SYLVAINE – “Atoms Aligned, Coming Undone”
(Season of Mist) Grazia e bravura di questo angelo norvegese sono diventate incommensurabili. Sylvaine è una multistrumentista che oggi raggiunge la giusta alchimia nello (altro…)
(Season of Mist) Grazia e bravura di questo angelo norvegese sono diventate incommensurabili. Sylvaine è una multistrumentista che oggi raggiunge la giusta alchimia nello (altro…)
(Universal Music) Tutto il buono che si trovava nell’EP omonimo è confermato dal debut sulla lunga distanza dei francesi Skáld: folk/ambient metal di ottima ispirazione e belle atmosfere. Vediamo allora la scaletta. (altro…)
(Jolly Roger Records) Con una distribuzione contemporanea a quella dell’EP “Non finirà mai”, la Jolly Roger ha deciso di ristampare anche “The Faith”, la raccolta del 2007 (altro…)
(Agonia Records) Meditazione di tipo sciamanico, rituali occulti, ambient di una oscurità impenetrabile. Non ci si può aspettare altro da un progetto come questo costituito da membri di Acherontas e Nåstrond, i quali abbandonano il black metal per addentrarsi in percorsi (altro…)
(SPV/Steamhammer) Lunga vita ai nuovi Sodom! …Davvero? Nuovi? Cosa? Insomma, parliamoci chiaro…non esattamente ‘nuovi’. Non strettamente, almeno! La storia racconta che durante l’anno 2018, il mastermind Tom Angelripper manda a casa Bernemann (dopo oltre (altro…)
(Nuclear Blast) Devo ammettere che questa volta il buon Max Cavalera mi ha positivamente sorpreso. Dopo il deludente “Savages” ed il parzialmente riuscito “Archangel”, stavo considerando i (altro…)
(Saturnal Records) L’adorazione del male dei finlandesi Sacrificium Carmen si evolve e si perfeziona. Dopo il debutto del 2015 (recensione qui), questa entità bestiale nordica si affila, aumenta notevolmente la qualità del suono ed inietta vita demoniaca ad un vero e proprio album (altro…)
(Dark Essence Records) Lo scorso 25 agosto ero a Bergen alla listening session di questo nuovo disco, un evento che prevedeva la presenza sia della band che dei responsabili della label. Mi sembrava che il disco fosse buono, credo, non ricordo in quanto l’evento (altro…)
(Red Cat Rec.) Apre “Drowning Into You”, segue “All I Want” e poi “Ride My Skin” e a quel punito si ha la certezza che i Stins sono una band che avvia gli amplificatori imbraccia gli strumenti (altro…)
(Pure Steel) L’improvvisa morte di Mark Shelton dei Manilla Road ha certamente lasciato un vuoto nel cuore di molti defender; per colmarlo in parte, ma anche con una grande dose di opportunismo, la Pure Steel ha recuperato delle registrazioni demo, (altro…)
(Avantgarde Music) Sembra proprio che il cervello pensante dietro l’entità Selvans si sia cambiato d’abito, abbia per così dire deciso di mutare in un nuovo animale, una nuova creatura sonora. “Ad Malum Finem” introduce ad un album black che vuole pure essere (altro…)
(Jolly Roger Records) Voglio sperare di non dover presentare ai lettori di MetalHead la Strana Officina! Se proprio siete ignoranti, in ogni caso, in archivio trovate buona parte del back catalogue, recensito dall’amico Matteo Piotto. (altro…)
(Rockshots Records) Dopo diversi anni di silenzio (“Bear the Cross” è del 2014) si riaffacciano sulla scena i finlandesi Soulhealer, fautori di un gradevole melodic metal che sconfina spesso e volentieri nel power. “Up from the Ashes”, (altro…)
(Scarlet Records) Sadist, capitolo 2018. I liguri mi tornano un po’ a sorpresa con un album, giusto per farmi un regalo entro fine anno. Il lavoro precedente, “Hyaena” del 2015 (recensione qui) era stato per me un capitolo riuscitissimo e pesantissimo, un (altro…)
(Kapitän Platte) Musicisti di alto livello dalla Norvegia. Musica strumentale, lounge e lo-fi di qualità stupefacente. Musica emozionale, stimolante, provocante e maledettamente sensuale. Quaranta minuti di vibrazioni sonore, ricche di dettagli, (altro…)
(Autoproduzione) Terzo full length per i catalani Siroll!, band che riesce in maniera convincente a coniugare metal moderno con quello appartenente alla vecchia scuola. Come ho avuto modo di constatare in sede di recensione del (altro…)
(Sneakout Records/Burning Minds) Secondo album per The Sticky Fingers Ltd, formazione modenese che già ha dimostrato il proprio valore nel debutto, proponendo un heavy rock fortemente venato di blues decisamente diretto e (altro…)
(Flowing Downward) Tristezza e null’altro si proverà ascoltando “Leave”. Sadness è una one man band dell’Illinois, stato bagnato dal lago Michigan, dunque (altro…)
(Flowing Downward) Synodic è un progetto portato avanti da Myrdin Cerphas dallo scorso anno. Il multistrumentista dell’Oklahoma (altro…)
(Massacre) Dopo dieci dischi (l’ultimo è il mediocre “Season of the Witch”), infiniti cambi di line-up, ma in fin dei conti una storia che (pause comprese) toccherà nel 2019 i 40 anni, i classic metallers (altro…)
(earMUSIC) Allora, ve lo dico subito, giusto per toglierci il pensiero. Nei Sinsaenum, gruppo di Jordison degli Slipknot e Lecrercq dei Dragonforce, in questo album hanno collaborato Attila Csihar dei Mayhem e Zatorsky dei Dååth. L’ho detto subito perché (altro…)
(Svart Records) Rock psichedelico, esaltato e reso assurdamente geniale da una dose illimitata di dettagli psichedelici! Assurdo? Direi di no, se partite da una base comunemente descritta con una definizione convenzionale, e tale base viene deviata da (altro…)
(earMUSIC) Dopo quasi venti anni, per l’esattezza diciassette, i finlandesi Stratovarius danno seguito alla compilation “Intermission”, pubblicando questo secondo capitolo, il quale va ben oltre la semplice raccolta di brani, cover e live, riconducibile alla ‘best (altro…)
(Red Cat Rec.) La chitarra e l’aiuto di un computer hanno permesso a Pugnale, ovvero Roberto Colombini, di realizzare nel tempo undici pezzi. Il tutto è poi diventato questo album omonimo (altro…)
(Decca Records) Gradita sorpresa, i francesi Skáld: con un ep di soli tre brani e neanche dieci minuti totali impressionano con il loro folk/ambient metal, da situare forse da qualche parte fra i Wardruna e gli Era. Naturalmente i transalpini, (altro…)
(Militia Guard) La discutibile moda delle ‘tour edition’ ha raggiunto anche i Saxon, che rimettono sul mercato il loro 22° album “Thunderbolt”, edito a febbraio. Non ero stato entusiasta del disco all’epoca (a differenza dell’amico e collega Matteo Piotto) (altro…)
(Dunkelheit Produktionen) Un’occasione persa. Questo è stato il mio primo pensiero dopo aver ascoltato “Death Monolith”, primo EP per i tedeschi Subduer. L’idea di unire noise e war/black metal l’ho trovata affascinante, anche se non nuova. Se gestita bene, l’unione tra questi stili (altro…)
(Metal Nation) Gli irlandesi Stormzone pubblicano con questo “Lucifer’s Factory” il loro sesto album: sono passati tre anni dal buon “Seven Sins”, la cui recensione vi condurrà anche ai platter precedenti. Seguendo quindi la carriera di questa band (altro…)
(Dying Victims) A ben cinque anni da “Mark of the Beast” tornano i Sign of the Jackal: i trentini ci regalano un’altra mezz’ora di metallo senza compromessi. Dopo la intro si parte subito forte con la martellante “Night Curse”, (altro…)
(Transcending Obscurity Rec.) Le tenebre si diradano, qualcosa di imponente spunta fuori. Questo è ciò che si coglie dall’incipit dell’opener “At the Left Hand of Satan”. La canzone (altro…)
(Pure Steel) I guerrieri di cui si discute in questa recensione non sono davvero spartani, ma inglesi: furono in attività nella prima metà degli anni ’80 pubblicando due album, e sono ritornati sulle scene all’inizio di questa decade. (altro…)
(Volcano Records) I Sunburst sono l’esempio di come si possa omaggiare i Dream Theater stando sul leggero. Indubbiamente le linee vocali e il tono stesso della voce ricordano LaBrie, ma di certo le strutture canzoni proposte non vogliono (altro…)
(Nuclear Blast Records) Debutto per The Spirit, quartetto tedesco formatosi nel 2015 e, bruciando le tappe, già sotto l’ala protettrice della Nuclear Blast. La proposta della band è un death/black di matrice scandinava palesemente debitrice al sound dei (altro…)
(Avantgarde Music / Flowing Downward) Gli split hanno spesso scopi promozionali, sono una specie di compilation (o poco più) che mettono in mostra artisti simili evidenziando il pregevole supporto dell’etichetta di turno. Ma ci sono casi particolari (ad esempio questo) dove il livello artistico è diverso, è (altro…)
(Nuclear War Now! Productions) I Saltas sono svedesi e dalla madre patria hanno ereditato la passione per il doom, anche se qui non si parla di Candlemass, ma di doom lento e sepolcrale, mischiato a del death marcio, pure (altro…)