BEHEMOTH – “The Satanist”
(Nuclear Blast Records) Decimo blasfemo comandamento. Cinque anni di abbandono, senza guida, cinque anni dopo l’evangelizzazione. Il leader Nergal ha dovuto combatter demoni molto potenti, ma nonostante tutto, nonostante l’attesa, ecco il ritorno della band che simboleggia la musica estrema polacca. Tornano i Behemoth, e (altro…)
(Heart Of Steel Records) Un progetto strano, diverso, accattivante. Provengono dalla Serbia e l’idea è particolarmente fedele alle origini stesse. Due ottimi musicisti, Boris Šurlan e Vlad Invictus, due amici, mettono in piedi una idea di hard and heavy, con ampie influenze che
(Afm Records) Dicembre 2007-2013. Sei anni, anzi quasi sette, anni di silenzio. Ed ora? Non c’è più DC Cooper (questa era la sua band da disoccupato, ma ora è di nuovo nei mitici Royal Hunt), il tastierista è cambiato a favore dell’italiano Alessandro Del Vecchio. Si aggiunge anche il mitico Mat Sinner al basso… ed il
(autoproduzione) Hard rock, heavy metal. Definizione quasi ovvia, troppo generica. Ricevo dalla band questo CD e noto subito una copertina molto, molto, bella; Comunicativa. Mi sembra di sentire odore di territori alternativi, con divagazioni progressive. Do inizio
(Seance Records) Secondo album per i blackster finlandesi. Quello che mi piace dei Graveborne è che non pretendono dominare una scena o essere creatori di nuove direzioni del black. I Graveborne sono, e vogliono essere, fedeli al black metal anni ’90, mantenendone le motivazioni, l’integrità e la brutale aggressività. Con “Through
(autoprodotto) Inaspettatamente tornano i Sinezamia, band italiana che si era fatta notare con l’ottimo “La Fuga” nel 2012. Il ritorno non è con un nuovo album e tanto meno un EP. Il ritorno si appoggia su un singolo, due pezzi ricchi, potenti e coinvolgenti. Rimane il feeling
(autoproduzione/Transcending Obscurity India) Devo ammettere che il thrash è un po’ ai margini dei miei interessi. L’ho vissuto, l’ho amato, ma alla fine non ha saputo continuare a mandarmi i messaggi che facevano bollire il mio sangue tanti anni fa. Ma è con piacere
(Svart Records) Strana formazione questi Mantar. Sono solo in due, uno tedesco ed uno turco. Sono nuovi sulla scena (si sono formati nel 2012) ed hanno solo un singolo alle spalle. Caratteristica strana è che suonano e registrano solo quello che sanno suonare: chitarra, batteria, voce (cantano entrambi). Quindi niente basso! Scelta un po’ scarsa, quando sappiamo tutti che almeno qualche
(Nuclear Blast Records) Probabilmente poco note fuori dal loro paese, la Finlandia, iniziano un viaggio internazionale le cinque ragazze che compongono questa band. Dopo cinque dischi in madre lingua, tutti di estremo successo in Finlandia, arrivano finalmente ad un
(Nuclear Blast Records) Estremamente vintage, estremamente anni 70s, gli Orchid, rocker di San Francisco, hanno percorso una bella e veloce carriera. Formati nel 2007, già nel 2012 entravano tra i protetti della Nuclear Blast, con la quale hanno pubblicato due EP ed un
(AFM/Mermaid Records / SONY Music Entertainment) Ok, c’è molta passione in quanto sto per scrivere. Anzi, sto per recensire una cosa che ho comprato personalmente, in pre-ordine, autografata. “DISN30LAND AF30R D30K” è un’altra divertente idea del quartetto Danese per continuare quella eterna presa in giro, quell’infinito scherzo legato ad una questione legale che risale agli inizi del
(Eibon Records) Inquietanti. Oppressivi. Sconvolgenti. Con immensa poesia e sublime dolcezza riescono a provocare un terremoto interiore, uno sconvolgimento psichico, uno stato di disturbo mentale. Terzo album per i Milanesi Neronoia, o meglio terzo capitolo in quanto continua il loro fantastico anonimato per i titoli
(Sweet Poison Records) Gli Hagel Stone, di Ferrara, sono per me una graditissima sorpresa. Questa band al debut si esibisce infatti in un power/epic particolarissimo, che pesca a piene mani dai mostri sacri del genere (Virgin Steele su tutti), ma ha qualcosa nel sound (soprattutto nell’uso delle keys) che mi ha
(code666) Complesso. Difficile da classificare. Con una copertina stupenda, i greci Hail Spirit Noir giungono al secondo lavoro. E si tratta di un album che mi sta coinvolgendo in maniera subdola, pericolosa, dolorosa. Dalle molteplici riproduzioni continuano ad emergere, dettagli, spunti, ispirazioni
(Pesanta Urfolk) Qui si parla di Sludge/doom, con una interessante componente drone. Se ne parla unendo due realtà infernali, underground, provenienti dagli Stati Uniti. L’unione da origine ad uno split, un vinile, che su un lato offre tre pezzi degli Hell, originari dell’Oregon. Dall’altra
(Dark Descent) Pura adorazione del male. Cinquanta minuti nel nome dell’innominabile. Crudeli, brutali. Autori di un black metal ampiamente ispirato al death metal estremo, letale, massacrante, con una marcata vena che richiama alla produzione degli Immolation. Tuonano da Londra e sono al secondo rituale di celebrazione
(Hellthrasher Productions) Scorre a ripetizione “Incendium”. Ascolto un flusso sonoro che è un braccio del fiume Lete che deborda sulla terra. Il male in mezzo a noi. La sinistra e terribile certezza dell’inferno che si palesa alle orecchie dei comuni mortali. Burial Hordes, due album con Pulverised Records ed ora una terza
(Debemur Morti Productions / Audioglobe) Se c’è una cosa che non sopporto nell’industria discografica, grande, piccola o underground che possa essere, sono le raccolte fatte ‘a cazzo’. Non mi piace usare le parolacce nelle recensioni, ma almeno si capirà il mio sdegno. Non so chi abbia ideato l’antologia “Teeth, Toes and
(Beyond…/Masterpiece) Al polistrumentista veneto Chris Buchman piace cambiare il nome della propria creatura: i tre dischi del suo progetto, questo incluso, sono stati pubblicati rispettivamente sotto i monicker Drastic, Drastique e Drastisch! Anche il genere suonato è mutato, e dal black degli esordi si è passati al gothic/dark
(Code666) Incrocio perverso di sonorità mediterranee, nordiche ed alternative per creare una nuova direzione del black metal. Sono greci e sono al secondo album, il quale è pieno di rabbia, violenza, perversione specialmente nell’intelligente abbinamento di sonorità inquietanti e deviate. Oltre un’ora
(Inverse Records) I Magenta Harvest arrivano a noi grazie ad elementi di …And Oceans, Finntroll, Chthonian e Havoc Unit. Sono finlandesi e suonano un death metal alla svedese, ma nella versione melodic, quella dei Dark Tranquillity meno progressive. Insomma il melodic, pulito, laccato, alla svedese, di Gotheborg magari, quindi
(Iron, Blood & Death Corporation) Credo sia la prima volta che mi approccio a questi Diavoli Francesi. “Back from Hell” è il secondo album in carriera e resto impressionato per la padronanza con la quale i Dark Managarm riescono a produrre un black metal così tirato, veloce ed estremo, ma nel contempo intarsiato di
(Code666) Gli esordienti australiani Rise of Avernus si inseriscono in modo assai degno, con questo “L’Appel du Vide”, in quel filone gothic/doom che è stato inaugurato dai Paradise Lost e dagli Anathema, e poi si è evoluto su una propria linea che passa principalmente per gli Opeth o i Pain of Salvation. Tutti i gruppi
(Debemur Morti Productions ) Un album fantastico. E basta vedere chi ci sta dietro per rendersi conto che non potrebbe essere altrimenti: Tor-Helge Skei, meglio noto come Cernunnus (Manes e Manii, questi ultimi hanno pubblicato circa un anno fa l’impressionante “Kollaps”) impegnato con synth,
Eudaimony è una band creata per essere pura, per essere vera, per esprimere veri sentimenti, emozioni al loro pieno, e far si che il vero lato artistico dei musicisti possa manifestarsi nella sua completa integrità. Ho avuto l’opportunità di parlare con il lead vocalist Matthias Jell: oscurità e negatività sono la chiave della sua performance e di quella della band, ma lui si è rivelato una persona molto gentile, una persona vera. Le sue risposte alle mie domande sono piene di verità, realtà, lontane da qualsivoglia atteggiamento da mercato dell’intrattenimento. Ecco a voi il lato umano di uno delle più grandi voci della scena. Questo è l’uomo che tutti noi conosciamo come Azathoth. (
(Shadow Kingdom Records) I Run After To furono una band Italiana (Pesaro) attivi dalla metà alla fine anni ’80. Pubblicarono un demo ed un EP. Con i canoni attuali si potrebbe dire che sono doom metal, ma il loro sound, a mio parere, aveva una marcata influenza dei mitici Iron Maiden e, considerata l’epoca, la cosa non è molto inconsueta. Questa release di oggi altro non è che il remaster di
(UKEM Records) Nefasti. Brutali. Violenti. Tuonano dall’Inghilterra e sono oscenamente e morbosamente appartenenti alla scena death metal pura. Sono personaggi che risorgono da precedenti bands e, assieme, riescono a raggiungere nuovi inesplorati estremi di marciume e decadenza. “Architects of Deliverance” è un album sicuramente pesante, incompatibile con
(Iron Shield Records) I tedeschi Backwater erano attivi a metà degli anni ’80: la loro burrascosa carriera li ha portati due volte a cambiare monicker e in parte stile, e oggi i nostri ritornano con il nome originale e un disco nuovo di zecca. Tuttavia, se cercate analogie con gli album di 30 anni fa, non potrete che restare delusi. “Arise” è un heavy/thrash rumoroso e potente, con
(Svart Records) Bellissimo titolo per questo album. Un titolo (“l’osso delle mie ossa”) che ricorda una visione introspettiva dell’artista, un viaggio interiore profondo, una esperienza orientata alla scoperta, alla rivelazione. Triste, cupo, malinconico questo lavoro è lontano da concetti heavy metal. E forse anche dal rock stesso, inteso come genere pieno di potenza
(Nuclear Blast/Audioglobe) La storia, anzi la leggenda degli Hell è abbastanza nota fra gli appassionati di metallo classico: una band che nasce già maledetta, troppo avanti per l’Inghilterra di inizio anni ’80; il contratto con la Mausoleum, che fallisce due settimane
(Iron Blood & Death Corp.) Sono un po’ in difficoltà con “Rites of Torturers”, la seconda prova, il secondo full length dei francesi Excruciate 666. Da appassionato del black metal non posso assolutamente negare che i Francesi ci mettono dentro la loro anima, un’anima nera ovviamente. Il black metal espresso è primordiale, spesso veloce e i riff viaggiano su linee melodiche
(The Path Less Traveled Records) Chissà perchè Andrew Ross Millar ha preso un chitarrista aggiuntivo, Adam Irwin, per incidere questo album nel quale lui ha praticamente fatto tutto, anche registrazioni e missaggio e mastering. E’ curiosa questa cosa, ma non essenziale ai fini della mi analisi. Si, Patrons Of The Rotting Gate è un progetto solista o più specificamente
(Kannibal Records) Dodici anni di vita, ma una serie di release concretizzate solo dal 2009, con l’album “Cynisist”, l’EP dell’anno seguente “Sickening” e in ottobre 2013 con il nuovo album “Erector”. Resta solo Morten Müller (Trollfest, Grimfist e altri) della formazione originaria, gli altri due sono Andreas Stenvoll (Blodspor, ex-Troll) basso e voce e Jon Eirik Bokn