Le nostre recensioni di novità o album già in circolazione, le impressioni, le sensazioni, le analisi e dei nostri ascolti su tutta la musica della scena metal & rock.
SOURCES OF I – “Faces”
(Kaotoxin Records) Nuovo progetto per l’iperattivo artista belga Déhà (Imber Luminis, We All Die (Laughing), Merda Mundi, NØD, ecc…). Un EP con tre canzoni pregne di malvagità in chiave black, con vaghi spunti orientati al doom che conducono ad una oscura introspettiva ricca di vena poetica. Tre tracce monumentali, dove (altro…)
(Underground Symphony) Formazione italiana al debutto, i Maya nascono come reincarnazione degli Holy Gate, di cui conservo e ascolto ancora con piacere il demo “Shiver to Hell”, inviatomi ormai tredici anni fa per un vecchio portale con cui collaboravo all’epoca.
(GlobMetal) Dalla Russia, e precisamente dalla regione di Rostov, ci arriva l’interessante ep dei Nota Amara, che finora avevano all’attivo soltanto un full-“length”. Quello che funziona, nei quattro pezzi di “Mediocrity”, è la commistione dei generi.
(Satanath Records) I The hell sono la risposta serba agli ormai compianti Morbid Angel. Portatori del verbo death, i nostri aprono le danze con un’intro recitata per poi cominciare a pestare giù duro. Il cantante, più che cantare, declama. Declama le sorti del mondo e di tutte quelle anime che
(Satanath Records) Ora scopro che anche in Bulgaria si fa del buon black. Ormai l’Europa dell’est ha cominciato a minare seriamente l’egemonia delle band nordiche per quanto riguarda questo particolare genere musicale. I Serpentine Creation ne sono una prova lampante. Figli del black
(Satanath Records) I Sacrilegious Impalement sono un gruppo di bruti finlandesi che di lindo e pulito nella musica non hanno mai fatto niente. E a noi piace così, perché certi tipi di black sono cattivi e sporchi, senza compromessi. Sotto allora con una raccolta di una demo e due ep che danno il
(Nuclear War Now! Productions / Ross Bay Cult) Io provo ad immaginarmi come abbia fatto il tecnico di studio a registrare questo album. Forse tra disperazione e maledicendo i quattro canadesi che gli piantavano tutta la strumentazione sul rosso, mandando in distorsione ogni
(Svart Records) Dopo due anni di gavetta con innumerevoli demo registrati in presa diretta -lo-fi-, arriva il debutto professionale (il quale, comunque, fu precedentemente registrato senza overdub) di questa impattante band svedese impegnata su un death/doom. Il death c’è per linee vocali, orientamento, testi e qualche
(Total Metal Rec.) Ascoltato con interesse “Two Straight Horizontal Lines and the Organized Chaos in Between: Director’s Cut”,
(Patac Rec.) Nel nuovo millennio gli Hellbastard hanno ancora qualcosa da dire. Non più icone del crust, dell’irruenza, del ‘muro-contro-muro’. Autori di un qualcosa di più definito e netto. Nei suoni si, nella composizione più di tutto, gli inglesi ‘Bastards’ sferragliano
(My Kingdom Music) Per la serie: “ad Agrigento il marmo lo spacchiamo con la testa a suon di mazzate!”. Dall’isola più bassa del suolo italico giungono gli Eversin alla loro terza prova su disco. I Morbid Angel sono morti e sepolti? Chi se ne frega, andiamo avanti con loro e già che ci siamo mischiamo il tutto con un
(Autoproduzione) I canadesi Iron Kingdom offrono esattamente ciò che vogliono i defenders più incalliti: heavy metal a tinte epiche, duro e puro come la copertina di questo “Ride for Glory” o l’aspetto dei membri della band.
(MYO Agency) Straight To Pain, band proveniente dalla scena (ormai satura) metal-core/death-core italiana. Con il rilancio dell’hardcore nei primi anni 2000, di certo il metal-core è stato
(Armee De La Mort Records) Un tuffo nel metal estremo degli anni ’80. I Francesi Manzer propongono un album che può essere considerato come un tributo alla scena thrash/black metal di quegli anni, in cui i due generi non erano ancora ben distinti, come poi avvenne all’inizio degli anni ’90, quando esplose il black metal
(Napalm Records) Prendiamo dello stoner, ma anche del sano southern… magari anche del dark blues. Aggiungiamoci una voce polverosa, opaca, ai confini tra il grezzo spinto ed il growl tenebroso. Risultato? Il terzo album di questa band del Kansas! Lo dice la presentazione stessa: barbe lunghe, incolte e tanto -tantissimo- sudore. Amplificatori torturati, riff
(autoprodotto) Un salto indietro negli anni ’90 con questo concentrato di nu-metal. Un nu-metal che integra il tedio dell’epoca ma anche la rabbia odierna integranti in questo EP di cinque tracce che sono una sequenza di pugni in faccia. Ritmiche forsennate, singing ispirato dall’ira con delle intelligenti iniezioni di melodia che portano il lavoro di questa band
(Wickerman Recordings) Una forma primordiale di post-black metal che instaura sensazioni piene di sofferenza ed ansia, un costante incubo, un costante tormento. Le nove traccie di questo di questo quinto lavoro confermano la creatività della band olandese la quale materializza un’atmosfera a cavallo tra il soffocamento ed il sogno, grazie ad un abbinamento
(Drown Within Records) Deprived è uno split creato da due band nostrane: Dementia Senex e Sedna. Il tutto inizia con “Blue Dusk” dei Dementia Senex e fin da subito
(Nordvis Produktion) Dopo il debutto con l’EP di due anni fa (“
(Office4Music) Terzo album per gli Austriaci Mosfet. Un lavoro travolgente, che sprizza energia e potenza da ogni poro. Il genere proposto è un thrash’n’roll con influenze death metal, riscontrabili soprattutto nella voce di Philipp Essl, molto simile a quella di Tom Angelripper. E sono proprio
(Revalve Records) Mi piacciono questi siciliani. Pur volendosi palesemente ispirare ai Novembre, perlomeno nelle sonorità, i nostri restano su territori leggermente meno aggressivi. Restano le tipiche melodie novembrine, ma si intravede della personalità nel lavoro. Il platter è accattivante fin dalla copertina,
(Musica Productions) Ottimo e ben curato death metal melodico dalla Siberia. Un death metal che ovviamente richiama a produzioni svedesi note, ma che è in grado di proporsi con originalità, efficacia ed un marcato gusto melodico in grado di rendere queste nove traccie coinvolgenti ed attraenti. La sofferenza, quel senso depressivo, sono manifestati con
(Punishment 18 Records) Da appassionato del genere, devo riconoscere, non senza soddisfazione che ultimamente il Bel Paese è una fucina di thrash metal bands, la cui qualità può tranquillamente reggere il confronto, se non addirittura superare quella di realtà estere. Basta pensare a gruppi come Irreverence, Sofisticator, Alkoholizer e Blindeath per rendersi
(Autoproduzione) Talvolta mi stupisco di come certi demo di bands semisconosciute suonino molto più convincenti di alcuni albums pubblicati da gruppi più famosi e blasonati. Certo, la tecnologia ha fatto passi da gigante, e l’era dei demo tape è superata da un pezzo, ma serve comunque un certo gusto per trovare le sonorità adatte ad un determinato
(Overdub Rec.) I riff dei Bioscrape sono roventi, le distorsioni fremono e il basso scuote dei colpi netti e ben in evidenza. Il loro modern metal è pulito, solido e crea un’atmosfera votata al futuro, a mondi immaginati, sognati, sperati
(Silentium in Foresta Records/autoproduzione) Progetto strano. Lavoro assurdo. Membri che non si sono mai incontrati nella vita reale e nemmeno parlati telefonicamente in quanto “la completa sincerità emotiva non può essere condivisa con persone che si conoscono perchè potrebbero essere distorte dall’affettività”. Pura e totale depressione, oscurità
(Sliptrick Rec.) L’incipit di “Never to Be Seen Again”, opener di “Consequences, riporta alla mente le cose maestose dei Behemoth, ma in definitiva i francesi The Oath si spostano su territori meno
(Overdub Recordings) Francese il nome della band, l’inglese per i testi, l’Abruzzo come terra natia. Il cerchio che serra la musica di À L’Àube Fluorescente ha una dimensione ampia, internazionale, perché
(Ván Records) Terzo immenso album per i “The Seasons of Life” (traduzione dall’islandese…). Un concept superlativo che parla della conversione religiosa dell’Islanda attorno all’anno 1000 il cui titolo si traduce (dall’islandese antico) pressapoco come “Odino ed il dio dei monaci”. Oltre un’ora e venti di poesia, di viaggio attraverso altre terre, altre epoche,
(Napalm) A solo un anno dall’ottimo “Sacrificium”,
(Massacre) Conobbi i Crystal Ball grazie alla loro esibizione a un Agglutination Metal Festival: da allora non sono stato un fan costante della formazione elvetica, ma mi è capitato sotto mano più di un loro album, e mi sembra che i nostri siano stati sempre in grado di mantenere un certo standard qualitativo.
(Svart Records) Eterei. Psichedelici. Strani. Alternativi, maledettamente classici, stranamente innovativi. I finlandesi Seremonia arrivano al terzo full length, il terzo cerimoniale, come suggerisce la traduzione del loro moniker e come conferma il titolo che vuol dire “l’arca di cristallo”. Testi, impostazione
(Code666) Sembra scontato ma questi arrivano proprio dalla mitica -e mistica- Transilvania. Terzo album di una trilogia (la quale stilisticamente non è proprio tale), un album che integra black sinfonico e pagan/folk ispirato a tradizioni mitologiche della Dacia con risultati efficaci, attraenti e decisamente fedeli al canone “campanilista” del black metal.
(AFM) Ancora un live di Udo?! Ma il “Live in Sofia” (
(Massacre) Per il suo primo album solista, Jonne Jarvela dei Korpiklaani fa una scelta intelligente: pur restando nell’ambito del folk metal, si allontana con decisione dalle atmosfere festaiole del suo progetto principale, e offre una manciata di canzoni dedicate al lato più sciamanico e rituale delle sonorità che lo hanno reso famoso.