Le nostre recensioni di novità o album già in circolazione, le impressioni, le sensazioni, le analisi e dei nostri ascolti su tutta la musica della scena metal & rock.
NILE – “What Should Not Be Unearthed”
(Nuclear Blast) I Nile non hanno certo bisogno di presentazioni. La band Statunitense fondata da Karl Sanders nel 1993 ha saputo, negli anni, ritagliarsi una posizione di rilievo tra i fans del death metal, mescolando sapientemente sonorità brutali di scuola (altro…)
(Pure Steel) I californiani Shadowkiller sono la tipica formazione da Pure Steel Records, che non a caso distribuisce il loro secondo album: us metal arcigno, tirato, dagli evidenti temi guerreschi (il debut era invece dedicato all’antico Egitto),
(Despotz Records) Nella seconda metà degli anni ’90, gli svedesi Tad Morose produssero un paio di album di alto livello: le fortune della band sono poi andate scemando nel corso del periodo successivo, portando addirittura a un decennio di inattività (2003-2013).
(Steamhammer/SPV) Questi musicisti israeliani sono piuttosto prolifici: tre album in quattro anni non è roba per tutti, specie se la qualità media è alta, come nel nostro caso. L’intro strumentale di questo lavoro serve solo a teletrasportarci proprio nel bel mezzo del
(Steamhammer/Oblivion/SPV) Metallo teutonico e digital-industriale da ormai ben 35 anni… anche se la lontananza dall’appuntamento con il full length ormai conta ben 18 anni! Tornano Die Krupps, i quali
(Altare Productions) I portoghesi Dementia ci propongono un black dalle tinte funeree e mistiche, molto veloce e con un cantato urlato. L’origine europea dona come sempre una forte componente epica alle composizioni e un pizzico di melodia, in realtà celate da riff molto veloci e dal suono
(Art of Propaganda) Dopo un silenzio di 12 anni tornano i Thorenbreed. Ne sono passati di anni e loro si sono evoluti da band death metal ad un combo di black metal veloce e brutale. Naturalmente la componente death di una decade fa non è completamente svanita. Ecco perché il black
(Beyond…Prod.) Death metal con un tocco di estrema personalità e maledetta originalità. Sono Italiani, sono al secondo full length e dimostrano di avere le idee estremamente chiare scegliendo un percorso artistico
(Autoproduzione) Il giovane chitarrista e tastierista texano Gabriel Guardiola si vanta di essere uno shredder d’eccezione, e per tutti e due gli strumenti che è capace di padroneggiare… in attesa del full-“length”, mette sul mercato il secondo ep della sua band Immortal Guardian.
(Hidden Temple Records) Ma dove vanno a prenderla l’ispirazione i gruppi sludge?! I suoni sono oltre il terreno. Parlano di mondi, ma non del nostro; di deserti, man quelli terrestri. Con il rischio che se la vena compositiva c’è davvero sei fregato. Perché una volta visti questi paesaggi con le
(Arthorium Records) I brasiliani Dark Witch esordiscono su full-“length” dopo una gavetta durata sedici anni: e lo fanno con un disco sferragliante, a tratti ingenuo, prodotto in maniera non eccellente, ma sicuramente godibile e genuino.
(Behemoth Productions) Atmosfere pesanti, oscure. Letali. Il black della one man band italiana The Unchaining guarda a Burzum, ma punta anche a qualcosa di più viscerale, senza dimenticare immensi passaggi atmosferici esaltati da suoni dolci, violentati da vocals feroci. C’è
(Casus Belli) Tre brani per il progetto neofolk russo Bird’s Way, che debutta con una bella copertina e su un one-side vynil in edizione limitatissima. Musiche ritmiche, genuinamente folk, che sanno delle steppe sconfinate della Siberia,
(Maple Metal) I finlandesi Crimson Sun, al debutto dopo una lunga trafila di demo ed ep, suonano quel tipo di melodic metal che spesso viene definito per esclusione: non è power, non è gothic, non è progressive, ma forse un mix di quanto citato e anche di più…
(Overdub Recordings) Dissidio da ogni cosa, raccontandolo attraverso la musica e testi chiari. Testi in italiano ed esposti con parlato, cantato, recitato. Musica aggressiva, riff pesanti e momenti agili
(Nuclear War Now! Prductions) Non è facile inquadrare in un unico genere la proposta degli Stargazer, band proveniente dall’Australia, terra che gode negli ultimi anni di un discreto fermento per quanto riguarda la scena estrema. Le coordinate
(Nuclear War Now! Productions) C’è voluto quasi un decennio, ma alla fine anche i Mefitic sono approdati al debutto. Dieci anni son tanti e han permesso al combo di ragionare su ogni piccolo particolare del platter. Risultato? Ottimo direi. Le composizioni, come prevedibile ma non scontato, sono
(Sun & Moon Records) Dall’Ungheria arriva questo gruppo, al debutto con un’opera sincera e oltranzista. Black metal dalle tinte pessimiste e misantrope. Il cantato somiglia moltissimo a quello del leader dei Watain, mentre le composizioni ricordano vagamente i Bathory dei primi album.
(Autoproduzione) Da Seattle si fanno avanti i Children of Seraph, che ci propongono il loro primo ep di quattro brani. Si sente lontano un miglio che i nostri sono americani, e infatti il loro power metal è un mix delle più disparate influenze.
(Code 666) Pensavo che questi svedesi fossero morti. Non si sentivano nominare dal 2005, quando uscirono con uno split. Poi più nulla. Francamente ho sempre pensato che questo combo dedito all’industrial black fosse sempre stato sopravvalutato, specie se confrontato con colossi del calibro dei Samael. Per quanto riguarda l’aspetto puramente musicale, non sembra essere passato un
(I, Voidhanger Records) Anche se l’unico elemento di questa one man band viene dal continente australiano, ci scommetto che questo disco non è stato registrato sulla terra. Forse in qualche landa desolata di chissà quale pianeta, ma non nelle nostre terre… Il platter comincia con un’intro recitata, la voce
(Nordavind Records) Capolavoro. Un album lunghissimo (un’ora e tre quarti). Con canzoni eterne (sono solo sei, tutte sul quarto d’ora/venti minuti). Un
(Svart Records) Mi aspettavo molto da questa release, visto che nel gruppo milita un membro degli Ancient Ones. Difatti, leggendo il flyer, sembra proprio che la nascita del gruppo sia stata dettata dalla necessità di dare spazio alle forti esigenze compositive di Mr Corpse. Va detto fin dall’inizio che le sonorità
(Symbol Of Domination Productions) Feroce one man band Russa, i Solis Occasum sono arrivati troppo tardi, diciamo con vent’anni buoni di ritardo. Ascoltarli in cd e non in mc è quasi uno scempio ma cerchiamo di farci
(Hells Headbangers) Debutto discografico per Dwell, band Danese dedita ad un doom metal molto oscuro, caratterizzato da riffs pachidermici e stacchi melodici malinconici, mentre la voce è in growling, tipicamente death metal che rende il sound
(Napalm Records) Poche cose nel mondo sono più lente e pesanti degli Ahab e del loro nautical doom metal: per il loro quarto album, i tedeschi si ispirano (come da tradizione) a un racconto di horror ‘marino’ dei primi del ’900, e raggiungono senza dubbio il proprio picco compositivo.
(SPV) Per chi ama l’heavy metal vintage, i Black Trip sono certamente una formazione da tenere d’occhio: non solo perché ci canta Joseph Toll degli Enforcer, ma anche per la freschezza del loro songwriting senza tempo.
(SPV) I Mad Max sono da sempre una delle band hard rock più illustri e rappresentative della Germania: ma “Thunder, Storm and Passion” non è un nuovo disco, bensì una compilation di brani risuonati estratti dai primi album di metà anni ’80 (rispettivamente “Rollin’ Thunder”, “Stormchild” e “Night of Passion”…
(Autoproduzione) Nati nei primi anni del nuovo millennio, i Psychophobia si sono cimentati in poche e piccole prove discografiche. L’ultima è questo tre pezzi che include “Servants of Deception”, sintesi di stile tra In Flames e Dark Tranqullity, “The Fall” che ripete questa sintesi
(Autoproduzione) Sembrano uscire dalla Bay Area questi Thy Fallen kingdom, band in realtà proveniente da Singapore con una genuina passione per il thrash anni ’80.
(Minotauro Records) Eroico. È tale Antonello Giliberto in questo suo lastricato sonoro di finezze, ghirigori, vortici, incastri, suoni, riff, scale che salgono e salgono… Epico, dunque. Chitarrista di grande fattura, un tocco concettuale classico, quel tipo di classicità
(Satanath Records/Metallic Media) Forse certi paesaggi spersi nella federazione Russa sono compatibili con certi generi, con suoni che si orientano sul DSBM e l’atmosferico. Con “Gaia”
(Satanath Records) I belgi Zardens hanno a mio avviso intravisto la formula vincente, ma non l’hanno colta appieno. Mischiare il death con il black è difficile e a tratti forzato, ma questi ragazzacci non se ne curano affatto
(Symbol Of Domination Productions) Se il primo impatto è quello che conta, beh… Non è questo platter cominci propriamente con il piede giusto. Un’intro piuttosto scialba ci accompagna alla release di debutto di questo duo
(Satanath Records) Ecco un bell’album. Nonostante la copertina piuttosto semplice, il dischetto nel lettore ci propone un interessantissimo connubio tra Nile e Rotting Christ, tra Morbid Angel ed Enslaved. E’ come se il