CELLAR DARLING, il nuovo singolo “Dance”
Con “DANCE”, i CELLAR DARLING hanno creato una canzone che riprende il tema di “Death and the Maiden” del loro concept album “The Spell”del 2019, ma allo stesso tempo lo adattano al qui e ora: una ‘danza della morte’, una visione della fine. (altro…)
(Iron Bonehead) Stranamente i Nexul sono americani… ‘stranamente’ sì, perché il black da loro proposto è molto tradizionale e votato alle sonorità europee, più oltranziste e meno imbastardite con il death. Il disco in questione è classificato come EP, nonostante il numero di tracce ed il minutaggio totale, che lo rendono praticamente un disco a tutti gli effetti.
(Steamhammer / SPV) Dopo un debutto in qualche modo ironico ma assolutamente efficace, torna la band di John Diva per il secondo capitolo, il seguito del favoloso “Mama Said Rock is Dead” (
(Slovak Metal Army) Gli Arawn sono uno di quei pochi gruppi che hanno avuto il piglio di prendere in mano gli elementi distintivi del death metal svedese e rifarli propri in modo originale, senza per forza diventare delle brute copie degli In Flames. 

(Heavy Gloom Productions) Questo disco è una sorta di colonna sonora ideale per chi volesse leggere Milton nelle sue opere più conosciute. E questa colonna sonora è un black piuttosto pomposo e tanto tanto devoto alle tastiere.
(Purodium Rekords) Un demo black non è tale se non è rigorosamente in MC. Se poi si considera che questo gruppo (o progetto solista, non si sa…) è parte della scena underground portoghese il gioco è bello che fatto: 

(Hells Headbangers) Dopo sei anni di assenza, tornano con il loro terzo album i Children of Technology, terzetto veneto/siciliano dedito ad uno speed/thrash decisamente old school ed estremamente coinvolgente. 
(Non Serviam Records) Probabilmente potremmo considerare i Keiser come il sogno di tutti quegli ascoltatori di metal che da sempre hanno mal digerito la sterzata dei Dimmu Borgir da dopo “Puritanical…”.
(Glory Stables Records) Il tempo da occupare durante la pandemia non era poco, per cui gli heavy/speed metallers Stallion, nonostante avessero già pubblicato nel 2020 “Slaves of Time” (
(Horus Music) Lo chiamano ‘fresh metal’, ma a un vecchio defender come è piaciuto per il suo restare ancorato nei suoni e nei generi ‘classici’: il debutto dei torinesi Invisible Horizon è breve (sei brani e tre intermezzi, per 37’ di musica) ma intrigante nel suo miscelare stili e atmosfere.
(Temple of Mystery Records) Eccezionale esordio heavy/epic metal dal Canada: i Possessed Steel riescono in questo “Aedris” a condensare il meglio dei suoni delle due sponde dell’Atlantico, generando un connubio irresistibile per chi abbia frequentato il genere…