THERION – “Leviathan II”

(Nuclear Blast Records) Secondo capitolo della trilogia “Leviathan”, un insieme di canzoni che riportano all’essenza dello stile che ha reso famosa la band svedese. Il concetto, già spiegato in occasione del primo atto (recensione qui) è semplice: dopo il maestoso impegno che fu necessario per l’opera “Beloved Antichrist” (qui), un album tanto grandioso quanto poco capito, i Therion hanno deciso di dare ai fans quello che essi desiderano, anziché cercare ogni volta nuove strade diverse. (altro…)




(Nuclear Blast Records) Davvero contorto questo “Magno Interitus”, terzo lavoro in studio per i danesi Cabal. Partendo da una base prettamente death metal, il sound della formazione scandinava si arricchisce di svariate influenze che vanno dal black metal al deathcore, fino ad inserti elettronici dal sapore dubstep. 


(AFM Records) Dopo la coraggiosa quanto riuscita trilogia conclusasi nel 2011, i Dragonland tornano a distanza di undici anni con una. Nuova fatica discografica. Sono cambiate le atmosfere, è cambiata la saga narrata, ma non il suono degli svedesi, sempre incentrato su un prog ultra melodico, più simile per certi versi ai gruppi finnici che non al classico suono svedese.
(AFM Records) I canadesi Borealis fanno parte di quei gruppi ‘onesti’: sai benissimo cosa aspettarti da loro, rimanendo sul sicuro… e loro non deludono. Mai. Ecco quindi il loro quinto album (sesto, se contiamo la ri-registrazione del loro primo lavoro), a distanza di quattro anni dal precedente lavoro. 
(Melodic Passion) Come si può non sorridere ascoltando gruppi come i Blakk Ledd? Dai, ammettiamolo: già dal nome si può capire di che genere stiamo parlando.
(Memento Mori) Debut album per Fall Of Seraphs, band formata da musicisti attivi nella scena estrema transalpina, avendo militato o militanti in formazioni come ADX, Manzer, Reverence, Quintessence e molte altre. 
(Temple Of Mystery) Quinto album per Metalian, formazione definita come ‘la risposta canadese ai Judas Priest’. Queste definizioni lasciano a mio avviso il tempo che trovano, sia perché lo stile delle due band è un po’ differente, sia perché confrontarsi con giganti come i Judas Priest significa uscirne con le ossa rotte. 

