Le nostre recensioni di novità o album già in circolazione, le impressioni, le sensazioni, le analisi e dei nostri ascolti su tutta la musica della scena metal & rock.
WARRANT – “Metal Bridge”
(Pure Steel) I tedeschi Warrant diedero alle stampe, nel lontanissimo 1985, “The Enforcer”, un album che ebbe un buon successo ma non permise alla band di raggiungere la ‘vera’ notorietà. Dopo lunghi periodi di sostanziale inattività, ma diversi segnali di vita negli ultimi anni, comprese esibizioni al Keep it True (altro…)
(Autoproduzione) EP di debutto per gli austriaci Eyes In The Void, gruppo attivo dal 2012 e fautore di un death metal melodico di stampo Scandinavo che vede come principale influenza gli Svedesi At The Gates. L’opener
(The Lab Recs) Un crocevia tra psichedelico, doom, stoner. Un mix esplosivo di fumo e nebbia che stordiscono con potenza e grinta che spaccano. Giunti al secondo album, i 1000mods sono quattro musicisti provenienti da Chiliomodi, in Grecia. Il loro
(Limb Records) Dopo cinque anni di silenzio tornano alle luci della ribalta i Red Circuit, una delle band del cantante dello Sri Lanka Chity Somapala, che in passato ha lavorato anche con Firewind, Power Quest e David Shankle Group. Il terzo disco della loro carriera convince, ma senza strafare:
(Sepulchral Prod.) Freddo, tanto freddo. Anzi, il gelo. Quello più bianco e tormentato dai venti. Il freddo, quello sprigionato da corde d’acciaio battute con frenetica e animalesca attitudine. Le corde di chitarre interpretate da distorsioni glaciali e spettrali. Monarque è tutto questo e incarna alla perfezione lo spirito primevo del Black Metal Quebecoise. I Monarque sono stati già affrontati en passant 
(Sixsixsix Music) Coinvoilgente split tra due one man band Italiane impegnate in un black metal atmosferico, immerso in oscurità ricche di espressività ed emozione. Gli Haate propongono tre pezzi, due dei quali appartenenti alla release “As The Moon Painted Her Grief” (leggi recensione), più la opener intitolata “The Crystal
(Nemeton Records) Il nome potrebbe far pensare a un gruppo irlandese, ma i Korrigans sono laziali (per la precisione dalla provincia di Latina) e non si dedicano ad elfi e folletti, ma alla storia degli antichi popoli italici. “Ferocior ad rebellandum”, il loro debut, narra infatti dei volsci,
(Invictus Prod.) Suoni un po’ piatti, nonostante delle distorsioni che sanno di metallo. Batteria leggermente sotto ai livelli degli altri strumenti, mentre tutto il resto è un assalto portato avanti con le armi dei Venom, Morbid Angel, Slayer, Bathory, Sodom, Kreator e via dicendo, ma senza banalizzare o votarsi a copie infruttuose. Gli americani Slutvomit suonano con impeto un qualcosa che sembra al centro dell’area
(AFM) Ormai quattro anni fa, quando ancora scrivevo su un portale passato a miglior vita, fui positivamente colpito da “The Road less travelled”, secondo disco dei norvegesi Triosphere – i quali, udite udite, non suonano black metal ma un power/prog molto alla tedesca. Finalmente, dopo lunghi tour
(Candlelight Records) Tra i più bravi, senza ombra di dubbio. Orange Goblin, lo stoner che impacchetta le sonorità di un tempo, le ascnedenze del doom, le atmosfere del desert rock e il rock stesso, quello classico, e non da meno il blues. Visionari, eccitati, ma sempre con i piedi per terra nel suonare le proprie canzoni. Sound selvaggio e coinvolgente esposto con fluidità. Scorre sangue
(Solitude Prod.) I brasiliani Lachrimatory hanno già pubblicato il proprio secondo album, autonomamente, nel 2011, ma è grazie alla Solitude Prod. se oggi “Transient” può conoscere una vasta diffusione anche in Europa. Inutile precisarlo dato il monicker e la copertina: i nostri si dedicano a un doom/death
(Scarlet Records) L’oscurità ritorna, sempre. La notte segue il giorno, sempre. Cadaveria mette in scena nuovi orrori, come sempre. Quinto album per la horror band italiana segnato da sonorità parzialmente simili all’ottimo “Horror Metal” (
(Autoproduzione) Debutto discografico per i Greci Amken con questo EP contenente quattro brani, per venti minuti di puro thrash metal, magari non proprio originalissimo, ma dannatamente coinvolgente. Quattro pezzi in cui l’ascoltatore viene sollevato per le palle, sbattuto per terra e preso a bastonate da questa band
(Solitude Prod.) Racchiuso fra due rarefatti strumentali basati su pianoforte e tastiere, “Unheard Prayers” è il secondo full-“length” dei russi Amederia, che giunge dopo uno iato piuttosto lungo (sei anni) dal precedente “Sometimes we have Wings”. Siamo di fronte a un disco doom/gothic raffinato e disperato,
(No Regrets Records) Terzo album per i Greci W. E. B., band nata nel 2002 e leader della scena dark/metal Ellenica. Questo “For Bidens” si muove tra sonorità prettamente dark, riffs metal piuttosto catchy, con alcune incursioni in territori estremi vicini al black metal, come nel caso del brano “Eligos”, dove voci baritonali
(AFM Records) Il 31 ottobre è stato il momento per presentare sul mercato un nuovo album dei Lordi. La band finlandese rappresenta un tipico esempio di immagine (horror) costruita per potenziare la propria musica. Un ulteriore argomento per far parlare di se. Lordi è questo e tale teoria è già stata discussa
(Nuclear War Now! productions) Ristampa del debutto dei Giapponesi Abigail, con questo “Intercourse & Lust” che viene riproposto in versione CD e LP dalla Nuclear War Now! Productions, label che nel 2002 aveva già editato il solo formato LP di quest’album, uscito originariamente nel 1996 per l’etichetta Modern
(Peaceville) Culto. Leggenda. Mito. Un trip devastante, causato da sostanze stupefacenti estreme. Un trip che è durato anni -quasi un ventennio- e che continua a creare allucinazioni, paure, crisi di astinenza, tremori, tendenze suicide, desideri omicidi, sete di sangue. L’estremismo del black metal: purezza strutturale estrema,
(UDR) Negli ultimi due anni, i Saxon hanno letteralmente bombardato i propri fan di uscite: prima il mirabile disco dal vivo “Eagles over Wacken” (
(Spinefarm Records) A cosa vi fa pensare un rinoceronte con occhiali, corona e mani umane che, in un interno da quadro di inizio novecento, mangia spiedini e insalate di piccoli uomini? La follia è, con ogni evidenza, ciò che sta dietro al progetto Soen, sorto per iniziativa, come quasi tutti sanno, di Martin Lopez
(Nuclear Blast) Il 19 Settembre 2014 è la data in cui è uscito l’ultimo lavoro, che va sotto il nome di “For the Journey”, della prog-metal(rock) band inglese Threshold. Decimo disco in studio per questa formazione che non tradisce le attese e sforna un piacevole album, che dà molto risalto alle tastiere di Richard West, il quale spazia senza problemi
(Massacre Records) Il settimo album dei Lonewolf sembra ancora più debitore, rispetto a quelli che l’hanno preceduto, dell’heavy/power sound tedesco di fine anni ’80-inizio anni ’90: i Running Wild sono una costante del sound, ma ci sento anche l’influenza di Iron Savior, Grave Digger, Paragon e Wizard (forse il referente più vicino).
(Forever Plagued Records) Sporca e nera colata di black metal, primevo, fatto con riff veloci, ruvidi e con un tasso di estremismo privo di ogni freno. Il tutto attraverso la coabitazione di un CD sacrificato al male e con l’accostamento dei greci e sulfurei Kult Of Taurus (si è scritto di loro
(Autoproduzione) La ricerca del tecnicismo di questa band death metal di Bergamo non viene certamente celata. Già dopo i primi secondi di ascolto del loro EP autoprodotto e caratterizzato da due sole canzoni (“Realm of Atlantis” e “Mac Brazel”), si notano tutte le qualità dal punto di vista esecutivo: stacchi precisi ed originali, batteria e sezione ritmica varia con intrecci ed armonie di alto livello, che riportano alla mente
(Jolly Roger Records) Bruno Masulli è artista assai noto nell’underground campano: i suoi progetti non si contano e il suo stile chitarristico è facilmente riconoscibile. Evidentemente non sazio della sua attività con tante band, il nostro si lancia in una ulteriore avventura ambiziosa e originale: con “I Miti eterni” egli ci offre un epic metal
(Memorial Records) Se l’album “Dystopia” suona in modo così definito, chiaro e letale, è perché i Carnality sono in circolazione dal 1999 e dunque hanno raggiunto nel tempo una preparazione ragguardevole. “Dystopia” è un lavoro che lascia senza fiato l’ascoltatore. I Carnality hanno già dato vita a delle release fatte circolare nell’underground, ma è con Memorial che adesso esce il primo vero album, messaggero del grado di maturità
(Autoproduzione) Tre brani per l’ep d’esordio dei brasiliani Jupiterian, il cui death/doom si rifà fedelmente alla scena inglese di una ventina d’anni fa. I quattro componenti si nascondono dietro le iniziali dei propri nomi, e devo dire che la copertina mi sembra molto intrigante; colpisce però, purtroppo in negativo, la produzione estremamente low-fi.
(Infernö Records) Un monicker che rimanda ai Jaguar e un titolo che rievoca Dio: non ci vuole molto a capire che genere suonino gli Axe crazy, che esordiscono sul mercato internazionale con un mini di quattro tracce. Più nello specifico, i polacchi sembrano rifarsi alla NWOBHM più ruggente
(Revalve Records) “Symptoms of a Common Sickness” è stata la testimonianza palese delle buone capacità dei Black Therapy, quartetto romano dedito al melodic death metal più classico e ripreso anche in questo nuovo EP. Una piccola pubblicazione ma di grande valore “The Final Outcome”, registrato al 16th Cellar Studio insieme a Stefano Morabito (Eyeconoclast e Fleshgod Apocalypse. Sono quattro le canzoni; la title track mostra da subito una prevedibile cadenza
(Bakerteam Records) Nonostante provengano dal Brasile, i Kattah si dedicano a temi della cultura araba: il loro secondo disco vanta la produzione di Roy Z, che parteciperà anche, in qualità di guest guitarist, ad alcune date live. Come dimostra subito la opener “Behind the Clay”, siamo in presenza di un power sporco ma comunque
(Autoproduzione) Una copertina singolare e indovinata incornicia l’ep di debutto dei londinesi Pineal: loro si definiscono post metal, ma forse tanto post non sono, dato che nel loro sound si colgono (almeno a mio parere) diverse influenze dei generi canonici, soprattutto in ambito stoner e groove metal.
(Debemur Morti Productions) Oscurità nordiche. In un freddo intenso e penetrante, nel bel mezzo del nulla e di una oscurità opprimente, cala un velo, un’atmosfera, una forza, uno spirito… una entità palpabile, reale, cala su esseri umani persi, dispersi, desolati; cala ed intensifica l’oscurità, la perdizione, la deviazione. La pazzia.
(Crash Music) Album di debutto per gli Italiani Jano’s Head, band nata nel 2010 che incontrerà i favori dei metallari più open minded. Il genere proposto è, infatti un crossover in cui parti rap e hip hop incontrano il metal moderno dei Machine Head. Rime secche e letali si fondono con parti cantate ed aggressive che ricordano una
(autoproduzione) I faentini Andrea e Isabel sono i componenti unici dei Fleshblade e si dedicano a un sostanziale heavy metal con cenni sinfonici e thrash metal. In particolare il thrash sembra emergere particolarmente nelle accelerazioni. Il sound dei Fleshblade inoltre mette in mostra un riffing forte, potente, contornato da ritmi imponenti. Meno sviluppate le melodie, le quali sembrano presenti per la sola linea vocale di Isabel, più