Le nostre recensioni di novità o album già in circolazione, le impressioni, le sensazioni, le analisi e dei nostri ascolti su tutta la musica della scena metal & rock.
M.A.I.M. – “Hostëria”
(Autoproduzione) Simpatici, scanzonati e irriverenti, i M.A.I.M. ci propongono da Belluno il loro ‘epica casera metal’: come si può capire dalla copertina e dal titolo di questo ep, siamo in presenza di un folk da taverna per le vostre serate danzerecce quanto alcoliche. (altro…)
(Revalve Records) Il metallaro dalla pelle dura, quello che ne ha sentite tante, avrà già inteso che nome della band e titolo dell’album rientrano nella categoria di un lavoro prog-metal. Nel 2014 sono molti i settori del metal che hanno già detto molto, se non tutto e il prog credo rappresenti perfettamente questo discorso.
(Tunecore) Edoardo Napoli è un artista indipendente, giovane, italiano (Liguria). Ha suonato con molte band, ha creato molta musica e forse non è ancora riuscito ad affermarsi in quanto… italiano. Dopo le varie collaborazioni, militanze, divagazioni, ha deciso di far da solo: lo skill non gli manca, sa suonare un po’ di tutto, dalle
(Trollzorn Records) Quarto disco per i rudi Mittelalter-metallers tedeschi Ingrimm, che fin dal titolo (che significa semplicemente “Impiccatelo!”, come chiaramente indica anche la cover) fanno capire quanto siano cattivi e determinati. E se ancora non ci credete,
(Bulletproof 20/20 Records) Irlanda del Nord. Terra ricca di passione, energia, calore, impulsività. Perfetto territorio per gli M$R che giungono così al loro terzo lavoro. Un lavoro pieno di divertimento, in quanto anziché essere stato creato nel grigiore “dell’ufficio” di ogni band (studio…) è stato concepito, materializzato e
(ASDR Recordings / Masterpiece Distr.) Complimenti per l’atroce copertina che veste questo death metal abbastanza evoluto. Genovesi, al debut album, Toolbox Terror mette in scena le complesse e agghiaccianti menti dei serial killer in un death metal estremo, a tratti tecnico e comunque in continua evoluzione nella sua
(Mighty Music) Dopo due EP, i danesi Meridian si sentono pronti per il full-“length” e pubblicano questo “Metallurgy”: dal titolo potete subito capire che i nostri coltivano il metallo classico, pur se con qualche apertura al sound anni ’90.
(Pure Steel Records) Un’altra band sfortunata, gli Steel Prophet. Forse meno di altri, dato il momento di gloria a cavallo fra i due secoli con la Nuclear Blast; ma sicuramente una formazione che ha mietuto molto meno di quanto non abbia seminato. In attesa del nuovo full-“length”,
(Clawhammer) Accattivanti e psichedelici, i Black Space Riders sono al terzo album e – per quel che mi riguarda in modo del tutto inaspettato – sono tedeschi: il loro space rock mi era in partenza sembrato molto british, ma a pensarci meglio ci sono sicuramente echi di quel rock acido teutonico inizio anni ’80 che poi si è evoluto, fra le altre cose, nell’industrial più sferragliante.
(Eibon Records) Naxal Protocol. Nuovo moniker per i rinati italiani Cazzodio. Sono tornati. Ed il loro nervoso rumore, il loro rumore strutturale, psicologico, devastante, assassino è di nuovo presente. Immutato. Evoluto. Incattivito. Dieci brani. Oltre un’ora di violenza, massacro, tortura. Tracce monolitiche che non
(Scarlet Records) Ogni giorno mi arriva musica da ascoltare, valutare, recensire. Mi ritengo fortunato. Tra questa musica ci sono un sacco di realtà nuove e molte realtà storiche. Ma ormai sono tante, e non fa molta impressione ricevere il nono album della band storica proveniente da qualche sperduto e freddo paese Norvegese, o da
(Nordvis Produktion) Secondo capitolo per gli svedesi Stilla, secondo capitolo che arriva velocemente dopo appena un anno dal valido debutto “Till Stilla Falla”. A partire da una copertina veramente stupenda (lo era anche la precedente), emerge ancora una volta la loro dimensione
(Autoproduzione) Non molto tempo fa mi trovai fra le mani il primo disco dell’act ucraino-brasiliano-turco-statunitense Suncrown: davvero un ottimo lavoro (eccolo recensito
(Crank Music Group) Norvegia. Non solo musica estrema, ma anche rock, un rock intenso ma semplice, divertente, coinvolgente, capace di intrattenere. Del freddo della loro terra mantengono quel fattore oscuro, gotico, pur dirigendosi artisticamente su un rock moderato, vagamente ispirato a concetti hard rock. Si formano
(Iron Bonehead) Questo album è uscito un anno dopo il precedente. “Denouement” (
(White Horse) Per chi non li conoscesse, i Solstice sono una formazione di punta della seconda ondata di metallo britannico, quella più sfortunata, che ha dovuto attraversare il grunge e la morte dell’heavy sound, e che solo in questi ultimi anni attira finalmente l’attenzione degli appassionati.
(Nuclear Blast Records) Decimo blasfemo comandamento. Cinque anni di abbandono, senza guida, cinque anni dopo l’evangelizzazione. Il leader Nergal ha dovuto combatter demoni molto potenti, ma nonostante tutto, nonostante l’attesa, ecco il ritorno della band che simboleggia la musica estrema polacca. Tornano i Behemoth, e
(Rocksector Records) Trovo sia superfluo fare il conto di quante volte MetalHead abbia avuto a che fare con i Martiria, e rimandare ai link delle passate recensioni e interviste. La band romana si meritava certamente tutto lo spazio che le abbiamo dedicato in passato… come si merita oggi la recensione del proprio sesto album in studio, il quale – non è certo un mistero –
(Doomentia Records) “Kaldera” è il ritorno dei Lurk, dopo un album di due anni fa, sempre contrassegnato dalle tendenze doom. Un sound pulito e chiaro, altamente oscuro nelle atmosfere che si svelano nella loro grandezza attraverso una produzione limpida. Il riffing è un muro sonoro maestoso nelle armonie e le distorsioni
(Nuclear Blast) La band ha un suo tocco. La capacità di inserire giusti assoli, ritmiche ben articolate, un cantato energico. Insomma la band c’è. Ciò che dei Generation KIll poco mi entusiasma è quella vagonata di influenze che sorregge questo groove thrash metal. Tra Pantera, Testament, Metallica, Rob Dukes, vocalist attuale
(Black Wave Promotion) Dopo un ep e un full-“length”, gli svizzeri When Icarus Falls si riaffacciano sulla scena con questo lungo e coinvolgente 4-tracce di post metal torrenziale e coinvolgente a 360°. “Erechtheion” sono quasi nove minuti di chitarre che piovono,
(Heart Of Steel Records) Un progetto strano, diverso, accattivante. Provengono dalla Serbia e l’idea è particolarmente fedele alle origini stesse. Due ottimi musicisti, Boris Šurlan e Vlad Invictus, due amici, mettono in piedi una idea di hard and heavy, con ampie influenze che
(Afm Records) Dicembre 2007-2013. Sei anni, anzi quasi sette, anni di silenzio. Ed ora? Non c’è più DC Cooper (questa era la sua band da disoccupato, ma ora è di nuovo nei mitici Royal Hunt), il tastierista è cambiato a favore dell’italiano Alessandro Del Vecchio. Si aggiunge anche il mitico Mat Sinner al basso… ed il
(Hellprod) Nuovo demo dei portoghesi e black metallers Mystical. Di loro si è già parlato di un demo in soli 50 esemplari su nastro (
(autoproduzione) Hard rock, heavy metal. Definizione quasi ovvia, troppo generica. Ricevo dalla band questo CD e noto subito una copertina molto, molto, bella; Comunicativa. Mi sembra di sentire odore di territori alternativi, con divagazioni progressive. Do inizio
(Napalm/Audioglobe) Non me ne abbiano a male i loro numerosi fans, ma i Van Canto non fanno proprio per me. Già quando sono partite le ‘note’ dell’intro/titletrack ho capito che l’ascolto sarebbe stato ‘complicato’, ma i punti più difficili sono stati certamente le cover di “The final Countdown”,
(Autoproduzione) Un po’ di buon vecchio power metal mi giunge (finalmente!) dai My Refuge, band del varesino al secondo ep. Quattro pezzi in questo “Living in Anger”, per circa 18 minuti legati, mi sembra, a stilemi musicali da fine anni ’90 o al massimo inizio anni 2000.
(Pulverised Records) Di recente ho parlato con Jonas Stålhammar (
(Autoproduzione) Nuovo promo per i triestini Growth In Decadence. Tre pezzi ben rifiniti, puliti nei suoni ma aggressivi nell’attitudine. Lo stile si assesta tra il thrashcore e il deathcore, fornendo anche il fianco a spunti di tipo moderno. La caratteristica principale dei Growth In Decadence è quella di scomporre il proprio
(Autoproduzione) Una band che pubblica un EP (come nel caso dei Mosvord), un demo, un promo, insomma una piccola pubblicazione per bussare alla porta del Regno del Metal e presentarsi, ritengo debba farlo con umiltà e senza troppe pretese che non siano strettamente legate alla musica. Registrare i pezzi con un sound
(Planet Metal) Chicago è in fiamme! I Bones hanno un sound che devasterà quella città e le sue limitrofe. Death metal e crust che copulano in una registrazione fatta senza orpelli. La batteria è piena e non ovattata e le chitarre marciscono in riff agguerriti, massacranti, da sfinimento. Un sound crudo, arroventato. Bastardo, nel
(Seance Records) Secondo album per i blackster finlandesi. Quello che mi piace dei Graveborne è che non pretendono dominare una scena o essere creatori di nuove direzioni del black. I Graveborne sono, e vogliono essere, fedeli al black metal anni ’90, mantenendone le motivazioni, l’integrità e la brutale aggressività. Con “Through
(autoprodotto) Inaspettatamente tornano i Sinezamia, band italiana che si era fatta notare con l’ottimo “La Fuga” nel 2012. Il ritorno non è con un nuovo album e tanto meno un EP. Il ritorno si appoggia su un singolo, due pezzi ricchi, potenti e coinvolgenti. Rimane il feeling
(autoproduzione/Transcending Obscurity India) Devo ammettere che il thrash è un po’ ai margini dei miei interessi. L’ho vissuto, l’ho amato, ma alla fine non ha saputo continuare a mandarmi i messaggi che facevano bollire il mio sangue tanti anni fa. Ma è con piacere 