GNOSIS OF THE WITCH – “Dauðr Burðr Þrysvar”
(Iron Bonehead) Black metal persistente, rovente, letale. Ma anche mistico, intenso, magico. Il mini LP 12” degli americani Gnosis Of The Witch è una rivelazione, una condanna, un rituale. Sono un duo, esistono dall’anno scorso e questo è il loro secondo EP. Sanno mescolare genialità scandinava, malvagità americana e (altro…)
(The Earsplit Compound / Battleground Records) Sono due band recenti. Circa cinque anni di attività ciascuna. Un full length, alcuni demo o splits. La prima si dedica ad uno sludge pesante, anticristiano. La seconda si orienta verso un doom brutale, con massicce influenze black. Sono
(MIG Music) Klaus Schulze è una leggenda, i suoi albori da musicista si perdono in un’epoca in cui la musica era spinta verso un’espansione che l’avrebbe poi trasformata. Lui è stato una di quelle forze propulsive che contribuito a renderla una vera forma d’arte, un mezzo di comunicazione. Un qualcosa di bello. Terza data di un tour del 2009, dopo Berlino e Varsavia, il secondo è il “Big In Europe Vol.2”, questo concerto olandese
(Jolly Roger Records) Probabilmente molti dei lettori più giovani non conoscono la storia: i Gunfire si formano ad Ancona nel 1981, pubblicano un demo e un ep, si trovano a un passo dal grande salto ma la sciagurata situazione dell’epoca riguardo al metal in Italia affossa le loro speranze e provoca uno scioglimento nel 1986.
(Sliptrick Records) Quinto album per gli Italiani Gory Blister, band che dal 1991 porta avanti con coerenza il verbo del death metal. Questo “The Fifth Fury” evolve ulteriormente quanto di buono è stato fatto sul precedente “Earth – Sick”: i pezzi sono brutali, veloci e potenti, ma con un tasso tecnico sbalorditivo, di estrazione
(Napalm Records) Sta proprio bene Jonh Garcia. A 43 anni si inventa un fresco album solista, ed era ora che ne facesse uno. Un album frizzante e realizzato con gli echi dello stoner e con un rock tonico, classico. John Garcia è magnifico, è il re di un regno sonoro che sa di chitarra elettrica e vibrazioni.
(Ghost Record Label) I Padovani Grimnote nascono nel 2009 come band garage rock, ma dopo alcuni cambi di line up aggiustano il tiro in favore di un hard rock che spazia da melodie radiofoniche e quasi pop a parti pesanti e non lontane dal metal. Nell’estate del 2011 registrano il loro primo
(Napalm/Audioglobe) Mi sembra ieri che recensisco “Clash of the Gods” (
(Avalanche Recordings) Quando è stata l’ultima volta dei Godflesh? L’ultima volta con un album vero e proprio? “Hymns” nel 2001, questa è la risposta. Nei tredici anni successivi i Godflesh hanno comunque operato, dato notizia di se, anche per i tanti progetti paralleli di Justin Broadrick
(Massacre Records) Devo dire che ho trattato abbastanza male i Gloryful in occasione del loro debutto (
(Buil2Kill) I finlandesi Gladenfold hanno una lunga storia, più che decennale, ma giungono soltanto oggi al debut. È un dato che fa pensare, una volta tanto in positivo: nell’intasamento generale del mercato, dove qualunque idiota può pubblicare il proprio album, per fortuna riescono a farsi sentire e vedere
(autoproduzione) Putrefazione e malattia che discendono, letali, dal Regno Unito. Debutto lacerante, massacrante di questa band messa in piedi da ex membri di Dopefight,Parole, ed altri act. Il territorio è sludge estremo e doom allucinato. Suoni mostruosamente cupi, malvagiamente lenti, sovrastati da linee vocali deviate, infernali, soffocanti. Album sostanzialmente votato ad una
(Ketzer Records) Band molto strana ed inconsueta. Appartengono sostanzialmente all’underground tedesco, e in più di quindici anni sono arrivati appena al quarto disco, ben otto anni dopo il precedente. Non sembra a loro interessi molto, e la proposta continua ad
(Boris Records) Progetto parallelo di due membri dei deathsters Disfigurement, Gunpowder Gray è quanto più lontano dal genere suonato dalla band madre: trattasi infatti di un album rock’nr’oll, glam e sleaze, non lontano da gruppi come primi Guns’n’Roses, Skid
(The Compound / Battleground Records) Un parlato, un attacco solenne e marziale ed ecco che il basso e le chitarre mettono in piedi uno spessore sonoro denso, morboso, immenso. Un sound che è qualcosa tra lo stoner, lo sludge e qualcosa del punk. Distorsioni noise, carattere groove, melodie intriganti su
(Ear Music) Finalmente! E chi ci sperava più nel nuovo album dei Gamma Ray? Sono passati 4 anni da “To the Metal” e onestamente non ne potevo più di mini, live, raccolte e quant’altro… come tanti altri, temevo che ormai i Rayz avessero perso il feeling, ma sono costretto a smentirmi (e a dire il vero lo faccio
(Indipendence Records) Elaborata ed interessante proposta dalla Sicilia. Gabriels, progetto dell’omonimo tastierista, giunge al secondo lavoro. Un concept album dedicato alle vittime dell’11 Settembre, un concept che parla di pace, di fine delle guerre, di miglioramento dell’umanità. Speranza, voglia di vivere, di convivere, di amare. Sentimenti nobili che
(autoprodotto) Meno di dodici minuti di oscurità estrema. Singolo? EP? Non lo so, ma questi Svedesi ci sanno decisamente fare. Sono attivi dal 2008, e hanno pubblicato un solo album. Ma questo non è certo sinonimo di inesperienza, in quanto queste due tracce (parte 1 e 2 del titolo) propongono un death metal pieno di sostanza ed atmosfera, con iniezioni
(Nuclear Blast) La band ha un suo tocco. La capacità di inserire giusti assoli, ritmiche ben articolate, un cantato energico. Insomma la band c’è. Ciò che dei Generation KIll poco mi entusiasma è quella vagonata di influenze che sorregge questo groove thrash metal. Tra Pantera, Testament, Metallica, Rob Dukes, vocalist attuale
(Autoproduzione) Nuovo promo per i triestini Growth In Decadence. Tre pezzi ben rifiniti, puliti nei suoni ma aggressivi nell’attitudine. Lo stile si assesta tra il thrashcore e il deathcore, fornendo anche il fianco a spunti di tipo moderno. La caratteristica principale dei Growth In Decadence è quella di scomporre il proprio
(Seance Records) Secondo album per i blackster finlandesi. Quello che mi piace dei Graveborne è che non pretendono dominare una scena o essere creatori di nuove direzioni del black. I Graveborne sono, e vogliono essere, fedeli al black metal anni ’90, mantenendone le motivazioni, l’integrità e la brutale aggressività. Con “Through
(Nuclear Blast/Audioglobe) Che i Grand Magus fossero un gruppo fuori dal comune già si sapeva: ma questo “Triumph and Power” mi sembra davvero l’episodio migliore di tutta la loro discografia! Magari è l’esaltazione guerresca che parla per me, ma ho appena terminato l’ennesimo ascolto del disco
(Sepulchral Voice Records) Il fetore della morte e della distruzione. Il lezzo della dannazione. Il verbo morto e condannato dei nuovi esponenti del death metal sepolcrale e a tratti blackened del suolo britannico, si materializza in questo debut album denominato “Odori Sepulcrorum”. I Grave Miasma sono autori di due EP che hanno già fatto parlare di loro nella scena europea. E’ un sound per
(Indie Recordings) Torna sul mercato la band norvegese autrice di uno dei folk metal più raffinati e ‘intellettuali’ che esistano, e che può certamente ricordare l’inarrivabile sound degli Otyg. E torna con un terzo full-“length” dove di pagan estremo non c’è praticamente più nulla, ma ogni brano è gustosamente diverso dall’altro, in un estro di songwriting davvero in stato di grazia.
(Spinefarm Records / Loma Vista) Riconsoco che i Ghost B.C. non sono una realtà musicale che apprezzo in modo particolare. Lo si è capito
(Avant Garde Music) Legato ad una radice di suicidal black metal questo progetto condotto dallo spagnolo Ur Profanum, unico membro dei Grim Funeral, propone la ridefinizione del concetto di angoscia. Un’ora e venti minuti di viaggio psicologico negli inferi più nefasti, dove la brutalità sia sonora che vocale è spinta a livelli estremi, ai confini con la dissonanza, dove il principale
(Agonia Records) Sempre originali i francesi Glorior Belli, capaci di sviscerare l’essenza del black metal, e fonderlo con elementi espressamente sludge e doom, creando una distinta e personalissima idea di black’n’roll. Nonostante i molti membri della band, dal 2002 ad oggi, si tratta sostanzialmente della one man band di Billy Bayou, personaggio che principalmente si dedica a chitarra
(Pitch Black Records) I norvegesi Ghost cambiano nome e si ripropongono come “Ghost Avenue” sparando un album potentissimo. Fiero heavy metal, pieno di riff poderosi, di parti cantate avvincenti e coinvolgenti, un heavy metal tradizionale ma ricco di feeling, di sostanza, di una ricchezza interiore assolutamente identificativa. Il genere proposto ricorda Axel Rudi Pell, un po’
(Sliptrick Records) I newyorkesi Gaggle of Cocks hanno inciso un disco nel 2002 e poi sono pressoché spariti fino ad oggi, quando finalmente danno un seguito al discorso iniziato dieci anni fa. Una band, stando almeno alle foto promozionali, abbastanza fuori di testa, convinta dell’idea di essere ‘low class’. Apprezzabile questo full-“length”, nonostante i tanti anni di silenzio.
(Pitch Black Records) Esattamente un anno fa ebbi il piacere di recensire “It’s a Walk in the Mist” dei canadesi Gypsy Chief Goliath. Freschi di un nuovo contratto discografico, e puntuali come la morte, i sei rockers tornano con questo nuovo disco. Con un evidente -e sfacciato- passo in avanti rispetto al precedente disco, si lanciano su un rock che più di prima trova le sue radici sullo stoner, senza mai dimenticare il legame con il blues, con il southern, ancora una volta ben amalgamati, ancora una volta celebrati con sonorità
(Pure Rock Records) Energia pura! Rock’n’roll sporco, selvaggio. Rock’n’roll un po’ ignorante, un po’ sfacciato, un po’ straccione. Tuonano dalla dalla fredda Finlandia, ma il loro sound riscalda la carne, fa bollire il sangue, fa scoppiare la testa. Pestano con meno metallo dei Motörhead, ma sono decisamente più heavy degli AC/DC, un sound con molto hard rock nelle vene, molto rock nel DNA… un miscuglio efficace, potente e, soprattutto, assolutamente divertente! Il classico sound da accompagnare con una bottiglia
(Pure Rock Records) La mia strada si è già incrociata con quella dei Gallows Pole in occasione del loro precedente album (recensito
(Pyrames International) Recensire un lavoro di qualche axeman o progetto da questi creato non è semplice. A dire il vero vi confido che spesso ci sono persone che si tirano indietro nel prendersi in carico lavori simili, quasi la complessità o provata capacità dei musicisti incuta un senso di smarrimento in chi deve valutare. La materia sonora di queste opere non è certo semplice, ma non mi azzardo a pensare
(Sepulchral Prductions) Un capolavoro. Un assoluto capolavoro. Un’opera maestosa, un’ora e venti di musica introspettiva, profonda, complessa. Diviso con genialità in due CD simmetrici costituiti da cinque pezzi equivalenti dal punto di visto di progressione compositiva (durata e struttura del pezzo) questo secondo album del duo Canadese supera immensamente il grandioso debutto di cinque anni fa.
(Autoproduzione/ Pure Steel) Per essere una band nata nel 2008, Gut-Scrapers è un bell’esempio di amalgama tra musicisti. Un hard rock equilibrato, pulito, ben assestato, molto “power”. Un songwriting maturo che offre melodie piacevoli. Reminiscenze degli Aerosmith e di quell’hard rock derivato dalla lezione dei Led Zeppelin,