NANGILIMA – “The Dark Matter”
(XTreem Music) Ancora un supergruppo death/doom metal: sono passati pochi giorni dal mio ascolto dei Mesmur e oggi arrivano i Nangilima, che mettono assieme Spagna, Svezia (dove vivono due componenti) e Bulgaria (dalla quale proviene il polistrumentista Nikolay Velev, coinvolto in decine di progetti). (altro…)
(Hells Headbangers) Diciamocelo pure: gli americani Nunslaughter amano l’Italia. Noi sappiamo coccolarle, le band che meritano. Poi loro ci ripagano spesso e volentieri con calate puntuali nel nostro belpaese e/o con uscite discografiche ad hoc. E il gruppo in questione per fortuna usa entrambi gli
(Autoproduzione) Per iniziare bene il 2015, da Terni ci arriva l’ep di debutto dei Nightraid, che ci offrono quattro pezzi assai godibili e spontanei fra hard rock ed heavy metal. Si comincia con l’arrembante “Stanby”, non lontana da certe cose di Pino Scotto o della Strana Officina:
(Autoproduzione) Sviluppato su un tema diviso in quattro atti, cioè guerra, inverno, sogno e vendetta, “De Diebus Fastis Nefastis Infaustis” raccoglie una sorta di viaggio psichico nella vita e le sue diverse fasi. Spesso quando si ha a che fare con l’argomento ‘vita’, i toni sono sempre
(Chabane’s Records) Esagitata band della Francia centro-meridionale che spara a mille un metal-hardcore, come si faceva tanti e tanti anni fa. I Nippercreep sono diretti discendenti dei SOD, dei D.R.I. del loro periodo crossover, oppure dei Black Flag, ma in una versione stravolta e sfinita: insomma una pura mazzata di metallo
(Graviton Music Services/Dry Heave Records)
(autoproduzione) Colui che ha curato gli effetti scenici per i Mayhem, l’artista visuale Nader Sadek, ha realizzato un album intitolato “In the Flesh” nel 2011 e la versione live, “Living Flesh”, dopo due anni. In quei due album oltre a Flo Mounier alla batteria (Cryptopsy) e Rune Eriksen (ex Mayhem) alle chitarre, faceva parte del progetto anche Steve Tucker (ex Morbid Angel). In “The Malefic: Chapter III” Flo e Rune, insieme
(Terror From Hell Rec.) Sound ruvido, se non propriamente lercio. Basso fangoso, adatto per qualsiasi contesto: black, noise, thrash. Stile che incrocia un old style fatto di thrash, death e black. Tre selvaggi del metal provenienti da Mantova, rintanati dietro una copertina truce e ben fatta: manifesto dell’estremo sound del quale si fanno portatori. Il germe dell’hardcore si annida in Deathblast, ma non solo lì, dove nnell’incipit del brano
(Sun & Moon Records) Avvolgente e oscura re-release di uno dei primi demo della band francese, per la precisione il secondo. Ed anche l’ultimo lavoro dove partecipa attivamente Herr Suizid, membro fondatore della band. Non una semplice re-release, ma tutto
(Autoproduzione) Il duo della Florida Northern Crown esordisce sul mercato discografico nel più puro segno del doom con questo ep di cinque tracce. Il mini è aperto dalla titlerack, pezzo breve, veloce e magico, con ogni evidenza di ispirazione Candlemass (poco oltre in scaletta abbiamo infatti la cover di “Crystal Ball”).
(Autoproduzione) Pubblicato grazie a una kickstarter campaign, il terzo album degli inglesi Northern Oak mescola suggestioni pagan, folk e medieval: quasi lo definirei viking, se il termine avesse ancora un significato nell’orizzonte musicale odierno. E molto british, non c’è dubbio: si sentono i Forefather, si sentono i Cruachan,
(Trollzorn Records) I Nothgard sono la prima band di Dom R. Crey, recentemente subentrato negli Ensiferum: probabilmente nasce da qui l’idea di un tour congiunto delle due formazioni, che partirà fra pochi giorni e toccherà anche l’Italia. “Age of Pandora” è il secondo disco di questi bavaresi, e la presenza
(Pesanta Urfolk) Oscurità assoluta. Oscurità che trafigge, avvolge, stringe fino alla morte. Pesanta Urfolk è una label che sorprende. Le sue release spaziano tra lontani confini, contrastanti generi: da musica estrema a concetti rilassanti ed introspettivi. Ma c’è sempre una componente comune, che trovo fantastica, deliziosa, attraente:
(Svart/Solina/Twisted Films) Tra vent’anni esatti la Karelia, in Finlandia, sarà un deserto arido, terribilmente caldo, spietatamente letale. Lotte tra esseri dalle sembianze umane, ma profondamente mutati psicologicamente (alla Mad Max) combatteranno con suoni e musica, sesso e insulti. Una team di
(Scarlet Records) I Noveria, che sorgono nel fertile ambiente power/prog romano, e vedono nelle proprie file membri di Astra e DGM, si accasano subito con la Scarlet Records e pubblicano un debut compatto e serrato. La titletrack ci investe subito dopo l’intro: il contrasto fra le chitarre tostissime
(Forever Plagued) Necuratul è un progetto dello Statunitense Weird Wolf, conosciuto per aver suonato per Prosantus Inferi e Black Funeral. Non si sa molto delle origini di questa one man band, le note biografiche sono scarse. “Sanguine Lupus Graves” è il demo tape di debutto. È stato stampato, infatti
(Lay Bare Recordings/Fallodischi/Shove Records/La Fine) Allibito. Sconvolto. Ma esaltato. Eccitato. Percepisco il nero, l’oscurità, la decadenza. Il Male. Quoto con immenso piacere una parte della presentazione della band: “Una macabra e ottenebrata danza di estremismo musicale, solo perché in Italia non ci sono
(Pure Rock Records) Definiscono la loro musica un mix fra power e melodic hard rock, ma ascoltando il terzo disco dei californiani Ninth Circle ho pensato anzitutto ai Queensryche e a certi toni maturi, progressive e ricercati del loro sound. Ecco, i Ninth Circle mi sembrano proprio
(Mighty Music/Target) Reclutato alla batteria Ivo degli Izegrim, gli olandesi Neckbreak Nation approdano al debut album dopo aver fatto circolare il proprio nome nella loro terra e dintorni, grazie ad un thrashcore metal con spunti moderni e soluzioni più o meno tecniche.
(Sepulchral Productions) Black metal canadese. Uno dei filoni più intensi e coinvolgenti del genere. I Neige Et Noirceur arrivano così al quarto album, sempre fedeli al black metal ambientale ma con una massiccia iniezione di black metal classico, quello dei primi anni ’90 che si percepisce per l’uso delle
(Autoproduzione) I romani Necropoli, qui all’esordio, reclutano il cantante georgiano David Unsaved (abbastanza noto nella scena doom per essere la voce degli Ennui) e ci propongono una colata di death/doom metal che si concede anche qualche tocco di sperimentazione.
(Sliptrick Records) L’universo musicale di “Dentro Me” è carico di atmosfere che vanno sull’hard rock, nonostante qualche trama delle sei corde e annessi contorni ritmici appena più sull’heavy e in alcuni casi anche di natura prog. Proprio sul versante dell’atteggiamento tecnico sarebbe fin troppo
(Mortis Humanae Productions) L’oscurità che piomba su una distesa gelida, eterna, antica. Tensioni e conflitti sepolti da coltri di nevi eterne. Uno scenario dimenticato e primevo. “Nocturnal Frost” è la colonna sonora di questo fosco paesaggio raccontato dai francesi Noctem Cursis. formazione
(Hell Headbangers) Split cd all’insegna dell’estremismo musicale da parte della Hell Headbangers, che propone due bands provenienti da nazioni non propriamente famose per le uscite in ambito metal. I primi due brani sono eseguiti dai Coreani Nocturnal Damnation, dediti
(AFM/Audioglobe) Se c’è una band francese di heavy/power metal che valga la pena ricordare, questi sono i Nightmare. Senza contare un lungo split, i transalpini sono attivi da qualcosa come 35 anni, e ultimamente non stanno sbagliando un colpo (ne parlo diffusamente
(Metal Scrap Records) Avete presente i Pungent Stench? Ebbene non si può che pensare a loro se ci si approccia a “Recovery of Sync”; infatti siamo sulla stessa linea di schizofrenia compositiva e non da meno con una base tecnica rispettabile. Fusione aberrante di death, thrash, crust, grindcore e crossover
(Scarlet Records) Ritorno sulle scene per i Necrodeath, storica band ligure apprezzata in tutto il mondo, grazie a lavori immortali quali “Into The Macabre” (1987) e “Fragments Of Insanity” (1989). dopo lo scioglimento, tornano nel 1999 incidendo l’ottimo “Mater Of All Evil”, seguito dal feroce “Black As Pitch” e dal più groovy
(Unique Leader) Ancora agli Hertz Studio (Vader, Behemoth e tanti altri) per una parte del lavoro di realizzazione del terzo album dei Near Death Condition. Con “Evolving Towards Extinction” la band svizzera si autocandida ad essere una delle realtà più lucide nel riproporre il sound o il modo di fare
(Earthquake Terror Noise) Secondo full length per i Veronesi Neptune, band nata nel 2000 dedita ad un melodic death metal di stampo Scandinavo sulla scia di gruppi come In Flames e Dark Tranquillity. L’album, rispetto al precedente “Acts Of Supremacy” ha un taglio più aggressivo e diretto, un approccio più thrash alla
(Independent) Profondità sonora. Eccellenza melodica. Ed oscurità, decadenza, tristezza. Arriva il primo full length di questa geniale band Italiana che scolpisce un prog intenso, pieno di tecnica, evoluzioni senza tuttavia mai cercare velocità, o virtuosismi
(Revalve Records) Un nuovo assalto dei Nefesh, condotto con stile e organizzazione. Nefesh, una macchina da guerra che non conosce l’irruenza e la sete di sterminio, perché il metal dei Nefesh è ricco e variegato. Una macchina concettuale. Progressive?
(autoprodotto) Continua l’intensa produzione della one man band Italiana. Dopo il bellissimo “Let The Sky Collapse”, risalente ad un anno fa, e dopo essere riuscita a giungere al cospetto della eclettica Misantrof Antirecords (nella compilation natalizia di fine 2013), torna Noisekraft con un singolo intenso e pieno di emozione.
(Iron Bonehead) Un split di due band sostanzialmente sconosciute, provenienti da un underground a noi molto lontano. Spesso queste pubblicazioni non vengono considerate, spesso succede che due oscene tracce, due peccaminosi culti, due perle di oscurità vengono, purtroppo, ignorate. Ma sarebbe un errore. Qui, infatti, c’è un
(Iron Bonehead) Che i Nechbeyth avessero qualcosa di particolare l’ho compreso a metà della seconda canzone, cioè “Ruination Conquest”. C’è una sorta di tensione nella musica della band, qualcosa che fa saltare i nervi, qualcosa di …caotico! Quando ho preso a leggere le note informative ho appreso
(RA Recs) Sei minuti e poco più, tanto dura questo lavoro dei viterbesi Neid. Grinders agguerriti, cinici. Seppelliscono l’ascoltatore sotto una colata sonora che prende il nome di “Non Repetere Est Eereditas”. I brani sono cinque e prevedono la partecipazione di ospiti, come Cinghio (Hour of Penance, Buffalo Grillz)