Le nostre recensioni di novità o album già in circolazione, le impressioni, le sensazioni, le analisi e dei nostri ascolti su tutta la musica della scena metal & rock.
AGAINST THE FLOOD – “Home Truths”
(Siege of Amida) Dopo aver pescato dai sobborghi londinesi i TRC, la Siege propone gli Against The Flood, altra provenienti dal sud di Londra e con all’attivo un EP digitale autoprodotto che ha fatto parlare la scena inglese. Dopo un accordo con una agenzia di booking e alcuni live al fianco di Suicide Silence, Heart Of A Coward e altri, arriva il debut “Home Truths”, prodotto da Joni Mitchell (Funeral For A Friend e Bleed From Within). L’album è l’espressione di un metalcore moderno, forte, con grooves e qualche breakdown. Sono nove pezzi davvero rabbiosi e particolarmente pesanti, con il cantato di Matt Church a urlare ogni forma di disagio e protesta. Il sound degli Against The Flood è in debito con quello di Misery Signals e Between The Buried And Me, ma in particolare è avulso dalle melodie le quali proprio non riescono a ritagliarsi uno spazio nei pezzi. Si determina una scaletta dall’aspetto piatto e con pochi scampoli di musica atti a fare breccia nella testa di chi li ascolta. Gli Against The Flood hanno eretto un muro che devono assolutamente provare a scavalcare, pena il ristagno nel recinto dell’indifferenza.
(Alberto Vitale) Voto: 5,5/10













(Pure Steel-Audioglobe) Per i true defenders il ritorno degli Exxplorer ha qualcosa di miracoloso. Dopo “Coldblackugly”, del lontanissimo 1996, nessuno pensava che Lenny Rizzo e compagni potessero ancora calcare le scene: dobbiamo ancora una volta alla Pure Steel Records il merito di aver dato nuova fiducia una delle band più rappresentative della prima esplosione heavy metal americana, che peraltro già nel 2009 








(High Roller Records) Ad essere simpatici i quattro ragazzi svedesi lo sono, ma nella sostanza questo loro omonimo debut, di sedici pezzi dal breve minutaggio, alla fine dei conti stanca. Anzi, spazientisce. Spazientisce perchè la forte influenza Slayer, Exodus e Anthrax è talmente eccessiva che ascoltare per intero “Dr.Livingdead!” diventa un atto scontato. Se da una parte la produzione è granitica e levigata, la tracklist offre un generico stile crossover, tipo Municipal Waste o DRI, “Kill Me!”, ma anche un thrash d’autore alla Exodus “World War Nine”, Slayer “Slime from Above” e il mosh in stile Anthrax, “Dead End Life”. Risultano trascinanti, ma diventano scontati già prima della metà dell’album.
(This Is Core Music) Nel 2010 gli Screaming Eyes realizzarono “Still Breathing”, contenente tre tracce prodotte da Ettore Rigotti (dei Disarmonia Mundi e guru di molti altri gruppi). Un anno fa i riff avevano una potenza non indifferente, ma adesso “Greed” si dimostra per davvero un passo avanti. Pur riconoscendo che gli Screamings non propongono novità, dimostrano di avere un sound redatto con buona convinzione nei propri mezzi. La produzione è ad opera di Becko (Hopes Die Last, Everland) e Cresta (Doomsday, Everland) presso lo Skie Studio di Roma; lo stile si ancora nettamente alle correnti metalcore europee: tanta ritmica martellante e assoli di chitarra dal tocco scandinavo, mentre il riffing è generalmente pregno di fasi veloci, grooves e di ampie aperture melodiche, mentre la voce di Bruno gioca sul cantato in clean, growl e momenti puramente urlati. Tutto rispetta il copione di questo genere, con una scaletta (i pezzi sono 10) in grado di svilupparsi con agilità. “Greed” è, va detto, una prova facilmente collocabile nei dettami di un certo recinto musicale, ma la band italiana suona in modo europeo e di noia non se ne vede l’ombra.







