NEIGE ÉTERNELLE – “Neige Éternelle”
(Sepulchral Productions) Nuovo fenomeno della sulfurea e gelida scena Quebecois black metal canadese, in vita da poco tempo ma tanto attivo dal punto di vista delle pubblicazioni underground. I Neige Éternelle si presentano finalmente con il debut album e il genere è ovviamente il black metal esercitato con suoni scarni (altro…)
(Candlelight Records) Solitudine e gelo. Sensazioni depresse che si perdono nell’infinito. Ispirato a sonorità di Black Sun Aeon e black metal sinfonico, questa one man band, rappresentata da Philip Santoll (Austria) propone il secondo album del suo progetto musicale. Con il supporto in fase di produzione
(To React Records) Arrivano dalla scena fiorentina e con alle spalle un’esperienza ancora essenzialmente underground, ma di una certa operosità, fatta di piccole pubblicazioni e diverse esibizioni live al fianco di nomi importanti. L’ascolto svela una band che non sembra poi tanto acerba, magari il merito è
(Avantgarde Music) Letale. Opprimente. Oscuro, oscenamente oscuro. Sei tracce che si condensano in un’unica fumosa esperienza ai confini tra il lato oscuro della terra, con sensazioni digitali, spaziali, senza tempo. Sono francesi, sono al secondo album (terzo se consideriamo un EP), ed il loro suono risulta
(Black Road) In questo album dei Nihil Quest i cultori del polistilismo trovano una vera miniera d’oro. “Splendid Isolation” parte dall’hard rock più classico, comprendendo quella vena di AC/DC degli albori e mischiando ad essa sonorità più heavy che si rifanno ai Black Sabbath ed ai Motorhead.
(Battlegod Productions) Tempo delle metal opere. Tempo degli ospiti d’eccezione. Cose che ho già detto. Cose note. Sembra quasi il supermercato dei musicisti, dei vocalist. Chiunque sappia comporre qualcosa, ma non abbia il coraggio di affrontare la scena con una band anonima, si porta in casa (pagando?)
(Autoproduzione) Si scrive Nervecide, ma si dovrebbe leggere Giorgio Benedetti (ex Cadaveric Crematorium), perché costui ha inciso tutti gli strumenti, cantato e fatto da ingegnere. Tutto da solo, dimostrando in “Impermanence” di essere una bestia feroce che usa gli strumenti come utensili da macelleria!
(Horror Pain Gore Death Prod.) Cosa mai può suonare una band di Philadelphia che si chiama Nihilistinen Barbaarisuus? Non death metal, ma gelido, dannato e misantropico black metal. Dannatamente simile alla corrente norvegese dei primi periodi o vicina a quella canadese del black metal québécois.
(Revalve Records) Il trittico iniziale sono le colonne d’ercole di “Megantereon”: i quasi 8’ di “Beyond the Gates of Pluto”, la breve “Ira” e poi “Dispossession” (troppo antologica verso i Metallica) rivelano una buona padronanza tecnica dei musicisti ma anche un songwriting fatto di mestiere.
(Do Or Die Records) Nocturne è una one-man-band di Chicago. Dan Klein, batterista dei Deist, si esibisce in questo “Ave Noctem” con uno stile decisamente proprio. Il sound è un blackened death metal che sembra ricalcare i clichè polacchi e scandinavi e con melodie vagamente pagan/viking e comunque di taglio epico.
(Autoproduzione) Hail Black metal! Ma non dalla Scandinavia o terre del Nord Europa, bensì da Cuba. Narbeleth è L. Dakkar, voce e strumenti, il quale ha inciso quattro canzoni, delle quali una dal vivo e registrata in modo
(Viable Records) I giovani americani Noriega sono una nuova manifestazione di quel metal claustrofobico nato da quelle tortuose e ossessive esternazioni sonore derivate dai The Dillinger Escape Plan e che pesca anche dal post hardcore, dal doom/sludge e dal mathcore. Un sound monolitico, ossessivo, chiuso
(Autoproduzione/Domino Media Store) Infine devo ammettere che nonostante l’ascolto gradevole di questo esordio degli svizzeri No Sun In San Francisco, il loro stile è una buona sintesi dei tardi Neurosis, i Cult Of Luna e Isis. Francamente è pur vero che se dei musicisti
(logic(il)logic) Tradizione pura, totale tributo ad una corrente musicale che discese da Inghilterra e Germania negli anni ’80. Questa è la sintesi della potente musica degli Italiani Nightglow. Il loro heavy metal -speed metal- è diretto, feroce, pieno di tantissima energia,
(Ear One Productions) Primo ascolto: uno schifo. Però era riprodotto da un computer con casse di merda. Secondo ascolto: un po’ meno schifo. Apparecchio migliore, ma gente in giro, poca possibilità di concentrazione. Non il mio mood ideale. Terzo ascolto: Noto quel “satan” urlato
(Pulverised Records) L’etichetta di Singapore Pulverised Records è ormai un’istituzione nel portare avanti il discorso dello swedish old school death metal, di conseguenza trovano posto nel roster i Necrocurse. Svedesi, ruvidi, con quelle loro tipiche distorsioni e uno stile che ricalca fedelmente
(Autoproduzione) Nader Sadek è un progetto musicale nel quale si sono incontrati Flo Mounier (Cryptopsy), Blasphemer (Aura Noir, Ava Inferi, ex-Mayhem), Novy (ex-Behemoth, ex-Vader) e Steve Tucker (ex-Morbid Angel) e poi anche Sean Frey, chitarrista dal vivo, e Carmen Simoes
(Coroner Records) Fa piacere trovare l’uscita di un musicista che non si possa definire solo come tale. Alessio NeroArgento è un tastierista, ma anche autore, compositore, produttore e sperimentatore di nuove sonorità e strumenti. Collaboratore di Diasarmonia Mundi, membro dei The Stranded
(BRC) Sbocciati da un passato glam, anzi cover-glam, gli Italiani Noise Pollution arrivano al debutto nel 2011 con questo full length che ha aperto loro diverse porte, tra queste suonare con i Black Stone Cherry e gli Hardcore Superstars. Autori di un hard rock brutale, che non mantiene più alcun legame con il glam,
(Kaotoxin Records) I Nolentia sono al secondo album e ad una buona manciata di esibizioni live, alcune fatte con gente del calibro di Brutal Truth, Exhumed e Disgorge. I tre francesi si esprimo attraverso il grindcore, loro genere di base, e tirano avanti con inserimenti crust/hardcore e death metal.
(STF) I Nailgun sono già autori di “Paindustry”, del 2011, e in questo nuovo album propongono un sound sommariamente power thrash metal, con linee melodiche ben pronunciate. Credo che la musica di questa band nasca attraverso due riferimenti principali, cioè i Metallica e i Nevermore.
(Listenable Records) Questa band svedese di doom/stoner ha sicuramente il nome più lungo che mi sia capitato di incontrare! “The cosmic Child” è il loro secondo album e si compone di sei tracce, quattro delle quali sono delle lunghissime litanie dai toni mistici e magici. Se ascoltando “The great Leveller”
(Autoproduzione) È un sound seminale quello dei Naga, c’è in esso qualcosa di rarefatto o di non ancora definitivo. Il tutto è arruolato da un genere sludge/doom. È un sound che l’ascolto ti lascia pensare a scenari industriali, edifici abbandonati… un mondo in rovina. È un demo, rintracciabile su
(My Kingdom Music) Ho perso la memoria di quell’ottimo lavoro che fu “Cities and Faces”. Era il 2001 e lo ascoltai casualmente e soprattutto perché molti dei Nude erano personaggi noti. Antonio Pucciarelli (i favolosi, e visti tante volte live, Undertakers e trascorsi black metal), Fabio Calluori (Heimdall) e
(Greyhaze Records) Nuovo album della spietata e ben quotata band brasiliana Nervochaos. “To the Death” è una incursione nel death metal più truce e potente, più o meno nella scuola dei Cannibal Corpse. Il riffing è lineare, pur ritrovandosi con una dose di potenza e cattiveria.
(Autoproduzione) Sono degli esordienti quasi assoluti, i marchigiani Nightland, ma non lo danno assolutamente a vedere: anzi, il loro secondo ep (il primo è del 2011) suona potente e professionale come non mai! Sono cinque i brani di questo “In solemn Rise”, power/folk/death (o forse… battle metal?) all’ennesima potenza: mentre la titletrack e la splendida “Knights of the dark Empire” hanno un impianto 100% Children of Bodom, con potenti spunti death dominati dalle tastiere,
(Crash & Burn Records/Arcane Witchcraft Coven) Rilassatevi. Chiudete il mondo fuori. Abbandonatevi alle pagine di un libro e, per un momento, lasciate che la vostra mente componga la colonna sonora di quell’avventura epica che state per assorbire, pagina dopo pagina. Oppure, immaginate quell’emozione costruita da centinaia di introduzioni epiche, cavalleresche, piene di energia, create per molti album, quei pezzi orchestrali, quelle piccole opere che spesso durano troppo poco, o che finiscono diluite tra chitarre distorte e possenti voci in canzoni veloci, violente, oscure, metalliche.
(AFM Records) “Endzeit” è uscito un mese prima del giorno in cui molti hanno voluto credere, far credere, ricamare che il mondo finisse, perché il calendario della meravigliosa civiltà Maya terminava. Si, per ricominciare però. Così come termina un giorno alle 24 e ne inizia un altro. I tedeschi nulldB hanno dunque cavalcato l’onda comunicativa di quell’evento fittizio, pubblicando un album che significa appunto “fine del mondo”. Gli esponenti della Neue Deutsche Härte da buoni teutoni cantano in lingua
(Indie Recordings) Seconda prova per questa band che vede musicisti passati (o ancora in essere) per band come Mayhem, Gorgoroth, Dødheimsgard, 1349, God Seed e altri. Gente tosta e che ha costruito le fortune del black metal. Teloch (chitarra e basso) diede vita a questo progetto in solitario, addirittura nel 1992. Poi col tempo le cose sono andate avanti e cresciute. Sono arrivati il singer El.Cpt.Estrella Grasa (vacci a capire chi è veramente), il chitarrista e bassista Blargh (ora nei Dodheimsgard)
(Autoproduzione/F.O.A.D.) I piemontesi Nerocapra hanno qualcosa di innaturale dentro la loro musica. C’è qualcosa di questo death metal che sembra appartenere a sfere non consuete. Un qualcosa di esoterico? Beh, il nome è suggestivo, i testi, in italiano e inglese, menzionano spesso il sangue, l’omicidio rituale e forse non solo quello, c’è anche qualcosa del totalitarismo. Mirco Rizzi e DNE sono le chitarre e voci, B la batteria e il sound è un death metal molto grezzo, primordiale.
(This Is Core) Il popo-punk di fattura americana, particolarmente della California, sta dilagando anche nello Stivale. ovviamente la proposta arriva attraverso band giovani, come i Now.Here. Nonostante quelle facce adolescenti, il mestiere lo stanno imparando bene e i cinque pezzi di questo “This Is Who We Are” suonano già con rifiniture attente. Nonostante cio’ le canzoni di “This Is Who We Are” pur essendo orecchiabili comunque non hanno delle linee melodiche strepitose.
(Autoproduzione) Seconda e apocalittica prova dei colombiani Nepente. “Suffering Is the Seed” è lo scontro di forze possenti come il death e il back metal, per un risultato che polverizza ogni cosa. La title track apre l’album e sprigiona una violenza inaudita. Una violenza che si materializza tra passaggi iperveloci e violenti, come tempeste infernali, come black metal estremo, e porzioni di death metal annichilito e con rimandi al thrash metal
(Murder Music) I No More Fear questa volta fanno sul serio. La band italiana in oltre un decennio non è che abbia fatto cosucce, ma vuoi per storia personale e sacrifici compiuti per andare avanti (tre album in undici anni, più uno split), fanno capire immediatamente che “Mad(e) in Italy” sia lo zenith della loro creatività
(Candlelight) I misteriosi black metaller inglesi Nine Covens pubblicano il secondo album a solo un anno di distanza dal debut “…on the Coming of Darkness”. Misteriosi perché non si ha conoscenza dell’identità dei quattro, ma le loro personalità producono canzoni legate all’essenza del genere e che si rifanno al suo passato glorioso. Black metal che si ammanta di atmosfere gelide
(Purodium Rekords) Siamo in presenza di un demo tape (si, in cassetta) proveniente dalla città di Oporto e limitato a sole 100 copie. Come un piccolo libro di esoterismo della più abominevole magia nera. I Nefastu sono quattro lerci black metaller. Lerci per il sound grezzo e ovviamente underground, legato al black metal di prima maniera. Niente tastiere o innesti death e thrash metal, qui i Nefastu pensano a marciare con furia e concedendosi qualche mid tempo d’ordinanza, lo schema non è rispettato nella lenta marcia di “Mórbida Premonição” e in “Trevas”,