NEPTUNE – “Prelude To Nothing”
(Earthquake Terror Noise) Secondo full length per i Veronesi Neptune, band nata nel 2000 dedita ad un melodic death metal di stampo Scandinavo sulla scia di gruppi come In Flames e Dark Tranquillity. L’album, rispetto al precedente “Acts Of Supremacy” ha un taglio più aggressivo e diretto, un approccio più thrash alla (altro…)
(Independent) Profondità sonora. Eccellenza melodica. Ed oscurità, decadenza, tristezza. Arriva il primo full length di questa geniale band Italiana che scolpisce un prog intenso, pieno di tecnica, evoluzioni senza tuttavia mai cercare velocità, o virtuosismi
(Revalve Records) Un nuovo assalto dei Nefesh, condotto con stile e organizzazione. Nefesh, una macchina da guerra che non conosce l’irruenza e la sete di sterminio, perché il metal dei Nefesh è ricco e variegato. Una macchina concettuale. Progressive?
(autoprodotto) Continua l’intensa produzione della one man band Italiana. Dopo il bellissimo “Let The Sky Collapse”, risalente ad un anno fa, e dopo essere riuscita a giungere al cospetto della eclettica Misantrof Antirecords (nella compilation natalizia di fine 2013), torna Noisekraft con un singolo intenso e pieno di emozione.
(Iron Bonehead) Un split di due band sostanzialmente sconosciute, provenienti da un underground a noi molto lontano. Spesso queste pubblicazioni non vengono considerate, spesso succede che due oscene tracce, due peccaminosi culti, due perle di oscurità vengono, purtroppo, ignorate. Ma sarebbe un errore. Qui, infatti, c’è un
(Iron Bonehead) Che i Nechbeyth avessero qualcosa di particolare l’ho compreso a metà della seconda canzone, cioè “Ruination Conquest”. C’è una sorta di tensione nella musica della band, qualcosa che fa saltare i nervi, qualcosa di …caotico! Quando ho preso a leggere le note informative ho appreso
(RA Recs) Sei minuti e poco più, tanto dura questo lavoro dei viterbesi Neid. Grinders agguerriti, cinici. Seppelliscono l’ascoltatore sotto una colata sonora che prende il nome di “Non Repetere Est Eereditas”. I brani sono cinque e prevedono la partecipazione di ospiti, come Cinghio (Hour of Penance, Buffalo Grillz)
(Goathorned Productions) I Neglektum provengono dalla Svezia e suonano un black metal tipico della loro nazione. Lo si capisce dall’opener e title track che per quasi nove minuti produce un buon mid tempo e un riffing che sa essere espressivo, anche nelle diverse accelerazioni, per altro molto stringate. Proprio la title track è una
(Autoproduzione) Quest’oggi vi presento il quarto full-“length” dei romani Neverdream, che si segnala per numerose peculiarità. Anzitutto, dura quasi novanta minuti (!), divisi su due cd; ma se optate per il download digitale, lo troverete disponibile sul loro sito in modo completamente gratuito.
(This Is Core Music) Quando inizia, dopo l’intro, “Prayers Don’t Work” la prima impressione che si ricava è che questa band italiana abbia una sensibile capacità di creare un riffing semplice ma d’impatto o con qualche sfumatura melodica, nonostante la carica e l’aggressività mostrata. I Nameless non so bene in quale
(Nuclear Blast) Partiamo da un punto che credo sia imprescindibile ai fini del discorso su questa nuova release dal vivo dei Nightwish e cioè che la band da qualche anno sembra quasi una telenovela, suo malgrado. Che concordiate oppure no, è innegabile il fatto che la storia di questi Finlandesi, partendo dalla fuoriuscita
(Tunecore) Edoardo Napoli è un artista indipendente, giovane, italiano (Liguria). Ha suonato con molte band, ha creato molta musica e forse non è ancora riuscito ad affermarsi in quanto… italiano. Dopo le varie collaborazioni, militanze, divagazioni, ha deciso di far da solo: lo skill non gli manca, sa suonare un po’ di tutto, dalle
(Eibon Records) Naxal Protocol. Nuovo moniker per i rinati italiani Cazzodio. Sono tornati. Ed il loro nervoso rumore, il loro rumore strutturale, psicologico, devastante, assassino è di nuovo presente. Immutato. Evoluto. Incattivito. Dieci brani. Oltre un’ora di violenza, massacro, tortura. Tracce monolitiche che non
(Eibon Records) Inquietanti. Oppressivi. Sconvolgenti. Con immensa poesia e sublime dolcezza riescono a provocare un terremoto interiore, uno sconvolgimento psichico, uno stato di disturbo mentale. Terzo album per i Milanesi Neronoia, o meglio terzo capitolo in quanto continua il loro fantastico anonimato per i titoli
(Desert Fox Records) I Noon sono la prosecuzione dei Stake-off the Witch (pubblicati da Fuzzorama Records), band fondata da Stefania Savi (voce e chitarra) e Caterina Mozzi (basso). Le due si aggregano con Marco Murtas (voce e chitarra) e Alberto Maffi (batteria) dei Link Quartet, ed ecco che nasce un sound ancora in debito con lo stoner (i Kyuss) ma anche con il grunge meno banale, quello
(Avantgarde Music) Freddi come la morte. Oscuri come l’abisso. Letali come una piaga. Depressivi come la fine. Tornano i maestri Francesi del black metal. Tornano con una nuova dimensione. Il leader Lord Lokhraed, capace di scatenare l’inferno nonostante la sua anomalia alla mano sinistra (quella della tastiera della chitarra…) si ripropone non più come one man band ma come
(Steelheart Records) Questo album rappresenta una storia di quasi dieci anni. Anni passati a creare una band, a perderne dei pezzi e ritrovarne altri, perché in fin dei conti bisogna sempre andare avanti. Esce nel 2010 “Nevernight” e ancora oggi l’omonima band è in giro a suonarlo e promuoverlo. Hanno nuove idee per fare altro i Veneti? Non saprei, ma di certo non è ancora il momento di lasciarsi
(Shadow Kingdom Records) 33 Minuti di heavy metal muscolare e rabbioso, da qualche parte fra i portoghesi Ironsword e i Motorhead: il primo disco che recensisco nel 2014 è una gradita sorpresa da parte della Shadow Kingdom Records! Gli spagnoli Nigromante sono attivi da circa dieci anni ma questo è il loro primo full-“length”, che segue peraltro a un lunghissimo
(NiteRain Enterprises / Indie Distribution) Sballati, spudorati, osceni. Pettinature antigravitazionali, abbigliamento aderente, pelle, bandane, dita medie esposte. Riff pieni di groove, ricchi di quelle componenti rock’n’roll e volgarmente boogie. Sono in quattro, il numero perfetto, e si scatenano da Oslo senza rispettare confini, limiti, soglie. Hanno un biondissimo cantante
(Mausoleum Records) Il progetto Now or Never sorge per volontà di due ex-Pretty Maids, Kenny Jackson e Ricky Marx, che assieme al vocalist dei francesi Nightmare, Jo Amore, mettono su una manciata di brani che sanno lontano un miglio di metallo germanico. “Reach out for the Sky”, infatti, ci mostra un hard’n’heavy venato di power che potrebbe forse ricordare qualcosa dei Primal Fear,
(Ukem Records) Ve lo giuro! Appena ho iniziato ad ascoltare questi Necrogrinder la prima cosa alla quale ho pensato è che fossero inglesi. Si, ok, la Ukem per buona parte pubblica autori inglesi, è vero, ma se qualcuno di voi legge abitualmente le mie recensioni forse ricorderà che spesso inizio ad ascoltare gli album conscio del solo nome della band e il titolo della release. Solo dopo
(Punishment 18 Records) Nuova bordata selvaggia e distruttiva per i Sardi Necromessiah, una delle migliori realtà black ‘n roll che si possa trovare in Italia. La band si propone con la tipica miscela dei primordi del thrash metal teutone, il seminale ed evangelico black metal alla Venom e ovviamente quella stramaledetta attitudine da locomotiva lanciata a folle corse che è cara ai Motörhead.
(Hells Headbangers) Con la massima sincerità scrivo che è la prima volta che ascolto i Nocturnal Graves, ma il nome della band australiana gira già da qualche tempo nell’underground e solo grazie a piccole pubblicazioni, seguite poi dal debut album “Satan’s Cross”, un lavoro con una copertina davvero graziosa. Il sound dei Nostri è vecchio stampo, underground nella sua attitudine
(Hells Headbangers Records) Tra le tante assurde e operose band estreme degli Stati Uniti d’America, i Nekrofilth sono la prima volta che li ascolto e sento nominare. Cosa mi sono perso fino ad oggi? Una fusione di thrash, crust e death/black metal, ovvero un marcio e lurido crossover. Pazzi, fusi e folli, su di giri, ubricahi di metal e capitanati da Zack Rose, il cui cantato rievoca per cadenze
(Revalve Records) I Nerodia si presentano con un EP ben confezionato, sia per estetica che per qualità musicale. La seconda cosa è la più importante e ti fa davvero apprezzare le intenzioni della thrash-black metal band laziale, ancorata appunto ad un lucido thrash di fondo e spesso estremizzato fino al blackened/black metal. Sound spedito e solido, ma direi anche un pochino classico.
(Scarecrow Recordings) Credo sia la prima volta che incrocio per una recensione i Netherbird, band che si sta muovendo da qualche anno nell’universo del symphonic black metal e che con “The Ferocious Tides of Fate” arriva al terzo album nella propria discografia, la quale però da adesso forse sarà un po’ meno symphonic. Gli svedesi non sono mai stati dei veri estremisti
(Hells Headbangers) Cari lettori, state per morire, ma l’angelo della morte vi concede di portarvi all’inferno degli effetti personali. Voi, rassegnati alla cosa prendete il tutto, compreso il vostro lettore mp3. La morte vi guarda e con disprezzo (forse ve lo meritate) e vi agita contro il suo indice gelido dicendo “no” a ripetizione. La sua esile ma fredda voce è fin troppo perentoria nel dirvi
(Mighty Music) I genovesi No Man Eyes si formano due anni fa grazie a musicisti di provata esperienza: fra di loro c’è Andrew Spane, nome che magari a molti di voi non dirà nulla, ma che rimanderà i fanatici del power metal (come me) ai Graveyard Ghost e al loro godibilissimo album “Omega”. In ogni caso, questo debut cambia decisamente direzione musicale; anticipando le mie riflessioni finali
(Autoproduzione) “Rock ‘n roll band from Milan, Italy”. Laconica dichiarazione usata da questa band per presentarsi. Laconica, priva di impatto, e scarsamente descrittiva. Ma -forse- dannatamente personale, schietta e sincera, sincera come la loro musica, piena di sostanza, di passione, di carattere. Sono in quattro, loro pompano con energia, mentre lei canta con grinta.
(Peaceville) La Peaceville pubblicizza questo lavoro con il seguente testo: ” THE EPIC DEBUT MINI-ALBUM FEATURING 30 MINUTES OF TITANIC HEAVY METAL FROM DARKTHRONE’S NOCTURNO CULTO”. In effetti l’heavy netal di Ted Skjellum, al secolo Nocturno Culto, si presenta non dissimile dai Darkthrone di questi ultimi anni. I Darkthrone nostalgici, quelli
(Iron Bonehead) Solo 300 copie disponibili per questo split che con i titoli e i nomi delle due one-man band coinvolte non ci si può aspettare altro che black metal dozzinale, miasmatico, putrido. Nazarene Whore è Ray Rivera, americano, personaggio molto undergeround e già coinvolto in progetti detti Sacreligious Torment, Anuus Altaar e altri. I tre brani sono rivestiti di distorsioni glaciali
(Chophouse Records) Jason Newsted è una specie di personaggio. Un po’ lo è. La sua storia è nota: Jason ha “sostituito” il compianto Cliff Burton nei Metallica, debuttando nel simpatico EP “Garage Days Re-Revisited” e subito dopo in uno degli album più complessi della storia del metal e beccandosi in vero molte critiche. Nella dimensione live dei Metallica il suo spazio non era
(Autoproduzione) Necrosy nasce come un progetto solista di Christian Giusto, il quale ha suonato gli strumenti e cantato. Per la cronaca, al momento i Necrosy pare abbiano una formazione stabile e sono in previsione di incidere qualcosa. Quattro canzoni di death metal anche se si inseriscono nel genere spunti particolari. “No Solution” apre le ostilità, perché tali sono
(Metal On Metal Records) Doom metal, certo, ma a modo loro. I Maltesi Nomad Son non copiano, non imitano, non riciclano. Semplicemente creano. E la loro creazione è un album, il terzo, pieno di atmosfera, di emozione, di quella dose di oscurità tipica del genere, ma spesso iniettata da proposte che invadono altri generi musicali quali il thrash per esempio. Un doom profondo, capace di momenti lenti ed epici, ma anche heavy e tirati, dove la potente voce di Jordan Cutajar è sempre un elemento caratteristico
(Black Tears/Masterpiece Distribution) “Then I” inizia la sua storia nel 2012, quando i Neith partono con i lavori per realizzarlo, aiutati dalla produzione di Pier Gonella (chitarrista di Mastercastle e Necrodeath). Prima di arrivare alla fine delle registrazioni di questo debut album e di tutto il processo produttivo, i Neith perdono, disgraziatamente, Paolo De Palma, il batterista. Circa un anno dopo, luglio 2013, ecco che “Then I” giunge alla fine del suo percorso, finendo di fatto su dischi di policarbonato. E’ un CD, un album, che sembra