INCULTER – “Persisting Devolution”
(Edged Circle Productions) Caspita! Se questi norvegesi suonano così a 16 anni, non oso immaginare cosa potranno fare in futuro. Da quel che si legge nelle note pubblicitarie sono diventati un piccolo fenomeno nel loro paese. La loro proposta musicale mischia i Venom con i primi Celtic Frost. In tal senso la voce risulta proprio una perfetta fusione di Cronos e Warrior. La produzione è (altro…)
(Blood Music) Dalla Bielorussia arriva questo duo con un debutto che ha dell’incredibile. Mai come in questo caso il termine “death tecnico” risulta azzeccato. Ecco allora ritmi serrati, riff taglienti e precisi, voce in growl perfetta. Ma non è solo questo, si va anche più in là, si aggiungono tastiere in modo corposo ma sempre funzionale, a dare maggiore spessore, epicità ed atmosfera alle tracce.
(Autoproduzione) I Voltumna sono una band che si è guadagnata una certa reputazione e nelle pagine di Metalhead la band è nota grazie a “Damnatio Sacrorum” (
(I, Voidhanger Records) Questo gruppo cipriota parte con i migliori intenti, ossia proporre quaranta minuti di buona musica black ambient, quella che ti rilassa sulla poltrona mentre
(Metal Scrap Rec.) Esordio maledettamente interessante questa pensata a due che prende il nome di Dan Deagh Wealcan. Il russo Mikhail A. Repp e l’ucraino Eugene Zoidze-Mischenko con “Two Straight Horizontal Lines and the Organized Chaos in Between: Director’s Cut”, si cimentano
(A Sadness Song -a division of ATMF-) Full length di debutto da parte dei Madmans Esprit, band proveniente da Seul dedita ad un black metal dalle fortissime tinte dark. Nei brani del combo Coreano possiamo trovare, infatti sfuriate del miglior black metal Norvegese, con
(Napalm Records) Settimo capitolo della band di Morten Veland che vanta ancora una volta la divina voce della spagnola Ailyn, ormai stabile in line up. Il settimo lavoro riprende quanto lasciato con l’ottimo precedente “Perils of the Deep Blue”, spingendo però a fondo sulla
(Black Lodge Records) Debutto immenso. Dopo tre singoli e con una formazione che risale solo al 2011, arriva il poderoso full length di questo trio svedese. Ma non si tratta di personaggi che si affacciano per la prima volta sulla scena: la line up vanta Andreas Olander
(Autoproduzione) L’avete vista quella copertina? Si, esatto, vuol dire thrash metal ottuso, ruvido, sfrontato. Tendente al crossover ritmato e urlato. Thrash metal aspro e privo di grandi rifiniture, assemblato con ritmi variabili e tonnellate di riff che
(Revalve Records) Un southern rock che graffia dalla calda Sicilia, cospargendo sopra un groove tuonante badilate di povere, di terra, di feeling desertico, materializzando un inospitale scenario nel quale vengono esaltati un feeling sludge ed una vena rock, quest’ultima portatrice di melodia e dimensione poetica. Sono
(Hells Headbangers) Seriamente, comincio ad amare questa etichetta. Tra ristampe e nuove leve, pochi sono i passaggi a vuoto della label, ultimamente. Tocca quindi ai Gouge, forieri di un death di matrice chiaramente svedese (anche se i nostri son norvegesi). Quindi spazio a dodici tracce di un death/thrash
(autoprodotto) Questi sono i dischi che mi incuriosiscono, che generano in me un’attrazione strana, quasi perversa. Questo progetto argentino integra tutte le caratteristiche delle tipiche band heavy locali, a partire dai riff classici ma diretti e coinvolgenti, passando per l’impostazione vocale: non solo le strofe sono
(Emanations/Les Acteurs Del’ombre) Black francese, black perverso. E geniale visto che questo full length è composto da sole due tracce, ciascuna con una durata superiore a i 21 minuti. Black nell’essenza, ma progressive nello sviluppo: c’è molto materiale, molta creatività, molta evoluzione in queste due favolose tracce le
(Autoproduzione/Ghostrecord Label) “Cave Canem”, è stato presentato ufficialmente il 22 ottobre 2014; era un’autoproduzione che tempo dopo si è guadagnata l’attenzione della Ghostrecord Label. Hyena Ridens è un complesso musicale nato a Napoli qualche anno fa e che ha impiegato
(Inverse Records) Il perfetto incrocio tra sperimentazione sonora e tradizione! I Finlandesi Kreyskull propongono un originale mix che parte da una base doom, in cui confluiscono elementi psichedelici, blues malato di scuola Blue Cheer e incursioni jazz, con grandi fughe di chitarra e un massiccio lavoro di basso. L’album è
(autoprodotto) Dietro al nome Wonderworld si nascondono tre artisti di spessore della scena hard’n’heavy, come i Norvegesi Ken Ingwersen (Street Legal), Tom Fosshein (Live Wire) e Roberto Tiranti (ex Labyrinth). Tutti i membri del gruppo fanno parte della band di Ken Hensely, ex Uriah Heep. Il genere proposto è un
(Avantgarde Music) Spleen. Termine inglese (dal gr. σπλήν «milza», [..].) che indica uno stato d’animo caratterizzato da malinconia, insoddisfazione, noia e fastidio di tutto, senza una ragione precisa che lo provochi, proprio di molti scrittori romantici e decadenti, soprattutto inglesi e francesi. (treccani.it).
(Autoproduzione) Lo so, di solito non ascolto thrash metal, che lascio con tanta ironia al collega Matt… ma per gli Hatred faccio volentieri un’eccezione! I tedeschi riappaiono sul mercato dopo una pausa decisamente lunga (circa cinque anni!), ma lo fanno con un full-“length”,
(Napalm Records) Lo avevo già annunciato recensendo “The Killer Angels” (
(Logic(il)logic) Da buon metalhead mi sono un po’ insospettito quando ho letto come i bresciani Kezia definiscono la propria musica: ‘prop’, ovvero una fusione di progressive e prog. Per fortuna (o almeno così giudicano le mie orecchie) si tratta soltanto di una mossa per farsi notare:
(Metal on Metal) I Dark Quarterer sono senza dubbio alcuno una delle glorie del metallo italiano! La band di Piombino mancava sul mercato con un disco di inediti addirittura dal 2008, quando uscì lo splendido “Symbols”… in mezzo un doppio cd/dvd live e la ristampa dell’esordio
(Nuclear Blast) Anche se di norma i miei ascolti sono molto più ‘tosti’, non posso negare che i Korpiklaani di inizio carriera mi abbiano divertito e convinto. Fino a “Tales along this Road” credo infatti che la verve dei finnici si sia mantenuta intatta e prolifica. Poi, inevitabilmente,
(Autoproduzione) Quest’oggi MetalHead si occupa di un disco davvero particolare: il progetto Verde Lauro ruota attorno al cantante ticinese Fabrizio Sassi, che ha preso la coraggiosa decisione di musicare in chiave metal diciotto sonetti di Petrarca e, per realizzare la sua idea,
(Moribund Records) In questa release titolo, cover e liriche sono quanto mai un tutt’uno. Ecco quindi che come intro sentiamo i lamenti dei poveri rappresentanti del clero che finiscono nel
(The Compound) Cinque brani per una durata totale di sei minuti. Gli Statunitensi Die Choking non perdono tempo in orpelli ed abbellimenti, badando soprattutto alla sostanza e proponendo un grind core dalle forti tinte death/thrash. I pezzi, nonostante la velocità che li caratterizzano, appaiono ben costruiti e non sfociano
(autoprodotto) La velocità. Un demone che si manifesta in molteplici forme. Abusato, sopravvalutato, perverso, simbolico. Pericoloso. Nella musica il demone della velocità ha creato geni ed ha provocato molte vittime. Nomi dimenticati -o forse mai conosciuti- di musicisti fedeli a questo demone, il quale come ogni creatura
(Napalm Records) Generalmente, i Kamelot stanno poco simpatici a molti metalhead: ma non credo si possa negare il valore della band di Thomas Youngblood. I nostri sono arrivati all’undicesimo disco, e l’abbandono di Roy Khan è ormai acqua passata:
(Autoproduzione) Album di debutto per i Padovani Forklift elevator, nati nel 2009 inizialmente come cover band. Dopo aver maturato una discreta esperienza live, il gruppo perde tre dei cinque membri originali, che li porta nel 2012 a ripartire con un a line up rinnovata, con la quale cominciano a lavorare su composizioni
(Bakerteam Records) Lascivi, scoppiati, espliciti. Che poi un titolo del genere non fa altro che rivelare tutto, spiegare l’essenziale, denudare la follia, esaltare l’edonismo! La loro musica è esplosiva, melodica, intensa… emana l’energia dello sleaze tutto whisky e feste, diffonde tutto lo spirito dell’hard rock… e alla fine
(Red Cat Records) Questo album ha una struttura particolare: una metà vede composizioni basate su un aspetto esuberante e funky e infatti tale porzione si chiama “Funky Side”, mentre la seconda vede un rock radicato nel blues e nell’hard rock. Il livello esecutivo è
(Inverse Records) In alcuni paesi dell’est europeo, come mi è già capitato di dire più volte, le scene underground sono meno artefatte e smaliziate: è più facile trovare band ancorate al sound di dieci o quindici anni fa. I Sinners Moon vengono dalla Slovacchia, esordiscono con questo “Atlantis” e, senza pretesa di strafare, si ricollegano
(Darknagar Records) Parte dell’opener “The Secret” fa pensare a dei Godspeed You! Black Emperor in versione blackened metal, ma il fluire di questo quarto album dei russi di San Pietroburgo Inner Missing, svela una dimensione personalistica. Il metal di “Defeat” è una componente generale definita da
(Darknagar Records) Kaliningrad, storica città russa adagiata sulle sponde del Mar Baltico, si tinge delle note malinconiche degli Adfail. La band in poco tempo è riuscita a pubblicare due album. Il secondo è appunto “Is It a Game?” (nella copertina l’album ha i puntini sospensivi alla fine, mentre
(Emanations/Les Acteurs Del’ombre) Di sicuro il black metal francese non è conosciuto per la sua morbidezza, ma per le velocità medie folli che usano i gruppi di questo ormai consolidato fronte musicale. I francesi che qui andiamo a recensire invece vogliono andare controcorrente e se ne escono con un album ben
(Adulruna) È impossibile che un italiano amante di suoni estremi o occulti ignori quel feeling che emerge ascoltando i Luciferian Light Orchestra, quel feeling che è un po’ di casa nella nostra tradizione musicale e cinematrografica. Ma andiamo con ordine: parliamo di Therion. O meglio Christofer Johnsson e la sua