Le nostre recensioni di novità o album già in circolazione, le impressioni, le sensazioni, le analisi e dei nostri ascolti su tutta la musica della scena metal & rock.
SUPERMASSIVE BLACK HOLES – “Calculations Of The Ancients”
(Minotauro Records) Primo full length per i Supermassive Black Holes, band nata nel 2010 con già due EP all’attivo. Il genere proposto è un death metal tecnico con marcate influenze progressive e jazz, accomunabile sotto certi aspetti ai Cynic di “Focus”. L’opener “(Sub (altro…)
(Blitz Music) Monaco di Baviera-Sydney, in quaranta minuti. Quaranta minuti di hard rock poderoso, potente, pieno di carica energetica irresistibile. Ma i Black Blitz non sono semplicemente una imitazione degli AC/DC, anzi! Sono un qualcosa che trova certamente origine dalla band di Angus & Co, ma con meno bluesy
AFM Records) Udo, come mai un altro disco dal vivo? Nel mio stereo c’è ancora il “Live in Sofia” di meno di due anni fa (recensito
(Fuel Records) Mike Lunacy lo aveva annunciato senza troppi giri che questo album doveva segnare il ritorno alle melodie e all’epica sonora di stampo russo. La fluida potenza dei Dark Lunacy arriva dunque ad evolversi su quelle tipiche atmosfere affrescate da canti e cori dell’Armata Rossa
(Autoproduzione) Il tocco di Bastian sembra una collusione tra Ritchie Blackmore e Yngwie Malmsteen. In effetti il primo ha influenzato il secondo, ma nel contempo si potrebbero rintracciare altre scuole, però il punto è la tipologia dei pezzi che Bastian costruisce, i quali sembrano molto inclini
(Pure Steel) Nella serie delle proprie ristampe su vinile, la Pure Steel sta proponendo la discografia degli Onward di Michael Grant: dopo il debut “Evermoving”, recensito
(Pure Steel) All’inizio degli anni 2000, il cantante dei Crescent Shield Michael Grant (venuto a mancare due anni fa, a soli 39 anni) registrò tre dischi con questa band dal nome Onward: il primo (del 2002, uscito per una Century Media
(Minotauro Records) Esistono bands che sono diventate grandi per svariati motivi che vanno al di la dei meriti artistici, come ad esempio avere il suono giusto nel momento in cui questo gode di popolarità. Gli Atomkraft sono nati nel 1979, in piena esplosione della
(Noiseheadrecords) Debut album per i Francesi Unrest Fatalist, nati nel 2010 e dediti, secondo le note biografiche ad un pagan death/black metal. In realtà la proposta mi sembra più vicina al metal classico venato di power e le parti estreme sono riconducibili a qualche accelerazione e alla voce che alterna screams e
(autoprodotto) Ritorno dei danesi The World State. Dopo
(Paragon Records) Davvero avvincente questo terzo album dei Panychida, band nata nel 2004 a Pilsen (Repubblica Ceca). Immaginiamo una jam tra Darkthrone, Taake, Falkenbach e Naglfar: potremmo così farci un’idea di come suonano questi ragazzi
(Spinefarm Records) Non avevo mai sentito parlare prima d’ora degli svedesi Dynazty, ma ora mi annoterò certamente il loro nome! I nostri sono al quarto disco e questo “Renatus”, a parte la copertina veramente penalizzante, mi sembra riuscito in tutti i suoi aspetti.
(Black Orgon Records) “Under the Veil of Death” è una pubblicazione perfetta per conoscere tre realtà black metal italiane. Krowos, maestosamente eleganti. “In Hora Mortis Nostrae” è suadentemente oscura e maligna, grazie ad un solenne low tempo e un riffing che appare come una tempesta che si appresta
(Nuclear Blast/Audioglobe) So di essere una voce fuori dal coro. Non mi sono lasciato influenzare da colleghi italiani, ma in questi giorni ho letto diverse recensioni tedesche e il giudizio è unanime: il nuovo disco dei Sabaton è un capolavoro degno delle più entusiastiche descrizioni. Sono quasi imbarazzato nel dire che non sono d’accordo.
(Listenable Records) Terzo full length per i Finlandesi Axegressor, nati nel 2006 e autori di un thrash metal che affonda le radici negli anni ’80, con evidenti riferimenti a Kreator, Destruction, Metallica ed Exodus. Da qualche anno va di moda questo revival del thrash e se ciò può fare felici coloro che, come me amano
(Candlelight) La Candlelight fa sapere che la produzione di Chris Fielding (ha collaborato con Winterfylleth, Napalm Death, Witchsorrow e tanti altri) ha lavorato affinché catturasse live il sound corposo e tenebroso di questa doom band. Un sound che rispecchia al netto
(Autoproduzione) Se suoni melodic hardcore a Napoli cosa sei? Una band ringhiante, arrabbiata, perché sei hardcore, o almeno lo dovresti essere, ma possiedi anche una buona dose di melodia e in un certro senso Napoli è una città di melodia.
(Cimmerian Shade Recordinga) Pura asfissia. Atmosfera inquietante. Morte ed estinzione. Arriva al secondo capitolo la one-man-band inglese Cold Crypt, e questi oltre cinquanta minuti sono la rappresentazione del freddo glaciale, del vuoto, dell’oscurità. Concetti appartenenti ad ambienti e mondi non ubicati sul pianeta
(Autoproduzione) Un nuovo lavoro dei Caelestis merita sempre una certa attenzione. Lo richiede l’architettura musicale, la profondità dei testi. L’intero concetto Caelestis è qualcosa che attira e chiede che i sensi dell’ascoltatore siano pronti a recepire i messaggi. L’ascolto di “Nel Suo Perduto Nimbo”
(Massacre/Audioglobe) Gli Edgedown sono di stanza a Freilassing, in Baviera, a due passi da dove vivo attualmente, e da lì ci propongono il loro frizzante debut di modern power metal. Subito in scaletta la titletrack, possente e densa di groove;
(Ektro/Full Contact) I Jester Of Destiny arrivano a noi dagli anni ’80. Erano americani e lavoravano ad un album per una sussidiaria della Metal Blade, poi però tutto sfumò e solo nel 1986 alcuni di quei pezzi andarono a formare questo album ripubblicato in vinile. “Fun at the Funeral” è un insieme
(Chancho Rec./Graviton Music S.) Cantano in spagnolo Pastuso e Jaap ‘Monchito’ Melman, due cugini con origini nell’America Latina, ma di base sono ubicati ad Amsterdam. Quattro musicisti latini, un sound che sembra un motore ingolfato e comunque possente. Un incrocio tra tendenze stoner
(Secret Entertainment) Debut album per i Finnici Montage, band formata ufficialmente nel 2011 ma composta da membri che suonano insieme da molti anni; questo fa si che abbiano maturato molta esperienza, guadagnandone in coesione. Il
(Kornalcielo Records) Rock potente, intenso, tagliente. Sono Italiani, si sono formati nel 2008 grazie a gente che ha suonato negli OJM ed in tribute Motorhead. Il risultato è coinvolgente, non chiaramente qualificabile nei confini stretti di un genere specifico.
(Lion Music) Ricordavo il nome degli Headless, band abruzzese che fece parlare di sé, nel lontanissimo ’98, per l’esordio “Inside you”. Sì, quel cd deve essere ancora da qualche parte nella mia vecchia casa! In ogni caso, dopo uno iato di ben 13 anni
(Wraith Productions) Spiazzante. Non saprei definire questo album in altro modo. Confesso di aver ascoltato questo “Liber DCLXVI” almeno una decina di volte senza venirne a capo, talmente è strano e di difficile comprensione. Il concept su cui ruota questo lavoro è l’Apocalisse di San Giovanni e devo dire che la musica
(Cold Dimensions) Fäulnis vuol dire putrefazione in tedesco, un termine che potrebbe sintetizzare con fantasia questo sound polverizzato. Non siamo in presenza di un nichilismo sonoro lo-fi con questa band di Amburgo già al terzo album in studio, ma anzi c’è
(Golden Core Records) Non siete ancora stanchi della continua nascita di nuovi supergruppi? Allora potrebbero interessarvi gli Exorcism, che vedono nelle proprie file Joe Stump alla chitarra, Garry King alla batteria (ha lavorato con Joe Lynn Turner),
(Musea Records) Gli esordienti milanesi Cyrax confezionano un debut album breve (sette pezzi per circa 33’) ma decisamente interessante, che si ribella immediatamente a ogni tentativo di collocazione in un genere piuttosto che in un altro. Vediamo perché.
(Napalm/Audioglobe) Bravi come sempre gli Xandria (lo dicevo anche
(Transcending Obscurity) Secondo EP per gli australiani Inhumarn Remnants, band formata nel 2011 e autori di un un brutal death molto tecnico con parti veloci che sconfinano nel grind core. Apre il brano la title track, caratterizzata da blast beats che
(Blood Harvest) Riedizione, in doppio LP, di questo profondo abisso che porta il nome di Ævangelist, duo americano della Florida (alias Matron Thorn e Ascaris di Benighted In Sodom) che si rifugia in sonorità tra il dark metal ambient e l’atmospheric black metal. Resta però il fatto che formulare una
(Pure Steel Records) Sì, so bene che il disco dei Death Dealer è già uscito l’anno scorso… ma la Pure Steel ha avuto la bella idea di ristamparlo su vinile, e quindi abbiamo un’ottima occasione per riparlarne! Per chi non lo sapesse, questa band unisce musicisti che hanno fatto la storia dell’heavy metal
(Autoproduzione) Dietro al monicker ArrJam si nasconde Il Daz, bassista dei Vicolo Inferno oltre che di una cover band di acts quali Red Hot Chili Peppers, Primus e Living Colour. Con queste premesse va da sé che l’album “Session One” sia così impregnato di sonorità funky e fusion dove la sezione ritmica la fa da padrone. A
(Street Symphonies) Adrenalinico debutto sulla lunga distanza per questo act proveniente da Pordenone, formatosi nel 2012 come cover band. Ben presto si sono accorti di avere idee a sufficienza per scrivere materiale proprio. Dopo un’intensa attività live e l’abbandono della cantante Sabrina, con la quale avevano registrato