HELFIR – “The Journey”
(My Kingdom Music) Luca Mazzotta è Helfir. Scrive e compone, suona e programma, canta. Dark, gothic, rock e metal sono fusi insieme in questo scenario sospeso tra malinconia e sogno. Album che accompagna, un vero e proprio viaggio come (altro…)
(Xenokorp) Putrida realtà underground in fatto di gore death metal e grindcore degli anni ’90, i francesi si ripresentano dopo anni, nel 213, per lasciare un ulteriore scia di sangue e abomini. Il primo album, “Mature Necropsy”, i Putrid Offal lo registrano proprio nel nuovo secolo
(Ipecac Recordings) Un’occasione sprecata per i Mr. Bungle. Se Mike Patton (Faith No More), Dave Lombardo (ex Slayer), Scott Ian (Anthrax), nonché Trey Spruance (ex Faith No More) e Trevor Dunn (ex Melvins e John Zorn) entrano insieme in studio dopo anni, chiunque si aspetta qualcosa di importante
(Metal Blade Records) L’album si apre con un staffilata estrema, “Misled Obedience”, alla Slayer e poi il resto tira diritto sui binari del thrash metal. Le chitarre la fanno da padrone, infatti Frank Thoms, anche voce, e René Schütz – quest’ultimo rientra nella band dopo una lunga essenza, vi entrò nel 1987 – esprimono riff in
(WormHoleDeath) Dal Costa Rica i Wings of Destiny propongono il loro quinto album, che come sempre più avviene in ambito power metal si fregia di numerose collaborazioni. Il disco si chiama “Ballads”, ma in realtà ci sono molte speed song! “Live again” vede la partecipazione del nostro Ivan Giannini, e il
(Massacre Records) Assieme ai Wizard, i Lonewolf sono fra le ultimissime band a suonare puro, incontaminato, barbarico ‘warrior metal’: un heavy/power muscolare, doppiocassato e guerresco, certamente un unicum (o quasi) almeno per la scena francese! Per festeggiare il decimo disco in studio, i transalpini regalano ai fan un cd
(Autoproduzione) Ci sono anche band folk/pagan metal sudamericane, chi conosce davvero bene la scena lo sa: gli argentini Skiltron, ad esempio, o i brasiliani Tuatha de Danann, tra l’altro da poco ritornati sulla scena. Dal Brasile vengono anche i Tandra, che si autoproducono il loro interessante debut “Time and Eternity”. La intro anticipa i temi
(Season of Mist) Ottima, se non addirittura spettacolare la nuova proposta della Season Of Mist che da qualche anno in fatto di uscite sbaglia pochissimo. Garmarna non sono esattamente una novità. Sono infatti al settimo album in studio e sulla scena da molti anni, almeno trenta. Probabilmente la band non è una
(Century Media Records) I Soulburn erano una costola degli Asphyx che ha poi preso ad andare avanti autonomamente nonostante una vita fatta di pause e ripartenze. Quarto album messo in piedi con un sound magistrale e in piccola parte fisiologicamente vicino
(AFM Records) Dopo
(Pure Steel Records) Non mi aveva particolarmente convinto il debut
(Petrichor Records) Gunder Audun Dragsten ha avuto una lettura molto personale del doom, portandola avanti con Godsend dove ha collaborato anche Dan Swanö. Doom metal torvo, triste ma capace di una musicalità più frizzante in certi momenti e con cambi di registro