Le nostre recensioni di novità o album già in circolazione, le impressioni, le sensazioni, le analisi e dei nostri ascolti su tutta la musica della scena metal & rock.
HEADLESS – “Growing apart”
(Lion Music) Ricordavo il nome degli Headless, band abruzzese che fece parlare di sé, nel lontanissimo ’98, per l’esordio “Inside you”. Sì, quel cd deve essere ancora da qualche parte nella mia vecchia casa! In ogni caso, dopo uno iato di ben 13 anni (altro…)
(Wraith Productions) Spiazzante. Non saprei definire questo album in altro modo. Confesso di aver ascoltato questo “Liber DCLXVI” almeno una decina di volte senza venirne a capo, talmente è strano e di difficile comprensione. Il concept su cui ruota questo lavoro è l’Apocalisse di San Giovanni e devo dire che la musica
(Cold Dimensions) Fäulnis vuol dire putrefazione in tedesco, un termine che potrebbe sintetizzare con fantasia questo sound polverizzato. Non siamo in presenza di un nichilismo sonoro lo-fi con questa band di Amburgo già al terzo album in studio, ma anzi c’è
(Golden Core Records) Non siete ancora stanchi della continua nascita di nuovi supergruppi? Allora potrebbero interessarvi gli Exorcism, che vedono nelle proprie file Joe Stump alla chitarra, Garry King alla batteria (ha lavorato con Joe Lynn Turner),
(Musea Records) Gli esordienti milanesi Cyrax confezionano un debut album breve (sette pezzi per circa 33’) ma decisamente interessante, che si ribella immediatamente a ogni tentativo di collocazione in un genere piuttosto che in un altro. Vediamo perché.
(Napalm/Audioglobe) Bravi come sempre gli Xandria (lo dicevo anche
(Transcending Obscurity) Secondo EP per gli australiani Inhumarn Remnants, band formata nel 2011 e autori di un un brutal death molto tecnico con parti veloci che sconfinano nel grind core. Apre il brano la title track, caratterizzata da blast beats che
(Blood Harvest) Riedizione, in doppio LP, di questo profondo abisso che porta il nome di Ævangelist, duo americano della Florida (alias Matron Thorn e Ascaris di Benighted In Sodom) che si rifugia in sonorità tra il dark metal ambient e l’atmospheric black metal. Resta però il fatto che formulare una
(Pure Steel Records) Sì, so bene che il disco dei Death Dealer è già uscito l’anno scorso… ma la Pure Steel ha avuto la bella idea di ristamparlo su vinile, e quindi abbiamo un’ottima occasione per riparlarne! Per chi non lo sapesse, questa band unisce musicisti che hanno fatto la storia dell’heavy metal
(Autoproduzione) Dietro al monicker ArrJam si nasconde Il Daz, bassista dei Vicolo Inferno oltre che di una cover band di acts quali Red Hot Chili Peppers, Primus e Living Colour. Con queste premesse va da sé che l’album “Session One” sia così impregnato di sonorità funky e fusion dove la sezione ritmica la fa da padrone. A
(Street Symphonies) Adrenalinico debutto sulla lunga distanza per questo act proveniente da Pordenone, formatosi nel 2012 come cover band. Ben presto si sono accorti di avere idee a sufficienza per scrivere materiale proprio. Dopo un’intensa attività live e l’abbandono della cantante Sabrina, con la quale avevano registrato
(Unique Leader) Ancora agli Hertz Studio (Vader, Behemoth e tanti altri) per una parte del lavoro di realizzazione del terzo album dei Near Death Condition. Con “Evolving Towards Extinction” la band svizzera si autocandida ad essere una delle realtà più lucide nel riproporre il sound o il modo di fare
(Street Symphonies Records) Debut album per i Milanesi Eyes’N’Lips, band dedita ad un hard rock/sleaze anni ’80 reso famoso da bands come Guns’N’Roses, Cinderella e Faster Pussycat. Tutto rimanda alla viziosa Los Angeles, dalla copertina al sound dell’album a titoli quali “Jack And Daniel”’, canzone che apre questo
(Graviton Music Services) Ho trovato abbastanza interessante questo album che in realtà non presenta un songwriting di chissà quale portata, ma propone una sintesi di cose che mi ha riportato a galla Soundgarden, Pantera, forse anche Black Label Society, di certo Alice In Chains.
(Memento Mori) Ottimo debutto dei Romani Morbo, band dedita ad un death metal anni ’90 sulla scia di acts quali Autopsy, Repulsion, Necrophagia e Celtic Frost. Per me è un piacere immenso sentire nuovamente queste sonorità: qui non troverete
(Great Dane Records) Uscito alla fine dello scorso anno, questo album è ancora in circolazione a raccogliere visibilità. Credo di averne sentito parlare tempo fa ed anche positivamente, ma adesso posso constatare che il duo Rousseaux-Kochel (due chitarristi) effettivamente ha concretizzato
(Sliptrick Records) Il precedente album per SG Records, “Brutal Realities”, ha fatto parlare tutto sommato bene di se e dunque Patrick Amati, titolare del progetto Suffer In Silence, non ha perso tempo per riproporre la propria musica, in particolare ai fedeli del death metal. “Behimnd the Truth”
(Great Dane Records) La caratteristica saliente del secondo album degli svizzeri Burning Flesh è che non stanca. Non produce cali di attenzione. Quante volte l’ho ascoltato? Tante, eppure ogni passaggio è stato come scivolare senza intoppi. Proprio come una palla da biliardo che rotola senza produrre
(Flicknife) Non mi aspettavo un album di questo livello. Non mi aspettavo della musica così varia e complessa insieme. Nove Anni per un nuovo album degli Hortus Animae e il risultato è qualcosa di sorprendente. Forse per gli Hortus Animae era anche facile farlo, visto che non si sono mai adagiati, non
(Autoproduzione) Con tutto il metal che ci arriva fin dentro le orecchie, Metalhead non ha il tempo per album e cose di altro genere. Eppure capitano situazioni irrinunciabili ed alle quali ci si sottopone, attraverso lavori che di metal non hanno nulla. Dirty Deep è una one-man band e
(Autoproduzione) Gli Shotgun Justice ci contattano per una recensione di questo loro ep di due pezzi: la band tedesca (per la precisione vengono dalla Bassa Sassonia, non lontano da Hannover) ha una carriera più che decennale alle spalle e attività live di tutto rispetto, fra le quali spicca un concerto di supporto a Blaze Bailey.
(Limb Music) Sono stato, su un portale che non esiste più, fra i primi ammiratori degli Ancient Bards: ho imparato a memoria il loro debut “The Alliance of the Kings”, ho recensito con grande entusiasmo “Soulless Child” (
(Sinusite Records) Droga. Allucinazione. Deviazione mentale. É questo il mondo ideale del sound dei Carnenera. “Listen under drug effect”, dovrebbe essere il titolo di questo omonimo disco. E se lo si ascolta senza l’effetto delle droghe, sarà l’album stesso
(Destro Records) Ristampa da parte della Destro Records di “Mists Of Time”, primo album datato 1997 dei Lucifers Hammer, band Statunitense dedita a un black metal sulfureo con pesanti influenze death e rallentamenti doom. L’album si apre con la title
(Cimmerian Shade Recordings) Sludge/doom di fabbricazione croata l’EP “Atum”. Lo hanno assemblato i Duskburn, dopo averne realizzati già due tra il 2010 e il 12. Nelle note stampa leggo che le canzoni sono basate su “isolamento e angoscia (“Marrow”); l’occulto e l’eresia
(AFM/Audioglobe) Senza alcun dubbio, la direzione ultimamente intrapresa dagli Elvenking con “Era” (recensito
(Art of Propaganda) Prima o poi a suonare in un modo tutto tuo va a finire chela gente ti conoscerà. Se suoni la tua musica, ma più di tutto con il tuo modo di essere e sentirla e di concepirla allora qualcosa di buono ne verrà fuori. Fanno tutti così?
(Earthquake Terror Noise) Secondo full length per i Veronesi Neptune, band nata nel 2000 dedita ad un melodic death metal di stampo Scandinavo sulla scia di gruppi come In Flames e Dark Tranquillity. L’album, rispetto al precedente “Acts Of Supremacy” ha un taglio più aggressivo e diretto, un approccio più thrash alla
(Unique Leader) Fulminante e morbosamente tecnico questo sound death metal, sempre pronto a poronunciare sequenze ritmiche, riff e assoli di un livello si estremo, ma allo stresso tempo dalla sostanza più o meno scorrevole. Siamo vicini a cose dei Dying Fetus, per linearità delle esecuzioni, anche
(Svart Records) Esplorazione del divino e dell’infernale. “Quaternity”: la natura quadruplice dell’uomo e del suo rapporto con il divino. Un passo successivo rispetto al concetto di trinità, concetto al quale manca un elemento, il quarto, che è la natura umana o
(Autoproduzione) Primo full length per i Seprevation, band Inglese dedita ad un thrash/death metal che affonda le proprie radici negli anni ’80 e ’90, ricco di accelerazioni improvvise, assoli al fulmicotone alternati a parti più cadenzate, una sorta di incrocio tra gli onnipresenti Slayer e i Sadus. Un arpeggio di
(W.T.C.Productions) Oscurità e malvagità senza limiti. “Katabasis è la testimonianza del rituale di discesa agli inferi, nell’oscurità totale che differisce dalla luce assoluta solamente nel nome.”. Black metal profondo che in questo album trova un’ottima interpretazione lirica ed atmosferica. Sono i Tortorum, band recente formatasi nel 2010, già al secondo lavoro, con origini
(Inverse Records) Debutto sulla lunga distanza per i finnici Process Pain, nati nel 2006 e con due EP all’attivo. Il genere proposto è un death metal di stampo Scandinavo con robuste iniezioni di deathcore e nu-metal, quest’ultimo riscontrabile più che altro in
(Doowet Records) Forti di un contratto discografico, e con una lineup completamente rinnovata, i francesi Human Fate riregistrano e ampliano di due nuovi brani il loro debut autoprotto, “Part 1”. Il genere suonato? Beh, per una volta le informazioni promozionali hanno ragione: