BLACK LABEL SOCIETY, nuovo album in arrivo! Ascolta il primo singolo!
I BLACK LABEL SOCIETY annunciano Doom Crew Inc., l’undicesimo album in studio in uscita il 26 novembre su Spinefarm.
L’album sarà disponibile in versione digitale, CD e doppio vinile in tre varianti di colore in edizione limitata: bianco, argento e grigio/marmo. Inoltre, Spinefarm ha ideato un’esclusiva box (solo 500 disponibili in tutto il mondo!) che include: vinile, cassetta, CD, maglia, spilla, patch e foto card ufficiale.
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La band ha nel frattempo pubblicato “Set You Free”, primo singolo estratto dal nuovo lavoro. Ecco il video: (altro…)
(Nuclear War Now! Productions) Nell’ormai lontano 1980, in tempi assolutamente non sospetti, degli sconosciutissimi finlandesi fecero capolino nella restante scena europea con un suono che sembrava strappato direttamente dal suono inglese, all’epoca testimone del fenomeno ‘Black Sabbath’.
(Seance Records) La Seance è una di quelle etichette da tenere sempre d’occhio, perché ormai si è capito che spesso e volentieri decide di sacrificare la quantità per la qualità.
(Hells Headbangers) Probabilmente i cacciatori d’ossa hanno, con questo album, trovato la loro definitiva forma. Nessun stravolgimento di suono dal disco precedente, magari solo qualche suono meno grezzo dovuto a una produzione di livello leggermente più alto, ma questo non ha intaccato il sound grezzo e furioso del loro black ‘n’ roll. 
(Maxima Music Pro / Wings Of Destruction / Old Metal Rites Rec) Terzo full length (quarto se consideriamo il demo di debutto “Dismembered Human Race”, un lavoro a mio avviso di qualità tale da poter essere considerato un album a tutti gli effetti) per i calabresi Zora.
(earMUSIC) In pochi possono suonare metal e arrivare ai trent’anni di carriera. Tra questi, ancora meno riescono a fregiarsi del titolo di “inventori di un genere”. Mister Hansen è tra questi, stando lui al power tedesco come i Maiden stanno al metal.
(Iron Bonehead Productions) I bielorussi Pa Vesh En (o dovrei usare il singolare?) continuano la loro discesa verso territori abbastanza inesplorati del black più cacofonico, sperando di trovarvi un briciolo di struttura in modo tale da poter continuare a chiamare questo agglomerato sonoro ‘musica’.
(Autoproduzione) La stilista brasiliana Trapezia, creatrice di una linea personale di vestiario gothic e burlesque, ha scoperto da poco di essere interessata al mondo del metal: e propone così al pubblico un breve EP di tre tracce.
(Soman Records / Treehouse Records) Per una volta ci troviamo di fronte ad un Gruppo culturalmente e geograficamente non connotabile: Francia, Brasile, Belgio, Portogallo… per non parlare delle tematiche e delle sonorità trattate, molto mediorientali. Più che ad un gruppo, a ben vedere, ci troviamo di fronte ad un progetto, che ha colto l’occasione della pandemia per confrontarsi su un sentire comune, maturato in questo CD.
(Emanzipation Productions) Avrei scommesso il mio piede sinistro sul fatto che questo gruppo fosse statunitense… e ora sarei mister gamba di legno. 
(Avantgarde Music) Inarrestabili gli americani Windfaerer! Hanno fatto passare tre anni dall’ultimo “Alma” (
(Vargheist Records) “Destino nel nome”? Sì, forse per i due losangelini che portano avanti questo progetto si potrebbe usare la famosa espressione. Perché “ferale” è proprio il termine che userei per descrivere almeno in parte la proposta musicale qui recensita. La musica del duo è istintiva, diretta, chiara negli intenti quanto nell’esecuzione, ridotta all’osso, essenziale e onesta.
(Pride & Joy Music) Il secondo disco dei Season of Dreams mi sembra avere lo stesso problema del primo (

(Firecum Records) Uscito originariamente nel 2014, il debut nonché (al momento) unico full-length del duo americo-portoghese Dragon’s Kiss viene ristampato su vinile; devo dire che, purtroppo, “Barbarians Of The Wasteland” brilla ben poco.
(Noble Demon) Al debutto discografico, gli Oceanhoarse promettono scintille e fuochi artificiali… diciamo che tutti i gruppi, bene o male, promettono tanto, ma solo alcuni non disattendono le promesse date. Nel caso di questo nuovo gruppo nato al Helsinki la regola vale a metà.
(High Roller Records) Ennesimo ‘finto album’ (dico così perché hanno tutti la lunghezza di un generoso EP) per gli Haunt di Fresno, California: dopo “If Icarus Could Fly” (
(Dying Victims Productions) Esordio su EP per gli australiani Fate’s Hand, che mantengono un alone di mistero centellinando su internet le informazioni che li riguardano…. 
(Century Media Records) Breve parentesi per il duo americano Spirit Adrift, il quale pubblicò l’ottimo “Enlightened In Eternity” meno di un anno fa (
(Stygian Crypt Productions) Mi aveva convinto il precedente disco degli Stozhar (
(Xtreem Music) Thrash metal dal Perù… e che thrash! I Maze Of Terror tornano con un nuovo album cinque anni dopo il precedente “Ready To Kill”. Il loro suono non è cambiato di una virgola: sporco, grezzo, veloce e con quel che di ‘tecnologico’ e tecnico che li contraddistingue dalle altre proposte musicali.