ECHO US – “II:XII, A Priori Memoriae”
(Dust On The Tracks) Ethan Matthews è chitarrista, tastierista, compositore proveniente dai Greyhaven, band prog-rock americana. Echo Us è la sua vita artistica attuale, una vita in cui il progressive viene perpetrato con un senso innato, una devozione assoluta. L’estro di Matthews, combinato all’uso di flauti, arpe, oboe e quant’altro definiscono uno scenario musicale che ricorda (altro…)
(Nuclear Blast) C’era attesa per il come back discografico degli Exodus, specialmente dopo la notizia del ritorno in formazione del front man Steve “Zetro” Souza, storico singer della band, capace, col suo timbro di voce schizoide di caratterizzare pesantemente il sound del combo Californiano al punto che, secondo molti, gli
(Moribund Records) C’è molto mistero attorno agli statunitensi Empire Auriga. Poco si sa dei tre artisti che compongono la band (i quali usano stage names destabilizzanti, ad esempio “90000065B”), e lunga è stata la gestazione -l’agonia- che ha portato a questo secondo lavoro, considerando che il primo risale al 2006. Il genere è molto difficile da
(autoproduzione) Nuovo e molto convincente act proveniente dalla Finlandia: gli Endzeit si sono formati a fine 2012 con tutta l’intenzione di essere una band di selvaggio black metal: “Years Of Hunger” è il loro EP di debutto… e rivela un contenuto molto più sostanzioso di un “semplice” black metal “raw”. Le cinque tracce (circa ventidue
(Iron Shield Records) Dalla provincia di Reggio Emilia ci arriva il secondo full-“length” degli Explorer, trio speed attivo da una decina d’anni e che ha già pubblicato in passato con la Iron Shield. Otto brani, trentadue minuti, tanta immediatezza e una buona dose di divertimento: ma non siamo mai in presenza
(Blood Harvest) Infame e sordido split tra gli argentini Black Vul Destruktor e i cileni Et Verbi Sathanus. I Black Vul Destruktor sono un vero e proprio massacro sonoro, perpetrato con mezzi approssimativi. Registrazione greve, ombrosa, distorsioni pastose, strutture death metal lanciate a velocità folli. I Sathanus si presentano con un thrash/death
(Infernö Records) Vengono da Grenoble gli Elvenstorm, “Blood leads to Glory” è il loro secondo disco, e il loro sound è tipicamente francese, simile a quello che si può ad esempio sentire nei Mystery Blue: un heavy/power che ho sempre individuato per sottrazione, meno roccioso di quello tedesco ma più pieno e articolato
(Autoproduzione) Sono uno degli ultimi difensori del power metal in Italia, uno di quelli che si esalta ancora con i Dragonforce, i Freedom Call e i Secret Sphere. Molto spesso devo faticare per essere obiettivo, perché appena sento i suoni a me tanto familiari divento immediatamente bonario
(Seance Records) Oscurità e violenza Australiana. Arrivano al secondo full length questi black metallers di Sydney, e riescono a diffondere una violenza satura di una energia sinistra. Capaci sia di risultare melodici, atmosferici ma anche estremamente veloci e violenti, offrono sette tracce coinvolgenti che non si mimetizzano nella vasta scena del genere. C’è del personale in questo
(Einheit Produktionen) Gli Eden weint im Grab (letteralmente, ‘Il paradiso piange nella sua tomba’) sono una delle istituzioni della scena dark/gothic tedesca, ma ovviamente, a causa del cantato in lingua madre, sono decisamente poco noti da noi. “Geysterstunde II” (il titolo storpia il termine ‘l’ora degli spiriti’,
(My Kingdom Music) La già ricchissima scena prog romana si allarga con un’altra band meritevole: parlo degli Embrace of Disharmony, qui all’esordio su full-“length”, ai quali in realtà la definizione di ‘formazione progressive’ sta decisamente stretta. Per quanto sia subito evidente che i nostri guardano molto
(Spinefarm Rec./Universal) Acidi, come sempre. Sperimentali e perduti, come sempre. Cosa mai è cambiato negli Electric Wizard dal lontano album omonimo di esordio ad oggi? Si, cambi di formazione. Allora erano un trio Jos e gli altri, poi le cose sono andate in modo diverso. Lo stile? Bah, francamente no. L’elettricità che serpeggia nei loro pezzi e la lisergica attitudine restano qualcosa che nelle diverse stagioni della loro esistenza sono sempre apparse. Sia in
(AFM) “Sacrifice to Venus” è una prova di spessore. E’ significativamente un livello qualitativo superiore per gli Emil Bulls, definito con una pesantezza dinamica interessante e allo stesso tempo coinvolgente. L’abbinamento ritmico e del riffing ha portato in questo nuovo album una scarica di energia
(Nuclear Blast) Sono stato fra i primi fan in Italia degli Eluveitie, già con “Vên”, quando nessuno sapeva chi fossero; ho consumato “Spirits” e “Slania”, poi sono rimasto profondamente deluso dalla piega presa dalla band con “Everything remains as it never was”
(Svart Records) Ascoltare e recensire E-Musikgruppe Lux Ohr è per me un piacere personale, un piacere che non trova origine nel metal e nel rock, piuttosto dentro emozioni personali, stati d’animo, pensieri che questo progetto finlandese riesce a far emergere. Siamo sulla musica elettronica: sintetizzatori, strumenti
(Go Down Records) Per gli amanti dello stoner/doom, ecco uno split su vinile 12’’ da non lasciarsi scappare: si dividono le due facce del disco due giovani formazioni amanti dei suoni psichedelici, una irlandese ma con in organico due italiani, gli Electric Taurus, e una di Udine, i Prehistoric Pigs.
(The Compound/Creator-Destructor) Secondo album per i Statunitensi Enabler, autori di un ibrido tra hardcore e thrash riconducibile allo stile degli Hatebreed. I brani sono quasi tutti di breve durata, veloci e diretti, alternando sfuriate hardcore a riffs più strutturati di matrice
(Low Fly) Dall’Irpinia e dal Salento, due regioni a mio giudizio diverse ma accomunate dalla stessa anima mediterranea, provengono gli Emian: il loro debut “Aquaterra” è un susseguirsi di emozioni celtiche, folk e in senso più ampio pagane che,
(W.T.C.Productions) Black metal pieno di letale e perverso tradizionalismo. Il duo tedesco arriva così al secondo lavoro in soli tre anni di attività. Ma la loro limitata esperienza non influenza minimamente la capacità compositiva che dà alla luce un lavoro tetro, marcio, malato, fedele al black metal della metà anni ’90, con mid tempo che trasudano groove, singoli strumenti ben
(Rock’n’Growl) Dopo la ripubblicazione, da parte della High Roller Records, del primo autoprodotto degli Existance (recensito
(Scarlet Records) Una bella copertina sognante incornicia “Herons”, il secondo full-“length” dei cremonesi Evenoire: ricordo con piacere “Vitriol”, il loro debut, che per quanto godibile viene superato dal suo successore sotto tutti gli aspetti. Trovo sempre che il vero valore aggiunto del sound
(Noisehead Records) Un nome semplice per un sound complesso. Exit, parola diretta, inequivocabile, forse generica, per essere il nome di una band. Sono svizzeri gli Exit e presentano una forte carica che si abbina a capacità compositiva molto strutturata. I pattern ritmici non sono semplici e banali e le forme del riffing sono studiate al millesimo. Nonostante ciò gli Exit sono diretti pur nella
(Nuclear Blast Records) Dopo un silenzio piuttosto lungo, rotto soltanto dall’ep “Waldschrein” l’anno scorso, e con ulteriori quanto significativi cambi di formazione (hanno lasciato pure i fratelli Andreas Völkl e Sandra val Eldik, che erano della partita fin dagli esordi), gli Equilibrium tornano alla carica con un nuovo album. Che il momento sia delicato è assai evidente, e infatti
(Soulseller Records) Secondo full length per Entrapment, one man band Olandese nata nel 2009 ad opera del cantante e poli strumentista Michel Jonker. Il genere proposto è un death metal old school, stilisticamente vicino a bands come Entombed,
(Autproduzione) Possiamo parlare di una New Wave of Italian Prog Metal? Secondo me sì, negli ultimi mesi mi sono capitati fra le mani diversi dischi eccellenti legati al nostro paese e a queste sonorità, e qualcosa dovrà significare… Ashent, Forgotten Light, Memento Waltz, Metaphysics, e ora
(Massacre/Audioglobe) Gli Edgedown sono di stanza a Freilassing, in Baviera, a due passi da dove vivo attualmente, e da lì ci propongono il loro frizzante debut di modern power metal. Subito in scaletta la titletrack, possente e densa di groove;
(Golden Core Records) Non siete ancora stanchi della continua nascita di nuovi supergruppi? Allora potrebbero interessarvi gli Exorcism, che vedono nelle proprie file Joe Stump alla chitarra, Garry King alla batteria (ha lavorato con Joe Lynn Turner),
(Street Symphonies Records) Debut album per i Milanesi Eyes’N’Lips, band dedita ad un hard rock/sleaze anni ’80 reso famoso da bands come Guns’N’Roses, Cinderella e Faster Pussycat. Tutto rimanda alla viziosa Los Angeles, dalla copertina al sound dell’album a titoli quali “Jack And Daniel”’, canzone che apre questo
(AFM/Audioglobe) Senza alcun dubbio, la direzione ultimamente intrapresa dagli Elvenking con “Era” (recensito
(Mighty Music/Target) Quarto album per gli Ever Since. L’ultimo risaliva al 2006 e l’anno dopo una pausa (o scioglimento che possa essere) che li ha messi nel dimenticatoio. Adesso rieccoli in pista e con uno stile rivisto e frutto di una nuova realtà: via le voci femminili, cambiamenti in line-up e sound moderno, uso
(Nuclear Blast) Mamma mia, che disco! Non sono solito ad abbandonarmi a slanci di entusiasmo, ma è dai tempi di “Legendary Tales” dei Rhapsody che un album di symphonic power metal non mi esalta in questo modo. Questa volta gli Epica hanno fatto centro, enfatizzando le parti di musica
(Sliptrick Records) Una bella miscela sonora per il debut degli svedesi Eterno, in circolazione già dal 2005 e con diversi demo ed ep alle spalle; la loro biografia dice che hanno suonato anche in Italia, e credo, data la carica di questo “Until Hell freezes over”,
(Scarlet Records) Complesso. Un album complesso. Un album che impegna l’ascoltatore, che richiede abbandono, percezione, attenzione, dedizione. Secondo lavoro per i francesi Ethersens: variazione di line up (specialmente al microfono) e nuova corrente d’ispirazione. Facile etichettarli come progressive metal, in quanto i
(Chaos Records) A distanza di tre anni dal debutto “Nihilgoethy” (2011), giungono al secondo album gli Eskhaton, provenienti da Melbourne, Australia, terra da sempre ai margini del circuito metal, ma che ultimamente sta lanciando realtà
(Hell Headbangers) Formati nel 2003 e con all’attivo un demo e due split (con Toxic Holocaust e Abigail), tornano sul mercato dopo sei anni i Peruviani Evil Damn. Le tre canzoni che compaiono in questo EP propongono un death/black metal sulla scia dei primi Morbid