Le nostre recensioni di novità o album già in circolazione, le impressioni, le sensazioni, le analisi e dei nostri ascolti su tutta la musica della scena metal & rock.
DEAFLOCK – “Courage to Expose All”
(Artic Music Group) I Deaflock sono una thrash death metal band direttamente dal Giappone, patria insolita, se vogliamo, per questo tipo di sonorità, ma chi siamo noi per impedire che anche in Oriente si faccia musica pesante? E soprattutto, il bello del metal è che non ha confini, in tutti i sensi. Già dalla opener (altro…)
(Blind God Records) La band americana Morgengrau sembra tracciare un percorso all’inizio dell’album, il quale però non è poi rispettato nei fatti. L’opener “Extrinsic Pathway” è un prodotto a metà tra una specie di speed/thrash metal molto asciutto, piacevolmente scorrevole nella sua andatura.
(Marple Metal Records) Esordio sullo scenario metallico per i canadesi Kemilon, che si affidano alla neonata Marple Metal Records, anch’essa canadese e impegnata soprattutto nella promozione di artisti nazionali. Al primo ascolto, mi hanno subito colpito le splendide keys dal suono spaziale: un tempo qualcuno chiamava
(Massacre Records) Album complesso. Album contorto. Album difficile da criticare. Nonostante un progressivo addolcimento nel corso degli anni, e la grande diffusione del genere gothic/death, gli Eternal Tears Of Sorrow mantengono la loro identità, la loro grande capacità compositiva, l’abilità di creare atmosfere
(Autoproduzione) Una band che parte da zero. Che studia. Impara. Osserva. Per poi proporsi al mondo. E’ questa la storia dei danesi Atius, che dal nulla con sacrificio ed impegno hanno costruito il loro sound, la loro esperienza in studio e sul palco, facendo scelte mirate, come quella di non affidarsi ad alcuna etichetta
(Sliptrick Records) Quell’alone di ostilità e subdola cattiveria che la copertina comunica, la si avverte dopo i primi due brani di “The Apokalypse”. I Bulletsize sono un assalto furioso, l’avvento dell’apocalisse, la bestia prospettata dalle Sacre Scritture. Dei mestieranti dell’annichilimento.
(Collectors Dream Records) Non ci capisco mai un accidenti con gli L.A. Guns. Una delle bands più incasinate del mondo. Una band creata da un tizio (Tracii Guns) che la molla e ne riforma un’altra con lo stesso nome (per poi sopprimerla). Sdoppiamento di personalità del monicker. E che dire dei membri? Oltre 40 persone
(AFM Records) Il titolo annuncia che è il terzo lavoro degli heavy rockers di Würzburg. I teutoni The New Black si ripropongono con il proprio sound fatto di hard rock, heavy metal (o quasi) e rock, fatto di durezza, di un qualcosa di selvatico o comunque non patinato. Il tutto è sempre convolato nei giusti schemi,
(Unspeakable Axe Records) Niente di più che una sana valanga di crossover votato all’hardcore e thrash metal, quellod ei Birth AD, trio di Austin, Texas. “I Blame You” è un esordio puntellato da 18 mazzate alla S.O.D., D.R.I., gli Exploited post “Punks not Dead” e qualche altra soluzione in linea con il sound di cui si è scritto.
(Fuel Records/Self) Volenti o nolenti bisogna riconoscere che gli Extrema sono una delle band più rappresentative del panorama Hard ‘n’ Heavy italiano; a partire dal loro debutto “Tension at the Seems” fino ad arrivare a questo nuovo lavoro hanno infatti segnato diverse tacche sul calcio del loro fucile
(Dominus Records) Gli australiani Lord sono la nuova incarnazione dei Dungeon, una band che conosco molto bene perché, nello scorso decennio, pubblicò diversi dischi di power energico e melodico (stile Gamma Ray, per capirci) presso la Limb Records. Questo ultimo progetto, che si raccoglie ancora presso il cantante
(Horror Pain Gore Death Prod.) Per quanto rispetti il lavoro dei Master di Paul Speckmann, non ho mai fissato per bene nella mente “Faith Is in Season”. E’ stato il quarto album, cinque anni dopo “Collection of Souls” (un signor disco) e quattro anni prima “Let’s Start a War”. Era il 1998 e il death metal, come sempre corposo nelle sonorità
(The Grind-House) Per i dieci anni di attività i Lair Of The Minotaur tirano fuori questo 7’’ in versione limitata a 300 copie, oppure in digital download nei vari store online, contenente “Godslayer” e “The Black Heart of the Stygian Drakonas”. La prima canzone sembra qualcosa dei Bolt Thrower, ma portati su terreni più veloci
(logic(il)logic Records) Fantastico. Semplicemente fantastico. Decisamente un capolavoro. Una storia. Una storia coinvolgente che sostiene un concept sublime. Un racconto chiaro, marcato, deciso. Uno di quei racconti che sanno incantare, trasportare, rapire. Gli Italiani Echotime danno origine ad una opera completa,
(Sliptrick Records) Esordio per la band turca Pitch Black Process (che in realtà ha un passato di tutto rispetto col nome Affliction), sotto il vessillo di un’etichetta italiana. La Sliptrick Records allarga dunque il proprio roster abbastanza variegato. Il melodic death metal dei Pitch Black Process è di taglio moderno
(Coyote Records) Derivazione verso il crust, l’hardcore, il brutal death metal e il grindcore. Violenza sonora. Estremismo musicale che si esprime con disgusto. Ma cosa può essere se non questo il grindcore e i suoi fratelli maggiori? Metteteci poi il nome della band di Chieti che da l’idea di averlo preso da
(T-boy / Zodiac Swan / USM) Rob Zombie, ovvero Robert Bartleh Cummings, è tra gli artisti a stelle e strisce più noti. Musicista, regista (prima di questo album si è visto in giro con il film “le Streghe di Salem”), scrittore, un personaggio a 360°, anticonformista e non, innovatore e non. Rob Zombie è una figura. Una specie di icona
(Loma Vista/Republic Rec) La band di Linköping, Svezia, ha guadagnato notorietà per l’immagine molto particolare che propone di se. I Ghost si esibiscono con abiti talari, maschere macabre e cappucci, scenografie misteriose, croci rovesciate, nomi dei singoli occultati. Il nuovo cantante si chiama come il precedente,
(Sliptrick Records) Questo EP di tre canzoni degli Assaultery parla chiaro fin da subito: thrash-speed metal senza tanti fronzoli, niente progressive o virtuosismi vari, solo ciò che la lezione di D.R.I., Nuclear Assault ed Anthrax ha da offrire. Già dalla premessa si capisce subito che questo lavoro può essere apprezzato e goduto appieno
(Autoproduzione) Non sono molti i gruppi tedeschi a suonare progressive, ma ora alla lista potete sicuramente aggiungere i Blacklands: band attiva dal 2006, ma che solo oggi, con la sponsorizzazione della Pure Steel, si produce da sola il proprio debut. “Cold Embrace” ci mostra tre cose: che il disco suona prog rock
(Agonia Records) Lo sanno tutti. Il blues sta alle radici. Poi qualcuno ha pigiato sull’acceleratore ed è nato il rock’n’roll. Poi è esplosa una specie di cometa, dalla quale tutto il resto è derivato. Ma ci sono le incongruenze spazio-temporali. Ci sono le cose assurde. Quei casi che la scienza non riesce a spiegare e che etichetta
(Autoproduzione) Questa band tedesca ha alle spalle “Sermon of Lies”, debut album del 2008, ed oggi si ripresenta con un tre pezzi che spalanca le porte di un infernale ed apocalittico black metal, con risvolti death e tastiere che si inseriscono a più riprese e portando il tutto ad un symphonic black metal convincente.
(This Is Core Music) “Try to Look Back” è il terzo lavoro dei Deisler e contiene sette pezzi suonati in meno di 30’ con estrema decisione e in modo asciutto, attraverso uno schema prefissato in cui ognuno della band ci mette il proprio lavoro. I Deisler a mio avviso mostrano un punk rock di fondo nel cantato rabbioso, 
(Torn Flesh Records) Throne Of Malediction è una formazione retta da Eric Horner e della sua compagna Jessica. Li abbiamo già conosciuti per uno slit
(Revalve Records) Il trittico iniziale sono le colonne d’ercole di “Megantereon”: i quasi 8’ di “Beyond the Gates of Pluto”, la breve “Ira” e poi “Dispossession” (troppo antologica verso i Metallica) rivelano una buona padronanza tecnica dei musicisti ma anche un songwriting fatto di mestiere.
(Rookies + Kings / SPV) Eeeh rock ‘n rooulah! Pronunciato con cadenza tedesca. Gli SpitFire sono un trio germanico con l’indole del rock ‘n roll più sfrenato e che contamina il loro hard rock classico, viscerale, strafottente e che a più riprese occhieggia al punk rock. Selvaggi, melodici, scatenati.
(Noiseheadrecords) Una storia stupenda. Pervasa dalla tristezza, e ricca di speranza. E’ questo che racconta la musica proposta in questo album interamente strumentale, altamente emozionale, del bassista dei Solid Vision, Lucio Manca. Un progressive metal, che a tratti mi ricorda i lavori di Derek Sherinian,
(Ukem Records) Sono due band inglesi a divedersi questo split per la linea oldstyle sempreverde che la Ukem propone sovente nelle proprie pubblicazioni. Gli Úlfarr (ovvero Hellfire, tutti gli strumenti, e Azrael, voce) sono autori di un paio di demo e si presentano nello split con quattro pezzi, dei quali uno è un’intro,
(Dark Essence Records) Sette anni è durata la genesi di questo album. Sette anni di silenzio, dopo i quali ci sono due possibilità: la solita reunion, o un lavoro imponente. L’oscurità che trapela da questo nuovo lavoro, la sublime qualità di questo death metal tetro, al quale è stato iniettato un feeling decisamente black,
(This Is Core Music) Ecco il nuovo EP degli Screaming Eyes di Mondovì, una pubblicazione forte della maggiore esperienza acquisita nel frattempo dalla band (molti concerti fuori dall’Italia e un debut album con Ettore Rigotti) e di una produzione che offre una patina di perfezione ai suoni. Tre canzoni dirette, potenti, esplosive.
(Do Or Die Records) Nocturne è una one-man-band di Chicago. Dan Klein, batterista dei Deist, si esibisce in questo “Ave Noctem” con uno stile decisamente proprio. Il sound è un blackened death metal che sembra ricalcare i clichè polacchi e scandinavi e con melodie vagamente pagan/viking e comunque di taglio epico.
(Autoproduzione) Hail Black metal! Ma non dalla Scandinavia o terre del Nord Europa, bensì da Cuba. Narbeleth è L. Dakkar, voce e strumenti, il quale ha inciso quattro canzoni, delle quali una dal vivo e registrata in modo
“La storia è fatta di eventi…E la storia va vissuta nel suo pieno”
(ToT Sweden) Si muore, c’è il trapasso dalle spoglie mortali, destinate a marcire nell’oblio, e il resto che c’è o si presume di avere andrà oltre. “Sky Burial” una colonna sonora di questo, pensata e suonata da Echtra, musicista di Olympia, dalle parti di Washington, una città che negli anni ’90 significava Bikini Kill e Riot Girrrls.