HIPPIE DEATH CULT – “Circle of Days”

(Heavy Psych Sounds) Tra il doom e il rock, tra il progressive heavy e lo stoner: giungono così al secondo lavoro gli americani Hippie Death Cult, i quali debuttarono solo un paio di anni fa con l’acclamato “111”. La band si formò grazie all’ispirazione artistica del chitarrista Eddie Brnabic che trovò subito in Laura Phillips, basso, la persona perfetta per materializzare la sua visione in quanto unendosi alla band ha anche portato con se il suo batterista, Ryan Moore. (altro…)
(Hellprod Records) Per gli amanti dello speed più di nicchia, ecco un crossover fra due formazioni relativamente affini, ma lontane nello spazio. I Whipstriker (Brasile) si fanno portavoce dello speed/thrash più marcio e oscuro, quello che spesso e volentieri sfocia in suoni blackened:
(AFM Records) Il nuovo disco di Herman Frank, il quinto della sua carriera solista, mi appare meno riuscito del precedente, “Fight The Fear” (
(Fighter Records) Incredibile ma vero… dopo diverse uscite tutte più o meno simili (recensioni
(On Fire Records) Che bella sorpresa, gli spagnoli Lèpoka! Era dai tempi in cui imperversavano i Mago de Oz che non sentivo un folk metal così cristallino… c’è tutta una complessa storia dietro “El Baile De Los Caídos”, che è diviso in due atti e presenta un booklet ricchissimo. Sono i fiati il valore aggiunto alla briosa e sostenuta “Seguimos En Pie”;
(Art Gates Records) Tuonano dalla Svezia gli Havamal, e ci propongono, per il loro secondo disco, un melodic death pesantemente infuso di pagan e – come è facile indovinare leggendo titolo e monicker – ben saldo su tematiche norrene. Dopo la cinematografica intro, “Fenris” mostra un sound dove entrano gli Ensiferum ma anche – e non so se sia un bene – i Two Steps from Hell, per l’onnipresenza di tastiere pompose e cori incalzanti. 
(Ripple Music) Dalla Svezia, puro doom, assoluto stoner. Musica fuzzy, dentro un alone etereo ma potente, sferzante, musica ricca di una melodia deliziosamente rozza, coperta di polvere. I Moon Coven, in circolazione da quasi un decennio, danno finalmente seguito al debutto omonimo ormai vecchio di cinque anni, ribadendo di restare fedeli alla linea, al classico, spingendo sulla creatività e gli arrangiamenti piuttosto che andando a cercare nuove strade, spesso incompatibili con questo genere.
(Everlasting Spew Records / Caligari Records) EP di debutto per i canadesi Disembodiment, band formata da componenti dei deathsters Oath Div. 666.
(Pure Steel Records) Il ritorno sulle scene dei Kenziner, con “Phoenix” (
(Rockshots Records) Gli ateniesi Illusory sono fautori di un heavy metal dal taglio piuttosto oscuro: il terzo disco degli Ivories, come i nostri amano essere chiamati, tiene insieme sonorità più classiche ed altre più recenti. 