CHAOS INVOCATION – “Devil, Stone & Man”
(W.T.C.Productions) Per quanto i Chaos Invocation siano una band black metal della Germania, il loro modo di suonar eil genere sembra tutt’altro quello della scuola teutonica. Diversi brani sono (altro…)
(W.T.C.Productions) Per quanto i Chaos Invocation siano una band black metal della Germania, il loro modo di suonar eil genere sembra tutt’altro quello della scuola teutonica. Diversi brani sono (altro…)

(Putrid Cult) Sono passati praticamente sei anni dall’uscita precedente (recensione qui), e sembra proprio che questo tempo sia stato sfruttato appieno dai polacchi, con il risultato che questo album risulta piuttosto diverso dal suo predecessore. Più personale, più ragionato, meno debitore da suoni altrui. (altro…)

(The Sign Records) Mamma mia che voce! E che album! Miracoloso, non ho altri aggettivi. Dove sta il miracolo? Beh, da fuori sembra un comune disco, invece è una macchina del tempo, capace di riportarci indietro ai primi anni ’70 dove musica era sinonimo di libertà espressiva e compositiva, amore per la musica stessa e null’altro. (altro…)
(Debemur Morti Productions) Freddo, gelido e polare black metal proposto da californiani. L’assolata terra d’America non ha minimamente influenzato le intenzioni di stile di Tony Thomas, polistrumentista, e di Chelsea Murphy, cantante. I due sono affiancati dal batterista Yurii Kononov. La Murphy esprime uno scream lacerante, dannato. Tony Thomas (altro…)
(MNRK Heavy) Ormai avevo perso le tracce degli americani Crowbar (in italiano, ‘piede di porco’), ma finalmente un nuovo album è stato pubblicato. La rabbia e l’irriverenza del gruppo si sente dalla prima nota, potresti riconoscerli ad occhi chiusi. (altro…)
(Elevate Records) Nuovo album per la band bresciana nel quale offre un’architettura sonora imponente. Lo stile musicale è di stampo prog power metal che a suo modo rimanda a scenari in stile Sonata Arctica. I Chronosfear infondono massicce dosi di melodie cinte (altro…)
(Brutal Mind X Fat Tub Of Lard) Pubblicato sul finire dello scorso anno, “Fermented Cranial Inebriating Fluids” è la (altro…)
(Metal Blade Records) Persa da qualche anno quella sottile vena melodica che arricchiva le composizioni quanto il proprio post metal, i Cult Of Luna sono andati sempre di più verso la deriva (altro…)
(Vocem Interiorem Manifestations) Due pezzi, “Eclipse Of Truth” e “The Seventh Hour”, di dieci minuti ciascuno e dall’identità multiforme, sono il contenuto di questo EP dei tedeschi Crestfallen Queen. La band doom metal con elementi prog, pronuncia un (altro…)
(Emanzipation Productions) Lo swedish death metal sound unito ai principi di stile dei Bolt Thrower, sono il suonare dei Creeping Flesh. La band svedese si presenta con un sound pastoso, chitarre dal timbro della scuola death metal di quel paese, il tutto però incanalato in cavalcate che crescono (altro…)
(Argonauta Records) Appena l’album di debutto dei Cosmic Order è iniziato, mi son tornati in mente i miei vent’anni, dove consumavo Alice In Chains e Soundgarden, ossia la faccia colta e raffinata di un genere che, se avesse avuto come unici esponenti i Nirvana, se ne sarebbe stato molto ma molto lontano dalle mie orecchie. (altro…)
(Osmose Productions) Tradizioni, leggende e miti dei Balcani rientrano in “Krv i pepeo” che vuol dire ‘sangue e cenere’, ovvero il primo album dei CMPT. I serbi suonano black metal a velocità elevate che mirano a lanciare melodie epiche e dai toni pagan. CMPT, dal (altro…)
(Nuclear Blast Records) Eccoli i Celeste, loro che abitano in una delle tre città del triangolo magico, o maledetto che sia, cioè Lione. Sono di nuovamente tra noi e con un nuovo album. Anch’esso rigorosamente con una ‘s’ tra parentesi posta alla fine della parola che offre il titolo al suddetto (altro…)
(Massacre Records) Undicesimo album per l’elegante e imperiosa istituzione del rock in Svizzera. Crystal Ball con l’avvento della pandemia si sono ritrovati (altro…)
(Xenokorp) Gli estremisti di Norimberga Dead per i venticinque anni del loro primo full length ne ricevono una sontuosa ristampa da parte della Xenokorp Records. Pubblicato nel 1995, “You’ll Never Know Pleasure…” – nelle ristampe successive il titolo è (altro…)
(Underground Symphony) Claudio Livera detto ‘The Reaper’ ha votato il proprio heavy/power metal alla scuola teutonica in una maniera esemplare. I pezzi sono taglienti, veloci e c’è anche qualcosa del più classico speed metal tra le canzoni dove (altro…)

(Eisenwald) I gelidi canadesi Cantique Lépreux rompono il ritmo dei due anni! La loro storia narra che si formarono nel 2014, pubblicarono un album due anni dopo (“Cendres Célestes”, qui), replicarono dopo un altro biennio con “Paysages Polaires” (qui)… ma all’appuntamento del 2020 non si presentarono proprio. (altro…)
(Purity Through Fire) Caestus, ossia un antico guanto da combattimento. Richiamato anche nel logo del gruppo, da pressappoco, in effetti, una idea abbastanza precisa della musica proposta da questi finlandesi, battaglieri e forieri di un metal che vira spesso e volentieri nel black oltranzista e truce, innervandolo però costantemente di elementi decisamente più innovativi e, almeno in parte, vagamente melodici. (altro…)

(Les Acteurs de L’Ombre Productions) Secondo album ma il primo con la seducente etichetta connazionale (se non contiamo uno split con Time Lurker, qui) per questa one ma band di Parigi, creatura di Gaetan (Joseph Apsarah/Gaetan Juif, artista attivo nell’underground e autore di altri progetti solisti, quali Baume o Scaphandre), il quale nella sua tendenza eclettica vuole imprigionare sotto questo moniker sonorità assolutamente estreme ma anche molto atmosferiche, decisamente taglienti, enormemente ruvide e caustiche anche se passionali e ricche di emozioni. (altro…)
(WTF Records) Dal Bronx newyorkese un sound altamente corrosivo. Solo quattro pezzi e tanto basta a detonare una carica tossica impensabile. La band hardcore Crippled Earn ha già publicato un EP, “Swine”, ed ora questo (altro…)
(Hummus Records) Fedeli al fai da te artistico, questi Coilguns saltano fuori un po’ ovunque: hanno a che fare con l’etichetta stessa, in quanto il proprietario Jona Nido è anche il chitarrista, e sono legati ad altri progetti, come i Closet Disco Queen ed i Closet Disco Queen & The Flying Raclette. (altro…)
(Purity Through Fire) Incredibile come I gruppi metal finlandesi riescano a inserire l’aspetto ‘festaiolo’ in praticamente ogni genere, pure in quelli che mai penseresti. (altro…)
(Massacre Records) Mai nome sarà più azzeccato di questo, per quanto riguarda un album… i tedeschi Coronatus continuano a macinare dischi su dischi ad un ritmo invidiabile, ma senza tradire la propria filosofia: (altro…)
(Hummus Records) Spigare questo progetto e questa musica è come inoltrarsi dentro un labirinto pieno di trappole con gli occhi bendati. I Closet Disco Queen sarebbero un duo svizzero, uno dei due è pure il fondatore dell’etichetta che pubblica l’EP come parte di una collezione di 12” trasparenti. Stiamo parlando di una band composta da membri dei Coilguns, nata per scherzo quando i Coilguns furono parcheggiati… ormai sette anni fa! (altro…)

(Season Of Mist) Il 2020 è stato sicuramente un anno funesto per tutto il genere umano. I disagi e le difficoltà causate dalla pandemia hanno causato non pochi problemi, dentro e fuori il mondo musicale. In casa Cynic, l’anno scorso è stato addirittura drammatico, a causa della morte prematura di Sean Reinert e Sean Malone, due elementi fondatori della band statunitense. (altro…)

(Les Acteurs de L’Ombre Productions) Giungono al quarto atto i francesi Corpus Diavolis, band che ormai celebra il tredicesimo solstizio d’inverno. Intensi, creativi, oscuri, rituali… già con il precedente “Atra Lumen” (qui) diedero prova di avere uno stile unico e potenzialmente ricco di visibilità, pur appartenendo in maniera maniacale all’underground francese. (altro…)
(Autoprodotto) Regolare come un carburatore, ecco che a tre anni dal precedente disco, arriva il terzo album dei Colonnelli. Disco non per tutti… Perché? Perché è cantato in lingua madre, per cominciare. (altro…)

(autoprodotto) Strana questa idea. Strana ed insolita. I Crohm, noto gruppo storico italiano formatosi in Valle d’Aosta nella metà degli anni ’80, non si sono mai veramente fermati in tutti questi anni. (altro…)
(Autoproduzione) Basterebbe il nome del progetto a descrivere l’album… Dopo un’intro strumentale, molto lontana da qualsiasi genere o sottogenere metal, ecco arrivare dei suoni di natura dormiente che poi esplodono in un black piuttosto magniloquente e solenne, con un cantato molto profondo e una varietà di suoni impressionante. (altro…)

(Tortonia Records) Ruvidi. Polverosi. Aridi. Gli Italiani The Catechists vanno alla radice di tutto, abbracciano il rock primordiale, il blues acustico, un sound sferzato dal vento del deserto, quello che ti riempie gli occhi di sabbia, che ti trasforma la gola in una sconfinata distesa secca e priva di vita. (altro…)
(Comatose Music) I riff di Oscar Ortega (Strappado, Tortured e altri) le ritmiche di Juan Pablo Flores (Reptilium) la voce gutturale e bruciante di Randy Leung (Facelift Deformation) – sono musicisti che giungono da tre paesi, cioè Hong Kong, Spagna ed Ecuador – creano questo full length di puro quanto canonico brutal death metal con (altro…)

(Interstellar Smoke Records / Vertebrae / Lunar Seas Records / Cain Records) Tossici, eterei, nebbiosi. Gli spagnoli Cruzeiro debuttano dopo un demo uscito nel 2019, offrendo quattro brani di puro stoner doom nel quale aleggiano presenze ostili, attività paranormali, battaglie stellari e un manipolo di divinità controverse, tristi e malinconiche. (altro…)
(Raw Street Noise) Tuonano dalla Finlandia i Clear Vision, con questo breve ma intenso EP. Metal melodico, intrigante, oscuro, vagamente dark wave, legato indissolubilmente al death melodico… tre brani poderosi, tuonanti, coinvolgenti, decisamente catchy. (altro…)

(Personal Records) Si sono formati nel 2016 debuttando poi l’anno seguente. Ad oggi vantano una line up stabile che porta a questo secondo capitolo. (altro…)

(Nuclear Blast Records) Finalmente! In occasione del trentesimo anno di deviata attività per questa bestia britannica dominata dal demoniaco Dani Filth, ecco che striscia fuori dagli abissi il tredicesimo patto, il tredicesimo commensale, la tredicesima luna piena! “Existence Is Futile” avvolge, coinvolge, provoca: un concept sulle paure esistenziali e dell’ignoto… un’idea nata prima della pandemia, anche se capace di collocarsi in questa dimensione temporale con geniale precisione, avvalendosi tra l’altro di una immensa cura figlia ‘del tempo libero e dell’assenza dei tour’. (altro…)