Le nostre recensioni di novità o album già in circolazione, le impressioni, le sensazioni, le analisi e dei nostri ascolti su tutta la musica della scena metal & rock.
KULT OFENZIVY – “Nauky Ruznic”
(Iron Bonehead) Terzo album per i Cechi Kult Ofenzivy, band sulla quale vige il più assoluto riserbo per quanto riguarda l’identità dei suoi componenti. Musicalmente, siamo di fronte ad un black metal cantato in lingua Ceca che sorprendentemente ben si adatta alle sonorità proposte. Il gruppo si muove agevolmente tra black metal (altro…)
(Raw Lines-New Model Label) Secondo album per i Lombardi Sunset, tre anni dopo il debutto “Viaggio Libero” che vantava le collaborazioni di artisti come Jennifer Batten e Graham Bonnet. Questa volta la band ha deciso di fare tutto da se, limitandosi ad ospitare il quintetto folk
(Cold Raw Rec.) Forse i Massemord vanno oltre “Devil” con “Dux Nobis”. Questo nuovo album ha una forza imponente e dal punto di vista dell’impatto stupisce, grazie ad un black metal concretamente tale. Maestosi, è questo l’aggettivo che meritano i tre militanti del verbo NSBM, esposto attraverso una sorta
(Qua’ Rock Rec.) Crepuscolari nel dark wave, freddi ma eleganti nell’industrial, mutevoli nell’elettronica: ogni aspetto del sound dei Craftycell è qualcosa di vasto, ma dai contorni comunque definiti e chiari. Sintetizzatori e programmi, elettronica varia, il basso e la chitarra, sono attori di una trama musicale mesta, triste. C’è
(Iron Shield) Se si ha l’attitudine giusta, basta relativamente poco per comporre un buon album di heavy metal classico: le innovazioni sono subito bandite in favore di un approccio spontaneo, che cerca il chorus di solida presa e il riff da headbanging.
(Nuclear Blast Records) I Cradle Of Filth tornano e come sempre genereranno un fiume di parole, opinioni, punti di vista, giudizi… i quali sono tutti sostanzialmente inutili. Saranno tutte immonde cazzate visto e considerato che siamo al capitolo 11. Alle porte del quarto di secolo
(Comatose Music) Un massacro proveniente da Chattanooga, nel Tennesse. Già autori di “Dying Breed” nel 2009, quest’anno i cinque assassini di Chattanooga colpiscono con il secondo album “Observations of Humanity”. Death metal brutale e ricco di spunti. Non propriamente technical, ma
(Raw Lines/New Model Label) Full length di debutto dei Parmigiani Beggars On Highway, band nata nel 2010, e autori dell’EP “Hard, Loud And Alcoholic” del 2012. Il genere proposto è un heavy metal old style, in cui confluiscono influenze hard rock, punk e NWOBHM; un mix tra primissimi
(Satanath Records / Cold Raw Records / Metal Throne Productions) Raw black metal disteso su un’unica composizione di 28’43”, per questa band i cui componenti sono O, chitarra e voce, J, basso, tastiere e voce, B, batteria e voce. Un trio
(Rock’n’Growl) Power, thrash e groove nel secondo disco dei texani Darkology: la band dei fratelli Brian (batteria) e Michael (chitarra) Harris ha energia da vendere, e se avesse proposto un album un po’ più breve (qui abbiamo dodici canzoni per 64 minuti!) probabilmente avrebbe fatto il botto.
(Cold Raw Rec.) Il brasiliano Armando Luiz è stato menzionato in Metalhead con l’ultimo lavoro realizzato con il nome di Servi Diaboli, cioè l’EP “Markets Herre”,
(Vic Records) 1991, un trio svedese che per i tre anni precedenti si è dato a diversi demo, incide un album dall’atmosfera catastrofica. I Carbonized sono Lars Rosenberg, che vanta trascorsi negli Entombed e Therion, vi suona magistralmente il basso e, per chi scrive, anche in un modo
(Swamp Records) Se ascoltaste contemporaneamente un album black e uno di techno anni 80 otterreste grossomodo il suono dei Pavillon Rouge. Industrial black dalla Francia, cantato in francese. Il risultato funziona fin dalle prime tracce, con richiami a Samael, Arcturus e Hypocrisy. I ritmi sono naturalmente
(Invictus Productions) Un demo di quattro tracce per questi ombrosi svizzeri. Registrato chissà dove (sperando sia realmente in presa diretta), il dischetto ti porta fin da subito in territori pieni di ombre e dubbi, dove la possibilità non è benaccetta. I nostri fanno un black dalle tinte e dai toni fortemente doom.
(Schwarzdorn Production) Einar “Eldur” Thorberg Guðmundsson (
(Self Mutilation Services) Struggente debutto per questa band italiana. Etichettata come Depressive Post-Black Metal, regala un album che va molto oltre questa definizione, in quanto gli oltre settanta minuti di queste sette tracce sono la sintesi dell’armoniosa bellezza della depressione, dell’oscurità, della decadenza umana. Pezzi
(Nuclear War Now! Productions) Terzo album per Doomed And Disgusting, progetto parallelo di Dave Slave bassista degli Australiani Sadistik Exekution. Rispetto al black metal feroce e grezzo suonato con la band madre, la direzione musicale di questo progetto verte su
(AFM Records) Attenzione: questo album vi mette davanti ad un altare pieno di divinità del rock e del metal! Un album con undici ottime tracce, piene di metal, rock, folk, sinfonico, power arrivando fino al prog. Ma questo è normale. Forse. Poi ci sono le due menti dietro il sipario, ovvero Mark Sweeney (ex Crystal Ball) e Michael Voss (ex
(Underground Symphony) I metalheads italiani nutrono di norma un odio feroce nei confronti degli Skylark: la formazione milanese, che ha mietuto successi soprattutto in Giappone, è infatti spesso accusata di dilettantismo musicale e di eccessive concessioni a sonorità pop e commerciali. Ho seguito Eddy Antonini & compagni in modo troppo saltuario in questi anni per poter dare un giudizio equilibrato: ma ricordo certamente che agli esordi symphonic power seguì una fase di ‘allegerimento’ che mi fece perdere interesse nei confronti della band.
(AFM) Per festeggiare l’ingresso in formazione di Nitte Valo, ex cantante dei Battle Beast, i finlandesi Burning Point pubblicano un prodotto a metà fra la compilation e il full-“length” di inediti: accanto a sei canzoni ri-registrate (compreso l’hit “Heart of Gold”)
(Nightbreaker Production) Esordio discografico per i Torinesi Orgiastic Pleasures, band formata da musicisti che vantano una certa esperienza in ambito estremo. Il genere proposto è un death metal old style di matrice Svedese, aggressivo ma non eccessivamente
(Svart Records) Dopo l’EP arriva l’album. Regola di base che questi 4 finlandesi hanno rispettato, creando uno spazio dove scatenarsi senza controllo. Vantano membri di Forced Kill e Speedtrap e con quell’EP a base di puro rock’n’roll sparato a volumi pazzeschi, sporco, brutto, cattivo avevano detto la loro. Ora e tutto sempre più punk, rock ed
(Punishment 18 Records) Fautori di un black metal che implementasse un carico melodico ben superiore alla media, i Borknagar hanno poi sviluppato ampiamente tematiche testuali e musicali legate al viking. Già questo secondo album del 1997 e ripubblicato dalla Punishment 18 Records, offre
(This Is Core) “Slow Sun” è una sorta di crossover. I Mooth nascono come noise band, ma al giorno d’oggi stoner, hardcore, appunto il noise e un lieve atteggiamento math-core albergano in questo sound piuttosto robusto e che ha tratti si dimostra oscuro per il suo possente groove.
(Dead Center Production) Questi thrashers nostrani richiedono più di un ascolto per essere assimilati. Nonostante infatti il flyer etichetti la band come un combo thrash, dopo un’intro strumentale fatta di sirene e presagi di distruzione la prima traccia vera e propria non è solo thrash. E’ anche un po’ death e un po’ svedese. La produzione non all’altezza
(Signal Rex) Ecco un gruppo da tenere d’occhio. Secondo album per questi portoghesi che hanno deciso di ripercorrere le tracce del pluriosannato Burzum. Quattro tracce che si muovono tra il black e l’ambient, tra l’epico e la cacofonia. Il risultato, pur essendo molto simile nel contorno al progezzo di mr Vikernes,
(Iron Bonehead ) Oscuro vinile 7 pollici, 45 giri. Oscura anche la confezione inondata di nero. Oscuro il sound di queste tracce esclusive che i due act hanno proposto per lo split. Gli svedesi Grá sul lato A: hanno all’attivo un full length ed un paio di EP; sanno lacerare con ritmi
(Massacre) Estraggo dai recessi della mia memoria il nome dei tedeschi Stormhammer, autori, nell’ormai lontano 2009, di un “Signs of Revolution” che acquistai a un loro concerto a München. La band bavarese torna all’attacco con il quinto disco dopo un silenzio che dura da allora:
(Metal Scrap Records) A distanza di quattro anni tornano i deathsters ucraini D.HATE con un album poderoso, spietato, ricco di precisione ma anche di violenza. Ci lasciarono con il validissimo “Game with Ghosts” ed ora questo “L.I.F.E.” dimostra una importante crescita, una maturazione artistica sia compositiva che esecutiva. Il
(Comatose Music) Finalmente un album brutal death con le palle! Gli Statunitensi Dysentery danno alle stampe un album brutale, senza fronzoli e lontano da tante contaminazioni tipiche del death metal odierno. La formula è semplice: riffs pesantissimi come macigni, chitarre droppate di un paio di toni, un basso
(Nordavind Records) Gli italiani Riti Occulti fanno un black metal diverso. Intenso. Incrociato con doom, sinfonico, atmosferico e rituale, questo sound dà origine ad un qualcosa che ha un forte richiamo italiano (il nostro doom, il nostro metal, il nostro horror) senza però perdere
(Metal Revelation) Una tempesta di groove ed energia nel debut dei francesi Parallel Minds, che stupiscono con una proposta attuale e potente. Ce ne accorgiamo subito dall’opener “I am”, che unisce la potenza power/thrash degli Iced Earth alla modernità del groove dei Nevermore,
(Pavement Enterteinment) Quinto album per i Resistance, band Belga attiva dal 2004. Il genere proposto è definibile come deathcore, anche se i Resistance si mantengono lontani dallo stile moderno di gruppi come All Shall Perish o Suicide Silence, preferendo un approccio più brutale e old school. La continua alternanza tra accelerazioni brutali
(Autoproduzione) Io proprio non so cosa si mangiano i nativi di quest’ isola, ma evidentemente dentro c’è roba forte… Il quarto disco dei Dawn Of Azazel è di un tirato da far impressione. Probabilmente han composto le tracce mentre stavano scappando da un diavolo della Tasmania, altrimenti non mi spiego tutta questa velocità. I tempi rallentati sono
(Comatose Music) “Uncertain Process” rievoca il death metal della Florida, ma trascinato verso velocità attuali (che ricordano i Decapitated) e con una tecnica che tende a rendere i pezzi degli scomparti che si incastrano tra loro. I Prion suonano in modo robusto, solido, contornato da un lavoro