SYLOSIS + WOVENWAR, data unica a Milano!
Due giovani leve del metal moderno, SYLOSIS e WOVENWAR, intraprenderanno un tour europeo da co-headliner per promuovere i loro nuovi (ed apprezzatissimi dalla critica specializzata) album. “Dormanti Heart” è la nuova fatica discografica di SYLOSIS e “Wovenwar” è l’album omonimo della band americana. Due perle che apriranno le porte ad una nuova generazione di headbangers! La data italiana è programmata per il 20 maggio al Factory di Milano.
Prezzo del biglietto in prevendita: €10,00+d.p.
Prezzo del biglietto in cassa la sera dello show: €15,00
Biglietti in vendita su livenation.it e ticketone.it a partire dalle ore 10.00 di martedì 17 marzo.





(Misantrof ANTIRecords) Come la fortezza eretta da un’antica religione, dove le mura sono un rifiuto verso il mondo oltre che una difesa. Per gli Helzgloriam la religione è Satana e il caos, il rifiuto è verso il cristianesimo, l’islamismo e il giudaismo. Le mura sono un black metal sinfonico. Un atteggiamento consueto in Europa o altri continenti, più difficile esibirlo in un paese dittatoriale come l’Iran. Chi siano
(Dark Essence Records) Strana creatura questo trio islandese. Ormai all’undicesimo anno di attività, non hanno mai scritto uno spartito dello stesso genere del precedente. Iniziano con il black, poi passano al death ed infine il loro debutto del 2010 “Fixation, at Rest” tocca territori post metal, ricordano gli Isis… fino ad oggi, dove si manifesta un ulteriore
(Beyond Productions/Masterpiece Distribution) Una copertina sconvolgente, che continua a turbarmi nonostante il mio estremo interesse per tutto ciò che è morte, occulto ed estremo, mi svela questo lavoro impregnato di oscurità e decadenza, di musica profonda, introspettiva, ricca di malinconica e incontrollabile
(Iron Bonehead) Gli amanti della musica estrema, farebbero bene a non perdersi questo “Heptaedrone”, demo tape di debutto di Khthoniik Cerviiks. Il terzetto Tedesco propone un death/black metal primordiale e senza compromessi, caratterizzato da un riffing principalmente veloce e dal drumming martellante, senza mai scadere nel caos totale. Nonostante 


(Nuclear Blast Records) Hanno mai sbagliato un colpo i Melechesh? A detta di chi scrive la risposta è un solenne no. Risposta che non cambia all’ascolto di questo nuovo lavoro. Meno peculiare come suono rispetto ai platter precedenti, questo album si caratterizza per il suo essere diretto, senza troppi rimaneggiamenti o aggiunte in studio. Ormai anche questo è distinguersi
(Nuclear Blast) Il thrash infognato nell’hardcore e particolarmente quello di scuola newyorkese, si fregia di nuovi adepti. Giapponesi, incavolati, con il volume a palla e il sound scandito, marcato e pesante che tra le altre cose ha già toccato il suolo europeo, grazie a un tour che li ha portati attraverso diversi paesi e tra i quali l’Italia. Nel
(Killer Metal Records) Non un vero e proprio album, ma una sorta di raccolta con qualche inedito per il vulcanico chitarrista di Los Angeles (e culturista, non dimentichiamolo) Maxxxwell Carlisle. “Visions of Speed and Thunder” ha diverse anime: è un disco da guitar hero, ma contiene anche tanto us power metal, e non disdegna toni shred.
(Pure Steel) Sì, me ne rendo perfettamente conto: copertina, monicker, titolo del disco e dei brani sembrano mettere insieme una fiera dell’ovvio e dello scontato… gli esordienti Prowler, di Leipzig, saranno ritenuti da molti ascoltatori del tutto superflui, ma in fin dei conti “Stallions of Steel” 

(Peaceville Records) Calma. Silenzio. Dopo un’ora ed otto minuti di pazzia serve della calma. Anzi no. Serve un’altra ora con i suoi otto minuti. E poi ancora. Di nuovo. Ancora, con più attenzione. Ancora, con distacco. Ancora, in sottofondo. Ancora, in cuffia. Si passa dall’ora poco più alla decina di ore in un attimo, un salto temporale brutale e sconvolgente. Ed in
(Blood Harvest) Era uscito nel 2010 questo album d’esordio dei cileni Diabolical Messiah, distruttori dei dogmi religiosi. Profanatori e fieri di esserlo con l’immagine di copertina dove due diavoli che somigliano a dei fauni, ficcano nella gola del Nazareno (o forse è un angelo con le sue fattezze)
(Autoproduzione) Mirko Russo è un chitarrista. La sua identità e il proprio gusto sono all’opera attraverso undici brani, raccolti con il titolo di “Don’t Miss the Show”, un album giocato interamente su pezzi strumentali. Russo ha un tocco che ricorda l’hard rock e
(My Kingdom Music) L’uscita di “Necrogod” colse di sorpresa chi scrive, il quale non è un’enciclopedia, ma tra le tante band che passano sotto gli occhi e per le orecchie in redazione (e nelle ricerche nel tempo libero), mai c’era stato un incontro con gli Ecnephias. L’album fu una vera scoperta e non da meno la band. 
(Napalm Records) Thrash/speed metal aggressivo, tosto e sfacciato. Molti rimandi agli Exodus e a band storicamente già note, ma i belgi Evil Invaders sono ben calati nel ruolo di appassionati della vecchia scuola, tanto da diventarne dei testimoni che non
(AFM) La band internazionale Eden’s Curse (