Le nostre recensioni di novità o album già in circolazione, le impressioni, le sensazioni, le analisi e dei nostri ascolti su tutta la musica della scena metal & rock.
ORDER OF THELEMA – “Demo MMXIV”
(Autoproduzione) Ha un certo fascino questo demo degli statunitensi Order Of Thelema che già dal nome nel segno di Aleister Crowley, indica una direzione occulta del metal dai toni doom e black di cui gli OOT si fanno carico. Viene subito in risalto il tocco della tastiera, in (altro…)
(Autoproduzione) Gli Shrine of the Serpent sono un trio di Portland che si affaccia sul mercato con un ep: 3 brani e quasi mezzora di durata. “Nine Gates of Shadow” è esattamente al confine fra il doom/death (per l’approccio vocale e l’andamento generale del brano) e lo stoner (per i suoni di chitarra). Monolitica (forse fin troppo!) “King in Red”, mentre “Gods of Blight”, che è il pezzo più lungo (quasi dodici minuti),
(Coroner Rec.) Impressionante potenza del suono dei tre giapponesi Gyze, al secondo album e di nuovo per l’italiana Coroner. Potenza assoluta, impatto fragoroso e immenso. “Black Bride” presenta musica che corre inesorabile, intarsiata da tocchi di un epic/power metal che si infondono in questo melodic
(Sepulchral Productions) Immaginate di recarvi nei margini di una foresta ancestrale. Immaginate di bendarvi con un vello di seta nero e correre a perdifiato per il bosco, con tutta la foga che potete avere. Come se foste inseguiti da una legione di cani rabbiosi. Probabilmente
(Emanations/Les Acteurs Del’ombre) Il Black francese è nero, è incontaminato, sicuramente è violento. I Lifestream incarnano alla perfezione lo stereotipo della black metal band francese. Non cercano di stupire con novità o personalismi. Vogliono solo aprire per
(Metal Scrap) Dalla fredda Lettonia, i Varang Nord esordiscono con un ep di sei pezzi di fierissimo pagan metal. “Wild Hunt” è abbastanza alla Fintroll, ma è sostenuta da un riff portante che è praticamente Judas Priest! Ottimo inizio per quel che mi riguarda.
(W.T.C.Productions) Come dichiarato in una intervista per
(Century Media) I Tesseract sono uno dei gruppi prog più discussi degli ultimi anni. Con all’attivo solo due album (Ma che album!) i nostri pubblicano un live che segna anche il ritorno sulle scene del primo cantante. Registrato lo scorso autunno, il platter mostra una
(Ulterium Records) Dalla Slovacchia i Within Silence ci offrono il più classico symphonic power metal che si possa immaginare: ancora una volta le scene giovani (soprattutto dell’Est) dimostrano di mantenere una purezza che difficilmente si troverebbe altrove in Europa,
(Inverse Records) So che generalmente sono critico con il gothic metal, specialmente con quello più radiofonico e patinato… ma onestamente mi sembra che il genere sia proprio in crisi, molto più del ‘mio’ power o del thrash. I tedeschi Child of Caesar
(Nuclear War Now! Productions) Sound estremo. Sound death/black in favolosa chiave doom. È quasi difficile capire se questi polacchi debuttanti facciano del doom estremo o del black pesantissimo! Ma i tre quarti d’ora proposti non offrono
(Autoproduzione) Quello che ovvio e scontato di “It Begins at Birth” è che suoni come una vecchia release di Entombed e Grave, ma ciò che stupisce è quanto fresco e ben suonato sia il deatrh metal che contiene. Ascoltando i quattro viene il dubbio che siano
(Inner Wound) Non è certo la prima volta che attorno a una bella fanciulla dalla bella voce qualcuno abbia l’idea di costruire un album metal (o quasi)… ricordo ancora con simpatia i pioneristici tentativi di Helena Iren Michaelsen, e non troppo tempo fa mi sono occupato dell’australiana Darkyra Black (
(Trascending Obscurity India) La Trascending Obscurity India pubblica questo split di due band death/doom: è significativo notare che i Dormant Inferno provengono dall’India e i Dionysus dal Pakistan, due nazioni, come è noto, divise da motivazioni culturali e religiose molto forti.
(FDA-Rekotz) Tornano, a distanza dall’ottimo debutto “My Empire” i Tedeschi Deserted Fear. Se il primo album aveva entusiasmato pubblico ed addetti ai lavori, questo “Kingdom Of Worms” conferma solo parzialmente le potenzialità espresse nel lavoro precedente. I brani sono ben eseguiti, brutali al punto
(Bakerteam Records) Nati nel 2004, i Russi Tantal esordiscono nel 2009 con “The Beginning Of The End” descritto come un mix di progressive, thrash metal e death con influenze moderne. Questo nuovo “Expectancy” segna un notevole mutamento di stile, sfociando spesso e volentieri verso lidi vicini al metalcore.
(Transcending Obscurity India) Ed ecco che MetalHead, fra i pochissimi (se non l’unico) in Italia, ha ancora a che fare con il metal indiano! Stavolta ci occupiamo degli Albatross, di Mumbai, giunti al grande passo del full-length dopo un ep e uno split.
(Dunkelheit Produktionen) Goatblood è un duo tedesco formatosi non da molto e devoto a un death/black seminale e sporco. Poche pubblicazioni minori e poi l’approdo a questo primo album contrassegnato da una copertina fantasticamente perversa e demoniaca, concepita con una grafica curata
(Glasstone Records) Dal titolo e dalla copertina mi aspettavo prog metal da videogioco: invece i canadesi Third Ion sono tutto sommato una band ‘classica’, di quelle che fanno sfoggio, all’interno dei (non)canoni del genere, di una tecnica sopraffina.
(Autoproduzione) Mi era decisamente piaciuto il primo demo degli Atlas Pain (recensito
(Crime Records) Secondo album per i Norvegesi Dimenzion: Psychosphere, band in circolazione da una quindicina di anni e autori, in precedenza di quattro EP. Il loro sound mescola in maniera originale la freddezza e la monotonia dei Godflesh, il thrash più cadenzato e
(Woodcut Records/Inverse records) Vagano nell’oscurità artica dal 1992, con all’attivo alcuni demo. Ma solo ora arrivano al debutto con questo “Nekros Philia” dalla copertina subdolamente invitante, mortalmente attraente. Un black metal pieno di sangue e decadenza, spesso lineare e poco
(Blood Harvest) E per la serie “nostalgia delle audiocassette” arrivano questi americani con il loro debutto. Nemmeno se uno si impegna può registrare un disco con un suono tanto rovinato. Tant’è che la cosa comunque funziona. Quattro tracce marce, pattume messo in musica, batteria e basso che si mischiano, linee di
(Golden Core) Ecco Ralph Scheepers lanciarsi ancora in un altro progetto: stavolta lo affiancano il batterista Aquiles Priester (che ha suonato un po’ dappertutto, in particolare con Angra, Paul Di’Anno e Primal Fear stessi), il chitarrista Andrew Szucs dei Seven Seraphim, e il bassista Bjorn Englen, che ha lavorato un po’ con Malmsteen.
(Mentalchemy Records) Uscito a dicembre dello scorso anno, “Larvas Mortal God” rappresenta il full length d’esordio, ma non la prima pubblicazione, per la band comasca Ignotum. Collocabile in un melodic death metal di sana tradizione scandinava, “Larvas Mortal God” offre una buona espressione di quel genere.
(W.T.C.Productions) Trapela una intensa oscurità dal secondo lavoro dei blacksters italiani Fides Inversa. Le sette tracce, orientate ad un concept ispirato al fascino fascino della morte unito al terrore mistico che essa rappresenta, non lasciano scampo, non danno respiro. I momenti più violenti -come il secondo capitolo “II”- sono apocalittici, privi di luce, supportati da
(AFM Records) Nonostante siano in circolazione dal 1983, i Brasiliani Korzus risultano abbastanza poco conosciuti, nonostante l’ottima qualità della musica suonata. Il genere proposto è un thrash metal decisamente ispirato dai primi Slayer. Questo, forse rappresenta il limite principale della band, in quanto i thrashers Americani hanno un sound unico e
(Autoproduzione) Non sempre i musicisti di oggi sanno accontentarsi. Si ascoltano dei lavori che se avessero quattro o cinque pezzi in meno potrebbero essere degli ottimi apripista, del materiale per farsi conoscere, per far girare il nome. Molte band emergenti e troppo musicisti di oggi, si consacrano
(Scarlet Records) Sono bravi, gli Artaius: lo dicevo già ai tempi del debut “The fifth Season” (recensito
(Comatose Music) Dopo un’ intro piuttosto piatta andiamo a descrivere il suono di questo combo. Qui si entra nel territorio del brutal tecnico. I tempi sono belli tirati, il batterista non lascia spazio a riprese di fiato. Si va giù di brutto dalla prima all’ultima nota. Il basso a completare la parte ritmica e la chitarra che
(Black Widow Records) Tre album in trent’anni… Signori, questa non è mancanza di creatività, ma una presa di posizione più che mai salda: per fare della buona musica bisogna prendersi del tempo e non lasciare nulla al caso. In realtà la band si è imposta un silenzio durato dal 1990 al 2005. Poi il contratto con
(Shadow Kingdom) Dopo lo splendido “Overlords of Chaos” rimasi molto male nell’apprendere lo scioglimento dei portoghesi Ironsword, indiscutibilmente la band più barbarica nell’ambito dell’heavy/epic metal d’annata. Con grande piacere saluto dunque il loro ritorno sulle scene con questo “None but the Brave”,
(WormHoleDeath Records) Al di la dei gusti personali, va sicuramente riconosciuto ai Greci Raw In Sect il fatto di essere una delle bands più originali ed inclassificabili uscite negli ultimi anni. Trovo
(autoprodotto) Ad un anno di distanza torna il duo piemontese capace di forgiare il suono con forme deviate, lontane da schemi imposti o comuni. Questo album è il completamento dell’EP (dal quale sono tratte cinque delle tracce, qui proposte in versione diversa, migliorata,
(Autoproduzione) Caro fruitore musicale medio italiano, sappi che oltre ai due ‘cantautori’ dell’Emilia Romagna che tu chiami ‘rocker’, nel nostro paese di rocker veri ne abbiamo ancora. I Mataleòn ad esempio, musicisti che infatti si muovono nelle direttive del rock, il quale