ENGINE DRIVEN CULTIVATORS, il nuovo video
I thrasher italiano Engine Driven Cultivators hanno pubblicato il nuovo video del brano “Stop That Gorilla” estratto da loro prossimo full-length “Insert Coin” in uscita sul mercato internazionale il prossimo 31 maggio tramite Punishment 18 Records. (altro…)
(Heavy Psych Sounds Records) Phil “Philthy Animal” Taylor, leggendario batterista dei Motörhead, ci ha lasciati nel 2015. Tuttavia il suo aggressivo drumming è tutt’altro che defunto e riemerge in questo intensa perla di
Primo concerto della primo tour italiano in assoluto per l’assurda ed originale band svedese, una band che riesce a dar forma ad un genere musicale nuovo, diverso, avvincente, un genere musicale non identificabile, lontano dalle suddivisioni di mercato… musica che abbraccia il metal, il rock, lo swing, il prog, il blues, il teatrale, l’opera lirica ed almeno un altra dozzina di altri generi poco noti e spesso ben lontani tra loro.
(The Church Within Records) Doom supremo con un peso sonico devastante, incisivo, avvolgente. Quarto album per la creatura che vede un poderoso e geniale Kimi Kärki, ovvero Peter Vicar dei compianti Reverend Bizarre, iniettare nell’etere un doom
(Iron Bonehead) Veramente devoti al nulla e alla più macilenta oscurità questi blacksters greci! Un black embrionale, ancestrale, registrato venerando la purezza deviata del lo-fi totale in qualche tetro, macilento e maleodorante sotterraneo dislocato
(Ritual Productions) Salbrox. Zolfo in lingua enochiana. Lo zolfo è un fondamento dell’alchimia: feconda il mercurio. E lo uccide. Lo zolfo è fuoco. È potenza maschie. È volontà divina. È universo, è universale. È morte ed è rinascita. È immortalità. Ed è
(Harvest Of Death) Come faceva notare il collega in occasione dell’album di debutto (
(Ranka Kustannus) I Temple Balls nascono nel 2009 ad Oulu, in Finlandia, creati da alcuni amici quattordicenni; il nome viene ispirato dall’autobiografia di Andy Mc Coy (Hanoi Rocks) e pare riferirsi a una
(Indie Recordings) I Kampfar sono morti. E poi sono risorti. Dopo una pausa riflessiva negli anni successivi a “Profan” (
(Sony/Columbia/Metal Blade ) Undicesimo album per i guerrafondai svedesi! Un altro album, un’altra sfilza di riff poderosi, vocals gloriose e tuonanti… un altro album… un’altra battaglia! Gli Amon Amarth non
(Eisenwald) Dopo un lungo decennio torna questa one man band americana con un terzo album imponente, lungo, contorto e votato ad un black metal senza confini, i quali sfociano senza problema in ambiti folk,