Le nostre recensioni di novità o album già in circolazione, le impressioni, le sensazioni, le analisi e dei nostri ascolti su tutta la musica della scena metal & rock.
URFAUST – “Apparition”
(Vàn Records) Tornano gli Urfaust, e si entra subito nel loro eccentrico mondo, fatto di suoni astrali e soffusi, atmosfere da incubo e visioni degne del più pessimistico Lovecraft. Il duo germanico confeziona un’altra perla di (altro…)
(Massacre Records) Dopo l’ottimo esordio “Bringer of Light” (recensito
(Massacre Records) Mentre aspettiamo la seconda parte della saga fantascientifica “Starwolf” (
(Moribund Records) Where Evil follows è la nuova creatura di Toby Knapp, che alcuni conosceranno come chitarrista degli ormai sciolti Onward: il nostro è impegnato in numerosi altri progetti, ma con l’amico Dean Stenberg ha voluto mettere su anche questa band di heavy/speed sporco e molto americano.
(Doomentia Records) Nuovo album di questo trio nato sul finire degli anni ’80 (all’epoca la formazione era più ampia) in Pennsylvania e che in questo nuovo secolo suona un thrash/death/blackened che offre scampoli di matrice teutone e in minima parte della Bay Area. Linee del riffing
(Mighty Music) 30 anni di attesa per il comeback dei danesi Evil, autori di un seminale mini nel 1984… e una delusione assoluta alla pubblicazione del primo full-“length” della loro carriera. Appena 32 minuti (per sette brani più intro) per un disco che non va assolutamente da nessuna parte: produzione impastata, linee vocali di una modernità del tutto fuori luogo
(Pure Steel) Il demo di debutto degli Shadowbane aveva suscitato una certa curiosità nell’ambiente dei defenders: una band tedesca (per la precisione di Amburgo) che suona in modo così americano non può passare inosservata… tuttavia ci sono voluti quasi cinque anni perché il full-“length” vedesse la luce (naturalmente sotto l’egida della Pure Steel).
(Pulverised Records) Fondati da Yassin Hillborg (Afflicted), gli Svedesi Crucifyre seguono il percorso tracciato della band madre, proponendo un death metal old school, influenzato da acts come Possessed, Bathory, Slayer e Celtic Frost. Nonostante le fonti d’ispirazione siano evidenti, il songwriting della band è di
(Century Media) Dopo il singolo dello scorso agosto il quale, con brutalità, annunciava il ritorno di questa band tedesca, ecco finalmente il full length! Una band emersa a fine anni 80, con all’attivo solo tre album prima dell’oblio… del silenzio… interrotto l’anno scorso… l’anno della
(Hell Headbangers) Questi Acid Witch sono dei geni. Manco si capisce chi suona cosa, ma il risultato è ottimo. Sembra di ascoltare un vecchio polveroso sette pollici raccattato in soffitta e
(M.A.P./VideoMapNetwork) Un rock colto, ammesso che sia il caso di usare un termine che spesso è piaciuto a critica e fan e chissà quante volte impropriamente (vero, Sig. Battiato?). Un rock i cui testi sono costruiti su livelli diversi dalla comune linea di creazione di parole per un testo musicale.
(Agoge Records) Nonostante il flyer si perda in improbabili definizioni musicali, con molta più semplicità possiamo inquadrare gli In Flames dell’era “Reroute To Remain” e i Tool di “Opiate” come i principali ispiratori del combo italiano. Certo essendo la prima prova su disco è normale che il platter sia nel complesso un po’ acerbo ma i riff proposti sono tutto
(Saturnal Records) Full length di debutto dei Voodoo Gods, band attiva dal 2001, inizialmente con il nome Shrunken Head, che vanta tra le proprie fila alcuni grossi nomi della scena metal internazionale, tra i quali David Shankle (ex Manowar) e George “Corpsegrinder” Fisher dei Cannibal Corpse, chiamato a
(Sliptrick Records) A dispetto del monicker in stile black, i nostrani Fog fanno death. Anzi, del buon death, quello che ormai non siamo più abituati a sentire, viste le megaproduzioni
(Nuclear Blast) Il fatto che un nuovo album dei Nightwish sia un evento non è discutibile. Lo è per i fan, per il mercato, per l’industria che gira attorno a una band di quel calibro. Una band importante e che ha dato concretamente qualcosa al metal. Se siete fan
(Graviton Music) All’origine di questo progetto c’era Arjen Lucassen. Lui e Marcela Bovio erano il perno su cui basare idee e soluzioni. Poi Lucassen è andato avanti con altre cose, mentre gli Stream Of Passion si sono costruiti un’identità forte. Da soli e certi delle proprie capacità, su tutte il talento
(Pavement Entertainment) Immaginate quel fangoso suono dello stoner unito a cose nu metal. Immaginate una voce alla Chad Kroeger, ma più sporca, più roca. Non immaginate e date un ascolto ai torinesi The Cyon Project, gente che si guadagna l’attenzione della Pavement Entertainment
(W.T.C.Productions) Arrivano finalmente al full length i tedeschi Dysangelium facendo un passo avanti rispetto al demo “Leviaxxis” dell’anno scorso. Il vocalist che nel demo non mi era piaciuto affatto non ha cambiato lo stile, ma ha comunque migliorato l’impostazione rendendo leggermente più convincente la performance (anche se non particolarmente buona),
(Sliptrick Records) Un disco brevissimo, ma a suo modo accattivante: i romani Lady Reaper irrompono sulla scena con questo album autotitolato, che frulla l’heavy anni ’80, generosi dosi di speed, un tocco di NWOBHM e forse anche qualcosa di più moderno in un mix veloce e dall’attitudine stradaiola.
(Sliptrick Records) A tre anni di distanza dell’EP “Soldier God”, ritornano i Romani Endamaged con il Primo full length “At The Gates”. Il sound del gruppo affonda le proprie
(Drown Within records) Se vuoi fare un disco così devi saper suonare. Ma non basta, devi saper coinvolgere l’ascoltatore e portarlo dentro la musica, farlo sognare, impaurire,
(Hells Headbangers) Ristampa da parte dell’etichetta Hells Headbangers di “There Was Blood Everywhere”, mini LP uscito in origine per la Relapse nel 1995. il genere proposto dagli Embalmer è un brutal death metal con frequenti richiami al grindcore, non molto lontano da quanto fatto sentire dai primissimi Carcass.
(Icarus Music/Gates Of Hell Records) A volte duole ammetterlo, ma sono anche i colpi di fortuna a determinare la carriera di una formazione. Se solo questi peruviani fossero stati notati in tempi meno sospetti dalla Century Media
(Southworld Recordings) Dal tour del 2010 i Damned ricavano questo doppio album dal vivo, registrato al The Manchester Academy. L’album è un tassello della serie “Graveyard Chronicles”, con la quale la band ha pubblicato diverse release di rarità e inediti. Ventuno canzoni catturate attraverso
(Inazuma/Rock’n’Growl) Ecco qui un disco pronto per il fuoco, astioso e incattivito, di coloro che odiano per partito preso il power metal! I Melodius Deite, che vengono nientemeno da Bangkok, Thailandia, confezionano un secondo full-“length” di symphonic power che trabocca dei cliché del genere.
(Autoproduzione) Canzoni scarne e ridotte ai minimi termini, con arresti e ripartenze continue, all’interno di un hardcore rabbioso.
(Thunderforge Records) Dopo cinque anni di silenzio ecco tornare in pista i lituani Skyforger, una delle prime band dell’est europeo a sfondare anche sui lidi occidentali (i nostri sono in attività dalla fine degli anni ’90). “Senprusija” è un album che mostra diverse sorprese, ma non tradisce lo spirito della band: ancora una volta,
(Scarlet Records) Temperance: una band italiana di cui annotarsi il nome! Metal moderno, accattivante e veloce per questo “Limitless”, che conferma tutto ciò che di buono si era visto nel debut (recensito
(Gain Music/Sony) Ecco una di quelle band che per qualche motivo non ho mai seguito. E riconosco di aver sbagliato! Il quartetto svedese, ormai al decimo anno sulla scena, vanta molta esperienza, stile, abilità, gusto e questo sesto disco è un piccolo capolavoro di heavy metal melodico, capace però di toccare vari
(Buil2Kill Records) Ricordo ancora quando recensii “The Gate of Nothing”, l’esordio dei lombardi Betoken: un heavy/power abbastanza complesso, vario e a tratti molto coinvolgente. Ammetto di non aver seguito troppo la band in questi dieci anni (!): la ritrovo ora,
(Nire Records) Se avete già una certa età, il nome di Carl Canedy non vi suonerà nuovo: il vulcanico batterista ha lavorato per anni con The Rods (è peraltro rientrato in formazione nel 2010) e sedeva addirittura dietro le pelli per il primissimo demo dei Manowar!
(Nuclear Blast Records) Come se la coppia Miret/Stigma avesse da dimostrare qualcosa a qualcuno. E invece eccoli qua nel 2015, a quattro anni di distanza dalla precedente prova in studio. Qualcosa di nuovo all’orizzonte? Per fortuna no: il lavoro dei nostri è 100% Agnostic Front. Testi caustici a anticonformisti,
(Svart Records) Qualcuno per favore fermi quelli della Svart! Troppo buone le loro uscite ultimamente. Così rischieranno di monopolizzare gli stereo di ogni buon appassionato di musica estrema. Questo giro tocca ai finnici
(Selfmadegod Records) Io ero un adolescente, loro esistevano da pochi anni e già la loro discografia era cospicua e c’era un amico più grande di me che aveva molti vinili. Non sono più un ragazzo, il mio amico continua a essere
(Against PR) La globalizzazione del mercato crea situazioni sempre più strane: la Against ci invia il debut degli sloveni Zaria. Io mi ci fiondo subito perché leggo ‘epic folk metal’… ma a prescindere dal fatto che l’etichetta si rivelerà in larga parte inesatta, mi chiedo dopo una mezzora: quanti metalheads italiani