THREESTEPSTOTHEOCEAN – “Migration Light”
(Tokyo Jupiter Records) Ci sono molti modi di concepire il metal e tutte le sue sfumature: c’è chi lo concepisce come una valvola di sfogo, chi come un genere dove i tecnicismi sono d’obbligo, altri (altro…)
(Tokyo Jupiter Records) Ci sono molti modi di concepire il metal e tutte le sue sfumature: c’è chi lo concepisce come una valvola di sfogo, chi come un genere dove i tecnicismi sono d’obbligo, altri (altro…)
(Kscope) Terzo lavoro per i TesseracT. Nessun cambio radicale nel suono, diciamolo subito. O forse si? Si sente maggiormente la parte ritmica di basso e batteria, mentre le composizioni sono come al solito piuttosto intricate, richiedendo così più ascolti per essere comprese appieno. Ma ecco (altro…)
(Blastafuk Records) Adoro le uscite della Blastafuk Records, etichetta Australiana dedita al metal estremo, che negli ultimi anni sta prendendo sempre più piede nel (altro…)
(Torn Flesh Records/Winterwolf Records) Torna Eric Horner con la sua creatura, i Throne Of Malediction, ed arriva così al terzo full length sempre prodotto in pura autonomia, questa volta con diversi guest selezionati tra i precedenti membri della band. Una (altro…)
(Despotz Records) Nella seconda metà degli anni ’90, gli svedesi Tad Morose produssero un paio di album di alto livello: le fortune della band sono poi andate scemando nel corso del periodo successivo, portando addirittura a un decennio di inattività (2003-2013). (altro…)
(Art of Propaganda) Dopo un silenzio di 12 anni tornano i Thorenbreed. Ne sono passati di anni e loro si sono evoluti da band death metal ad un combo di black metal veloce e brutale. Naturalmente la componente death di una decade fa non è completamente svanita. Ecco perché il black (altro…)
(Behemoth Productions) Atmosfere pesanti, oscure. Letali. Il black della one man band italiana The Unchaining guarda a Burzum, ma punta anche a qualcosa di più viscerale, senza dimenticare immensi passaggi atmosferici esaltati da suoni dolci, violentati da vocals feroci. C’è (altro…)
(Svart Records) Mi aspettavo molto da questa release, visto che nel gruppo milita un membro degli Ancient Ones. Difatti, leggendo il flyer, sembra proprio che la nascita del gruppo sia stata dettata dalla necessità di dare spazio alle forti esigenze compositive di Mr Corpse. Va detto fin dall’inizio che le sonorità (altro…)
(Autoproduzione) Sembrano uscire dalla Bay Area questi Thy Fallen kingdom, band in realtà proveniente da Singapore con una genuina passione per il thrash anni ’80. (altro…)
(Satanath Records/Metallic Media) Forse certi paesaggi spersi nella federazione Russa sono compatibili con certi generi, con suoni che si orientano sul DSBM e l’atmosferico. Con “Gaia” (altro…)
(Autoproduzione) Ten Seconds Era è un fenomeno musicale emergente sospeso tra l’alternative rock e qualche spunto grunge, due generi a volte coincidenti, e l’aggiunta di qualche puntata nel metal. I ginevrini si propongono con melodie semplici (altro…)
(Mongol Metal) Pensavate di averle sentite tutte? Le sorprese nel mondo dell’heavy metal non finiscono mai! Mongol Metal è una associazione musicale che sostiene e promuove band provenienti dal paese di Gengis Khan: nel sound delle formazioni sotto contratto (tre in tutto) (altro…)
(Satanath Records) I The hell sono la risposta serba agli ormai compianti Morbid Angel. Portatori del verbo death, i nostri aprono le danze con un’intro recitata per poi cominciare a pestare giù duro. Il cantante, più che cantare, declama. Declama le sorti del mondo e di tutte quelle anime che (altro…)
(Napalm Records) Prendiamo dello stoner, ma anche del sano southern… magari anche del dark blues. Aggiungiamoci una voce polverosa, opaca, ai confini tra il grezzo spinto ed il growl tenebroso. Risultato? Il terzo album di questa band del Kansas! Lo dice la presentazione stessa: barbe lunghe, incolte e tanto -tantissimo- sudore. Amplificatori torturati, riff (altro…)
(Musica Productions) Ottimo e ben curato death metal melodico dalla Siberia. Un death metal che ovviamente richiama a produzioni svedesi note, ma che è in grado di proporsi con originalità, efficacia ed un marcato gusto melodico in grado di rendere queste nove traccie coinvolgenti ed attraenti. La sofferenza, quel senso depressivo, sono manifestati con (altro…)
(Punishment 18 Records) Da appassionato del genere, devo riconoscere, non senza soddisfazione che ultimamente il Bel Paese è una fucina di thrash metal bands, la cui qualità può tranquillamente reggere il confronto, se non addirittura superare quella di realtà estere. Basta pensare a gruppi come Irreverence, Sofisticator, Alkoholizer e Blindeath per rendersi (altro…)
(Autoproduzione) Talvolta mi stupisco di come certi demo di bands semisconosciute suonino molto più convincenti di alcuni albums pubblicati da gruppi più famosi e blasonati. Certo, la tecnologia ha fatto passi da gigante, e l’era dei demo tape è superata da un pezzo, ma serve comunque un certo gusto per trovare le sonorità adatte ad un determinato (altro…)
(Sliptrick Rec.) L’incipit di “Never to Be Seen Again”, opener di “Consequences, riporta alla mente le cose maestose dei Behemoth, ma in definitiva i francesi The Oath si spostano su territori meno (altro…)
(Svart Records) Tanta oscurità. Solo elettronica. Niente metallo. Ma un album favoloso, magnetico, psichedelico, un sound che annebbia la mente e devia le sensazioni. “Tähtiportti”, in finlandese, significa “Stargate” ed il nome si adatta perfettamente alla tipologia di sound, anche se qui non manca in vago (altro…)
(Nuclear Blast) Gli australiani Thy Art Is Murder hanno una caratteristica: sono veri. Fedeli a se stessi. Possono piacere o meno, ma nessuno può accusarli di essere falsi. Loro spaccano tutto, ti urlano in faccia, ti prendono a pugni. E se ne fregano delle conseguenze. “Holy War” -titolo maledettamente attuale- è il loro (altro…)
(Apostasy Records) Ritornano a distanza di sette anni dal precedente “The Dying Wonders Of The World” gli Svedesi The Duskfall, band dedita ad un death metal melodico di stampo Scandinavo. Con una line up fortemente rimaneggiata, in cui è rimasto come membro originale il solo chitarrista Karl Sandorf, la formazione Svedese effettua una sterzata (altro…)
(autoprodotto) Altro singolo del rocker britannico Daniel Trigger che si fece notare l’anno scorso con l’ottimo “Army Of One” (recensione qui https://www.metalhead.it/?p=29232), un disco che esaltò le sue doti artistiche, normalmente messe a disposizione della musica tramite ruoli session e (altro…)
(Nordvis Produktion) Niente metal. Nessuna furia black cadenzata da drumming eccessivo e chitarre perverse. Ma qui c’è l’essenza del viaggio introspettivo che porta al metal, al black, all’evoluzione sonora in chiave estrema. Si tratta di un vinile. 37 minuti di durata. Sette tracce che sono la colonna sonora di una notte (altro…)
(Infernö Records) Cantano in francese, hanno una produzione grezza e primordiale, e onorano l’heavy/speed degli esordi: con questo ep di sei pezzi, i Tentation si rivolgono senza indugi alla fascia di defenders più nostalgici e genuini. Come si presentano allora i brani? (altro…)
(Indelirium Records) L’Aquila e Termoli, cioè My Distance e The Memory, in coabitazione in questo “Bridges”. Le due band hardcore spartiscono equamente la release con cinque pezzi a testa. I My Distance si fanno promotori di un hardcore non troppo cattivo, ma sicuramente arrabbiato (altro…)
(Autoproduzione) Francesi al secondo full-“length”, The long Escape hanno le carte in regola per attirare i consumatori più giovani e smaliziati di progressive metal. Non inventano niente i transalpini, ma non si perdono in lungaggini e hanno un appeal che a tratti è proprio radiofonico. (altro…)
(Coroner Records) Sound a cavallo tra i ’70 e gli ’80, epopea Deep Purple di quegli anni, per esempio, oppure dei Whitesnake. Hard rock melodico, infarcito di tastiere e una spigliata e agile struttura musicale che nonostante venga riproposta quindici anni dopo (altro…)
(Autoproduzione) Nuovo album, il secondo, per questo gruppo abruzzese che diventa di fatto alfiere del deathcore di marca italiana. Eppure sintetizzare questo sound e modo di comporre nell’etichetta che definisce il suddetto genere, appare una costrizione deduttiva. Da scariche a sincope di taglio brutal death metal, a spinte (altro…)
(HDD Prod. / Black Tears) Nello spirito del pure fucking black metal o a dirla secondo le note stampa, i “Thorgerd plays exsclusively old school black metal”. La band infatti si lancia in questo debut album registrato in modo ruvido e approssimativo, attraverso (altro…)
(Nature Morte) Conosciuti per “Black Mouths” (QUI recensito) i parigini The Prestige rappresentano ancora, dopo tre anni dal precedente lavoro, un’avanguardia del post hardcore e in parte del post metal. Sono la raffinata evoluzione della durezza. “Amer” offre atmosfere crepuscolari, vissute dietro una cortina (altro…)
(Fire Was Born Records) Al contrario di un moniker solare e fantasioso, la musica dei The Big Jazz Duo è violenta, sinistra e oppressiva. Death metal alternato da groove, core, brutal, thrash, prog. Un carnevale del massacro. Thomas Franceschetti si immerge in (altro…)
(W.T.C.Productions) Come dichiarato in una intervista per Nocleansinging.com, questa one man band greca ha un solo obiettivo: esprimere del black metal come veicolo spirtuale che ha bisogno di devozione e adorazione per essere capito. “Liber Lvcifer I: Khem Sedjet” non è facile. Dura ben oltre un’ora. Ha una (altro…)
(Century Media) I Tesseract sono uno dei gruppi prog più discussi degli ultimi anni. Con all’attivo solo due album (Ma che album!) i nostri pubblicano un live che segna anche il ritorno sulle scene del primo cantante. Registrato lo scorso autunno, il platter mostra una (altro…)
(Autoproduzione) Quello che ovvio e scontato di “It Begins at Birth” è che suoni come una vecchia release di Entombed e Grave, ma ciò che stupisce è quanto fresco e ben suonato sia il deatrh metal che contiene. Ascoltando i quattro viene il dubbio che siano (altro…)
(Bakerteam Records) Nati nel 2004, i Russi Tantal esordiscono nel 2009 con “The Beginning Of The End” descritto come un mix di progressive, thrash metal e death con influenze moderne. Questo nuovo “Expectancy” segna un notevole mutamento di stile, sfociando spesso e volentieri verso lidi vicini al metalcore. (altro…)