lo vogliono suonare. Concetto semplice ma estremamente valido.