GRIMNER – “De Kom Från Norr”
(Autoproduzione) Cantano in svedese e vogliono ricreare le atmosfere di un gruppo di vichinghi raccolti di notte attorno al fuoco: con i cinque brani del loro ep acustico, i Grimner ci riescono benissimo! (altro…)
(Autoproduzione) Cantano in svedese e vogliono ricreare le atmosfere di un gruppo di vichinghi raccolti di notte attorno al fuoco: con i cinque brani del loro ep acustico, i Grimner ci riescono benissimo! (altro…)
(Cursed Records) Un black feroce ed intenso, con iniezioni death che questa volta arriva dall’Austria. Si sono formati di recente, nel 2010, ed hanno all’attivo solo un’altra release di due anni fa. Il loro black è veloce, ma anche incisivo e ricercato, sempre feroce, sempre tagliente. È (altro…)
(Napalm Records) Per chi, come il sottoscritto, ha iniziato ad ascoltare heavy metal quando spadroneggiava l’europower di Gamma Ray, Helloween, Stratovarius, Rhapsody, Sonata Arctica e compagnia doppiocassata, i Gloryhammer sono la manna nel deserto. (altro…)

(Nuclear War Now!) Debutto discografico per gli Statunitensi Gnosis, band Floridiana dedita ad un metal estremo che ben poco ha da spartire con la zona di provenienza, essendo la Florida famosa soprattutto per aver dato origine al brutal death. Lo stile degli Gnosis si rifà, (altro…)
(Dark Descent Records) Debut album per Ghoulgotha, band proveniente da San Diego (California) dedita ad un death metal old school di stampo tipicamente Statunitense con corposi inserti doom, un po’ in stile Autopsy. I brani sono potenti, con una buona (altro…)
(Sathanath Records) Sono sei le band che popolano questo split della Satanath Records, etichetta di San Pietroburgo. Sei modi di intendere l’inferno, ma più di ogni altra cosa di offrire uno scorcio su diverse realtà (altro…)
(Pogorecords) Questo split nasce dalla collaborazione di due band, i [P.U.T] e i Grünt-Grünt, entrambi promotori di un mix sperimentale di grindcore e sludge con qualche influsso industrial e specialmente (altro…)
(Minotauro Records) Eroico. È tale Antonello Giliberto in questo suo lastricato sonoro di finezze, ghirigori, vortici, incastri, suoni, riff, scale che salgono e salgono… Epico, dunque. Chitarrista di grande fattura, un tocco concettuale classico, quel tipo di classicità (altro…)
(Nordvis Produktion) Dopo il debutto con l’EP di due anni fa (“Fyra Elegier”) ed uno split recente con i Saiva, arriva l’atteso full length della ormai one man band svedese (in origine erano un duo). Ed il passo avanti già intuito con lo split è ora definitivo, marcato. Assolutamente palese. L’oscure gamma di emozioni che le sei tracce sono in grado di offrire è (altro…)
(Century Media) Secondo album solista per Gus G., chitarrista Greco attivo da una quindicina di anni con varie bands, come Firewind, Mystic Prophecy e Dream Evil, ma che ha raggiunto ancor più notorietà nel 2010 per essere approdato alla corte del (altro…)
(Cold Raw Rec. / Symbol Domination / Grimm Distr. / Satanath) “Relict” significa quasi venti anni di carriera per questa formazione russa, ormai arrivata al terzo album. Un lavoro che impersona un black metal dal nobile accento sinfonico e qualcosa non dissimile dai più classici Dimmu (altro…)
(Iron Bonehead ) Oscuro vinile 7 pollici, 45 giri. Oscura anche la confezione inondata di nero. Oscuro il sound di queste tracce esclusive che i due act hanno proposto per lo split. Gli svedesi Grá sul lato A: hanno all’attivo un full length ed un paio di EP; sanno lacerare con ritmi (altro…)
(Coroner Rec.) Impressionante potenza del suono dei tre giapponesi Gyze, al secondo album e di nuovo per l’italiana Coroner. Potenza assoluta, impatto fragoroso e immenso. “Black Bride” presenta musica che corre inesorabile, intarsiata da tocchi di un epic/power metal che si infondono in questo melodic (altro…)
(Dunkelheit Produktionen) Goatblood è un duo tedesco formatosi non da molto e devoto a un death/black seminale e sporco. Poche pubblicazioni minori e poi l’approdo a questo primo album contrassegnato da una copertina fantasticamente perversa e demoniaca, concepita con una grafica curata (altro…)
(Soulseller Records) Gorgoroth è un moniker che incute terrore. Storie estreme. Divisioni. Unioni. Atteggiamenti. Contese. Ma Infernus alla fine c’è sempre. E con lui -in questa fase- mantengono salda la posizione sia il bassista Bøddel (ex Obituary, evidentemente il death non era più sufficiente) che il drummer Tomas Asklund. A livello vocale però, al posto di Pest, (altro…)
(Blood Music) Niente metal. Se siete dei puristi, passate alla prossima recensione. Grazie. Se siete curiosi, se siete ascoltatori di ampie vedute, se vi manca qualsiasi cosa apparteneva agli anni ’80, allora forse GosT vi può coinvolgere. Electro rock, 100% retro, estremamente anni ’80, tutto (altro…)
(Gundriver Records) Chi lo sa se tra una decina d’anni non si parlerà del lontano 2015, quando nacquero i Gundriver… Questi Americani sanno proprio il fatto loro in ambito AOR e metal. Il loro debutto è un album spontaneo, rock fino al midollo. La voce è molto versatile, spaziando dal melodico all’aggressivo. La parte ritmica dà la giusta dinamicità, mentre la chitarra, come è ovvio (altro…)
(Art Of Propaganda/Catatonic State) Ogni genere ha i suoi punti di riferimenti, i propri metri di paragone. In quel calderone dove si vanno a collocare tutte le band che “non fanno metal, ma vanno oltre” di sicuro uno dei cardini è rappresentato dai Tool. Nel bene e nel male quello che hanno rappresentato Maynard e (altro…)

(Constellation) L’amalgama sonoro di “Asunder, Sweet and Other Distress” nasce con modalità non dissimili dai precedenti album dei Godspeed You! Black Emperor. L’approccio dei canadesi è quello solito. Un album dei GY!BE va affrontato con distensione (altro…)
(Cyclone Empire) Adoratori del demone di Stoccolma, inchinatevi al suo ritorno. Il terzo album dei Grotesquery è tra noi. Un’attesa che non ha portato sofferenza, in quanto sappiamo bene come il sound di Kam Lee (ex-Massacre, Death/Mantas, Bone Gnawer), Rogga Johansson (altro…)
(Hells Headbangers) Seriamente, comincio ad amare questa etichetta. Tra ristampe e nuove leve, pochi sono i passaggi a vuoto della label, ultimamente. Tocca quindi ai Gouge, forieri di un death di matrice chiaramente svedese (anche se i nostri son norvegesi). Quindi spazio a dodici tracce di un death/thrash (altro…)
(Autoproduzione) Passa da band siciliane, quali White Shadows, Mastif e Soul In Cage a Londra, dove entra nei Hagstone, band doom-stoner, successivamente ne esce e si cimenta da solo nelle sue qualità di cantante e chitarrista per questo album di rock/hard ‘n’ heavy. (altro…)
(Autoproduzione) Secondo gesto discografico per questa band aretina, il cui sound alberga in un death con esili punte blackened dalle fattezze oscure e possenti. L’oscurità risiede nelle atmosfere, la possanza è nei pattern ritmici e nel riffing macchiato da un groove tonico, arricchito (altro…)
(Autoproduzione) Fin dalla Title Track si sente che questi canadesi fanno sul serio. Gente che sa il fatto suo, che si muove agilmente tra punk, hardcore, trash e death. Quattordici tracce dirette e taglienti, il cantato irriverente in stile Obituary. Il (altro…)
(Autoproduzione) Canzoni scarne e ridotte ai minimi termini, con arresti e ripartenze continue, all’interno di un hardcore rabbioso.
I Galera provengono in parte dalla passata esperienza negli Ebola e da un primo EP intitolato “Roma Isterica”, ora invece esibiscono (altro…)
(Svart Records) I Garden Of Worm suonano esattamente come suonerebbe Jerry Cantrell se decidesse di spingere il suo stoner fino al doom. Ora, definire “allegro” del doom non mi sembra proprio il caso, ma questi finlandesi (altro…)
(Nordvis) L’oscurità e la decadenza delle due band svedesi, Grift e Saiva, si unisce in questo tetro split, ricco di malinconia in qualche modo legata alle tradizioni del loro paese, al folklore di quelle terre. Prodotto su vinile, presenta sul lato A la traccia “Skarprättaren” dei Grift (il titolo significa “Il Boia”), (altro…)
(Final Gate Records) Lo split in questione racchiude le prove su nastro di due gruppi provenienti dalla Sassonia. I Graveyard Ghoul sono dediti ad un Doom imbastardito con del death di matrice svedese e rigorosamente old school. La registrazione è davvero pessima, come la tradizione impone. Si sente che il trio si (altro…)
(Crucial Blast) Quanto ha realizzato Mories, ovvero Maurice de Jong, la mente che ha partorito la mostruosità Gnaw Their Tongues, dal 2005 a oggi è qualcosa di incalcolabile, sia per quantità che qualità. L’ambient oscuro, black, occulto, demoniaco e chissà quanti altri aggettivi potrebbero (altro…)
(Earsplit) I newyorkesi Grey Skies fallen ristampano in un unico package (anzi stampano, dato che finora erano usciti soltanto in digitale) i due ep del 2010 “Along came Life” e del 2012 “Introspective”. La band è attiva da quasi venti anni e presenta un mix sonoro realmente funambolesco: promoter, Metal Archives (altro…)
(Sixsixsix Music) I Goatchrist sono una ex one man band inglese e l’origine anglosassone del combo si sente tutta, anche se il genere proposto non è tra i più malleabili in quanto a canoni espressivi. Ma c’è della personalità in questo demo qui riproposto in versione “ufficiale” a nemmeno un anno di distanza dalla sua (altro…)
(Sliptrick Records) Piccola perla del metallo tricolore, “Simphony of Pain” suonava fresco nell’Anno Domini 1992 come oggi. Non me ne vogliano i seguaci di Jon Nödtveidt, ma prendo a paragone il capolavoro “The Somberlain” per dare un’idea di ciò che abbiamo di fronte. Esagerato? Nemmeno per sogno. Il punto è sempre il solito: se i Gravestone fossero nati in America ora sarebbero di fianco (altro…)
(Hells Headbangers/Kvlt Records) I Goat Semen hanno fatto la loro gavetta, questo dobbiamo riconoscerglielo. Attivi infatti fin dal 2000 sono passati per due demo, svariati split e ben due album live per approdare in definitiva a queste otto canzoni (più intro), sono il risultato di un lavoro di composizione (altro…)