Le nostre recensioni di novità o album già in circolazione, le impressioni, le sensazioni, le analisi e dei nostri ascolti su tutta la musica della scena metal & rock.
DRAWERS – “Drawers”
(Kaotoxin Records) Secondo lavoro per i Francesi Drawers, impegnati in uno sludge aggressivo e tirato che spesso sfiora teorie punkeggianti, o addirittura ispirate a generi più estremi del metal, quali l’hard core. Non eccessivamente coinvolgenti come efficienza della struttura dei pezzi, offrono comunque uno stile musicale pieno di groove, (altro…)
(Mighty Music/Target) Hard rock? Hard rock melodico? Heavy metal? Definizioni che coprono solo parte della poderosa musica degli inglesi Scream Arena, che arrivano al primo full length: questo è infatti hard rock cattivissimo, maledettamente cupo, oscuro, perverso. E non sto
(Napalm Records) Il fumo sulfureo che si solleva dal secondo disco degli inglesi Conan è tale da oscurare da visuale! Raramente mi è capitato di ascoltare uno stoner/doom così asfissiante… tuttavia, come leggerete, ho alcune riserve. Avvertimento iniziale:
(Memorial Records) Hanno impiegato sei anni i Warknife per realizzare un nuovo album, passando attraverso le normali vicissitudini di una band non affermata, ma dal carattere e stile non comuni. Il sound dei Salentini è maturato su una linea thrash metal ma non di tipo old style, salvo per
(Markuee Records) Elegante questa riproposta della Markuee Records. Elegante nella confezione. Elegante nel riproporre questo scrigno di suoni oscuri datato 1984 e realizzato dall’allora fuoriuscito dai Death SS, Paul Chain. Violet Theatre esisteva già da alcuni anni, ma proprio la ‘nuova vita’ artistica
(Minotauro Records) Alla ricerca di gemme dimenticate, la Minotauro ripesca gli statunitensi Defyance, dello Iowa, che al volgere del millennio pubblicarono tre dischi di power/prog rigorosamente americano per poi far perdere le proprie tracce.
(PRC Music) Un growl possente, poderoso, letale echeggia dal Cile. Death e black si fondono in trentacinque minuti di perversione sonora, profanazione spirituale, massacro carnale. Otto letali tracce dove odio e occultismo vengono celebrati con inaudita violenza ed irresistibile energia. Questo debutto apre con “Shamhamphorash”, inquietudine
(Black Widow Records) Il Segno del Comando è una realtà musicale del nostro paese davvero encomiabile. La band fonde nel proprio estro compositivo i dettami del rock progressivo nostrano degli anni ’70 e diverse sfumature, come ad esempio il dark, il jazz, uno pseudo doom, oltre ad una solida
(Argonauta Records) Ritorno di un recente passato. “Instinct” è il primo album di questa band della Florida fondata nel 2008. Ed è datato 2010. All’epoca ebbe un discreto successo e, anche a causa della pubblicazione indipendente, è finito per essere sold out. Ora Argonauta
(A389 Recordings) Hardcore virato sul crust. Incavolato nero, sfrontato, a dir poco, anfetaminico, distruttivo. Hardcore-crust che rispetta i canoni e in sole quattro canzoni nelle quali il drumming doppia alla perfezione ogni variazioni del tessuto delle chitarre. Queste poi più che un tessuto
(Pitch Black) Presentati dall’etichetta come la più longeva delle band cipriote, gli Armageddon hanno effettivamente una storia di quasi 30 anni, ma questo è solamente il loro debut full-length. E si sente bene che la formazione
(Bakerteam Records) Italiani. Hanno un moniker strano, ma chiaro e diverso dal solito. Suonano un qualcosa che sta in equilibrio tra il rock alternativo ed il metal, con uno sguardo alla grinta del punk. Fanno del groove una imponente istituzione, in quanto ogni loro pezzo ha quel senso di coinvolgimento, di crescita progressiva, di energia
(Subsound Records) Sconvolgimento totale. Sono sconvolte le due bands italiane di questo split, sono sconvolte le loro descrizioni, ed è sconvolta anche la loro musica. Cosa fanno? I primi credo (e lo credono pure loro) vengano da un altro pianeta. E comunque non sono terrestri. Anzi, “MoRkObOt” (si scrive così!) è una creatura ancestrale e ha poteri assurdi. I secondi partono
(Autoproduzione) Esce la seconda parte dell’album di debutto dei Koza Noztra. Un lavoro spezzato in due tempi, diciamo pure ridotto a due EP, e chissà se abbia stuzzicato ancor di più l’attenzione della gente. “Cronaca Nera pt1” (
(Autoproduzione) Gli esordienti April Weeps ci scrivono dalla Slovacchia e noi di MetalHead siamo ben felici di recensire il loro interessante debut di prog/death metal. Anzitutto una menzione speciale per il booklet:
(Minotauro Records) Davvero eccellente, come sempre del resto, l’opera di ‘restauro e recupero’ della Minotauro Records: stavolta la celebre etichetta ci propone una ricchissima ristampa con la discografia completa (circa 72’) dei texani Mox Nix,
(Red Cat Records) I Rage Of South nascono nel 2000 a Sciacca (AG). Presto decidono di registrare brani di propria creazione, cosa che porterà la band a incidere un EP, “South”, interamente autoprodotto. Dopo anni di gavetta, in cui hanno suonato praticamene ovunque nell’hinterland Agrigentino, danno alle stampe il loro primo album “I See, I Say, I Hear”,
(Nordvis Produktion) Muore la luce, muore il sole, muore la speranza. Ma sussiste un magnetico richiamo, una natura fredda mi attira. Mi perdo ascoltando “Solarvore”, mi perdo in un inno di decadenza, malinconia e travolgente potenza oscura. La mia mente divaga dell’armonia tetra di “Livets Ruin”. E mi avvicino ad altre dimensioni, abbandono il
(Autoproduzione) Il thrash metal seminale che si allea con l’hardcore, questa è la formula di “Ghost of a Fallen Empire”, album di debutto messo in piedi da una formazione dell’Ohio, più specificamente della città di Cleveland. Molto americani i Youth Foregotten, sia nella matrice thrash metal che nelle sfumature
(Punishment 18 Records) Nati come Unhortodox nel 1993 in Svezia, cambiano il loro nome in Defaced Creation, visto che esisteva un’altra band chiamata con quel nome, per poi sciogliersi nel 1999. Dopo un demo (1995), un EP (1996) e due split (1996 e 1998), nel 1999 esce il loro unico album, “Serenity In Chaos”. A dispetto della loro
(Mausoleum Records) Una bella copertina incornicia il ritorno sulle scene dei Kirk, band svizzera (attualmente formata da membri di Godyva e Legenda Aurea) che pubblicò il debut nel 2004.
(Nuclear Blast/Audioglobe) Non so quanti anni abbia il lettore medio di MetalHead. Quasi sicuramente meno di me, ma se c’è qualcuno lì fuori che era adolescente a metà anni ’90, ricorda certamente il botto che fecero i Sonata Arctica con “Silence”, che ancora considero come uno degli album fondamentali della golden age of power metal.
(AFM Records) Si avvicina al ventesimo anno la storia degli australiani Vanishing Point, i quali possono perfino vantarsi che più noti Sonata Arctica hanno registrato una cover di un loro pezzo (nel’EP del 2004). Ed infatti oltre ad aver fatto un tour assieme, il cantante dei finlandesi è
(Nuclear Blast) Anni ed anni passati a sentire e leggere che il punk ha cambiato tutto, che dopo il punk nulla è stato più come prima e che il punk è ciò che ha dato il colpo di grazia alla scena musicale. Anni passati a sentire e leggere gente che andava in giro a raccontare e spacciare il punk come la vera
(Iron Shield Records) Signore e signori, è la prima volta che recensisco qualcosa dei (comunque noti) Satanika e, forse, capita in uno dei momenti più luminosi della loro carriera. La band romana è al terzo album, oltre ad essere autrice di altre release, e arriva a questa nuova mazzata di thrash metal in stile anni
(High Roller Records) Otto minuti in compagnia degli svedesi Ambush e del loro old school heavy metal: questo singolo distribuito dalla High Roller Records nelle classiche 500 copie (150 nere e 350 bianche) va dritto verso i defenders più incalliti.
(Indie Recordings) Ventesimo anniversario per questa band Norvegese capitanata dal vocalist Dolk (in passato anche batterista), membro anche dei rinati Mock. “Djevelmakt” è il sesto album, affiancato da vari EP o singoli. Siamo in
(CD Baby) Brent Steed è il progetto solista di Federico Sadocco, in arte, appunto, Brent Steed, musicista attivo nella scena metal Padovana. Nella sua biografia, Federico, definisce il genere proposto “UFO Space Rock”, una commistione di generi che vanno dall’hard rock al pop. Definizione abbastanza azzeccata, anche se, devo dire che la
(Autoproduzione) Fresca proposta francese, nata da pochi anni e sensibile ai richiami del rock e relative sfumature. I Dope Out propongono un lavoro che si apre con “Death Before”, uno pseudo alternative metal/modern punk assolutamente prevedibile. E’ “XS”, canzone successiva, che denota un andamento
(Ektro Records) 33 (non ho sbagliato: trentatré) full-length in circa 23 anni di attività? Ebbene sì, sono i finlandesi Circle, una delle band più folli della storia del rock, che il mio collega Luca conosce bene per averli recensiti più volte (ad esempio
(Spheres Records) Di una cosa sono rimasto convinto alla fine dell’ascolto di “Human Light Leakage” e cioè che i francesi Slatsher nonostante siano al debut album dimostrano concretamente di avere qualità e maturità. Un album che non inventa nulla, eppure espone il death metal in una forma sviluppata
(AFM Records) Beh, che dire? I Sinbreed, una sorta di succursale dei Blind Guardian (dato che ci suonano sia Marcus Siepen che Frederik Ehmke) macinano che è un piacere! Tuttavia non pensate al sound dei bardi (o almeno non soltanto a loro…), dato che questa band è più votata a un power/speed veloce e frastornante…
(Indipendence Records) Elaborata ed interessante proposta dalla Sicilia. Gabriels, progetto dell’omonimo tastierista, giunge al secondo lavoro. Un concept album dedicato alle vittime dell’11 Settembre, un concept che parla di pace, di fine delle guerre, di miglioramento dell’umanità. Speranza, voglia di vivere, di convivere, di amare. Sentimenti nobili che
(Iron Bonehead) Un split di due band sostanzialmente sconosciute, provenienti da un underground a noi molto lontano. Spesso queste pubblicazioni non vengono considerate, spesso succede che due oscene tracce, due peccaminosi culti, due perle di oscurità vengono, purtroppo, ignorate. Ma sarebbe un errore. Qui, infatti, c’è un
(Argonauta Records) Uno sguardo al social network di questo progetto tutto italiano, per leggere ciò che band stessa ha scritto: un laptop, un sitar, una chitarra. Combinazione di disciplina del suono, ripetizione e tantrismo relativo a Shiva. Ed è proprio la componente filosofica che, in