IL SEGNO DEL COMANDO – “Il Volto Verde”
(Black Widow Records) Il Segno del Comando è una realtà musicale del nostro paese davvero encomiabile. La band fonde nel proprio estro compositivo i dettami del rock progressivo nostrano degli anni ’70 e diverse sfumature, come ad esempio il dark, il jazz, uno pseudo doom, oltre ad una solida (altro…)
(Argonauta Records) Ritorno di un recente passato. “Instinct” è il primo album di questa band della Florida fondata nel 2008. Ed è datato 2010. All’epoca ebbe un discreto successo e, anche a causa della pubblicazione indipendente, è finito per essere sold out. Ora Argonauta
(A389 Recordings) Hardcore virato sul crust. Incavolato nero, sfrontato, a dir poco, anfetaminico, distruttivo. Hardcore-crust che rispetta i canoni e in sole quattro canzoni nelle quali il drumming doppia alla perfezione ogni variazioni del tessuto delle chitarre. Queste poi più che un tessuto
(Pitch Black) Presentati dall’etichetta come la più longeva delle band cipriote, gli Armageddon hanno effettivamente una storia di quasi 30 anni, ma questo è solamente il loro debut full-length. E si sente bene che la formazione
(Bakerteam Records) Italiani. Hanno un moniker strano, ma chiaro e diverso dal solito. Suonano un qualcosa che sta in equilibrio tra il rock alternativo ed il metal, con uno sguardo alla grinta del punk. Fanno del groove una imponente istituzione, in quanto ogni loro pezzo ha quel senso di coinvolgimento, di crescita progressiva, di energia
(Subsound Records) Sconvolgimento totale. Sono sconvolte le due bands italiane di questo split, sono sconvolte le loro descrizioni, ed è sconvolta anche la loro musica. Cosa fanno? I primi credo (e lo credono pure loro) vengano da un altro pianeta. E comunque non sono terrestri. Anzi, “MoRkObOt” (si scrive così!) è una creatura ancestrale e ha poteri assurdi. I secondi partono
(Autoproduzione) Esce la seconda parte dell’album di debutto dei Koza Noztra. Un lavoro spezzato in due tempi, diciamo pure ridotto a due EP, e chissà se abbia stuzzicato ancor di più l’attenzione della gente. “Cronaca Nera pt1” (
(Autoproduzione) Gli esordienti April Weeps ci scrivono dalla Slovacchia e noi di MetalHead siamo ben felici di recensire il loro interessante debut di prog/death metal. Anzitutto una menzione speciale per il booklet:
(Minotauro Records) Davvero eccellente, come sempre del resto, l’opera di ‘restauro e recupero’ della Minotauro Records: stavolta la celebre etichetta ci propone una ricchissima ristampa con la discografia completa (circa 72’) dei texani Mox Nix,
(Red Cat Records) I Rage Of South nascono nel 2000 a Sciacca (AG). Presto decidono di registrare brani di propria creazione, cosa che porterà la band a incidere un EP, “South”, interamente autoprodotto. Dopo anni di gavetta, in cui hanno suonato praticamene ovunque nell’hinterland Agrigentino, danno alle stampe il loro primo album “I See, I Say, I Hear”,
(Nordvis Produktion) Muore la luce, muore il sole, muore la speranza. Ma sussiste un magnetico richiamo, una natura fredda mi attira. Mi perdo ascoltando “Solarvore”, mi perdo in un inno di decadenza, malinconia e travolgente potenza oscura. La mia mente divaga dell’armonia tetra di “Livets Ruin”. E mi avvicino ad altre dimensioni, abbandono il
(Autoproduzione) Il thrash metal seminale che si allea con l’hardcore, questa è la formula di “Ghost of a Fallen Empire”, album di debutto messo in piedi da una formazione dell’Ohio, più specificamente della città di Cleveland. Molto americani i Youth Foregotten, sia nella matrice thrash metal che nelle sfumature
(Punishment 18 Records) Nati come Unhortodox nel 1993 in Svezia, cambiano il loro nome in Defaced Creation, visto che esisteva un’altra band chiamata con quel nome, per poi sciogliersi nel 1999. Dopo un demo (1995), un EP (1996) e due split (1996 e 1998), nel 1999 esce il loro unico album, “Serenity In Chaos”. A dispetto della loro
(Mausoleum Records) Una bella copertina incornicia il ritorno sulle scene dei Kirk, band svizzera (attualmente formata da membri di Godyva e Legenda Aurea) che pubblicò il debut nel 2004.
(Nuclear Blast/Audioglobe) Non so quanti anni abbia il lettore medio di MetalHead. Quasi sicuramente meno di me, ma se c’è qualcuno lì fuori che era adolescente a metà anni ’90, ricorda certamente il botto che fecero i Sonata Arctica con “Silence”, che ancora considero come uno degli album fondamentali della golden age of power metal.
(AFM Records) Si avvicina al ventesimo anno la storia degli australiani Vanishing Point, i quali possono perfino vantarsi che più noti Sonata Arctica hanno registrato una cover di un loro pezzo (nel’EP del 2004). Ed infatti oltre ad aver fatto un tour assieme, il cantante dei finlandesi è
(Nuclear Blast) Anni ed anni passati a sentire e leggere che il punk ha cambiato tutto, che dopo il punk nulla è stato più come prima e che il punk è ciò che ha dato il colpo di grazia alla scena musicale. Anni passati a sentire e leggere gente che andava in giro a raccontare e spacciare il punk come la vera
(Iron Shield Records) Signore e signori, è la prima volta che recensisco qualcosa dei (comunque noti) Satanika e, forse, capita in uno dei momenti più luminosi della loro carriera. La band romana è al terzo album, oltre ad essere autrice di altre release, e arriva a questa nuova mazzata di thrash metal in stile anni
(High Roller Records) Otto minuti in compagnia degli svedesi Ambush e del loro old school heavy metal: questo singolo distribuito dalla High Roller Records nelle classiche 500 copie (150 nere e 350 bianche) va dritto verso i defenders più incalliti.
Quando ho saputo che il Rock Meets Classic 2014 passava per Strasburgo e di martedi, quindi in serata per me non lavorativa, ho da subito acquistato il biglietto. Sono in Alsazia da mesi e ancora non ho visto nessun concerto e quelli che avrei voluto vedere li ho persi a causa del lavoro, in una occasione poi c’era qualcosa ad un chilometro da casa mia, ma la mia squadra del cuore quella sera andava a casa degli avversari diretti e non potevo perdermi la partita. Sapete, sono un sentimentale!
(Indie Recordings) Ventesimo anniversario per questa band Norvegese capitanata dal vocalist Dolk (in passato anche batterista), membro anche dei rinati Mock. “Djevelmakt” è il sesto album, affiancato da vari EP o singoli. Siamo in
(CD Baby) Brent Steed è il progetto solista di Federico Sadocco, in arte, appunto, Brent Steed, musicista attivo nella scena metal Padovana. Nella sua biografia, Federico, definisce il genere proposto “UFO Space Rock”, una commistione di generi che vanno dall’hard rock al pop. Definizione abbastanza azzeccata, anche se, devo dire che la
(Autoproduzione) Fresca proposta francese, nata da pochi anni e sensibile ai richiami del rock e relative sfumature. I Dope Out propongono un lavoro che si apre con “Death Before”, uno pseudo alternative metal/modern punk assolutamente prevedibile. E’ “XS”, canzone successiva, che denota un andamento
(Ektro Records) 33 (non ho sbagliato: trentatré) full-length in circa 23 anni di attività? Ebbene sì, sono i finlandesi Circle, una delle band più folli della storia del rock, che il mio collega Luca conosce bene per averli recensiti più volte (ad esempio
(Spheres Records) Di una cosa sono rimasto convinto alla fine dell’ascolto di “Human Light Leakage” e cioè che i francesi Slatsher nonostante siano al debut album dimostrano concretamente di avere qualità e maturità. Un album che non inventa nulla, eppure espone il death metal in una forma sviluppata
(AFM Records) Beh, che dire? I Sinbreed, una sorta di succursale dei Blind Guardian (dato che ci suonano sia Marcus Siepen che Frederik Ehmke) macinano che è un piacere! Tuttavia non pensate al sound dei bardi (o almeno non soltanto a loro…), dato che questa band è più votata a un power/speed veloce e frastornante…
(Indipendence Records) Elaborata ed interessante proposta dalla Sicilia. Gabriels, progetto dell’omonimo tastierista, giunge al secondo lavoro. Un concept album dedicato alle vittime dell’11 Settembre, un concept che parla di pace, di fine delle guerre, di miglioramento dell’umanità. Speranza, voglia di vivere, di convivere, di amare. Sentimenti nobili che
(Iron Bonehead) Un split di due band sostanzialmente sconosciute, provenienti da un underground a noi molto lontano. Spesso queste pubblicazioni non vengono considerate, spesso succede che due oscene tracce, due peccaminosi culti, due perle di oscurità vengono, purtroppo, ignorate. Ma sarebbe un errore. Qui, infatti, c’è un
(Tsunami Edizioni) Non ho mai amato la versione di “Angel of Death” degli Slayer fatta da Tori Amos, ma sono rimasto colpito dalla sua dichiarazione che Stefano Cerati riporta alla fine dell’introduzione al suo testo “A Sud del Paradiso – Canzoni, Testi e Musica degli Slayer”: “Quando ho ascoltato l’originale, non credevo che potesse esistere una musica così violenta. In essa c’era però un’energia ed una forza che non era
(Argonauta Records) Uno sguardo al social network di questo progetto tutto italiano, per leggere ciò che band stessa ha scritto: un laptop, un sitar, una chitarra. Combinazione di disciplina del suono, ripetizione e tantrismo relativo a Shiva. Ed è proprio la componente filosofica che, in
(Blood Harvest ) I False Prophet nascono verso la fine degli anni ’80 (con il nome di Abattoir) e questo già spiega come mai hanno un sound di quei tempi, appunto ottantiano, old style e più specificamente vicino al thrash teutone dei suoi albori e ancora pericolosamente vicino a Venom e Possessed.
(WEMC Productions) Nel sound dei britannici Seven Deadly c’è davvero un po’ di tutto: se dovessi giudicarlo secondo le mie vecchie categorie da defender, probabilmente parlerei di un groove/thrash metal più americano che inglese;
(Iron Bonehead) Che i Nechbeyth avessero qualcosa di particolare l’ho compreso a metà della seconda canzone, cioè “Ruination Conquest”. C’è una sorta di tensione nella musica della band, qualcosa che fa saltare i nervi, qualcosa di …caotico! Quando ho preso a leggere le note informative ho appreso
(Minotauro Records) Salto indietro nel tempo. Salto indietro verso un sogno tutto italiano che, come spesso succede nel rock, in Italia rimane allo stato di sogno. Grazie alla Minotauro Records questo è veramente un viaggio indietro nel tempo, una nuova vita a ciò che è stato, dai più,
(Nemeton Records) Gli esordienti torinesi ODR si lanciano in una impresa che qualunque appassionato di folk metal giudicherebbe assai difficile: unire i suoni epici e maestosi del pagan nordico con quelli più allegri del folk alla Trollfest o Korpiklaani – cantando peraltro in italiano!