CAVEMAN CULT – “Blood and Extinction”
(Nuclear War Now! Productions) I Caveman Cult sono dei fieri portabandiera di quell’agglomerato di odio, rabbia e velocità che qui in Italia chiamiamo brutal death. (altro…)
(Nuclear War Now! Productions) I Caveman Cult sono dei fieri portabandiera di quell’agglomerato di odio, rabbia e velocità che qui in Italia chiamiamo brutal death. (altro…)
(Nuclear Blast Records) Esteti della violenza e del sangue, quanto fautori di discorsi musicali percorsi da ironie balorde e grossolane. I Carcass ritornano (altro…)
(Autoproduzione) Fondati nel 2007, ma solo oggi giunti al debut, gli elvetici Crashtime ci propongono “Valley Of The Kings”: i nostri si definiscono power metal, ma nel loro sound entrano molte influenze (sempre dai generi classici, si intende). (altro…)
(RFL Records) I Corners of Sanctuary hanno subito dato un seguito al primo EP “Blood and Steel”: altri quattro brani che continuano, sarò onesto, a non (altro…)
(Metal Blade Records) Il 2020 doveva essere l’anno della (ri)consacrazione dei Cirith Ungol, che avrebbero monopolizzato nientemeno che il Keep it true facendo da headliner in entrambe le serate… sappiamo tutti alla fine come è andata. Per (altro…)
(Werewolf Records) Da un po’ di settimane mi capita di ascoltare e recensire gruppi finlandesi che fanno black metal. Il che per me, abituato a ben altri suoni se si parla di Finlandia, è un’assoluta novità. (altro…)

(Petrichor) Nuovi profeti del death metal che tuonano dalla Svezia: i Consumption sono un duo che debutta con questo “Recursive Definitions of Suppuration” il quale, in realtà, è stato diffuso l’anno scorso in serie limitata per mano della Iron, Blood and Death Corporation. (altro…)

(Petrichor) Il genere di questa band americana nata da ceneri di altri act prettamente metal è definibile come goth n’ roll / deathrock, un genere che emana sensazioni anni ’80, con molta oscurità gotica, espressa con sublime bellezza e violenza sonora. (altro…)

(Brainstorming Music) Terzo album che vede il lavoro di un anno intero convergere in questo titolo profetico, descrittivo di questo momento planetario incasinato. Vi siete mai chiesti cosa sentireste telefonando al pianeta Terra da qualche angolo della galassia? (altro…)
(Dark Descent Records) In quindici anni tre album per la band proveniente dal Londra e dedita al metal nella sua forma estrema, quanto anche derivativa. I Craven Idol suonano in una maniera veloce in quella zona di confine tra death e black metal, riproponendo esecuzioni a tratti sembianti Bathory, Sodom degli esordi, Manilla Road e qualche riff in stile NWOBHM ma in una (altro…)

(Season of Mist) Ad un anno e mezzo dall’ultimo “Naiv” (recensione qui), l’instancabile ed eclettico Tamás Kátai torna con un nuovo album, il decimo, per i suoi imprevedibili ed eccentrici Thy Catafalque! Un album imponente, molto ricco di metal, nonostante le tipiche sublimi divagazioni che caratterizzano lo stile Tamás, capace di inoltrarsi attraverso ogni tipo di genere musicale. (altro…)
(Mascot Records) Gli autori dell’album “Motherbrain” e di un sound melodico quanto d’impatto pubblicano un EP infarcito di collaborazioni. Quattro pezzi dei quali tre ospitano i contributi di musicisti di punta: Frank Bello degli Anthrax, l’ex Killswitch Engage (altro…)

(Metal Assault Records) Regna il mistero dietro la band internazionale (con base negli USA) che porta il nome di Circle of Sighs. Forse un trio, forse con a bordo la batterista Felicity Feline (Constraints of Light), cosa poi non confermata dai video, i quali mostrano molta più gente… tra l’altro tutta mascherata. Quello che è noto è la loro intenzionale volontà di mantenere questo anonimato per riuscire a mettere in primo piano la musica, i suoni, la pura arte senza l’evidenza di una firma o di un particolare nome, il quale con il tempo potrebbe avere più visibilità dell’arte stessa. Musicalmente? (altro…)

(Dark Essence Records) Dopo sei anni da “Mut”, quattro dai due EP e un altro anno dalla compilation, i britannici Code si decidono di pubblicare un nuovo lavoro, il quinto in carriera, il primo dopo la firma con la nordica Dark Essence Records. L’ascolto dei Code scatena intense e controverse emozioni, tanto che il primo problema è saperli, poterli, volerli definire. (altro…)
(Osmose Productions) Solo due pezzi per “Mrtvaja”, appunto la title track divisa in due parti di oltre nove e oltre dieci minuti rispettivamente, per quella che è un’idea di quanto sarà il futuro album. Un’edizione stampata in vinile 10” con versione CD (altro…)
(Westworld Recordings) I Chelsea compiono quarantacinque anni e ascoltando l’opener che è anche la title track dell’album “Meanwhile Gardens”, appare da subito tanto graziosa quanto fondamentalmente ‘moscetta’. Fortunatamente la band che ha avuto i natali da tre elementi dei Generation X, appunto nel 1976, si ricorda (altro…)
(Divebomb Records) Dopo che la Pure Steel Records, negli anni passati, ha rimesso sul mercato “The Voice of the Cult” e “The 7th of Never”, ci pensa ora la Divebomb Records a far nuovamente circolare “For those who dare”, del 1990, ultimo album dei Chastain con la line-up (altro…)

(Century Media Records) Per quanto il metalcore possa essere ancora considerato una modernità, i tedeschi Caliban sferzano l’etere da ormai quasi un quarto di secolo e con questo “Zeitgeister” firmano il dodicesimo siglillo! Un sigillo che in qualche modo rappresenta una svolta, in quanto si tratta del primo loro album interamente cantato in lingua madre, idea che trova le radici nel 2011 quando nell’EP “Coverfield”, registrarono il brano “Sonne” dei Rammstein, scoprendo che quella lingua così dura, abbinata al sound violento e allo stile focoso del vocalist, semplicemente chiude il cerchio, aggrega valore e rende questo meltacore sferzato da death, da black e da modernismi elettronici, una fonte micidiale di impatto sonoro. (altro…)
(Invictus Productions) Sporco, lercio, assurdo e ai limiti dell’udibile questa bestemmia dei Crucifixion Ritual. Tre pezzi registrati in una maniera ‘spartana’ e l’aggettivo vuole essere morbido verso le illusorie intenzioni di questo duo. Un magma sonoro (altro…)

(Les Acteurs de L’Ombre Productions) È glaciale il sound degli svizzeri Cold Cell, giunti al quarto album in un decennio di esistenza. Glaciale ma meravigliosamente atmosferico, oltre che ricco di tecnica e progressioni tutt’altro che scontate. I brani sono un black metal coinvolgente, capace di abbracciare tendenze depressive, teatrali e pure con quel sentore apocalittico tipico del black francese, sempre con una imprevedibile evoluzione dietro l’angolo, inchiodando l’ascoltatore, ipnotizzandolo e avvolgendolo. (altro…)
(Pest Records) La nuova band di Florian Reimann, vocalist apprezzato nei Destillery e ben capace di esibirsi su registri dickinsoniani, si affaccia sul mercato con timidezza, una copertina anonima, un package promozionale essenziale… ma i brani di questo debut hanno grinta ed heavy metal da vendere! (altro…)
(Time To Kill Records) Diversi anni dopo “Repellent Gastronomy” i Crawling Chaos prendono ispirazione da Niccolò di Bernardo dei (altro…)
(Arising Empire) Un anno in un EP di 20’ e 20’’, con il libretto interno che presenta dodici immagini per ogni mese dell’anno passato. Harley Flanagan non (altro…)

(Negre planY / Negra Nit / Satanath Record) Gli irlandesi Corr Mhóna, attivi da oltre un decennio, sono un’entità strana che rimasta nell’ombra per molto tempo dopo la pubblicazione del debutto “Dair”, datato ormai 2014. (altro…)
(Metal Blade Records) Con il passare del tempo i Cannibal Corpse sono diventati simili all’oro, cioè un qualcosa che non perde mai di valore. Per tanto le attenzioni su questo (altro…)
(Iron Grip Records) Alla domanda ‘come erano i Cirith Ungol prima di diventare i Cirith Ungol’ aveva già risposto, direi esaustivamente, la raccolta “Servants of Chaos”, che aveva svuotato i cassetti rimasti chiusi e presentato tantissime demo e versioni alternative (e anche qualche inedito); ma il collezionista sfegatato sapeva che c’era ancora da ascoltare il cosiddetto “Orange Album”, la prima MC mai diffusa sotto lo storico monicker, edita nel 1978 in pochissime copie e da allora mai disponibile neanche sul web. Dato il rinnovato (e perdurante) interesse nei confronti della band di Ventura, California, che ha pubblicato l’anno scorso “Forever Black” (recensione qui), il primo disco di inediti in 29 anni, rimettere in circolazione la MC poteva rivelarsi un affare: ci pensa allora l’etichetta cult Iron Grip Records, diffondendola in 666 copie andate in breve esaurite! (altro…)
(Century Media Records) Laurens Houvast, voce e chitarra, Frank te Riet, basso mellotron e cori, e Marco Prij, batteria, dopo piccole pubblicazioni nell’arco di un anno approdano a questo album d’esordio. Un lavoro che è un concreto manifesto di stile del trio che suona il thrash (altro…)
(autoproduzione) Dall’area parigina arriva un album dal sound particolare. I Colossus Of Destiny, quartetto con due chitarre – dei due chitarristi uno è anche voce – basso e batteria mischiano qualcosa sludge, vagamente (altro…)
(RFL Records) A pochi mesi dal settimo disco in studio “Heroes Never Die”, i Corners of Sanctuary distribuiscono un altro EP che riempie il silenzio dei concerti. Onestamente, credo che la band di Philadelphia potesse risparmiarsi questi 11’ con 3 brani e una outro: (altro…)

(Heavy Psych Sounds) Uno stoner sulfureo e nebbioso, un debutto per il quartetto americano Cosmic Reaper… una band con un moniker perfettamente in linea con quanto fuoriesce da queste sette intense tracce. (altro…)
(RFL Records) Per occuparsi proficuamente durante la pandemia, gli US metallers Corners of Sanctuary stanno diffondendo diversi prodotti discografici… fra di essi c’è il loro settimo full-length in studio. “Heroes Never Die” si caratterizza anzitutto per la brevità dei brani (dodici in poco meno di 40’). (altro…)
(GMR Music) È rabbiosa e scatenata Johanna Lindhult, chitarrista e voce di questa heavy rock band svedese. Un po’ L7, un po’ The Misfits… un rock/metal poco curato, molto punk, senza tante divagazioni o shred allucinanti: potenza ed energia, una band che vuole -riuscendoci alla grande- far molto rumore! (altro…)

(Season of Mist) Oscurità. Che provenga dalle fredde terre Canadesi o dalle gelide lande Svedesi, ovvero i due estremi delle origini internazionali di questo progetto, è l’oscurità la dominante assoluta. Un’oscurità sulfurea, asfissiante, soffocante, avvolgente e travolgente. (altro…)