FACTOR HATE – “The Watcher”
(Rock’n’Growl) Sempre più spesso mi chiedo cosa spinga una band all’esordio a pubblicare soltanto un ep. Se si tratta di un demo autoprodotto va bene, ma qui stiamo parlando di formazioni che alle spalle hanno una etichetta e una promozione… (altro…)
(code666) Black metal essenziale, ma con una livello di genialità coinvolgente. Terzo lavoro per i francesi Folge Dem Wind, che si materializza in quarantaquattro minuti di brutalità, intelligenza, esasperazione. Un vocalist non è ovvio e conforme, capace di uno scream disumano pieno di instabilità mentale. Un black metal fuori dalle regole scontate, pieno di idee,
(Steamhammer/Audioglobe) Odio coloro che parlano male dei Freedom Call per partito preso. Li odierei anche se i tedeschi non fossero una delle mie band preferite. Vi danno fastidio perché sono troppo allegri nelle melodie e nell’atteggiamento? Beh, si chiama happy power metal,
(Revalve Records) Il metallaro dalla pelle dura, quello che ne ha sentite tante, avrà già inteso che nome della band e titolo dell’album rientrano nella categoria di un lavoro prog-metal. Nel 2014 sono molti i settori del metal che hanno già detto molto, se non tutto e il prog credo rappresenti perfettamente questo discorso.
(This Is Core Music) Pubblicazione digitale della This Is Core Music, è l’EP dei lombardi For Those Afraid, quattro tizi che hanno la passione per il punk, in primis e che poi riconvertono in brevi momenti al pop-punk oppure lo ingigantiscono fino ad una specie di hardcore. L’impatto, la forza, il fragore delle chitarre e l’agilità
(Rigorism Production) Che suono hanno le dune del deserto? Che suono ha l’atmosfera che aleggia attorno alle piramidi? E quello che scorrere nelle acque del Nilo? Che suono produce tutto ciò? Black metal! Si, del devastante, freddo e apocalittico atmospheric black metal. Senza storie, è così. Lord Mist è egiziano e dunque lo è il suo progetto Frostagrath, presentato
(Ektro) Dopo il singolo “Beer And Ribs” (
(Another Side Records) Capisco che l’abito non fa il monaco, ma nell’era in cui bisogna anche essere un po’ imprenditori di se stessi, i due Fausttophel potevano anche scegliersi una copertina meno improbabile per il genere suonato. La motivazione potrebbe celarsi tra le ispirazioni del duo, cioè lo scrittore Gogol. Siamo nel campo del melodic death metal, con risvolti symphonic e blackened, ma
(Noisehead Records) Una band greca che suona power/gothic sinfonico alla maniera scandinava: ormai le barriere musicali non esistono più! Ci ho messo qualche ascolto a inquadrare il sound degli esordienti Fallen Arise, ma posso assicurare che nel complesso il loro disco è ben congegnato: si avverte un po’ l’assenza di un hit single, di un ritornello epocale che faccia ricordare la band
(Autoproduzione) Al principio del 2011 mi imbattei in una band polacca in Bandcamp. Erano i Forge Of Clouds e asoltai quel loro primo ed omonimo album, da se medesimi registrato, missato e masterizzato, con vero piacere. Il sound mi ricordava un miscuglio di Cult of Luna, Neurosis, cose di Justin Broadrick e dei compianti The God Machine, ma gli ultimi in minima parte.
(Iron Bonehead) Totale negazione della vita, del respiro, della luce, della natura, di qualsiasi cosa che possa essere definita positiva. Infettano il mondo dalla Svezia, hanno all’attivo un album di debutto che sembra uscito dal nulla, e vantano un moniker assurdamente anonimo, quasi un suono, incomprensibile come l’illeggibile logo. Un album indescrivibile a parole, ma
(GlobMetal Promotions) Sono sempre attratto dalle realtà estranee al consueto contesto europeo, e così ho accolto con piacere la possibilità di scrivere due righe su questo ep di power metal russo cantato in lingua. Gli FS Projekt, sulle scene da circa due anni, ci offrono un symphonic metal tastierato e molto squillante, vagamente sullo stile degli Stratovarius o dei Fairyland, anche se la band
(Autoproduzione) Trio torinese dedito a un doom/stoner d’annata, i Firelord ci propongono oggi il loro primo full-“length” autoprodotto, un bell’esempio di cosa abbia da offrire il nostro paese su queste coordinate musicali. “Man of Mahyem”, che segue alla intro, ha una carica da metallo classico che si fonde ottimamente con l’approccio stoner: soltanto non mi piace l’effetto scelto
(Shadow Kingdom Records) Anche i migliori capita di sbagliarsi: in questo caso, i ‘migliori’ sono la Shadow Kingdom Records, etichetta cult che ci ha donato dischi imperdibili (sia fra le ristampe che fra gli inediti), ma che oggi ci propone gli scialbi doomsters canadesi Funeral Circle, al debutto dopo la solita trafila di demo, ep e split. Non che i nostri demeritino in modo particolare, ma il loro
(Argonauta Records) Per una volta mi dedico a sonorità abbastanza lontane da quelle dell’heavy metal classico, e lo faccio con grande piacere: perché il post metal strumentale, spaziale e venato di sludge, dei From Oceans to Autumn scorre via che è un piacere! Fra split, EP e full-length la band, attiva dal 2006, ha già una discografia importante, e i 56 minuti di quest’”Alba perfetta”
(Steamhammer / SPV) Lita è un’artista speciale. Non è la rock band famosa per la musica ma anche per tutti gli eccessi e le deviazioni. Lita ha sempre avuto una sua personalità reale, una personalità artistica unica, e ha sempre prodotto musica stupenda. Un artista speciale con musica speciale, musica che va oltre la moda dell’epoca che l’ha resa famosa. La sua musica piace perché ha
(Tone Deaf Records) Parte “Giggrind”, opener dell’album, e sembra di trovarsi di fronte a un Johnny Lee Hoker bianco, con armonica, voce e acustica. Un blues viscerale. Le inferenze orientaleggianti, indiane, contaminano “Screaming Parrot Blue” e quasi ti torna alla memoria il compianto George Harrison e le sue fisse per la cultura e le sonorità indiane messe nei pezzi con i Beatles e non solo lì. C’è ancora blues e litanie dolci, vedi “Lost and Found”, ma in questo lavoro di Furious Giorgie si va anche oltre.
(DeepSend Rec.) Questo album ha un peso specifico insostenibile, immenso. Pesano quei riff e la base ritmica coronata dalla batteria di Nikolaj Kjærgaard che rende tutto quanto poderoso, delineato con inesorabile ferocia (appunto, come il monicker). La cupa e fredda ma anche inquietante atmosfera che si scorge nella copertina è densamente diffusa in ogni angolo dell’album. “The Sovereign” è il secondo lavoro dei danesi Ferocity, esce per un’etichetta americana, ma il sound death metal è molto più europeo
(Nuclear Blast) Nel panorama del metal estremo attuale, o come preferisco definirlo “di ultima generazione”, ci sono gruppi che hanno accresciuto enormemente l’evoluzione di questo genere; vuoi per gli enormi progressi tecnologici, che consentono di avere dei suoni veramente letali, vuoi per il livello tecnico di queste nuove masse di musicisti. I nomi da citare sono tanti: Hour of Penance, Ritual of Rebirth, Hate ed in questo caso i Fleshgod Apocalypse, tra i pochi nomi italiani ad avere il privilegio di essere sotto contratto
(This Is Core Music) La This Is Core Music fa bene a rastrellare band esordienti e dare loro l’opportunità di esprimersi. Inoltre le buone realtà o idee possono essere sempre un traino per gli altri. Non so quanto possano essere da traino questi Five Becomes Four, italiani, dediti al pop punk-rock melodico, con testi disarmanti nella loro banale e giovanile spensieratezza. Parole di una generazione o più semplicemente lo specchio di un modo
(EMI) Ambizione legittima quella dei Five Finger Death Punch, ovvero tirare fuori un doppio album ma nell’arco di alcuni mesi, infatti esce ora “The Wrong Side of Heaven and the Righteous Side of Hell, Vol. 1” e il 19 novembre il volume 2. Doppio album in due mandate per dare uno slancio consistente alla propria immagine e magari riuscire ad avere un successo più planetario che solamente confinato
(Moonlight Records) A guardare copertina, monicker e nome dell’album, si è quasi certi di trovarsi di fronte a uno di quei dischi pagan/folk allegri e caciaroni, da ‘osteria’ o da festa etnica: ma nell’ep di debutto dei giovanissimi Folk Metal Jacket c’è decisamente di più, dato che il loro sound, oltre che un interessante banjo, incorpora anche qualche elemento estremo, e comunque in generale i brani sono abbastanza ‘seri’
(Ektro) I Falcon sono una band strana. Forse è per questa ragione che mi diverto a seguirli. Si dedicano ad un avant-rock tutto loro. Sono in giro dal 1991. A maggio è uscito, sotto il moniker Circle, il bellissimo “Six Day Run” (
(Heart Of Steel Records) Esistono chitarristi virtuosi che creano musica per esibire pura tecnica. Esistono chitarristi virtuosi celati nel sound di una band, nella quale mai potranno dare dimostrazione della tecnica che li caratterizza. Ed esistono chitarristi come Anastasio Farini che riescono, con intelligenza, a creare musica
(Autoproduzione) Sono norvegesi, sono giovanissimi, e soprattutto sono puri e true! L’esordio discografico dei Fear Theories è questo ep di metallo classico decisamente coinvolgente e ben strutturato. E alla fine, come ho detto tante volte, la differenza fra gli infiniti prodotti che affollano il mercato spesso sta solo qui: nell’attitudine,
(Fono) All’inizio dei tempi i Fade Out erano una band gothic metal, poi le cose sono cambiate e la formazione russa ha votato la propria musica al nu metal o comunque a qualcosa di molto simile, dunque un metal moderno, muscolare, cattivo, distorsioni che sanno di acciaio e ritornelli che puntellano i pezzi cercando
(Autoproduzione) Debut di cinque pezzi per questa band francese dedita ad un metalcore che vira sensibilmente verso il thrashcore con i breakdown, non molti, e ritmi cadenzati doppiati da chitarre intrise di groove, potenza e qualche spunto vagamente hardcore. Ovviamente non mancano le voci che definisco “a duello”, cioè growl
(Indie Recordings) Nuove frontiere, nuovo odio, nuova violenza. La benestante Norvegia appartiene forse al passato del black. Ci sono oggi nuovi territori, pieni di acredine, oppressi da religioni spietate e prive di ogni barlume di intelligenza, imprigionati culturalmente da regimi assurdi, anacronistici, sanguinari.
(Steamhammer/SPV) Una band di hard rock tedesca che nacque proprio quando iniziò il declino dell’hard rock stesso. E nonostante questo, è riuscita ad avere un discreto successo, ha sfondato in Giappone, si è sciolta, si è riformata e dopo oltre vent’anni vanta praticamente la stessa line up. Notevole. Una band così, di solito, scrive un album tanto per tirar su qualche quattrino, ci mette dentro sette o otto brani, e magari con una introduzione sfiora i quaranta minuti di musica.
(Napalm/Audioglobe) Rimasi non poco sorpreso quando, circa cinque anni fa, la Napalm Records mise sotto contratto i Fejd, band che già conoscevo perché avevo il loro primo ep: il folk quasi puro degli svedesi mi sembrava poco adatto al pubblico metal, ma i primi due dischi hanno avuto un buon riscontro e quindi l’etichetta austriaca ha continuato fino ad oggi il sodalizio. Sta di fatto che, in questi anni, la formazione dei fratelli Rimmerfors non ha cambiato di una virgola il proprio approccio, e quindi questo terzo disco, “Nagelfar”, suona troppo simile ai primi due, e ormai diradato completamente
(Autoproduzione) Se “Duality of Things (QUI recensito
(Dust On The Tracks) Nick Walsh, la voce degli Slik Toxik e Laurie-Anne Green, bassista, sono la genesi di questa band canadese. Walsh (anche nei Revolver) presenta un hard rock vivace e che avvicinerei, tanto per dare un’idea, a J.B.Jovi di molti anni fa e Sebastian Bach. Essenzialmente “Famous Underground” 
(Teenage Riot Records) Il più classico del noise/punk/crust/grindcore è proposto dai parigini Fake Asian Rolex, in nove pezzi al vetriolo. Un flusso sonoro malsano e tirato al massimo per un estremismo assolutamente senza compromessi. Aggressività alla A.C., primi Napalm Death e via dicendo.
(Autoproduzione) Piacevole sorpresa. Questa band Russa mi sottopone un EP di tre pezzi con voce femminile. Genere dichiarato: hard rock. Non sono un amante delle voci femminili, ma questi dodici minuti di musica mi hanno fatto molto piacere. Non si tratta di hard rock, ma di un sano heavy metal,