KADAVAR – “For the Dead Travel Fast”
(Nuclear Blast Records) I berlinesi riescono a tinteggiare in maniera perfetta le atmosfere del loro doom, sfumandolo con gli ovvi colori dell’hard rock (altro…)
(Nuclear Blast Records) I berlinesi riescono a tinteggiare in maniera perfetta le atmosfere del loro doom, sfumandolo con gli ovvi colori dell’hard rock (altro…)

(Arising Empire Records) È un po’ romantico il fatto che certi rockers storici, giunti ad un certo punto nella propria carriera, invece di cercare di compiere il prossimo passo verso l’olimpo decidano di ricominciare da zero, offrendo la loro (altro…)
(Napalm Records) Essendo il quarantesimo anno di attività e il ventesimo album per i Grave Digger, viene da pensare che per band e musicisti a certi livelli e arriva il giorno nel quale c’è un copione da tenere, da (altro…)
(WormHoleDeath) Gli esordienti svedesi Oxidize ci regalano un buon disco di modern/melodic metal graffiante e incisivo. Ruvida la opener “Heading for Tomorrow”, (altro…)
(Transcending Obscurity Records) Jonny Pettersson dei Wombbath (e Nattravnen, Ashcloud e altri progetti) si cimenta con il secondo album come Henry Kane. Il primo è stato (altro…)
(Pure Steel Records) A ben cinque anni da “Stars aligned” (ma in mezzo c’è stata la ristampa in vinile del debut) tornano i cristallini hard rockers/power metallers Stargazery: (altro…)
(Gates of Hell Records) Non seguivo gli Skelator da “Agents of Power”, del lontanissimo 2012; in questi anni gli us metallers non sono certo rimasti con le mani in mano, avendo pubblicato, (altro…)
(AUSR Digital) Nelle note promozionali dei Blut si legge che “Hemeneutics” è «un viaggio nella mente, bagliori di Luce ed Oscurità, paure recondite, desideri (altro…)
(Go Down Records) Provate ad immaginare una specie di Chris Isaak al femminile. Oppure una variante intelligente ma altrettanto deviata di Amy Winehouse. Ecco i Mother Island, con quelle atmosfere in equilibrio tra il (altro…)
(autoproduzione) In occasione dei dieci anni del primo album “Foul Body Autopsy”, Tom Reynolds registra (altro…)
(Noble Demon) In questo primo album i Gomorra, provenienti dalla Svizzera, hanno infuso tutta la propria passione, manifestando il loro power (altro…)

(Les Acteurs de L’Ombre Productions) Tedeschi. Black metal asettico con tendenze post. Dopo due EP eccoli arrivare a questo tagliente primo capitolo! Un black con radici nordiche, esalazioni tedesche e un’aura maligna e deviata (altro…)
(Art Gates Records) Queste nove tracce sono come una lettera d’amore. In questo caso da parte di un gruppo verso quelli che sono considerati tra i principali creatori del sound death melodico svedese, ossia gli In Flames. (altro…)
(Osmose Productions) L’europea Osmose pesca in Oceania e precisamente in Nuova Zelanda. Loro, i Winter Deluge, in quindici (altro…)
(InsideOut Music) Gli australiani si sono ulteriormente spinti in avanti in questo album. Loro che sono ottimi interpreti del progressive che lo vivono, o forse (altro…)
(High Roller Records) Gruppo bizzarro questo manipolo di svedesi: da un lato la formazione propone un heavy dalle tinte fortemente thrash, soprattutto nelle chitarre; ma dall’altro lato la voce è qualcosa di (altro…)
(Art Gates Records) Per i fanatici del power inizio anni 2000, i giovani svedesi Mad Hatter sono un gruppo da tenere d’occhio: il loro secondo disco contiene tutti i trademark del sound di quell’epoca. (altro…)
(Soulseller Records) Viene promossa come “true norwegian outlaw country” la musica dei Deathbarrell, in quanto norvegesi (altro…)
(Massacre Records) Reduci dal discreto “Transition State”, ma sempre più spostati verso l’ambito hard’n’heavy/melodic metal, i finlandesi Oz tornano alla carica con il loro ottavo album. (altro…)
(autoprodotto) Giungono al quarto album i bolzanini Fugitive. Il titolo esprime alla perfezione il contenuto del lavoro: universi (musicali) paralleli e coesistenti, apparentemente diversi ma legati da un filo conduttore. All’interno di questo (altro…)
(Fastball Music) L’album è un concept ambientato nell’est del nostro continente, in un villaggio nel quale una donna viene accusata (altro…)

(autoprodotto) Nascono l’anno scorso, si auto producono completamente e debuttano con tre quarti d’ora di hard rock melodico, ricco di hook, di ottimi ritornelli, basso energetico e chitarre taglienti. Undici brani composti con (altro…)
(Hellbones Records / DreaminGorilla Records) Tutto nasce, come Hollow Bone, da Carlo Garof. Lui è batterista, percussionista, sperimentatore, viaggiatore e tanto (altro…)
(Pure Steel Records) La Pure Steel ripresenta in 300 limitatissime copie di vinile il debut dei finlandesi Stargazery, del quale abbiamo recensito tempo fa il secondo disco, “Stars aligned”. (altro…)
(Awal) L’originalità e l’inusuale visione della musica rock e metal messa in piedi da band come Ottone Pesante o Apocalyptica, e sono questi i primi nomi che vengono (altro…)

(Iron Bonehead Productions) Due esseri oscuri. Due one man bands. Due tetre entità il cui boato echeggia dall’altra parte del mondo, dall’emisfero australe, dall’Australia. Da un lato Runespell, creatura devota alle tenebre dal 2017 con (altro…)
(Reaper Entertainment) In questo secondo album i Voodoo Gods si ripresentano con la voce di George “Corpsegrinder” Fisher (Cannibal Corpse), oltre (altro…)
(Dying Victims Productions) In un’ipotetica figura geometrica, dove i vari angoli del poligono rappresentano i vari generi musicali, gli Zatyr sarebbero l’asse che congiunge l’heavy classico e il death svedese. Mai come in questo (altro…)
(Gore House Productions) Andrew Sutton, voce e chitarra, Mike Simon, batteria, e Nick Scott, al basso, con questo nome scelto per la loro band, non promettono nulla di (altro…)

(Hellbones Records/Toten Schwan Rec) Uno split multi dimensionale. Ci sono i Wear and Tear, progetto quasi one man band che evidenzia lo sconforto umano nella società attuale. E poi ci sono i Petrolio, idea electro- (altro…)

(Iron Bonehead Productions) Ottavo disco per i tedeschi Horn, la pagan one man black metal band ideata da Nerrath. Un album che dopo tre anni fa seguito all’ottimo “Turm am Hang” (recensione qui), restando fedele agli (altro…)
(Massacre Records) So che per i true defenders dico un’eresia, ma saluto il ritorno dei Fairyland quasi come ho salutato quello dei Cirith Ungol!!! La band di Philippe Giordana (altro…)