ELEGACY, ripubblicano il primo album, “Impressions”!
Gli ELEGACY sono una delle migliori realtà del genere power prog metal in Italia e ripubblicano -via Elevate Records- “Impressions”, il primo album, dopo aver fatto uscire il secondo “The Binding Sequence” (recensione qui), impreziosito dalla presenza in formazione di Mike Lepond, Ivan Giannini e Mark Zonder.
“Impressions” è un debutto magnifico, non meno bello del successivo, ovviamente un pelo piu’ acerbo ma non meno affascinante, probabilmente uno degli album piu’ interessanti pubblicati in Italia nell’ormai lontano 2005 in ambito power prog.
La band dichiara: “Non potevamo non riproporvelo a completare la discografia degli Elegacy su supporto digitale.”
L’album è disponibile QUI
La copertina: (altro…)

(High Roller Records) Dopo un lunghissimo silenzio discografico, durato qualcosa come 22 (!) anni, tornano in pista gli Scald russi, che all’inizio degli anni ’90 si fecero notare nell’underground con il loro epic/doom mistico e antico, ma si sciolsero dopo la morte del loro leader Agyl.
(AFM Records) C’è un artista che, nel 2020, e pare nel rispetto delle regole, è riuscito a tenere uno show davanti a 2500 spettatori: si tratta di Udo Dirkschneider, che con questo “Live in Bulgaria”, uscito in DVD e doppio CD, offre un segnale di speranza al mondo della musica, ancora paralizzato dalla pandemia.
(Everlasting Spew Records) Secondo album per Fractal Generator, formazione canadese formatasi nel 2007 da ex membri dei Wolven Ancestry. La proposta musicale è piuttosto ambiziosa, coniugando un death metal feroce ed intricato con sonorità oscure ed atmosferiche ispirate alla fantascienza.
(RFL Records) Per occuparsi proficuamente durante la pandemia, gli US metallers Corners of Sanctuary stanno diffondendo diversi prodotti discografici… fra di essi c’è il loro settimo full-length in studio. “Heroes Never Die” si caratterizza anzitutto per la brevità dei brani (dodici in poco meno di 40’).
(Tsunami Edizioni)Continua il percorso nella storia dei Black Sabbath a cura di Martin Popoff. È innegabile che la carriera della band di Birmingham vada in qualche modo suddivisa in capitoli, pertanto è logica conseguenza che un autore come Popoff abbia deciso di dividere su più volumi l’intera storia di una delle bands più emblematiche ed iconiche della storia del metal. 


(BMG) Quando due pezzi grossi si mettono d’accordo per fare qualcosa assieme, vale sempre la pena fermarsi un momento e pensare alla vasta esperienza di questi personaggi, gente che -indubbiamente- sa comporre musica, artisti che il loro mestiere lo sanno fare molto bene.
(Pure Steel Records) Dopo che la ristampa di “When Heroes Fall” (
(Petrichor) Interessante reissue con ovvio remaster per i norvegesi Godsend, band psycho-goth-doom ormai estinta (l’ultimo loro lavoro risale al 1997), ma anche nota per essere stata una delle band del mitico svedese Dan Swanö, noto per la sua vasta attività nel mondo della musica, visto che milita nei Nightingale e negli Unicorn (tra gli altri), è negli Star One di Lucassen,
(Autoproduzione) Gli Ilium sono (o forse erano) una delle band più strane del panorama power. Ricordo ancora la doppietta dei loro primi due dischi, “Sirens of the Styx” (da quel che leggo, risuonato e ripubblicato nel 2017) e “Permian Dusk”, condizionati entrambi (nel bene e nel male) da un sound power/prog originale, a volte quasi grottesco, e da due booklet sottilmente inquietanti. 

(Terratur Possessions) Nonostante l’esigua quantità di tracce (tre), questo è da considerarsi come un vero e proprio secondo album del gruppo, un inno neanche minimamente velato allo gnosticismo, una pratica esoterica solo in parte riconducibile al cristianesimo, ma che ha con il tempo deviato dagli intenti iniziali e preso una strada ed una evoluzione tutta propria.