Le nostre recensioni di novità o album già in circolazione, le impressioni, le sensazioni, le analisi e dei nostri ascolti su tutta la musica della scena metal & rock.
OVERDRIVE – “The final Nightmare”
(Pure Rock Records) Gli inglesi Overdrive appartengono a quel nutrito gruppo di band che stamparono un singolo (o magari un album) in piena esplosione NWOBHM e poi scomparvero nel nulla, riapparendo soltanto in periodi successivi. Il 45 giri dei nostri si chiamava “On the Run” e (altro…)
(Moribund) Seconda uscita discografica, dopo l’Ep “Darkness Is Rising” del 2013 per Provocator, one man band Slovena creata da Hellscream, fondatore del progetto Bleeding Fist. Il genere proposto è un death/black metal primordiale con tematiche profondamente anticristiane, come si evince da titoli come “Unholy Rape Of The Holy Whore” o “Black Star Of Lucifer”, oltre alla title track. Musicalmente, Hellscream pesca a piene mani
(Shadow Kingdom Records) Pescando nell’underground ancora sommerso, la Shadow Kingdom Records recupera il primo e unico disco (datato 1986) dei Powerlord, band dell’Oklahoma il cui batterista Bob Gurley suonò, per un singolo show, con dei giovanissimi Slayer.
(Nuclear Blast) Ritorno discografico per gli Accept, band leggendaria di importanza fondamentale per tutto l’heavy metal, soprattutto per quello tedesco grazie ad albums come “Metal Heart” o “Restless And Wild”, quest’ultimo aperto da quella “Fast As A Shark che da sola ha inventato il power/speed metal tedesco ripreso poi da Grave Digger,
(Spinefarm Rec./Universal) Acidi, come sempre. Sperimentali e perduti, come sempre. Cosa mai è cambiato negli Electric Wizard dal lontano album omonimo di esordio ad oggi? Si, cambi di formazione. Allora erano un trio Jos e gli altri, poi le cose sono andate in modo diverso. Lo stile? Bah, francamente no. L’elettricità che serpeggia nei loro pezzi e la lisergica attitudine restano qualcosa che nelle diverse stagioni della loro esistenza sono sempre apparse. Sia in
(Autoproduzione) Originari di Bordeaux, i Heboïdophrenie debuttano nella scena death metal con un album potente e articolato nelle sue strutture, nelle quali si intravedono cose dei Bolt Thrower e Cannibal Corpse in egual misura. Meno di quaranta minuti concentrati in potenza, sprigionata da un riffing pieno, solido, sorretto da un basso veloce e una batteria che scandisce colpi decisi, divisi tra blast beats sparpagliati e mid-tempo ben diffusi, cinti da una doppiacassa
(Napalm Records) Un sound estremamente personale da parte di questi danesi. Le fondamenta sono marcatamente stoner, heavy stoner, ma ciò che riescono a produrre merita -a pieni voti- la definizione di “alternative”; c’è molto feeling blues e questo dettaglio completa il cerchio,
(Spiritual Beast) Da buon appassionato di symphonic power metal, nel corso degli anni non ho mai perso un’uscita dei Derdian: sono particolarmente legato al debut, uno di quegli ultimissimi esempi della golden age of power metal che si andava, inesorabilmente, spegnendo;
(Autoproduzione) I danesi Machine, dopo un full-“length” nel 2011, testimoniano di essere ancora in pista con questo 7’’ di circa un quarto d’ora, per 4 brani di dark rock dotato di buono stile. A dire il vero, “Black Feathers” mi ha ricordato in qualche passaggio i Puddle of Mudd (!), ma questo
(Steamhammer / SPV) Successo. Puro -meritato- successo. Il tour di supporto a “Into The Storm” fa sold out un po’ ovunque e la chitarra di Axel troneggia fiera e brillante. Un artista fantastico, con una band superlativa, specialmente per quanto riguarda il cantante. Una band che non riposa, e durante l’autunno prossimo ha già in programma almeno una decine di grossi
(Nuclear Blast Records) Il successore di “Moral & Wahnsinn” è un doppio album! I Die Apokalyptischen Reiter non hanno voluto abbassare il tiro e anzi, con il doppio formato si prendono ancora più spazio e tempo per esprimersi attraverso un artistico miscuglio sonoro fatto di atmosfere acustiche, toni popolari, metal e visioni del mondo filtrate attraverso toni oscuri. “Tief” è un assalto, un’aggressione. Metal moderno che deborda, esplode, si diffonde come una malattia fulminante.
(AFM/Audioglobe) In Germania, i fun metallers J.B.O. sono una vera e propria istituzione: suonano regolarmente al Wacken e, almeno in Baviera (provengono da Erlangen, nei pressi di Norimberga) sono delle celebrità riconosciute per strada. Per festeggiare i venticinque anni di attività, i nostri danno alle stampe
(Hells Headbangers) Secondo album per gli Italiani Children Of Technology, band dedita ad un feroce speed metalpunk. L’influenza più evidente è quella degli Exploited, da cui prendono i riffs semplici ma estremamente aggressivi, accompagnati da un drumming forsennato e da
(Hells Headbangers) Secondo album per i Statunitensi Midnight, attivi dal 2003 e autori di numerosi EP e split cd. Il genere proposto è uno speed metal con una forte attitudine punk molto vicino allo stile dei Venom, soprattutto per quanto riguarda le parti vocali, davvero simili a
(Autoproduzione) Mi stupisco sempre quando, nell’era di internet, non riesco a trovare informazioni precise su una band che ci manda la propria musica, in questo caso un ep. Non conosco la nazionalità dei Deathwhite, non so se questo è il loro primo prodotto né i nomi dei membri, le note promozionali rimandano semplicemente
(Nuclear Blast Records) Ogni tanto fa bene staccare dai propri ascolti abituali: e nella selva dei miei dischi, quasi tutti power, epic, viking e classic metal, scelgo per una serata di relax i miei primissimi amori di quattordicenne, il rock anni ’70, i Led Zeppelin, i Doors e i Wishbone Ash. Anche nella selva (ben più grande e caotica)
(Argonauta Records) Ho apprezzato molto il disco dei From Oceans to Autumn,
(AFM) “Sacrifice to Venus” è una prova di spessore. E’ significativamente un livello qualitativo superiore per gli Emil Bulls, definito con una pesantezza dinamica interessante e allo stesso tempo coinvolgente. L’abbinamento ritmico e del riffing ha portato in questo nuovo album una scarica di energia
(Metal Blade Records) Per gli amanti delle sonorità viking più tetre, quelle che rimandano al secondo Bathory o ai Mithotyn, il primo disco dei King of Asgard (che proprio dalle ceneri dei Mithotyn vennero alla luce) fu un fulmine a ciel sereno: e ancora oggi, a quasi cinque anni dalla sua uscita,
(Scarlet Records) I Noveria, che sorgono nel fertile ambiente power/prog romano, e vedono nelle proprie file membri di Astra e DGM, si accasano subito con la Scarlet Records e pubblicano un debut compatto e serrato. La titletrack ci investe subito dopo l’intro: il contrasto fra le chitarre tostissime
(Moribund) Volete il male? Eccolo. Questo è il male. Questa è una carneficina musicale nel nome della più putrida malvagità. Fantastico!!! Tutto così sanguinosamente fantastico! La copertina è già una feroce icona dell’anti-cristianesimo, con i resti in putrefazione di un cadavere
(Iron Bonehead) Morbosi. Estremamente mortali. Due acts putridi, malvagi, infernali. Uno split, sette pollici, due canzoni… una per band, entrambe con la stessa criptica durata: 7 minuti 4 secondi. Aprono gli Inglesi Sheol (il moniker tradotto con i nostri caratteri) e devastano con
(Inverse Records) Ottimo debutto per i Finlandesi AOV, quintetto nato a Helsinki nel 2011 e autore di un thrash metal che pesca a piene mani dalla tradizione, aggiornandola con soluzioni moderne e una produzione molto corposa, fondendo efficacemente la scuola Americana
(Solitude Productions) Pare che, dapprincipio, gli ucraini Narrow House suonassero funeral doom; ma la band che mi trovo metaforicamente davanti oggi non appartiene più a questo genere. “Thanathonaut”, il loro secondo disco, può infatti essere ritenuto un album avantgarde, anche se spesso non ha quasi niente a che fare
(Solitude Productions) Il nome dei Draconian circola anche al di fuori della cerchia degli appassionati di doom: quello che non tutti sanno è che il loro leader Johan Ericson da anni porta avanti un progetto solista, i Doom:Vs, che oggi giunge al terzo album. Per l’occasione, Ericson recluta il cantante dei Saturnus, Thomas Jensen, e
(Autoproduzione) I bulgari F.A.C.E. nascono per iniziativa di Villy Neshev, chitarrista attivo nell’underground rock/metal della capitale Sofia. Il debut di questa sua nuova band (il suo curriculum è lunghissimo) viene presentato come prog metal, ma in realtà i toni sono molto più leggeri
(M&O Music) Il debut dei russi Overwind, in sostanza nuova incarnazione di una band chiamata FreaKozaks, si presenta (a prescindere dalla copertina poco indovinata) come un prodotto attuale, destinato alla fascia più giovane di metallari. “Giant Leap”, infatti, offre un prog moderno e labirintico
(Shadow Kingdom Records) Similmente a quanto fa la Pure Steel in Europa, anche la Shadow Kingdom in America si dedica a una sistematica opera di setacciamento dell’underground anni ’80, alla ricerca di perle rare e dimenticate. Stavolta la meritoria etichetta ci offre in un doppio cd la discografia completa
(Devouter Records) Un vento freddo che soffia poderoso, gelando il volto, il sangue, le sensazioni. E nell’intensità del freddo si materializzano suoni complessi, penetranti, ossessivi capaci di portare ad uno stato di non coscienza, di alterazione percettiva. Debutto
(Autoproduzione) Secondo ep per i Servants of the Mist, da Tampa, Florida, autori di uno sludge/doom sporchissimo e nefando, che incorpora anche vaghi elementi drone e talora arriva ai confini dell’antimusicalità. “Undeserving” sono quasi dodici minuti di voci straziate,
(Steamhammer/SPV) Ritorno sulle scene per Ace Frehley, storica ascia dei leggendari Kiss e considerato da molti come IL chitarrista della band Newyorkese che dopo il suo abbanono non sempre ha saputo mantenere gli elevati standard qualitativi degli inizi, complici anche le sterzate stilistiche non
(Spinefarm Records/Universal) Primo approccio totale, cioè di un intero album, da parte di chi scrive, verso i Seether. Prima volta di uno ascolto che debba produrre un testo scritto e dunque un’analisi non superficiale di un album di questa fresca e melodica band del Sud Africa. Il retaggio grunge è davvero pressante
(Pure Steel) La macchina Pure Steel non si ferma neanche nel bel mezzo delle vacanze estive, e con uscita il 9 Agosto (!) ci propone il debut dei Sunless Sky, di Cleveland, Ohio. Dietro una delle copertine più punitive che abbia mai visto si nasconde un discreto prodotto di us power metal tosto e graffiante. “Subzero” è un metallo serrato, relativamente cupo,
(Autoproduzione) Con tutta la sincerità possibile, ma questa poltiglia di Korn, Nine Inch Nails ultima era, nu metal e un pizzico di pop e affinità varie sa essere accattivante. Francesi, di Lille, con una serie di pubblicazioni alle spalle, gli Unswabbed rilasciano questo EP da 18’, ricco di canzoni
(Metal Blade Records) Oscuri rituali. Congreghe di streghe che diffondono morte, male, oscuri auspici. Arrivano al debutto questi doomster del West Virginia. Ma doomster non è la definizione esatta, se non per i temi trattati, il feeling dannato, l’oscurità che si diffonde. A livello