STONER KEBAB – “Simon”
(Santavalvola Records) Deviazioni fumose, eccessi rumorosi tipicamente stoner, con l’eccellenza del concept album. Veramente interessante l’idea degli Italiani Stoner Kebab (moniker assolutamente geniale). Un concept che racconta una storia moderna, un esorcismo mentale infilato nella sporcizia sociale e religiosa dei nostri giorni. Violenza subita in cambio di (altro…)
(Black Widow) Basso, batteria. E fino a qui siamo nel territorio rock, forse metal. Poi ci dovrebbero essere le chitarre, e forse qualche tastiera, un vocalist. Ma cosa succede se ci fosse solo lo strumento più sacro, ed allo stesso tempo più dissacrante? Cosa succede se il basso e la batteria devono sostenere un organo? Musica da tastiere, roba elettronica, deviazioni
(Blood Rock) EP che appare sulla mia scrivania quasi per caso. Ignoravo l’esistenza di questa band di Turku, Finlandia, nonostante abbia all’attivo un altro EP, abbia in cantiere un album e sia in circolazione da più o meno il 2006. Si autodefiniscono “Psychedelic Doom Rock”, ma c’è qualcos’altro in questo sound. Qualcosa di magico, di allucinato. A partire
(Black Widow) Difficile una opportuna collocazione dei Blue Dawn, giunti al secondo lavoro. Prog? Doom? Metal? Rock? Alternative? O parliamo semplicemente di musica che esce dalla porta delle classificazioni per entrare nel vasto mondo della libertà espressiva? Certo, il territorio è quello del rock, ma è veramente vasto il range di influenze, idee e stili
(Pagan Records) Oscurità elevata ad un notevole livello di complessità. Terzo album per i polacchi Mord’a’Stigmata, che si inoltrano ulteriormente su territori avant garde, il filone più raffinato del post black metal. Cinque pezzi che occupano oltre tre quarti d’ora, offrendo durate che, tranne la breve title track, sono orientativamente sempre ben oltre la soglia dei dieci
(Beyond… Production) Le dichiarazioni di intenti non lasciano spazio a dubbi: viaggio psicologico, attraverso una malattia, una deviazione, ai confini con la pazzia, passando per la morte e la rinascita. Un concept album che descrive un viaggio oscuro con una colonna sonora altrettanto oscura. I siciliani Dormin debuttano così dopo qualche anno di gavetta (si
(Street Symphonies Records / Andromeda Dischi) Scatenati e fuori di testa. Elettrici. Trasudano potenza e rabbia. Sono al limite della stabilità chimica. Con loro si sente l’origine dello sleaze, del glam, dell’hard rock. Scaraventano indietro agli albori, ai primi anni ’80, mantenendo comunque certe ire e certe furie
(Subsound Records) Una stupenda copertina mi apre il passaggio verso questa dimensione strana, diversa, inusuale. Adoro scrivere di metal anche quando il metal è solo citato, è ai confini, o forse non è pure presente. Fa parte della mia ampiezza di interessi musicali, è una mia deviazione. Tuttavia, di solito, ho sempre sotto controllo tutto:
(Heavy Psych / Goodfellas) Fumo. Gli occhi lacrimano, non si vede un accidente. Il fumo entra nel sistema respiratorio, intossicazione, allucinazione. Iniziano le visioni. Divaga la follia. Tutto assume colori diversi, brillanti, luminosi, accecanti. Psichedelia pura. Un EP che dura ben più di un EP. Un EP che si accoda ad una carriera che ha prodotto tre
(VideoRadio) Musicisti molto, molto in gamba. Ogni ascolto di questo disco mette in evidenza l’ottima capacità di ciascuno dei quattro (recentemente diventati cinque) membri. Genere? Difficile spiegarlo, e spesso queste cose finiscono nel calderone del prog, ma la verità è che Francesca (la singer) e compagni si dedicano a qualcosa di
(autoprodotto) Progetto personale del blackster Australiano Morgue, attivo sulla scena con bands quali Mar Mortuum, dei quali è il chitarrista. Mordavia nasce nel 1998, ma solo ora arriva al debutto con otto tracce di black metal intenso, dove Morgue cura ogni dettaglio, compresa la parte vocale. Un progetto oscuro in un genere musicale dove le
(code666) Black metal essenziale, ma con una livello di genialità coinvolgente. Terzo lavoro per i francesi Folge Dem Wind, che si materializza in quarantaquattro minuti di brutalità, intelligenza, esasperazione. Un vocalist non è ovvio e conforme, capace di uno scream disumano pieno di instabilità mentale. Un black metal fuori dalle regole scontate, pieno di idee,
(Svart Records) Esistono indizi che vanno oltre le dichiarazioni, le apparenze. “Death/Doom” sembrerebbe essere il genere proposto da questi oscuri finlandesi (il moniker significa “La Valle Della Morte”); e possiamo dire che a grandi linee di questo si tratta. Ma l’indizio che io noto è l’etichetta… e di solito, data la mia esperienza, quando entra in gioco la Svart, allora
(autoprodotto) Mi immagino di essere fuori da un locale dove suonano dal vivo, uno dei tanti. Li in mezzo alla mandria di devastati che escono a fumare (beati i tempi dove ti intossicavi pacificamente a ridosso del palco….). Sei li che ti fumi la sigaretta e arriva il solito tizio sconvolto, mimetizzato dentro una felpa dei Motorhead, -hey boss, c’hai da accendere?- e ti
(Subsound Records) 12” della label che ha pensato ad una serie di split che coprano validi nomi dell’underground Italiano, spaziando su un ampio range di generi musicali. Su questa edizione due nomi che non certamente noti: Deflore (Lato A) e Infection Code (Lato B). I primi, un duo, offrono suoni psichedelici, distorsioni, atmosfera il tutto in groove avvincente. I
(code666) Opere di morte. E più o meno questo il significato del titolo di questa deviazione mentale che discende dalla Norvegia con violenza, perversione, lucida follia. In line up ci sono personaggi dal passato non certamente tranquillo: André Kvebek (aka Tjalve) ovvero ex 1349. Ed anche Shandy McKay, ex Absu. Tutta gente che sa bene cosa sia la musica estrema, ed il fatto di padroneggiare l’oscura arte, permette loro di
(Artifical Sun) Sono Russi, hanno una discografia vasta tra album, remix, cover, compilation e demo. Sono in giro dal 1999, e non sono certo dei novellini. Mescolano metal, o meglio creano su base metal delle deviazioni industrial ed elettroniche che arrivano alla follia, sforano i confini e arrivano a techno, synthpunk, e qualsiasi
(Transcending Obscurity) Che mondo strano. Questi Preludium sono delle belve death metal della vicina Polonia la quale, nel genere, di violenza ed odio ne sa elargire con letale generosità. Scuola polacca insomma, ed in occasione del loro precedente disco scrissi che “meritano sicuramente di salire in cattedra”. Ed è qui che il mondo mi appare strano! I
(Inverse Records) Settimo album nella lunga e tormentata carriera della band finlandese. Line up confusa, scambi di strumenti musicali, tanto che in questo nuovo lavoro il chitarrista Thasmorg si occupa di voce (come al debutto) e basso. Un album certamente non rivoluzionario, ma carico di atmosfera, energia, potenza e
(Ektro) La Ektro è sempre una fonte di sorpresa. Ed è forse per questa ragione che nonostante sia spesso molto lontana dal metal, e pure dal rock, cerco sempre di seguirne le pubblicazioni. Credo fermamente che l’ascoltatore metal evoluto sia sensibile ad una vasta gamma di sonorità, espressioni, idee, tanto che nel metal stesso nascono evoluzioni e
(Badlands Ent.) Dopo aver piazzato un debut album i Die A Legend si rifanno sotto con il proprio hardcore chiaro ed aggressivo. Chiaro per via di una produzione non troppo sporca e nemmeno verniciata da una resa sonora artefatta. Il sound è dunque diretto, crudo nella giusta misura, espressivo di un lieve groove che
(Heart & Crossbone Records) Origini instabili, Hong Kong e USA, per sonorità instabili. Deviate. Provocanti. Vari album ed EP pubblicati, line up instabile che ormai vede solo un elemento originale. Missione? Suono. Suono che assume dimensioni doom, ma con attributi psichedelici, idee drone ed inserti spirituali capaci di
(Hatework Records) Altro progetto del chitarrista romeno Radu Vulpe, che assieme al fratello, Catalin, mette in piedi questa band per creare del sano e violento thrash metal anni ’90. E bisogna ammetterlo: Radu ci riesce, ci riesce davvero bene, crea del suono spietato, pieno assoli fulminei, con una perfetta voce cattiva ed incazzata. Nove tracce
(Steamhammer / SPV) Ci spero da un decennio, ma le cose non sembrano tornare indietro. Il passato non è il presente, anche se certe emozioni avrebbero il sogno segreto di ritornare, di esistere nuovamente, di rivivere. Ho amato i Crematory alla follia, parlo dei primi Crematory, parlo di quelli degli anni ’90. Parlo di quella stupenda band che ha firmato pezzi memorabili quali “Tears Of Time”, “Transmigration”,
(Nuclear Blast Records) Io e Stian, meglio noto come Shagrath ovvero il lead vocalist dei mitici Dimmu Borgir abbiamo una cosa in comune: visioni estreme, amore per il black, ma una attrazione magnetica per il rock’n’roll. La cosa mi piace per varie ragioni: da parte mia salto da un disco di black estremo, ad un disco di hair
(Atomic Stuff Record) Dannati X-Ray Life. Mi confondono, mi depistano. E proprio quando pensavo d’aver capito, mi trovo -nuovamente- nel casino più totale. Ma andiamo con ordine. Quando recensii il loro omonimo debutto si parlava di grunge, con mio estremo dispiacere, ma in realtà il lavoro era pura energia con un
(autoprodotto) Daniel Trigger: session performer, produttore. Lavora con la musica, ed ad un certo punto decide di dire la sua. Lo fa con l’ottimo “Infinite Persistence”, che aveva quel suono dannatamente hair metal anni ’80, album che Metalhead ha recensito con immenso piacere. Ed ora il ritorno. Con novità sconvolgenti: cambia la sua
(AFM Records) Poesia. Spirito introverso. Oscurità. Decadenza. Questa è la descrizione dei Lake Of Tears, band storica Svedese che ormai arriva al ventesimo anno di attività (qualcosa in più se contiamo dalla formazione effettiva). Venti anni, otto dischi, varie compilations, demo, EP… e nessun live! Certo, la band nonostante la
(Horror Pain Gore Death Prod.) Sono poco più di dieci anni che i tre Sacrificial Blood infestano il suolo americano con il proprio death/thrash metal dozzinale e d’assalto. Sono al secondo album in studio e ci arrivano con la tipica consapevolezza di chi suona facendo quello che sente di più personale e gradito al proprio
(Tunecore) Edoardo Napoli è un artista indipendente, giovane, italiano (Liguria). Ha suonato con molte band, ha creato molta musica e forse non è ancora riuscito ad affermarsi in quanto… italiano. Dopo le varie collaborazioni, militanze, divagazioni, ha deciso di far da solo: lo skill non gli manca, sa suonare un po’ di tutto, dalle
(Bulletproof 20/20 Records) Irlanda del Nord. Terra ricca di passione, energia, calore, impulsività. Perfetto territorio per gli M$R che giungono così al loro terzo lavoro. Un lavoro pieno di divertimento, in quanto anziché essere stato creato nel grigiore “dell’ufficio” di ogni band (studio…) è stato concepito, materializzato e
(Eibon Records) Naxal Protocol. Nuovo moniker per i rinati italiani Cazzodio. Sono tornati. Ed il loro nervoso rumore, il loro rumore strutturale, psicologico, devastante, assassino è di nuovo presente. Immutato. Evoluto. Incattivito. Dieci brani. Oltre un’ora di violenza, massacro, tortura. Tracce monolitiche che non
(Scarlet Records) Ogni giorno mi arriva musica da ascoltare, valutare, recensire. Mi ritengo fortunato. Tra questa musica ci sono un sacco di realtà nuove e molte realtà storiche. Ma ormai sono tante, e non fa molta impressione ricevere il nono album della band storica proveniente da qualche sperduto e freddo paese Norvegese, o da
(Nordvis Produktion) Secondo capitolo per gli svedesi Stilla, secondo capitolo che arriva velocemente dopo appena un anno dal valido debutto “Till Stilla Falla”. A partire da una copertina veramente stupenda (lo era anche la precedente), emerge ancora una volta la loro dimensione
(Crank Music Group) Norvegia. Non solo musica estrema, ma anche rock, un rock intenso ma semplice, divertente, coinvolgente, capace di intrattenere. Del freddo della loro terra mantengono quel fattore oscuro, gotico, pur dirigendosi artisticamente su un rock moderato, vagamente ispirato a concetti hard rock. Si formano